@25.3.07

Eran 300, giovani e forti...



Visto e gradito 300. Vi dirò la verità, in un videoclipparo come Snyder non avevo molta fiducia, e il rischio "fumettone senza anima" era dietro l'angolo. L'approccio pseudo autoriale dichiarato all'inizio, poi, mi ha fatto pensare che l'opera non sarebbe stata diffusa granché nelle sale. Invece le polemiche ad hoc hanno spinto il film in Usa, visto da chi voleva criticarlo e da chi voleva identificarcisi, facendolo schizzare in cima al botteghino, nonostante un approccio sui generis e degli attori sconosciuti (ma tremendamente somiglianti alle contorparti cartacee). E anche in Italia, quindi, abbiamo potuto vederlo. E meno male. Perché 300 è una gioia per gli occhi,una scarica di adrenalina, un esempio di come il computer e il famigerato "schermo verde" possano portare ad un'ottima fotografia che da sola vale tre quarti del film. Sin City lo aveva già dimostrato, d'altronde. E come Sin City, 300 è assolutamente sopra le righe, un film da non prendere sul serio, senza vederci chissà quale oscuro disegno plagiatore, ma che come tutte le produzioni di Miller da DKR è una provocazione continua, l'esacerbare tutte le caratteristiche di un genere (il peplum, in questo caso), con buoni e cattivi divisi come il bianco e nero. E si spiegano con facilità gli inserti "fantasy", che per certi versi non mancavano neppure in Erodoto, e che sottolineano ancora di più l'esotismo dei persiani. Inevitabile qualche risatina, grazie alle scene di tensione omoerotica sparse (a mio parere volutamente) e ad una scena che da sola risponde a tutti coloro che ritengono che questo film è un'apologia della violenza e della strategia di guerra americana: Mentre Leonida si appella alla civiltà, il suo secondo scanna gli ultimi sopravvissuti, concordando sulla necessità di essere civili...
Non prendete troppo sul serio questo film, godetevelo e basta.

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@20.1.07

Grind House!!!

Finalmente on line il trailer di Grind House, il nuovo film double-feature di Tarantino e Rodriguez! Come quei filmacci di serie Z da drive in che i due registi tanto amano, i film escono in coppia, e tra l'uno e l'altro ci saranno anche dei trailer "fasulli" di film inesistenti sullo stesso filone all-action/splatter/demenziale :)

E' un puro lavoro d'amore per i due registi che hanno inventato un genere rispettivamente con Pulp Fiction e C'era una volta in Messico e ricreato i termini "pastiche" e "post-moderno" applicati al cinema. Per dedicarsi a Grind House, progetto che avevano in mente da tempo, hanno messo da parte i più impegnativi e commercialmente appetibili Inglorious Bastards e Sin City 2. Io, intanto, non vedo l'ora.

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@27.5.06

X-Men 3, una recensione fatta col cuore



Difficile che io riesca ad essere imparziale quando devo giudicare un film sugli X-Men: sono i personaggi che seguo da una vita, quelli a cui sono più affezionato...
Vedendoli al cinema dunque sono combattuto tra l'affetto per i personaggi, e la gratificante ed emozionante sensazione di vederli "live", e le pretese del fan di vecchia data.
In ogni caso, X-Men - Conflitto finale è un film che va oltre le aspettative. L'assenza di un ottimo regista come Singer, che nel secondo capitolo della trilogia aveva superato se stesso, si sente: non ci sono certe trovate di regia e finezze di sceneggiatura (come un certo humor irriverente), da questo punto di vista è un po' banalotto. Ma il film ha un buon ritmo, specie nella prima parte, e delle scene altamente spettacolari e intense. Certo, alcuni elementi di metafora si sarebbero potuti approfondire meglio, e sopratutto alcuni personaggi avrebbero potuto godere di maggiore visibilità e rispetto, ma il tutto viene compensato con un certo coraggio nel rompere lo status quo. Lo spettatore, specie quello appassionato, viene shockato, forse gratuitamente, ma non può fare a meno di sentirsi coinvolto ed emozionarsi.
Un vero peccato che alcuni personaggi, che erano stati inseriti per strizzare l'occhio ai fans (come Psylocke, Callisto, Omega Red...) poi non c'entrino una beneamata mazza con i loro corrispettivi fumettistici, e che altri, come Colosso, vengono usati solo per i lavori forzati (da subire in silenzio!)... ma in compenso i personaggi principali vengono approfonditi, con risvolti inaspettati, e Tempesta ha il giusto ruolo che merita. E non perchè lo dica Halle Berry, ma perchè il personaggio è una delle colonne della saga mutante.
Peccato per la colonna sonora forse troppo pesante, a volte.
Insomma, un film meno intenso e "autoriale" del secondo, più spettacolare di tutti gli altri capitoli della saga, ma emozionante e coinvolgente.
Anche se non siete dei nerd come me.

