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Lo squalificato 1 (di 3)

Il rapporto tra l’uomo e la società, l’incompatibilità dell’essere umano con i suoi simili dovuta alla disparità di sensibilità, l’uso delle maschere che si indossano relazionandosi con il prossimo sono i temi più trattati nella letteratura mondiale del secolo scorso; filosofi, scrittori e pensatori si sono espressi sul ruolo della maschera, delle facciate fittizie che l’uomo adotta per presentarsi al mondo. La stessa parola “persona”, di derivazione latina, come ci fa notare Shopenhauer, è piuttosto pertinente con questo aspetto; indica infatti la maschera di un attore, quella Dramatis Persona che recitava nelle commedie e nelle tragedie greche e romane. Nessuno ci si mostra per quello che realmente è, ognuno porta una maschera e recita una parte. Osamu Dazai nel 1948 a sua volta esplora queste tematiche in un libro molto duro e in parte autobiografico Ningen Shikkaku, tradotto in italiano con Lo Squalificato ma forse conosciuto più con il titolo inglese No Longer Human da cui sono stati tratti i primi 4 episodi della fortunata serie anime Aoi Bungaku, oltre a 3 versioni manga di cui questa che vi proponiamo è forse la più importante.

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Scritto e disegnato nel 2009 da Usamaru Furuya questo manga riattualizza il romanzo di Dazai ambientandolo nel XXI secolo e portandolo in un contesto come quello della società attuale che per quanto riguarda l’importanza dell’apparenza e il vuoto contenutistico che essa nasconde e l'artificiosità comportamentale così diffusa forse non fa altro che incrementare lo sconforto provato dal protagonista. Yozo Ooda, questo è il suo nome, ci viene presentato in modo molto interessante nel manga; è lo stesso mangaka che vediamo rappresentato nelle prime pagine del fumetto che, cercando spunti per la sua nuova storia, si imbatte in una mail anonima che gli consiglia di informarsi su un particolare diario online che ci viene inizialmente mostrato come scansione di 3 fotografie. La prima immagine ritrae un ragazzino di 5 anni che sorride forzatamente in una foto di famiglia di persone benestanti, la seconda invece mostra un bel ragazzo giovane nel fiore dei suoi anni seduto su una poltrona, mentre la terza mostra la stessa persona ormai venticinquenne totalmente trascurata e dimessa. Ed è dalla naturale curiosità dello scrittore sul conoscere cosa abbia portato ad un tale decadimento che nasce questa storia; è Ooda stesso che ci narra la sua storia a partire dagli anni del liceo fino poi alla sua definitiva rovina.

Il lettore apprende quindi direttamente dal protagonista, che è quindi anche voce narrante, il decorrere della sua vicenda, alternando alla narrazione degli episodi più rilevanti delle considerazioni esterne che ci permettono di comprendere meglio la psiche del personaggio. Una psiche davvero molto complessa e articolata che ci viene presentata in tutta la sua poliedricità dal mangaka e che ci consente di addentrarci empaticamente nei sentimenti provati da Ooda.

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Il protagonista è caratterizzato psicologicamente in un modo così eccezionalmente sofisticato che è difficile trovarne un corrispettivo in altri manga.
Ooda è forse un esempio emblematico dei grandi personaggi creati nel diciannovesimo secolo che incarnano il disagio, la sofferenza e l’angoscia di chi, dotato di una sensibilità fuori dal comune, non riesce ad omologarsi con gli altri esseri umani, rimane escluso dall’umanità stessa, provando terrore per la normalità delle vite altrui alla quale non riesce in alcun modo ad accedere. Egli non si riconosce negli uomini, non li capisce proprio, cerca di studiarne i comportamenti, la mentalità ma si accorge del distacco abissale che li separa. La sua estrema sensibilità gli permette di rendersi conto del gioco di ruoli che definisce la società umana, una grande recita di maschere che si adattano alle situazioni che devono affrontare, nascondendo la loro vera identità. Anche Ooda ha indossato delle maschere, quella del pagliaccio al liceo, quella del bravo ragazzo gentile ed educato, quella del figliol prodigo; ma a differenza degli altri lui indossava maschere consciamente e al solo scopo di evitare l’emarginazione e di non dare troppo nell’occhio, condizioni che gli provocheranno grande sofferenza e solitudine nel corso della sua vita. Ma alla fine si stanca anche di mantenere apparenze fittizie, si stanca di studiare gli esseri umani, unico rimedio per tenere occupata la sua mente dal pensare alla sua infelice condizione.
Una storia che colpisce come un pugno nello stomaco. E fa male. Un dolore che rimane anche a distanza dalla lettura, soprattutto nel lettore più sensibile, come l’evento che termina il primo volume.

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I disegni cercano di stare al passo con i temi trattati nella storia; troviamo quindi un tratto estremamente realistico che gioca molto con i diversi piani di narrazione proposti dalla storia. Il maestro Furuya ci mostra spesso una rappresentazione dei personaggi sotto forma di marionette o maschere vuote, gusci teatrali di un'assenza contenutistica interiore, che tuttavia prendono questa forma solo a seguito della concezione che Ooda ha degli stessi. Nel manga compaiono molte scene di sesso esplicito più o meno censurate che puntato a suscitare nel lettore un misto di emozioni che accentua ulteriormente il degrado della vita del protagonista e la sua estrema disperazione che lo porta a trovare sollievo unicamente nel sesso a pagamento, in quanto gli permette di ottenere quello che vuole senza artificiosi preamboli. Spesso i disegni assumono anche dei tratti onirici e deliranti, con rappresentazioni angoscianti per dare maggior impatto alla narrazione; pagine dominate dal bianco si alternano a claustrofobici e inquietanti domini neri solo parzialmente rotti da sporadici tratti bianchi o chiaroscuri tratteggiati molto fitti.
Se si fa attenzione nell’osservare i personaggi rappresentati da Furuya si riesce persino a comprendere il carattere e la psiche semplicemente dalle espressioni e dal volto degli stessi senza fare ricorso a stilizzazioni o deformazioni del tratto, una cosa rara e molto apprezzabile in un manga che vuole proporre certe riflessioni e che tratta tematiche delicate. Inoltre sono presenti anche citazioni del romanzo originale, nel nostro caso prese dall’edizione italiana, al termine di ogni capitolo che fanno da collegamento e fluidificano la narrazione oltre ad aggiungere ulteriori dettagli sui pensieri che attanagliano il protagonista.

L’edizione proposta dalla Planet Manga a 6,50€ è ottimamente realizzata e dona la giusta importanza all’opera senza precludersi una larga fetta di mercato, rendendo così molto fruibile un lavoro così valido.
Bella anche l’idea di mantenere gli ideogrammi del romanzo originale come decorazioni del volume sia sulla copertina brossurata che sulle alette della sovraccoperta che anche se sono indecifrabili per il lettore danno tuttavia un senso estetico davvero interessante. Unica pecca il layout delle scritte della copertina del volume che stonano parecchio e potevano essere più ricercate.

Dati del volume

  • Editore: Panini Comics
  • Autori: testi e disegni di Usamaru Furuya
  • Formato: 13x18, B., 176 pp., b/n con sovraccoperta
  • Prezzo: 6,50€
  • Voto della redazione: 9
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