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Nuovo trailer per Legion 2 e teaser per la seconda stagione di Luke Cage

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Il 4 aprile debutterà su FX la seconda stagione di Legion, lo show televisivo basato sul personaggio Marvel David Haller, noto anche come Legione. Nel player qui sotto potete vedere il trailer diffuso in rete dal network televisivo.

Dan Stevens tornerà nei panni del protagonista David Haller, Rachel Keller in quelli di Syd Barrett, Amber Midthunder sarà Kerry Loudermilk, Aubrey Plaza Lenny Busker, Bill Irwin Cary Loudermilk, Jeremie Harris Ptonomy Wallace, Jean Smart Dr. Melanie Bird e Jemaine Clement Oliver Bird.

Netflix ha invece diffuso in rete un breve teaser della seconda stagione di Luke Cage, prevista per il 22 giugno di quest'anno. Di seguito trovate il video.

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FX: un nuovo promo per la seconda stagione di Legion

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FX Networks ha diffuso un nuovo promo per la seconda stagione di Legion in arrivo dal prossimo 3 aprile. Potete vedere il video qui di seguito.

Legion su FX è scritto e diretto da Noah Hawley e prodotto da 20th Century Fox Television e Marvel Television e ha come protagonista il figlio di Charles Xavier David Haller, interpretato da Dan Stevens. Fin da adolescente, David ha lottato con la malattia mentale. Diagnosticato come schizofrenico, David è stato dentro e fuori dagli ospedali psichiatrici per anni. Ma dopo uno strano incontro con un altro paziente, inizia a prendere in considerazione l'ipotesi che le voci che sente e le visioni che vede siano reali. Nel cast anche Rachel Keller nei panni della comprimaria Syd, Jeremie Harris nei ruolo di Ptonomy e Katie Aselton in quelli di Amy. La serie vede come come produttori esecutivi Lauren Shuler Donner, Bryan Singer, Simon Kinberg, Jeph Loeb, Noah Hawley e Jim Chory.

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3 nuove serie Marvel in arrivo: Rise of the Black Panther, Legion e Gambit & Rogue

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La Marvel Comics ha annunciato in queste ore ben tre nuove serie a fumetti che debutteranno prossimamente nei comic store americani.

Il primo titolo è Rise of the Black Panther, storia sulle origini della Pantera Nera scritta da Evan Narcisse sui disegni di un artista non ancora reso noto, che esplorerà e approfondirà la gioventù di T'Challa, nei primi anni della sua investitura a Re del Wakanda, in cui decise di uscire dall'isolazionismo dello stato africano, palesandosi al mondo. Questa serie, che debutterà a gennaio 2018, cavalca l'onda dell'hype che si sta creando attorno al personaggio negli ultimi tempi, soprattutto con il film in arrivo l'anno prossimo.

La seconda serie, che debutterà anch'essa a gennaio, è invece incentrata sul personaggio di Legion, recentemente protagonista di una serie TV di successo per Fox e da tempo assente nei fumetti. Non si sa nulla su questa nuova serie regolare, dato che il team creativo non è stato reso noto, ma è stata solo mostrata la cover che vedete qui sotto.

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Terza e ultima serie a debuttare a gennaio sarà Gambit & Rogue di cui, anche in questo caso, non è stato diffuso nulla in rete, a parte la cover.

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Maggiori informazioni arriveranno sicuramente dal New York Comic Con che si terrà dal 5 al 8 ottobre.

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X-Men: Legion 1-3, la recensione del fumetto che ha ispirato il telefilm

In occasione dell'uscita per FX della nuova serie televisiva Legion, basata sull'eponimo mutante della Marvel Comics, Panini Comics ha deciso di pubblicare in eleganti volumi cartonati quella che forse rimane la serie più importante riguardante il personaggio, quella che lo ha definito maggiormente e ne ha consacrato le enormi potenzialità narrative. Parliamo della X-Men Legacy di Simon Spurrier che nel 2013 diede una scossa non indifferente alle serie mainstream Marvel, introducendo una autorialità e un approfondimento psicologico, una dedizione alla crescita e allo sviluppo dei personaggi che si vedevano solitamente in run più ridotte e in progetti più marginali più volutamente di nicchia.

Nel corso dei 23 numeri della saga, vengono narrati i fatti relativi alle conseguenze di Scisma e della morte del Professor Xavier sul figlio David Haller, mutante dai poteri sconfinato protagonista di questa storia, che viene etichettato con il nome di Legione, per sottolineare l'esistenza di numerose personalità con poteri inimmaginabili all'interno della sua mente. Il trauma per la perdita del genitore, il rapporto mai felice con lo stesso e tutte queste problematiche di fazione, futili screzi disgreganti all'interno della comunità mutante già fortemente provata da un passato turbolento e intriso di dolore, rappresentano un'ulteriore fonte di logoramento per la psiche già frantumata del giovane, sempre attento ad evitare che i suoi poteri disintegrino la realtà. A questo si aggiunge poi una terribile profezia, un destino infausto già scritto pervade che tutta l'opera: Legione è destinato ad annientare la razza mutante e Blindfold, la giovane mutante senz'occhi innamorata del giovane, è destinata ad ucciderlo per prevenire questa sciagurata conclusione. E la paura del mutante, il suo tentativo di modificare il corso del fato, di imparare ad amare Ruth, alias civile della preveggente cieca, e di essere accettato dal mondo, sebbene la sua potenza sconvolgente, creeranno un circolo vizioso di eventi sciagurati che in un turbinio di dolore e sofferenza porteranno ad una fine agrodolce, di certo lontano dall'happy ending.