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@2.5.06

Goduria nerdico-cinematografica



Nella sola giornata di oggi, parecchio densa di lavoro arretrato, ho avuto modo di rilassarmi per qualche minuto con ben due filmati che vi segnalo subito.
Gioie per gli occhi di ogni nerd che si rispetti, finalmente possiamo vedere un bel pezzo della scena ambientata nella Stanza del Pericolo da X-Men 3 (qui) e il primo vero e proprio trailer del film di Superman by Brian Singer (qui).
Nel primo filmato possiamo assistere a come è stato aggirato (in maniera abbastanza banale direi) la questione di mostrare le Sentinelle nel film, ma la scena ha il suo punto forte nella "mossa" fastball special che da vedere dal vivo fa un certo effetto. Il secondo filmato invece ci fa già assaggiare quanto sarà grande Superman Returns, con un cast di alto livello (Kevin Spacey/Lex Luthor si preannuncia fenomenale) e delle scene emozionanti.
Ancora poche settimane!!!

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@27.3.06

Il caimano



Il Caimano non è un film su Berlusconi, o almeno, lo è in parte.
E' un film sull'abbandono, la crisi della famiglia, la crisi del cinema nostrano, l'Italia moderna e quella dei furbi. C'è un grandissimo Silvio Orlando, produttore cinematografico di serie Z fallito nella vita e nella carriera, c'è una particina per Michele Placido, che quando si prende in giro, come in Liberate i pesci, è sempre grandioso, c'è lo stesso Moretti che parodizza una certa sinistra per poi convincersi (e convincere) nel finale.
Nella prima parte si ride spesso, per le caratterizzazioni sopra le righe di certi personaggi, poi mano a mano arriva la malinconia, mentre il quadro intorno al protagonista si delinea, mentre la scalata al potere di Berlusconi, raccontata parallelamente, ci mostra il declino del paese, il suo cambiamento, il suo passaggio a logiche consumiste, materialiste, non solidali, non democratiche.
Berlusconi è un pretesto per unire la vita del protagonista, che deve fare un film su di lui, a quella dei personaggi di contorno, ma è anche un pretesto per alcuni dialoghi sul declino della politica, sulla riabilitazione dei furbetti, sui misteri dell'Italia degli ultimi 20 anni legati al Biscione.
Non c'è da scandalizzarsi: quello che viene rappresentato intorno a Berlusconi, quello che viene recitato dall'attore (anzi dagli attori!) che lo rappresenta egregiamente, e anche i pochi inserti documentaristici, è la sacrosanta verità che tutti conosciamo.
Il problema è che chi vede un film come questo (o come Viva Zapatero, o come La Mafia Bianca) sa già da che parte voterà. Non sposterà un voto. Se la casalinga di Voghera lo vedesse, forse, potrebbe non votare Berlusconi, il 9 aprile.
Ma la sua vera forza elettorale non sono gli ignoranti. L'ignoranza, con un certo sforzo, si può cambiare. Il problema sono i furbi. I piccoli criminali con i piccoli colletti bianchi. Sono le persone che sanno che votando Forza Italia, a livello macro, sapranno di avere condoni per abusivismi e evasioni fiscali, o agevolazioni sulle tasse di successione o in tribunale. A livello micro, chi sa di poter avere un posto assicurato alla Forestale, o una spinta nella corsia ospedaliera.
L'ignoranza è uno stato dell'essere, la furbizia è congenita.

Il problema è questo. La furbizia e la criminalità dell'Italietta delle barzellette elevata a politica ordinaria, incarnata da un massone, mafioso, arrogante e presuntuoso seduto sulla poltrona di Presidente del Consiglio.

