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Giorgio Parma

Giorgio Parma

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I Millennials fra social e tabù, la recensione di Misdirection

Eris Edizioni ha di recente pubblicato nella Collana Kina Misdirection, il nuovo graphic novel di Lucia Biagi, fumettista e illustratrice toscana che si è imposta sulla scena italiana soprattutto a partire da Punto di Fuga, pubblicato nel 2014 da Diabolo Edizioni. In questo nuovo lavoro, l’autrice prende spunto dall’attualità e dal rapporto tra i giovani e il mondo virtuale per parlare, tra le altre cose, del ruolo dei social network nella società contemporanea, soprattutto quando non si pone la dovuta attenzione e precauzione nel loro utilizzo.

In Misdirection la fumettista racconta una storia di ordinaria amicizia e adolescenza, calandola nella realtà degli ultimi Millennials, i teenager di oggi che si trovano a vivere la loro crescita sommersi da strumenti digitali in grado di amplificare le loro connessioni con il mondo, in grado di aprire porte che per le vecchie generazioni spesso rimangono indecifrabili, incomprensibili nel loro essere distaccate dalla statica tradizione. Stare al passo con l’evoluzione esponenziale del web e del concetto di social è sempre più difficile, e di sicuro l’elasticità mentale di chi è cresciuto privo di queste disponibilità è minore rispetto a quella di chi è stato abituato ad utilizzarle sin dalla nascita. Eppure i rischi ci sono e non sono per nulla sottovalutabili, e i giovani d’oggi spesso non se ne curano, sottoponendo i propri errori ad una platea sconfinata tra cui è facile trovare chi se ne può approfittare senza scrupoli.

Misdirection 1

Ma non c’è solo questa tematica in gioco. In una società delle apparenze e della superficialità come la nostra, della fruizione immediata, in cui raramente ci si approccia ad un’indagine approfondita, l’autrice ci propone una storia di amicizia che incarna tutti i lati positivi e negativi di questa attualità: non particolarmente diversa da un racconto che avrebbe potuto prendere piede in qualunque altro periodo storico, in cui qualche lettore di sicuro si ritroverà, ma che letta e ambientata in questa particolare contingenza socio-temporale assume una sfumatura di decriptazione della realtà molto forte, complice la commistione di elementi originari del nostro tempo, che interagiranno fortemente con i personaggi e con le dinamiche narrate.

Federica, la protagonista del fumetto, è una giovane ragazza in vacanza dai nonni in un paesino non particolarmente popolato, in cui le attrazioni sono poche e il tempo libero molto, una ragazza figlia del nuovo millennio, ancorata al suo smartphone ad affidare la sua esistenza ad un diario vocale, alternando ad esso il tempo passato con l’amica più grande Noemi, che la introduce senza precauzioni in un mondo diverso, in cui le pulsioni e i desideri sono meno innocenti, in cui le meccaniche protoadulte hanno preso piede. Federica si lascia trascinare dall’amica in balia del fascino e dell’attrazione smisurata che prova per un mondo che anela ma a cui non appartiene ancora (e forse mai lo farà), ma a cui tende per paura del classico rimanere “fuori dal giro”. Ma un giorno Noemi scomparirà dopo una serata in discoteca. Il suo cellulare verrà ritrovato e su di esso immagini provocanti e a sfondo sessuale, inviate da un misterioso mittente che minaccia di pubblicarle in rete.
Federica darà quindi il via ad un’indagine scrupolosa e accorata per ritrovarla, aiutata dall’amico Giorgio, ma in questo penoso processo dovrà confrontarsi con la sua visione del mondo, mettere in discussione le poche certezze finora acquisite e osservarle sotto una nuova luce, comprendendone la falsità e la poca consistenza.

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La Biagi ci mostra come sia facile crearsi dei castelli mentali inconsistenti là dove non vi sono neanche le fondamenta atte a sostenerli; come il ricamare in base alle proprie convinzioni, alla propria analisi della realtà, basata su di una comprensione parziale del quadro generale, filtrata e deviata dalle aspettative, da una falsa consapevolezza di tenere le redini della propria esistenza e dalla volontà di vivere un determinato contesto che si confaccia alla nostra felicità, ci porti infine a renderci conto del grande inganno che ci siamo costruiti. Pomposo, ricco di particolari e articolato, ma fragile, spumoso, ad una più attenta e lucida analisi.

