@6.3.07

Mantova, oh Mantova

Cose che ho fatto

Franz Meo, Brian Bendis, io me medesimo e Carlo

Bellina la città di Mantova. Peccato che, come mi avevano avvisato, è circondata da puzza di cacca di mucca o in alternativa di tanfo d'acquitrino.
Bello anche il Bed&Breakfast, ma sopratutto accogliente la fiera. Tanto spazio, abbastanza tranquilla, non è né un mercato né una galleria d'arte, e pare sia in crescita. Ero presente insieme al compadre Carlo Del Grande per curare alcune conferenze. Splendida esperienza: grazie davvero a Franz Meo e Sara Mattioli per avere creduto in noi e averci sostenuto in ogni modo. Gli incontri, anche quelli più tecnici, hanno avuto un ottimo successo di pubblico. Sono particolarmente fiero per la breve ma densa conferenza con i tre distributori, mentre nerdisticamente sono orgoglioso di avere presentato Brian Bendis ai lettori italiani. Ho fatto un po' di spesucce, approfittando di sconti e occasioni... che nerd sarei altrimenti?

Gente che ho incontrato

Diegozilla!!!

Tanti da elencare. Andrea Gadaldi e Alessandro Boni, gli autori Alien incatenati allo stand, e la nostra hostess Leda. Il team BD, con il carissimo Marco Schiavone, persona a cui devo moltissimo, Michele Foschini, il believer Diego Cajelli, il maestro Tito Faraci, il team di JD/Garrett (Rrobe, il mitico Burchielli e Davide Gianfelice, che ho finalmente conosciuto di persona). I protagonisti della conferenza sulla critica (Nicola Peruzzi, Alberto Casiraghi, Guglielmo Nigro), gli amici Emo Longobardi, Alberto Polita, Luca Vanzella e altri ancora. Alessio Danesi, con cui ho passato la serata di sabato davanti a un locale fighetto a parlare di Dc, Andrea Mutti e Giuseppe Ferrario, con cui si è parlato di donne e del sud Italia. Quel pazzo di Gabriele dell'Otto, il vulcanico e sempre disponibilissimo Francesco Settembre, il pipobarbuto Bottero (che mi ha regalato un prezioso salume), Cammo e Jessica (con cui ho passato una splendida cena-pro), Lee Bermejo (che forse riuscirò a far scendere in Sicilia!), Paolo Accolti Gil (dove ho acquistato un paio di Tp che non pensavo di trovare!), quel comunista di Cristiano Grassi, con cui abbiamo passato l'ultima sera una cena a base di fumetti e politica, e tanti tanti altri ancora.

Cose che ho visto

:O

Beh, quella qui sopra varrebbe per tutte, no? Ho visto anche un Devil abbastanza credibile e un Blade un po' in carne. Ho visto la pelata di Bendis dal vivo e la moda che verrà, dei pupazzini di polistirolo da dipingere e personalizzare e i fumetti americani venduti a peso. Però ho visto anche il deserto tra i corridoi venerdì pomeriggio... che si sono riempiti a dovere il giorno dopo. L'anno prossimo spero di rinnovare la collaborazione e in ogni caso la visita.
Altre foto, intanto, le trovate qui.

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@8.11.06

Massacro Lucchese


Devo decidere cosa fare da grande: l'autore o il critico. Anche quest'anno a Lucca ho corso come un pazzo, con il risultato che la gente mi chiedeva "Ah, ma tu c'eri a Lucca?". Ho moderato tre conferenze (Beccogiallo, Brad Barron e Lavieri), ho presentato quella di ComicUs e ho assitito a vari incontri. Ho firmato tanti albi e realizzato tanti schizzi, ho fatto varie interviste e raccolto tante informazioni. Con poco sonno alle spalle e tanto alcol in corpo, ma sopratutto circondato da tanti amici, ho passato una delle fiere dall'atmosfera migliore, più intense e fruttuose della mia vita.