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@23.1.06

Un tizio chiamato Notte



Manoj Night Shyamalan è uno dei miei registi preferiti, negli ultimi anni. Il Sesto Senso è un buon film e Unbreakable è vicino al capolavoro. Adoro le sue inquadrature ardite, quasi Kubrikiane, il suo ritmo lento e la sua ricerca della tensione verso il twist finale, una costante nei suoi film. Mi ha deluso solo in Signs, che perde molto con il mostrare senza più indugi il "mostro" sul finale (quando invece la suspance aveva solo suggerito la sua presenza, incutendo maggiore timore) e una stupidaggine che manda a monte tutta la sceneggiatura (che non rivelo per chi non l'avesse visto... ma ve ne accorgerete, e se lo avete già visto, ci siamo capiti).
Ho appena visto the Village, e vi ho trovato il meglio del regista indiano. Un ritmo lento (ma non troppo, stavolta), inquietitudine e caratterizzazioni sopra le righe, soggettive miste a panoramiche, alternanza di movimenti lenti e a scatti. E ben più di un solo twist narrativo sul finale. Atmosfere affascinanti e inquietanti, nonchè un cast eccellente, contribuiscono a rendere il film ottimo (ma già la trama è intelligente e ha senso... oggi come oggi non è poco). E non manca anche stavolta un messaggio inquietante: la paura come forma di controllo. Gli americani, e di ricaduta noi occidentali, siamo spinti a spaventarci (o a odiare) quello che è fuori dai nostri confini (geografici e della conoscenza) per poter essere meglio controllati. Viene creato un nemico nuovo, di volta in volta, verso cui concentrare le nostre attenzioni e il nostro odio, un argomento da usare in campagna elettorale, o nei programmi televisivi del pomeriggio. Fateci caso.
PS: per chi volesse approfondire, in Bowling for Coulumbine di questo sistema se ne parla in maniera intelligente e illuminante.

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@19.8.05

Fantastic Naif

Ieri ho indossato la mia vecchia maglietta con i Fantastici Quattro di Kirby e mi sono recato all'anfiteatro S.Barnaba in quel di Valderice, tra i più scomodi teatri del pianeta Terra. Ho visto l'anteprima di Fantastic Four, e tutto sommato, forse a causa delle bassissime aspettative che avevo grazie al Tomatometro l'ho trovato gradevole, abbastanza divertente, con un buon ritmo specie nel primo nel tempo, con delle buone caratterizzazioni per alcuni personaggi (la Cosa, Reed, sopratutto la Torcia) ma una regia un po' scialba e anonima (tranne una piccola trovata, sul finale, su una frantumazione di vetri, che però forse risulta troppo spiazzante).
Ma i momenti trishti sono:
- Alicia Masters pare si innamori di Ben dopo aver toccato la sua pelle dura in un bar. Visto che non c'è nessun modo di capire che ami la persona sotto la roccia, possiamo pensare che le interessino solo le cose dure.
- La Donna Invisibile passa attraverso i poliziotti e la folla invisibile e spintonando (dicendo "scusate", "permesso"...sigh). Stacco. La rivediamo vestita dall'altro capo della strada insieme a tutti gli altri che la ringraziano per aver loro permesso di passare. Non ditemi che arrivata dall'altra parte Sue si è spogliata, la folla si è voltata e gli altri F3 sono passati. Non ditemelo.
- Il Dott. Destino è un incrocio tra Magneto (per questi nuovi poteri assurdi), Robocop (per il look da metal-scarface) e Norman Osborne di Spiderman I. NOn ha poi la classe e la nobiltà del classico Von Doom, e l'attore sembra un po' troppo sopra le righe.
- L'attore più espressivo è il dalmata nel camion dei pompieri.