L’autrice gioca proprio sul concetto di Misdirection, di erronea indicazione, di direzione sbagliata verso cui vengono pilotati volutamente lo sguardo e l’attenzione, per nascondere il trucco, il marcio che vi sottostà: appagare la propria ricerca spesso è più facile che fare i conti con tutto ciò che vi sta sotto, che si è sacrificato e messo da parte per ottenere ciò che si vuole. E il Macguffin della storia, il motore narrativo che porterà a questa rivelazione è proprio legato ad uno dei problemi più sottovalutati del nuovo millennio, ossia il proliferare di informazioni personali e immagini della nostra intimità nella rete, che sia con o senza la nostra consapevolezza.

Dal punto di vista artistico, l’artista opta per uno stile bicromatico che spesso contraddistingue i suoi lavori, accordandolo con un tratto semplice, lontano dal realismo, quasi cartoonesco, che crea sempre un bellissimo contrasto tra le tematiche affrontate e la narrazione visiva. All’inizio di ogni capitolo, inoltre, troviamo una pagina estremamente stilizzata che propone una rielaborazione schematica ed essenziale di quanto verrà messo in scena, soprattutto filtrandolo in una declinazione emotiva, a sottolineare comunque l'innocenza, l'infantilità dei protagonisti, giovani adolescenti che vogliono emulare gli adulti, inseriti in un mondo che va troppo veloce e per stargli dietro bisogna accelerare a costo di commettere passi falsi, per omologarsi e non rimanere emarginati.

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La Biagi nelle tavole riesce a far parlare i silenzi e le immagini molto più del dialogo scritto stesso. L’ottimo ritmo delle vignette e della sequenzialità del racconto tiene il lettore incollato alla mutazione psicologica di Federica nel realizzare l’inconsistenza delle proprie convinzioni, offuscate dal nostro desiderio e dalla volontà di apparenza, mentre il suo mondo cade a pezzi, lasciandole comunque spazio per ricostruirlo.

Un'opera davvero interessante e ben costruita questo Misdirection, che viene proposto da Eris Edizioni in un’edizione brossurata di fattura eccellente, soprattutto nella scelta di una carta a grammatura sufficientemente elevata, e di una stampa di grande qualità.

 

Fumetto e serie web in Paracelso, un progetto crossmediale. Intervista a Mattia Cavaliere e Andrea Stella

Paracelso è un progetto crossmediale nato dall'idea di Mattia Cavaliere e Andrea Stella che mira a portare nel mondo del fumetto così come in quello delle serie TV una storia di intrighi e alchimia che ha per protagonista l'eponimo personaggio che si dica abbia ottenuto la Pietra Filosofale. Per scoprire di più su questa innovativa soluzione narrativa abbiamo intervistato le due menti principali del progetto che ci hanno svelato, con la partecipazione di Oscar Celestini e Grey Ladder, parecchi retroscena nonché interessanti informazioni.
 

Innanzitutto partiamo da una domanda imprescindibile: di cosa tratta Paracelso e dove nasce l'idea di questo progetto?
Mattia Cavaliere e Andrea Stella: Paracelso tratta la storia dell’omonimo alchimista che è riuscito a ottenere la vita eterna grazie alla Pietra Filosofale in modo da sopravvivere fino ai giorni nostri. Nel frattempo però è cambiato tutto, dato che la nuova generazione di alchimisti ha deciso di usare le proprie abilità in modo improprio, creando instabilità nel mondo. Contemporaneamente la Chiesa, con il supporto del K1 (una squadra di soldati potenziati) è alla costante ricerca dei vari alchimisti sparsi per il mondo. Paracelso, che vuole provare a risolvere la situazione, si ritrova così a combattere su due fronti. Queste ovviamente sono solo le linee guida generali della storia. Per scoprire tutti i dettagli dovete per forza seguire la serie! [risata diabolica di sottofondo]
L’idea nasce dalla volontà di creare qualcosa di nuovo e diverso dalle solite produzioni italiane. Anche per questo abbiamo deciso di miscelare le riprese live action al fumetto, dando vita a qualcosa che non si vede spesso nel nostro paese, coniando insieme ad Alessandro Regaldo un vero e proprio termine di lavoro: Graphic Video Novel.

