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Alien

Prima che fosse associata a creature venute dallo spazio, la parola alieno aveva un diverso significato, molto più terreno: diverso, altro da me; totalmente estraneo, nessuna contiguità.
Una cosa smette di essere aliena solo una volta che la si è conosciuta, assimilata, assaggiata.
E nella vita umana, cosa c’è di più alieno (dopo la morte) della sessualità?
È su questo tema che si concentra la giovane autrice tedesca Aisha Franz con il suo Alien, la scoperta (o ri-scoperta) della sessualità da parte di tre donne: una ragazzina, sua sorella maggiore e loro madre.

Tre diverse età, tre diverse fasi della vita e tre diversi approcci.
Tre fantasmi: dal futuro, un’entità indefinita e sconosciuta per la bambina, un alieno, per una scoperta ingenua e curiosa; dal presente, un fantasma in carne ossa, assai tangibile, per la ragazza, che scoprirà il lato corrotto della sessualità; uno spirito dal passato invece per la madre, un terribile rimpianto per una sessualità ormai respinta.

Il fulcro del libro sta tutto nella maniera in cui le tre donne scelgono di rapportarsi all’altro da sé.
La bambina impara gradualmente a conoscere l’alieno, vi si accosta con curiosità e rispetto, senza la foga e la precocità dimostrata dalle coetanee all’inizio della storia e, infine, ne esce cresciuta, pronta ad abbracciare la maturità. L’incontro con l’alieno è un’esperienza benigna che permette alla bambina l’uscita dal mondo solipsistico dell’infanzia, portandola a rivolgere lo sguardo dall’interno all’esterno, al mondo là fuori.
Al contrario per la sorella maggiore è un scontro traumatico. Convinta di essere già pronta per l’incontro con l’alieno (ossia un rapporto sessuale con un fidanzato rozzo e, si scoprirà in seguito, infedele) brucia le tappe, pentendosi quando ormai il contatto è già avvenuto. Non vi è tuttavia una successiva negazione, come accadrà alla madre, bensì solo un leggero rimpianto per un’infanzia ormai definitivamente abbandonata tramite un doloroso rito d’iniziazione.
Infine la madre, che nega l’alieno, lo percepisce attorno a sé e gli da un volto, il proprio, perché in realtà ha già conosciuto in passato l’alieno e ha scoperto che in fondo non è nient’altro che un riflesso, un’altra versione di sé. Poi, tuttavia, finge che non sia reale, lo scaccia, avviandosi verso un triste tramonto senile fatto di solitudine e rimorsi.

Una convincente opera prima, un po’ bildungsroman e un po’ opera allegorica, con una sapiente disposizione delle vignette di ogni tavola, spesso frammentata in piccoli quadrati della stessa dimensione che dilatano il ritmo della narrazione, permettendo di cogliere ogni minima sfumatura dei processi emotivi delle protagoniste.
In conclusione, il disegno: un tratto che potrebbe inizialmente apparire infantile ma che si rivela essere di una efficacia chirurgica, con l’utilizzo soltanto di una matita grigia sfumata, attenuata o calcata a seconda del particolare momento della storia.

Dati del volume

  • Editore: Canicola
  • Formato: brossurato con alette, 208 pagg. in b/n
  • Prezzo: 16,00
  • Autori: Testi e disegni di Aisha Franz
  • Voto della redazione: 7
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