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@16.8.05

Dieci bottiglie di vino sulla cassa del morto

Le vacanze sono finite. Una croce sopra. Sono tornato in iperattività già da qualche giorno, se escludiamo il relax (ma che relax, vista la fatica di organizzare un falo' a Favignana!) di ferragosto. Si studia per gli esami di settembre, si fa ricarburare la redazione di CUS, si danno le ultime limature alle sceneggiature con la consegna imminente e si entra nel clou del lavoro sugli albi per Lucca. Unici lussi concessimi in questi giorni di frenetica ripresa dell'attività, una rassegna cinematografica privata, visto che sono stato 10 giorni senza vedere un film (se escludiamo una re-visione collettiva un po' sonnacchiosa di Pulp Fiction, qualche pomeriggio fa).
Ho rivisto C'era una volta in Messico, a mio parere antesignano di Kill Bill, per la mescolanza post moderna delle influenze registiche e i richiami pop-culturali (certamente meno spudorati) sia nel look, che nei dialoghi e nelle situazioni. E' un film di Sergio Woo e John Leone in tutto e per tutto, con una colonna sonora che gasa e degli attori divertentissimi. Molto diverso Sideways, film che in molti mi hanno consigliato anche prima che prendesse un paio di Oscar. Dello stesso regista ho apprezzato molto A proposito di Schmidt, e in questo film ho ritrovato lo stesso miscuglio dolce amaro di emozioni e sensazioni provati da persone alla ricerca di se stessi, dei propri limiti, dei propri errori, dei propri vizi e sopratutto del proprio futuro. Paul Giamatti è sempre un grande, speriamo che questo film lo lanci davvero, e Thomas Haden Church ha un gran carisma e una bella faccia di bronzo (che un po' ricorda quella di Willem Defoe).

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@8.7.05

Nick Willis o Bruce Fury?

Notevolmente colpito dalla notizia (in verità poco più di una voce di corridoio) letta qui, ho partorito in dieci minuti questa cosina:

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@14.6.05

Scirocco Barocco

Ci saranno almeno 35 gradi a Trapani.
Il vento di scirocco è fastidioso, secco, mi causa grandi mal di testa e fastidi continui.
E dire che negli ultimi giorni si sentiva quasi fresco! Stanotte invece causa il caldo e vari cattivi pensieri non sono riuscito a prendere sonno, e mi sono visto Moulin Rouge, che gente insospettabile mi aveva consigliato.
E' barocco, esagerato, post-postmoderno, è più una lapide sui musical classici che un'esaltazione del genere. E' ridondante, è stucchevole. Però gli attori sono bravissimi, Nicole Kidman è splendida (e non è manco il mio tipo), le scene da commedia degli equivoci simpatiche e le musiche sono inserite alla perfezione nel contesto (specie il medley dentro l'elefante, con alcune tra le più storiche canzoni d'amore... un tentativo forse di non prendersi troppo sul serio, vista la presenza di Silly Love Songs di McCartney?).

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@7.6.05

Due bei film!

Because you demanded it...
le recensioni di

1. SIN CITY
di Robert Rodriguez & Frank Miller, con Mickey Rourke, Bruce Willis, Jessica Alba, Clive Owen

La più fedele trasposizione da fumetto a film. Praticamente, il fumetto, è lo storyboard del film: mettete a confronto scena per scena le vignette e le troverete identiche. Rodriguez ha lavorato ben poco per migliorare l'efficacia delle scene, delle inquadrature...e quando ci ha messo di suo smanettando con la videocamera e il montaggio, ha avuto delle trovate geniali (pensate al dialogo tra Jackie Boy e la cameriera visto dalle ombre nel corridoio e come questa scena si leghi a quella prima e dopo). Le didascalie diventano monologhi interiori con voce narrante dei protagonisti, con toni epici e coinvolgenti. I dialoghi sono quelli secchi, spacconi, brutali, del fumetto. Eppure non ci si annoia, nonostante si conosca bene queste storie Miller e Rodriguez riescono a stupirci una trovata dopo l'altra per tenerci incollati alla poltrona, gli occhi sullo schermo dove passano donne bellissime, valchirie perfette, e uomini bruttissimi, tutti evidentemente schizzofrenici (come minimo). Strepitosi ed emozionanti gli attori, su tutti Bruce Willis (da tempo non lo vedevo così coinvolto, così convincente) e Benicio del Toro, con sguardi paurosi e voci (l'ho visto anche in inglese) modulabili in maniera sconvolgente. Raccapricciante (e quindi perfetto) Elija Wood, nella sua gelida, inquietante follia.
Sin City è il noir e il crime portato all'ennesima potenza, è volgare, esagerato, gratuito, ma in maniera talmente dissacrante, quasi ironica, di certo grottesca, da essere liberatoria. Come le risate che si sentivano, nei momenti più cruenti, tra il pubblico (quella parte di pubblico che aveva capito il film, non i due vecchietti dietro di me scappati a gambe levate dopo mezz'ora).
Ovviamente vedere questo film con buona parte della comunità fumettistica palermitana mi ha fatto sentire tra il pubblico giusto! "Vaaaai!"
[giusto per la cronaca, su Comicus.it c'è la Sin City Week, con uno speciale portante a cura degli imprescindibili Carlo Del Grande e Francesco Farru che ogni giorno, per una settimana, vede aggiungersi la recensione di un volume della saga Milleriana.. ci sono le mie recensioni di Quel Bastardo Giallo e del volume di brevi.]

