@21.10.06

Iena ridens pauca

Le iene portano bene, ma ultimamente non a loro stesse. Hanno poco da ridere i canidi in giacca e occhiali scuri, da quando sono apparsi sul registro degli indagati del caso “Parlamento dopato” quattro membri del loro staff. E adesso il garante per la privacy, forse per par condicio, forse perché ormai c’ha preso la mano, sanziona anche il servizio dove i giornalisti di Italia 1 effettuano dei test nei bagni di una discoteca di Milano all’insaputa dei soggetti. I politici, si sa, sono vanesi, e il test nei loro confronti è stato somministrato con finte sedute di trucco. I giovani bevitori, si sa altrettanto, vanno spesso alla toilette, ed è lì che è stato posta la spugnetta rivelatrice. Altro che par condicio, questa è una disparità bella e buona oltre che squallida.
È un eufemismo considerare discutibili i metodi delle Iene. Il confine tra il diritto di informare e le libertà personali è sfumato come una striscia di cocaina. Ma se lo stesso risultato statistico poteva più o meno essere raccolto tra i giovani discotecari con sondaggi anonimi, in che altra maniera avremmo potuto sospettare dei nasetti sporchi dei nostri parlamentari? Sarà interessante vedere cosa succederà nei prossimi mesi. Se la richiesta trasversale di test ufficiali per tutti gli onorevoli verrà accettata, o se i soliti privilegiati della maggioranza silenziosa altrettanto trasversale faranno scivolare anche questo piccolo grande scandalo nel dimenticatoio. E per festeggiare, si fumerà tutti insieme il narghilè della pace.

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@12.9.06

Chi è più scemo? Lo scemo...

...o chi gli va appresso?
Nb: Prima che qualcuno si lamenti, so che il leggendario Irwin non avrebbe fatto male ad una mosca (ma le avrebbe certamente rotto le scatole).

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@5.9.06

Che Razza di morte!

Della serie "ve l'avevo detto", un saluto al leggendario Steve Irwin, idolo australiano, star del documentarismo, e rompicoglioni supremo per le scimmie di mezzo mondo.
Vogliamo ricordarcelo così (se proprio dobbiamo):

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@29.7.06

Variabili impazzite



Adesso scriverò qualcosa di molto impopolare. Si, perchè ci sono determinati argomenti, il più delle volte legati a doppio filo con temi come la religione o il razzismo, che il politically correct ci ha imposto di non trattare o al più di parlarne con i prosciutti sugli occhi. Poi, certo, c'è il politically uncorrect gratuito, quello delle bestemmie buttate lì solo per fare rumore, quello delle prese di posizione "alternative alla massa" giusto per farsi notare.

Spero non vi dia questa sensazione, se dico che le tensioni in medio oriente sono tutte quasi sempre riconducibili ad una variabile impazzita: Israele. Israele è fuori posto, lì, per come è stata concepita: ritagliare spazio fisico ad altri, cacciandoli dalle proprie case e terreni, imponendo la convivenza forzata. Una scelta che ha sempre portato a tensioni e guerre civili, quando i confini sono stabiliti in suntuose sale riunioni a migliaia di chilometri di distanza. Tra paesi a maggioranza musulmana e perlopiù poveri, la vera variabile impazzita è quindi, a mio modestissimo parere, la presenza di uno "stato" costruito ad hoc da una risoluzione Onu e dalle pressioni di Inghilterra e Stati Uniti che si trova ad avere un enorme potere economico e finanziario che va oltre i suoi confini. E di conseguenza, le mire espansionistiche che un tempo non erano mancate (guerra del kippur, guerra dei sei giorni, etc), aspettano adesso solo la minima provocazione per rimettersi in moto. Prendiamo il conflitto con il Libano in corso: è come se un tizio che conosco viene a darti uno schiaffetto e tu per ripicca mi dai un calcio nelle palle.
E in tutto ciò la diplomazia si limita a due-tre giorni di minacce e a volantini che invitano la gente ad uscire da casa (un libanese su 5, oggi, non ha più una casa... e almeno per la legge dei grandi numeri non possono essere tutti terroristi).
Finchè Israele resterà ad un livello di potenza economica e militare tanto superiore ai paesi che la circondano, non potrà esserci pace lì. Perchè con tutte le buone intenzioni, con tutte le risoluzioni, con tutte le pressioni internazionali, chi combatte i lanciatori di sassi con i missili, è sempre un passo avanti. Basti pensare che mentre "i grandi della terra" parlavano di tregua e pace, a Roma, dall'Inghilterra partiva un rifornimento di missili comprato dall'esercito Israeliano.

E dico tutto ciò da persona cresciuta in un ambiente aperto alla tolleranza, in una cultura innanzitutto antifascista e partigiana, e rispettosa anche delle origini ebraiche della mia famiglia. E (scontato pure dirlo) mi rendo conto del terrore costante in cui vivono gli isrealiani ed ebrei nel mondo. Ma questo genere di prepotenze dà solo spago ai terroristi.

E veniamo a noi, a questa bella Italietta. Una maggioranza di sinistra la cui variabile impazzita sono i democristiani (ne ex, ne post, democristiani duri e puri) che il maledetto bipolarismo (e l'ancora pù maledetta ricerca dell'elettorato moderato) ci impone di tenerci dentro. Gli stessi democristiani che propongono indulti per i reati finanziari, gli stessi reati che hanno rovinato l'Italia negli ultimi anni, da Tangentopoli agli scandali dei grossi gruppi industriali ed edilizi. Però, magari qualche ex-democristiano lì in mezzo c'è, ed è meglio tirarlo fuori dai guai. Vuoi o non vuoi che un domani lo si debba candidare, in consiglio comunale o al senato?

Non avrei mai pensato di rimpiangere Berlusconi. Almeno mi sarei lamentato con qualcuno che sentivo di detestare completamente politicamente, adesso quasi mi mordo la lingua.

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  dal 23/12/2004
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