Paracelso - Alba Alchemica-2
 
Ci sono opere o autori da cui avete preso particolare ispirazione?
A.S.: Io e Mattia abbiamo scelto come base narrativa il mondo dell'alchimia anche perché fino a ora non è mai stato sviscerato in modo approfondito. Abbiamo quindi cercato il più possibile di creare qualcosa di nuovo e originale, proprio perché l'argomento trattato offre moltissimi spunti di riflessione accattivanti. Per quanto mi riguarda, seguo moltissimi settori dell'intrattenimento (es. cinema, tv, fumetti, videogiochi, social media) per cercare di apprendere il più possibile da quello che vedo e sento, anche se non ho un autore di riferimento.

M.C.: Per quanto riguarda il look visivo del prologo, per la scena notturna posso dire di aver preso spunto dagli ultimi film di Harry Potter, in cui c’è un' atmosfera più dark e matura rispetto alle prime pellicole. Invece per la scena dove Paracelso usa la scacchiera ho scelto una fotografia meno realistica per rafforzare la situazione di mistero e magia in cui il personaggio si trova.
Da un punto di vista autoriale, seguo molti artisti/direttori della fotografia come Janusz Kaminski, assiduo collaboratore di Steven Spielberg, famoso per la sua fotografia forte e (come disse lui stesso) aggressiva. Seguo anche Pierre Gill, che ha collaborato con Denis Villeneuve su vari film, Greig Fraser, Bruno Delbonnel e tanti altri! Troppi per elencarli tutti ahah!

Oscar Celestini: Per quanto riguarda l'aspetto grafico del fumetto, non ho preso spunto da nulla in particolare anche perché Andrea mi ha lasciato totale libertà. I miei disegni sono comunque una sorta di fusione fra i tanti stili che amo (apprezzo particolarmente autori come Frank Miller, Hugo Pratt, Mike Mignola e Sean Gordon Murphy).

Cosa ha convinto i vostri partner a supportare questa particolare iniziativa e quali sono i loro ruoli?
M.C.: Grey Ladder ha deciso di puntare sul concetto di crossmedialità e su idee fresche/innovative. Questo ha permesso di farci supportate da loro e Cubik TV. Quest'ultima è  una giovane piattaforma di streaming simile a Netflix ma gratuita.

A.S.: Convincere Grey Ladder e Cubik Tv è stato molto semplice. Mi sono recato personalmente nelle loro sedi facendo versetti strani tipo quelli che fa Joker nel film Il Cavaliere Oscuro (o quelli che fanno gli Youtubers mentre intrattengono il pubblico). Subito dopo ho minacciato di far saltare in aria Torino con varie tonnellate di esplosivo al plastico che avevo piazzato precedentemente nel sottosuolo. Fortunatamente hanno deciso di salvare la città.

Grey Ladder: L’idea che ci interessava di più alla base di Paracelso è la sua adattabilità crossmediale e la disponibilità degli autori nell’immaginare la loro storia attraverso media diversi. In questo senso è un progetto “nativamente” crossmediale, e non pensato a posteriori come un racconto su più piattaforme. L’idea che un soggetto come l’alchimia, che tratta di metamorfosi e “cambiamento della materia”, non si possa contenere dentro un unico mezzo di comunicazione è un po’ il principio dal quale siamo partiti nella progettazione.

Quali sono le sfide più grandi poste dalla crossmedialità del prodotto?
M.C.: La sfida più grande è sicuramente quella di riuscire a unire le riprese live action al fumetto; infatti per il prologo è stato fatto un lavoro minuzioso di fotografia per poter permettere al disegnatore, Oscar Celestini, di realizzare nel modo migliore il suo lavoro.