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La battaglia si svolge sue due fronti, così come l'esistenza di Heller: c'è la realtà tangibile, quella condivisa con il resto dell'universo quella popolata dai suoi amici, dal suo amore e dai suoi simili, e poi c'è la sua psiche, un fronte caotico, pericoloso oltre ogni immaginazione, labile e precario, multiplo e sfaccettato, sempre pronto a detonare, a sbarellare completamente l'equilibrio instabile in cui si trova il protagonista, scatenando una forza incontrollabile e funesta: un regno concettuale senza eguali popolato da più di duecento ego per lo più violenti e sanguinari racchiusi, si fa per dire, in una prigione fortezza, che a tratti non si capisce se è più utile per tenere a bada ciò che sta dentro nei confronti di ciò che sta fuori o viceversa.

Il bello di questa run è il dare risalto anche in circostanze assurde e titaniche ai problemi comuni e terreni come il rapporto padre figlio, la reclusione forzata, l'incomprensione, la paura e il rigetto del diverso il tutto entro un quadro clinico psicanalitico non confortante. Legione incarna le tematiche classiche che hanno reso gli X-Men una pietra miliare della letteratura a fumetti e della cultura a difesa degli emarginati, delle minoranze e della diversità, portando queste tematiche allo zenit.

Spurrier tesse una trama articolata e fortemente intrecciata, in cui ogni tassello, ogni spiraglio mostrato è di fondamentale importanza per la storia narrata ed è permesso al lettore cercare di comprendere in anticipo quali saranno le mosse dei personaggi, se si sta attenti, se si analizzano i vari passaggi. Citazioni e rimandi si sprecano, così come richiami e improvvise amplificazioni di dettagli che sembravano solo decorativi, ma che si rivelano nuclei fondanti del racconto stesso. Questo vale per le rivelazioni e le profezie che giocano un ruolo molto importante. Splendida la narrazione offerta dall'io drammatico di Heller, che con un linguaggio articolato, pensieri profondi e riflessioni mai banali, mai puramente retoriche o pseudopedagogiche, ma di grande impatto, analizza la situazione in maniera molto umana, molto vicina al lettore.

Molto interessante il fatto che i pensieri di David riecheggino nella sua mente-prigione come messaggi urlati dal gracchiare degli altoparlanti, mettendo alla berlina il suo io interiore nei confronti delle altre duecento personalità che infestano la sua psiche. Il che alimenta la frustrazione e la condizione di solitudine e di astio che viene riversato nei confronti del ragazzo dall'esterno e dall'interno, bersagliato senza sosta e in balia della disperazione, a disagio nella sua stessa mente.

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Anche all'analisi del rapporto con il padre e con la madre viene dedicato diverso spazio nel corso del racconto. Una coesistenza difficile se non totalmente inesistente quella avuta con i genitori. Xavier ha contribuito a fare da mentore a diverse generazioni di mutanti ma non è riuscito a ricoprire il ruolo di padre nei confronti del suo unico vero figlio, abbandonato per paura della sua potenza, per negligenza, sottoposto a inibizioni crudeli e comatose: ragazzini guerrieri, organizzazioni paramilitari sembrano essere la peggiore e unica eredità lasciata dal padre con cui il figliol prodigo dovrà fare i conti, mostrando la voglia di agire e prevenire minacce future, non limitarsi a reagire a danno già avvenuto come insegnato dai precetti paterni. Lo stesso vale per il rapporto con la madre, incapace di accettare il figlio e la sua immensa potenza, incapace di accettare il mondo di supereroi e supercriminali.

Una run su di un personaggio titanico, incompreso nella sua eccezionalità: una parabola discendente verso la tragica fine in cui Haller prende coscienza di se. Diversi sono i temi affrontati nel corso dell'opera: si svolge in primis un interessante dibattito sull'azione preventiva, sulla proattività, su cosa sia lecito fare in vista di un fine più grande; sull'azione e sulla rispettiva reazione, sul principio di causalità e sulle conseguenze che ne derivano, spesso impreviste, sull'amore e sui legami intensi tra le persone, che spesso forniscono ragioni per vivere là dove si fatica a trovarne; sulla vita e sulla morte, sulle prospettive da cui si osserva il mondo e sulla molteplicità d'interpretazione, sul sacrificio e sull'integrazione. Sulla psicologia della gestalt.
Una triste e disillusa titanica epopea, un dramma segnato dal fato, destinato a terminare nel peggiore dei modi, un'ode al dolore e alla solitudine e al contempo un urlo adirato contro Dio.

Dal punto di vista artistico, numerosi sono i disegnatori che accompagnano Spurrier nel corso dell'opera, da Tan Eng Huat a Jorge Molina, da Paul Davidson a Khoi Pham. Da evidenziare lo stile marcato, duro e oscuro di Huat che accompagna il lettore fino agli ultimi numeri, dove lascia spazio ad uno stile lisergico che ricorda le produzioni psichedeliche anni '60 di Steve Ditko per colori e forme surreali che si sublimano in un complesso di astrattismo, fiammate di colore, distorsioni spazio temporali, mutazioni di stile e evoluzioni folli di illustrazioni pop con una carica patetica di un'intensità spettacolare. Un epitaffio di colori e dolore incredibilmente intessuti.

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Segnaliamo anche l'ottima la traduzione di Fabio Gamberini soprattutto nel terzo volume: riesce difatti a mantenere la shakesperianità dei discorsi, la malinconica tristezza di fondo dei dialoghi intensi fornendo un ottimo adattamento italiano.

Non possiamo che consigliarvi questo gioiellino della letteratura a fumetti made in Marvel perché tuttora, a distanza di 4 anni, rimane difficile trovare un tale spessore in una produzione così vasta e mainstream del fumetto popolare.

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