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@17.10.06

Tutto in 24 Ore



Ci vuole una buona dose di incoscenza per partecipare ad una 24 Ore del fumetto, una delle maratone più incredibili mai sadicamente concepite dalla mente umana. Ho accettato con tanto entusiasmo e altrettanto rimorso mi ha tormentato nei mesi successivi. Ma l'affetto per Alberto Casiraghi e Ettore Gabrielli de Lo Spazio Bianco, nonché per Salvo di Marco della Scuola del Fumetto mi ha spinto a mantenere la parola data. La maratona è innanzitutto un gioco. E' anche una sfida con sé stessi, oltre che con gli altri che partecipano. E a Palermo è stata anche una rimpatriata tra amici, tra mostri sacri come Gianni Allegra e Giuseppe Franzella e giovani rampanti come Lelio Bonaccorso e Aurelio Mazzara. E in mezzo, io, Sergio, Claudio, e vari altri rappresentanti della "media guardia" del fumetto palermitano.
Sfortunatamente mi sono beccato un'influenza, con tosse, raffreddore e mal di testa annessi che se ha favorito il delirio necessario per immaginare una storia improvvisata, mi ha fiaccato fisicamente. Infatti, mi sono perso cinque ore della maratona per riposarmi a casa, per poi ritornare la mattina dopo a completare le mie 24 tavole. Il delirio, dicevo: i cazzeggiatori/fumettisti professionisti palermitani sono notoriamente avvezzi al cazzeggio. L'imitazione di Marco Masini da parte di Roberto Di Salvo è arrivato dunque già verso le 6 del pomeriggio, mentre le sigle dei cartoni giapponesi l'hanno fatta da padrone per l'intera mattinata di domenica.
Personalmente, quando necessitavo ci concentrazione mi mettevo i fidati Led Zeppelin e gli amati Wilco nel lettore Mp3 per proseguire nelle mie tavole, dove si trovano, nell'ordine:
- un tizio in tuta dal meccanico munito di maschera da sub e ombrello
- svariati dinosauri
- un orco
- uno zombie
- un semaforo
- un medico

Potete immaginare che elementi del genere possono uscire solo in una storia favorita dalla stanchezza, dalla febbre e dalla follia circostante.
Ma al di là del massacro fisico, resta un'esperienza bellissima. Quando è passata la stanchezza fisica, è rimasto solo il bel ricordo. Un grazie quindi agli organizzatori, ai partecipanti e ai pochi neuroni rimastimi.

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@29.8.06

Diario da Berlino 6 - Si, ok, ma alla fine Berlino com'era?

Berlino è magica, una città di cui ci si innamora facilmente. Questo al di là del fatto che si ami o meno la cultura tedesca. Berlino è una città cosmopolita, moderna, ma allo stesso tempo mostra orgoliosa le cicatrici della sua Storia, che la arricchiscono e la definiscono.
Ogni quartiere ha una sua identità, ogni tre fermate della metro ti sembra di essere in una città diversa, e le persone che ti circondano sono sempre e comunque di tutti i tipi!
Dalla Ku'damm, un po' un viale di Parigi, a Kreuzberg, quartiere multietnico per eccellenza, al grigiore dei quartieri dell'est e alle luci in stile Manhattan di Potsdammer Platz, fino all'eleganza a misura di turista di Unter den Linden, Berlino accontenta tutti.
E che dire dei locali, dove entri alle 8 ed esci all'una, usandoli come ristorante, come pub e come circolo ricreativo o culturale? Con una cultura del mangiare e bere bene che noi italiani conosciamo bene, con una cordialità spontanea verso non solo i turisti.
E tutto ciò all'interno del contesto di una capitale europea ordinata e funzionale, oltre che variegata e divertente.
Cosa chiedere di più? Un'ottima compagnia, ecco. Siamo partiti in due, amici da una vita con tanti gusti in comune, quindi ci siamo venuti incontro facilmente, e con tanta voglia di camminare, e di chilometri ne abbiamo macinati.
Ancora, dopo quasi un mese, quando penso a Berlino mi sale la nostalgia e mi si illuminano gli occhi. Spero di tornarci presto, perchè no, per un periodo magari più lungo.

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Diario da Berlino 5 - Foto Parade (3)

Arte moderna 1


Arte moderna 2


Victor Victoria Park


Faraone Marcus I


Ancora amore ursino


Devozione sovietica


Ancora gorilla...