2. STAR WARS III: LA VENDETTA DEI SITH
di George Lucas, con Hayden Christiansen, Natalie Portman, Ewan McGregor, Samuel Jackson


Le mie aspettative erano davvero basse. Ma era una settimana che ero proiettato nell'universo starwarsiano, con la visione degli altri due prequel e dei cartoon, e speravo di chiudere in bellezza. SW3 non è un film perfetto. A tratti è banale, certe ingenuità sono fastidiose. A parte nella spettacolare, mozzafiato, battaglia aerea iniziale, non c'è nulla di particolare nella regia. Certamente soddisfa i fans con una buona dose di strizzate d'occhio. Ad esempio? il finale del duello Anakin-Dooku identico a quello Luke-Anakin, o l'astronave che Palpatine usa per recuperare Anakin è quasi uguale a quella usata da Dart Vader per arrivare su Cloud City, il cammeo di Chewbecca e altro ancora. Per altri versi i fan non possono essere soddisfatti da come R2D2, in questo film potente quanto Yoda, diventi senza nessuna spiegazione la lattina ambulante della trilogia classica, o di insensatezze da film Disney come i droidi da combattimento che urlano "Ahi, che dolore" o "povero me".

E' vero, da un film dove nello spazio profondo si sentono rumori da concerto, non ci si aspetta scientificità, ma Star Wars è un universo mitico a parte, con le sue regole e tante aspettative, l'infrangerle è costato a Lucas due pessimi prequel come Epidodio I e II.
Ma nonostante tutto, mi sono divertito. Mi sono sentito trasportare, ed emozionare. Non volevo tutte le spiegazioni servite su un piatto d'argento, non sono uno spettatore pigro ed esigo rispetto. Lucas non si è sbilanciato troppo, ha fatto i collegamenti giusti e ha appassionato nonostante sapessi benissimo come sarebbe andata a finire. Anzi ha saputo creare una tensione tale da doversi chiedere "e adesso come si ci arriva a quel punto lì?".
Hayden Christiansen è più bravo di quanto mi aspettassi, regge bene il periglioso passaggio al lato oscuro. Al centro della storia, alla fine, c'è un amore totale e disperato, ma stavolta di dialoghi da telenovelas come nell'episodio precedente ce ne sono di meno!
C'è per tutto il film un bel senso di Apocalisse incombente, un'attesa, che coinvolge con sincerità, specie un vero appassionato come me.
Ovviamente, mi spiace dirlo, questo film è lontano dalla completezza narrativa della trilogia classica. Manca, giusto per dirlo, un personaggio fresco come Han Solo che possa alleggerire i toni e offrire spunti di immedesimazione, ma va bene uguale.
Mi sono davvero divertito, alla fine è questo che conta.

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@1.6.05

Quo vadis, Baby?

Visto ieri. Una sorta di riscaldamento a Sin City. Si trattava di uno spettacolo in mattinata per noi studenti di Scienze delle Comunicazioni, con il regista e le protagoniste presenti.
Con qualche aggiustatina, ecco la recensione scritta per l'Università...