A.S.: Secondo me la sfida più grande non risiede nella natura crossmediale del prodotto ma semplicemente... nel prodotto stesso. La situazione in cui versa il nostro intrattenimento non è certo delle migliori anche perché un po' tutti nel corso degli ultimi anni siamo stati anestetizzati da opere e format di rara bellezza come Amici, Uomini e Donne, Italia's Got Talent, L'Isola dei Famosi, Il Grande Fratello senza i vip, Il Grande Fratello con i vip, Fuga di Cervelli, The Voice, I Cesaroni 26, X Factor, Game Therapy, Don Matteo 52, Zelig, Carabinieri 75, Colorado, Un Passo dal Cielo 112, The Lady, Made in Sud, Hybris, Tú Sí Que Vales e molta molta molta molta molta altra roba simile.
Noi, con Paracelso, abbiamo deciso di andare in un'altra direzione. Speriamo quindi, nel nostro piccolo, di provare a far capire che anche in Italia, volendo, si può provare a creare qualcosa di interessante e innovativo senza per forza affidarsi a talent scout e/o manager e/o padrini e/o santidelparadisocheticopronosemprelespalle dal talento molto discutibile.

O.C.: Dal punto di vista grafico la mia sfida più grande è stata quella di riuscire a donare alle tavole del fumetto la stessa impronta realistica (e la stessa immersività) delle riprese live action. Bisogna quindi riuscire a incuriosire e al tempo stesso "catturare" il lettore anche se i media sono differenti. È un'operazione molto delicata!

G.L.: Sul piano produttivo, i contenuti crossmediali o “transmediali” in Italia sono spesso associati a prodotti di carattere diverso da Paracelso: il documentario o il docu-drama è un genere dove vige di più questo genere di sperimentazione perché non è strettamente legato a ritorni immediati di pubblico ed è spesso finanziato alla luce del suo valore culturale più che delle sue potenzialità commerciali.  È però fondamentale impostare un progetto produttivo crossmediale pensando che si tratti di qualcosa che il pubblico ricerca attivamente ed è interessato a seguire e promuovere: l’insegnamento di grandi franchise internazionali va esattamente in questa direzione.

Per quanto riguarda il lato prettamente artistico del fumetto, con che stile verrà elaborato il prodotto?
O.C.: Come accennavo sopra, Andrea mi ha lasciato libero di usare il mio stile (pur seguendo i riferimenti fotografici di personaggi e ambienti per renderli facilmente riconoscibili). Le pagine definitive saranno in bianco e nero inchiostrate in digitale.

Si ricercherà una omogeneizzazione e continuità stilistica tra fumetto e serie web oppure volutamente si opterà per un certo distacco visivo?
O.C.: In linea generale puntiamo a far riconoscere alla prima occhiata i personaggi della serie (altrimenti si creerebbe confusione e discrepanza tra i due media). Anche se, come accennavo sopra, fumetti e web series sono cose ben diverse e potrebbero intercettare tipi di pubblico differenti. Comunque oggi chi legge fumetti ama anche le serie web, quindi non dovrebbero esserci problemi!

Come è stato accolto il prologo?
A.S.: Considerando che Paracelso è un'opera inedita (non è tratta da libri, film, fumetti e/o videogiochi), per il momento possiamo ritenerci pienamente soddisfatti. Comunque ovviamente speriamo che il pubblico decida di supportare al 100% anche tutta la serie!
Poi se va male al massimo faccio saltare in aria tutto e tutti che problema c'è?

M.C.: Il prologo è stato accolto molto bene! Inoltre è stato presentato in anteprima all’Xmas Comics and Games di dicembre. In questo momento si può anche trovare sulla piattaforma Cubik TV mentre il fumetto promozionale è da poco disponibile anche sul nostro sito: www.madness-factory.com.

G.L.: Ci sembra che l’accoglienza del prologo sia stata universalmente positiva e siamo molto contenti della partnership con Cubik TV, che ne ha aiutato la promozione e ha permesso a un bacino di utenti più esteso di “testare il prodotto”.

Quando pensate di ultimare il prodotto per mostrarlo al pubblico?
M.C. e A.S.: Al momento purtroppo non abbiamo ancora date precise ma speriamo di poterlo mostrare il prima possibile. In questo periodo ci stiamo organizzando per bene!

Ecco il trailer di Cloak & Dagger, la nuova serie TV Marvel di Freeform

Vi abbiamo già parlato della nuova serie TV Cloak & Dagger realizzata da Freeform insieme a Marvel Entertainment e basata proprio sugli eponimi personaggi mutanti del Marvel Universe. Ora possiamo mostrarvi il trailer appena uscito nel player qui sotto.

