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Violeta – Corazon Maldito, recensione: Il cuore, il folkore e lo spirito del Cile

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Il 4 ottobre 2017 ricorreva il centenario della nascita dell’artista Violeta Parra. Eclettica cantautrice prima, poetessa e pittrice poi, ha segnato e lasciato il segno di un’epoca memorabile nel panorama artistico sudamericano. Non solo, molte delle sue opere sono state esposte al museo parigino di Louvre avendo molti proseliti, qui nel vecchio continente. La sua figura controversa e rivoluzionaria affonda le mani nelle radici del Cile più profondo. Un Cile che, in quegli anni, cercava di rialzarsi da una profonda crisi. La storia raccontata da Virginia Tonfoni e Alessio Spataro, riesce a evidenziare con cura e delicatezza le varie sfumature della personalità di Violeta. Viene indagata fondamentalmente la sua persona più che il personaggio, donando forza e profondità al racconto. Un racconto che fa percepire la donna dietro la figura quasi leggendaria dell’artista.

Le vicende partono dall’infanzia di Violeta, quando per pochi spicci intratteneva le persone strimpellando la chitarra e rubacchiando qui e là con le sorelle, per portare un po’ di cibo a casa. Usando il vecchio strumento, appartenuto al padre, la ragazza ha iniziato a muovere i primi passi verso la musica. La narrazione avviene con salti temporali, evidenziando solo quei passaggi fondamentali per Violeta. Non si risente di questa scelta dato che la struttura a capitoli è organizzata molto bene, con chiusure precise accompagnate da qualche strofa o poesia in lingua originale. Questa tipologia di conclusione funziona bene, consentendoci di entrare ancora di più nella filosofia di vita dell’artista. Ogni poesia/strofa ha la traduzione a fine volume.

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La sceneggiatura ha un ritmo scandito e ben orchestrato. Si nota la profonda conoscenza della vita e delle opere dell’artista, da parte della giornalista Virginia Tonfoni. Ogni capitolo esplicita precisamente i momenti salienti delle vicende di Violeta con uno storytelling asciutto e diretto. In un crescendo di pathos, la caratterizzazione del personaggio è colta egregiamente, fino ad un finale emotivo e descritto in maniera diretta e dalle inquadrature poco scontate e coinvolgenti. Anche i personaggi secondari sono delineati con cognizione di causa, facendo risaltare ancora di più la particolarità di Violeta e il suo amore per la musica e la libertà di espressione. A fine albo vien voglia di recuperare, per chi non conoscesse l’artista, il suo percorso musicale che l’ha portata dal rappresentare canzonette spagnole per avvicinare gli iberici, alla profonda riscoperta della propria cultura musicale, ormai dimenticata dai più.

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I disegni di Alessio Spataro sono essenziali ed evocativi. Non era semplice catturare lo spirito dei luoghi sudamericani ma l’impresa è più che riuscita. Non solo, le vignette musicali hanno una scelta molto particolare. Il movimento delle mani sul guitarron non viene dato da linee di movimento, ma è come se si sovrapponessero più immagini statiche. Per semplificare il concetto e dare chiarezza alla cosa, partiamo dalla copertina. Le dita di Violeta sono moltiplicate così da sottolineare la velocità di esecuzione dell’artista. Questo stesso processo è effettuato in tutte le vignette dove è viene suonato uno strumento.
Anche la colorazione ha una scelta precisa. Oltre al bianco e nero, sono presenti solo due colori portanti in tutta la narrazione: un grigio chiaro molto velato e un arancione mattone che rende tutto più caldo e intimo. Quest’ultimo è quello che accompagna tutta la narrazione, rappresentando il calore suscitato dalla musica e, ovviamente, il cuore del paese latinoamericano. Si sa che il Sud America sia rinomato per il calore dei suoi abitanti e questa tinta coglie perfettamente il senso. Il grigio invece è utilizzato come rappresentazione della musica e appare fondamentalmente nelle vignette “sonore”. La decisione dell’utilizzo di una bicromia non è nuova a Spataro e già nel suo Biliardino, sempre edito da Bao Publishing, l'artista ha utilizzato lo stesso meccanismo in modo funzionale e calzante. In quel caso i toni erano blu e rossi, tipici della colorazione dei giocatori in campo.

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Bao insomma, grazie a questi due bravi autori, riesce a portare al lettore un personaggio eclettico e sfaccettato, descrivendone i lati tipicamente umani, come vezzi, vizi e lati meno conosciuti. Una biografia a fumetti, intima e sognante, che riporta in auge un’artista che molte volte è dimenticata. Il brossurato con alette è una scelta azzeccata, così come il formato, proposto a un prezzo onesto e a portata di mano.

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Biliardino, il nuovo graphic novel di Alessio Spataro in anteprima sul blog

  • Pubblicato in News

Alessio Spataro ha inaugurato un blog in cui pubblicherà, a ritmo di due alla volta ogni mercoledì e venerdì, le prime 68 pagine del suo nuovo lavoro dal titolo Biliardino.

La storia, che verrà pubblicata da Bao Publishing, narra la vita di Alejandro Finisterre, l'inventore del moderno gioco del biliardino. "Scoprirete che è un po’ la storia d’Europa nel Ventesimo secolo, un po’ la storia di tutti noi".

Potete trovare il blog al seguente indirizzo.

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