Gabriele Salvatores si riconferma uno dei più grandi sperimentatori del cinema italiano. Aveva già osato in passato con la fantascienza di Nirvana e adesso il regista esplora con questo film il noir, genere fin troppo ignorato dai nostri autori.
Salvatores prende spunto da un recente libro di una scrittrice italiana per raccontare la storia di due sorelle, Ada e Giorgia. La prima vuole fare l’attrice, fugge dal padre dispotico (il palermitano Burruana) e cerca il successo a Roma. La seconda si trova a dividere col serioso “Capitano” (il padre, appunto) un’agenzia investigativa. Ma Ada si suicida e a sedici anni di distanza, complice delle vecchie videocassette in cui la ragazza si confessa, il suo ricordo irrompe nuovamente nella vita della sorella investigatrice, interrompendo la routine a cui era abituata. Giorgia non è convinta del suicidio di Ada, e scopre che nella sua vita a Roma, a causa degli insuccessi professionali e delle delusioni della vita, la giovane aspirante attrice vive una vita convulsa e inquieta, tra droga, alcool e frequentazioni con un misterioso “A.”. Nel suo percorso nella ricerca della verità Giorgia viene aiutata dal giovane assistente, da un amico commissario e da Andrea (Gigio Alberti), sua nuova fiamma. Ma nonostante scoperte importanti, la verità viene negata alla protagonista, con una sequenza finale che rende lo spettatore ancora più partecipe del film. Un bel piano sequenza rivelatore quasi metacinematografico.
Peccato per il buco nella sceneggiatura (almeno questo mi è sembrato)...chi diavolo è Aldo???
Salvatores usa indubbiamente i classici cliché dei film e dei romanzi noir come le tante sigarette, gli appostamenti, i dialoghi secchi e taglienti, la boxe e i locali malfamati (ma non le pistole, forse perché fuori luogo). Ma il calare queste caratteristiche nel contesto di Bologna, con ambienti e personaggi tipicamente italiani, dona all’insieme un sapore inedito. Così come attualissima ed inedita è la psicologia della protagonista, che si finge eroina tutta d’un pezzo per nascondere dubbi e debolezze. Dai maestri del noir e del thriller il regista prende i piani sequenza e i primissimi piani, dimostrandosi ancora una volta sapiente conoscitore del medium. Ottime prove degli attori: intensa la Baraldi, eccellente Burruana, Alberti sempre sottovalutato. E intrigante la colonna sonora, con classici rock italiani e stranieri degli anni ’70, caratterizzanti della generazione a cui appartengono i protagonisti (e lo stesso Salvatores).

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@17.5.05

Marco Wan-Kemarco

Dopo il messaggio starwarsiano serioso di prima, un'altro più in linea con le mie turbe mentali, con due segnalazioni:

In questa foto Samuel Jackson non ha la faccia di uno che si sta chiedendo "ma che cazzo ci faccio qui?"

Volevo poi segnalarvi il demenziale educativo Store Wars. Zucchine, patate, uova e altri prodotti sono gli interpreti dei protagonisti della trilogia classica! Personaggi come Obi Wan Cannoli, Chewbroccolo e Cuke Skywalker lottano grazie alla Farm (il potere dei cibi genuini non trattati chimicamente) contro l'impero malvagio degli OGM di Lord Tader!!!
Vi assicuro che è spassosissimo (già solo per il doppiaggio!).


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@16.5.05

"Questi non sono i prequel che state cercando..."

Sono uno di quelli che cita Guerre Stellari a memoria. Ho perso il conto delle volte che l'ho visto. Parecchio tempo fa stavo con una ragazza, la feci appassionare a SW ed è diventata forse più appassionata di me. Certi pomeriggi li passavamo a rivedere i vecchi film (che nerd direte voi... si, è così, ma non vi racconto mica i prima e i dopo!).
Sono anche uno di quelli che è rimasto deluso dall'infantile Episodio I e dal videogiocone Episodio II. Torno adesso dal rivedere L'attacco dei cloni e devo dire che lo ricordavo peggio. Era l'episodio che avevo visto meno. La minaccia fantasma l'avevo vista al cinema un paio di volte, poi in cassetta e nei suoi passaggi tv l'ho intravista. Ep2 solo al cinema, due volte. Poi l'ho evitato accuratamente, tanto grossa era stata la delusione... i dialoghi da soap opera, il modo in cui tutti gli eroi sembrano grossi idioti, la noioa delle scene da videogame (l'inseguimento tra Jango Fett e Obi-Wan Kenobi o la corsa nella fabbrica di droidi...).
Adesso aspetto con impazienza La vendetta dei Sith e le mie aspettative sono tanto basse che potrei essere sorpreso positivamente e quindi dare un giudizio buono. Intanto però il Tomatometro su cui mi oriento solitamente prima di andare al cinema è abbastanza positivo, e anche le notizie raccolte dopo la prima di Cannes sembrano essere confortanti.
Intanto il mio ripasso continua questa settimana con Clone Wars che in qualche modo cercherò di vedere.
Vi risparmio la battuta su come finisce Episodio III che ormai la faranno tutti. Io la facevo già quando è uscito The Passion!!!