Cloak and Dagger narra della storia d'amore tra i due protagonisti adolescenti, provenienti da ambienti molto diversi, che si ritrovano con dei superpoteri: Tandy è in grado di emettere pugnali di luce mentre Tyrone ha la capacità di fagocitare gli altri nel buio. I due impareranno presto che è meglio restare uniti, ma il loro sentimento reciproco renderà il tutto più difficile.
La serie è co-prodotta dalla Marvel Television e ABC Signature Studios. Joe Pokaski sarà lo showrunner della serie, oltre che produttore esecutivo, a fianco di Jeph Loeb e Jim Chory. Gina Prince-Bythewood dirigerà il pilot.

New Warriors: ecco i personaggi della nuova serie TV Marvel per Freeform

Freeform ha attualmente in lavorazione due serie TV Marvel, Cloak & Dagger, di cui potete trovare qui maggiori informazioni, e la commedia New Warriors, di cui oggi sono stati rivelati i personaggi principali.

Marvel Entertainment ha infatti annunciato che lo show vedrà protagonisti oltre alla già nota Squirrel Girl i seguenti personaggi del Marvel Universe, di cui la produzione ha dato anche delle brevi descrizioni. Trovate anche tutti i personaggi nell'immagine qui sotto, in ordine orario dall'alto verso il basso Zack Smith (Microbe), Dwayne Taylor (Night Thrasher), Craig Hollis (Mister Immortal), Doreen Green (Squirrel Girl), Deborah Fields (Debrii) e Robbie Baldwin (Speedball).

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Doreen Green (Squirrel Girl)
Superpotere: “I poteri di uno scoiattolo, i poteri di una ragazza” (è acrobatica, forte, in grado di combattere, in grado di parlare con gli scoiattoli)
Doreen è una fangirl con i poteri. È una leader naturale, sicura di sè e forte, ma non innocente. Doreen è energica e la sua più grande qualità è il suo ottimismo ... Lei ha fiducia negli altri e ispira le persone a credere in se stessi. Porta ovunque con se anche il suo scoiattolo domestico Tippy Toe.

Craig Hollis (Mister Immortal)
Superpotere: non può morire. Mai. Forse. Almeno così dice.
Il guastafeste della squadra nonchè seduttore ... Craig è un po' come “l'uomo più interessante del mondo”, tranne che lui è più arrogante che sicuro di sè e a volte è scontroso in modo affascinante. Anche se il superpotere di Craig sembra incredibile, non ne ha mai fatto uso - è pigro e pensa che non ci sia alcuna fretta per imparare a combattere se tanto ha davanti tutta l'eternità.

Dwayne Taylor (Night Thrasher)
Superpotere: Nessuno
Dwayne è un “eroe” nel senso di celebrità locale, con il suo canale YouTube. Brillante, forte, nobile, e forse un po' pieno di sé, Dwayne è un auto-promotore spudorato e un imprenditore. Ma crede profondamente nella giustizia - almeno la sua versione di giustizia. Dwayne nasconde il fatto che proviene da una famiglia molto ricca perché ha paura che sarà lui a perdere il rispetto che gli viene dalla strada.

Robbie Baldwin (Speedball)
Superpotere: può lanciare sfere cinetiche di energia
Robbie è cresciuto guardando Quinjets decollare dalla Torre dei Vendicatori e ama l'idea di essere un eroe. È un impulsivo e immaturo people-pleaser con un senso illogico della fiducia. Anche se si potrebbe pensare che lanciare sfere di energia cinetica sia incredibile ed efficace - i suoi poteri sono totalmente fuori controllo.

Zack Smith (Microbe)
Superpotere: può parlare con i germi
Zack è un timido ipocondriaco la cui capacità lo rende quasi un telepate - i germi gli dicono dove sei stato, cosa hai mangiato e con chi sei uscito. È impossibile mantenere un segreto se c'è lui. È un ragazzone dolce che la squadra prende sotto la propria ala per aiutarlo a trovare e a far crescere la sua fiducia.

Deborah Fields (Debrii)
Superpotere: debole telecinesi; imbrogliona
Deborah è fiera, divertente e acuta. Dichiaratamente lesbica, Deborah ha sperimentato una profonda perdita nella sua vita personale come risultato diretto di super “eroismo”. Lei sa prendersi cura di se stessa, o almeno così dice. Non ha paura di dire ciò che pensa e di esporre le proprie opinioni, oltre che discutere con chi ne ha di diverse.

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