Murales


Il miglior currywurst di Berlino!


Animali dentro e fuori la gabbia


Marx & Engels (trova le differenze)


Marlene Dietrich


Arte moderna 3

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@17.8.06

Diario da Berlino 4 - Foto Parade (2)

Tipico da Berlino Est.


Argh.


Muro contro muro


Imperatore Marcus I


A sorpresa, la stele di Hammurabi!


Buon appetito


Separati alla nascita


Buon appetito 2


Mah, veramente sarebbe nostra...

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@13.8.06

Diario da Berlino 3 - Foto Parade (1)

La prima cena alla Dicke Wirtin


Amore ursino (!)


Amore per la Hefe Dunkel


Aiuto!


Idioti nella cupola del Reichstag


Devozione e commozione


Amore per la musica


Culo-Ragno


Nella metro, la notte, stanco morto.

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Diario da Berlino 2 - L'incontro

Al di là degli amici italiani, delle belle ragazze tedesche, dei camerieri turchi ed omosessuali, l'incontro più indimenticabile di Berlino è stato quello con Vincenzo il mazzarese.
Io e Dario passavamo alle spalle del Bundesrat e notiamo un poster del celebre satiro danzante di Mazara del Vallo ai piedi di una pila di cartoline berlinesi. Affianco, una specie di sosia di Danny De Vito mette ordine alla sua piccola ma strapiena bancarella. Ci sente parlare del satiro, in siciliano, e subito ci fa: "Ehi picciotti! Trapanisi siete?!".
E' nata un'indimenticabile chiacchierata di venti minuti buoni con questo sopravvissuto della Storia che ci raccontava della sua vita a Mazzara del Vallo, della sua fuga in Germania, dei suoi business più o meno legali (sopratutto meno), della sua abilità di vendere cartoline della Sicilia ai giapponesi a Berlino e della sua vita sessuale (!). L'ultima cosa che ci ha confidato, disperato, era si era dimenticato di chiedere ad un suo anziano ma "sessualmente attivo" cliente quante uova erano necessarie per un miracoloso intruglio allo zabaglione che avrebbe rinvigorito il suo desiderio sessuale.

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@10.8.06

Diario da Berlino 1 - Cose indimenticabili

In ordine rigorosamente casuale:

- Lo sportivo vespasiano della nostra kneipen (=locanda/pub) di fiducia, la "Dicke Wirtin":



- Le bionde. L'80% delle volte di forma peroidale, per la dieta vergognosa che fanno, ma sempre belle da vedere.

- L'autentico costume di Darth Vader esposto al museo del cinema:



- La saporitissima birrozza a meno di tre € per mezzo litro!

- L'imponente monumento alla letteratura a Bebelplatz, dove avvenne il famigerato rogo dei libri da parte dei nazisti nel 1933:



- Quella splendida moretta al Pergamon Museum che disegnava le statue classiche e mi ha beccato mentre la filmavo.

- La splendida compagnia di Vincenzo e Sveva.

- La risata di Dario in faccia al cameriere dello "Zeitlos" dal sorriso ebete.

- Le tracce di simpatici italiani disseminate sui resti del Muro, tra cui il ben noto sempiterno motto di gioiosa sensualità riprodotto nella foto qui sotto:



- Il Currywurst di Prenzlauer Berg!

- La metropolitana più tranquilla del mondo.

- La monumentale porta di Babilonia, al Pergamo.

- L'Orango dello zoo che guardava i visitatori come se fossero loro dentro una gabbia.

- Il mio primo ed ultimo cappuccino della mia vita da Starbucks. Bleah. A cosa non porta la sete di caffeina.

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@9.3.06

Napoli Comicon 2006: di porchetta e fumetti



Quattro parole su Napoli Comicon le ho spese nel reportage ufficiale (ma in toni ufficiosi) apparso su ComicUs.it.
Nella foto, mi prendo una pallottola in testa da Debbie Dillinger mentre sfoggio la porchetta piccantissima che mi ha portato il mitico Bottero. Photo courtesy of Bot-man.

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  dal 23/12/2004
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