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@15.5.05

Settimana cinematografica

Questa settimana, passata in una inquietante solitudine interiore più che altro (che significa non lo so manco io), mi sono dedicato per alcune sere a vedere un po' di film (la passerella di Cannes non la vedo manco di striscio, invece... i lustrini mi annoiano).
Lunedì sera ho visto il bellissimo No Man's Land, che in molti mi avevano consigliato. Una produzione internazionale che vede con toni da commedia (ma non troppo leggeri) lo scontro serbo-bosniaco. Momenti di tensione diventano quasi comici. Ma la vera cosa ridicola, in tutto il film, è la guerra. Nel senso che questa visione pazzoide, dove i soldati litigano come bambini in mezzo ad orrori inesplicabili, sottolinea ancora di più quanto è stupida, barbara e inutile la guerra sia... sempre, in ogni dove, senza se e senza ma. A seguire ho visto un film di Michel Gondry (quello dei video di Bjork), Se mi lasci ti cancello. Il titolo italiano riecheggia quelle odiose commediole romantiche stile Julia Roberts, e questo mi ha spinto a pregiudicarmene la visione ai tempi dell'uscita al cinema, avendo pensato si trattasse dell'ennesima cosa. Se mi fossi informato di più sul cast avrei scoperto la presenza appunto di quel genio pop di Gondry e della mia amata Kirsten Dunst. E mi sono stupito ed emozionato con un film davvero bellissimo. La trama del film gioca col tema dei ricordi (e precisamente i ricordi di una persona amata) ed è un riuscitissimo gioco ad incastro tra i ricordi più o meno manipolati ed un presente circolare. Il tutto imperniato su una storia d'amore (ma è solo la principale) con cui non mi è stato difficile impersonarmi. Il titolo originale, per intenderci, è Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Venerdì sera altri due film, nella pacifica solitudine della mia stanza: il carino Io, Robot (mi pento di non averlo visto al cinema per godere appieno degli effetti speciali), a volte un po' retorico, ma comunque gradevole nel complesso (e altrettanto prevedibile) e lo straordinario Dottor Stranamore del maestro Kubrick. Non mi stancherò mai di vederlo. Un'altra acutissima e provocatoria riflessione sull'assurdità della guerra e l'imbecillità di chi la fa o la a appoggia.
Torno adesso dal cinema, ho visto Le Crociate - Kingdom of Heaven, girato da un Ridley Scott sottotono, monotono e noioso, senza nessuna trovata di regia o sceneggiatura che mi abbia fatto sobbalzare sulla sedia. Il messaggio critico sull'attuale rapporto tra musulmani e "oriente" è chiaro, a volte troppo retoricamente ridondante (ma fa bene a dirlo!). Noiose sono le scene di battaglie, duelli e assedi che non possono non ricordare tutti i film storici da Braveheart in poi e in particolare la trilogia del Signore degli Anelli, senza contare il solito protagonista che viene dal popolo e pur se novello cavaliere (che si improvvisa stratega, governatore e parecchie altre cose) rimane il classico bravo ragazzo eroe de noiartri. Una poco riuscita strizzata d'occhio a idee che decenni fa sarebbero state bollate come filomarxiste, ma che oggi sono solo trite e ritrite.

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@9.5.05

12: il film!

Insieme al compare Aurelio Mazzara (tra l'altro disegnatore dei capitoli 10 e 11 di 12!), l'altra sera abbiamo stilato un Casting Call, sul modello della celebre rubrica della rivista Wizard dove si immaginavano i cast ideali per i serial a fumetti. Il soggetto però non è stato un qualche storico personaggio, ma proprio i nostri characters di 12!


Primo/Clive Owen (Closer, King Arthur)
Ha sicuramente la stazza e il viso, nonchè lo sguardo un po' pazzoide.


Jim aka Kickboy/Ashton Kutchar (The Butterfly Effect)
Non bene conosco questo attore, suggerito da Aurelio, ma mi pare che il fisico ci sia tutto.


John Smith aka Il Conquistatore/Ron Perlman (Il Nome della Rosa, Hellboy)
Uno degli attori più sottovalutati. Anche lui ha il physique du role e certamente è un ottimo caratterista


Venere Nera/Vivica A. Fox (Kill Bill)
Non la conoscevo prima di Kill Bill. Ha la bellezza e la forza adatte per la Venere Nera.


Andrew aka Chiodo/Adrien Brody (Il Pianista, The Jacket)
Non mi è mai capitato di vedere questo bravissimo attore in un ruolo così ambiguo, ma sarebbe interessante. E poi è uguale!


Nancy Corrigan aka Empater/Peta Wilson (La Leggenda degli Uomini Straordinari)
Una bellissima donna sulla 30ina, fascinosa e carismatica. Cosa volere di più?


? aka Destroyer/The Undertaker(Spiderman)
Altra scelta di Aurelio... in effetti non vedrei chi altro metterci.


Wallace Mane aka l'Uomo Elefante/Danny De Vito (Get Shorty, Batman Returns)
Sappiamo benissimo che è un gran caratterista e che riesce a reggere trucchi pesanti e "animaleschi"!


L'Uomo Molla/Dijimon Hounson (Il Gladiatore)
Lo sapevate che l'Uomo Molla è di colore?


Genius/Jamie Foxx (Ray)
Somiglianza fisica e grande abilità recitativa.


Plotone/Doug Johnson (Hellboy)
Il nome non direbbe nulla, ma è il magrissimo interprete di Abe Sapien in Hellboy.


Dottor Mente/Paul Giamatti (il Pianeta delle Scimmie, Sideways)
Per questa particina un'altro dei miei attori feticcio, il bravissimo Paul Giamatti.

E la regia? Sono indeciso tra l'abilità con flashback e atmosfere urbane di David Finchere Robert Rodriguez, uno dei registi più bravi degli ultimi tempi, che con la sua giocosità e il suo amore per i fumetti saprebbe renderebbe bene il tema. Diciamo Rodriguez, va'!

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@8.5.05

Modena-Cinisi, andata e ritorno

Ieri, finalmente, sono riuscito a partecipare alla manifestazione che ogni anno, da 28 anni, si tiene a Cinisi in memoria di Peppino Impastato. Ogni volta, per un motivo o per l'altro, sono impedito a parteciparvi. Quest'anno sono invece riuscito a trascinare un po' di amici vista la presenza dei Modena City Ramblers come ospiti d'onore. Hanno suonato per più di due ore, preceduti dal Collettivo Musicale Peppino Impastato (specializzato in intense canzoni di protesta sicialiane) e hanno coinvolto le migliaia di persone presenti. Impressionante il coinvolgimento, la passione politica e musicale, che attraversava tutto il corso principale con il culmine intorno al palco, nella piazza del paese (io ero lì! :)). Tra i momenti più belli, certamente quando Cisco ha intonato La Guerra di Piero (dedicandola ovviamente a De Andre'), quando ha cantato Centopassi(dedicandola a Peppino, la madre Felicia e a tutto il pubblico) e quando tutta la folla ha cantato Bella Ciao. Ancora una volta hanno riacceso l'indignazione, la passione, la foga, la voglia di sentirsi importanti, di fare la differenza in questo mondo di merda. Basterebbe fare la propria parte e cercare di spalarne un po' via... come ha fatto a suo tempo Peppino Impastato.
Altre info:
Forum Sociale Antimafia Peppino e Felicia Impastato
Centro Siciliano di Documentazione G. Impastato

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@15.4.05

Dear Friends

So dear friends
Your love has gone
Only tears to dwell upon
I dare not say
As the wind must blow
So a love is lost
A love is won
Go to sleep and dream again
Soon your hopes will rise
And then from all this gloom
Life can start a new
And there'll be no crying soon

(Brian May, da Sheer Heart Attack)

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