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Leonardo Cantone

Leonardo Cantone

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Anteprima di Punks Not Dead #1 David Barnett e Martin Simmonds

Uscirà domani, 21 febbraio, negli States per la IDW Publishing il primo numero di Punks Not Dead di David Barnett e Martin Simmonds. La storia segue la vita e le vicende di "Fergie" Ferguson, ragazzo vittima di bullismo, che improvvisamente scopre di poter vedere persone morte. O, quantomeno, una persona morta in particolare: il fantasma di un certo punk rocker di nome Sid. Lo spirito di Sid, infatti, è rimasto intrappolato nell'aeroporto di Heathrow a Londra per 40 anni fino al giorno in cui non ha incontrato Fergie e gli si è “attaccato” addosso. Questo non sarà l’unico problema del ragazzo, perché, oltre a dover gestire l’etereo ospite, il Dipartimento per gli affari extra-usuali comincia mostrare interesse per la sua particolare condizione.

La nuova serie mensile IDW debutterà in USA questo mese con tre cover, la regular di Martin Simmonds e due di Bill Sienkiewicz.
A seguire le tavole rilasciate in anteprima diffuse da CBR.

A Walk Through Hell, la nuova serie di Garth Ennis per AfterShock

Lo sceneggiatore Garth Ennis e l'artista Goran Sudžuka sono a lavoro su una nuova serie per AfterShock dal titolo A Walk Through Hell, che vedrà come protagonisti una coppia di agenti dell'FBI alla ricerca di due colleghi scomparsi che si ritroveranno in un incubo soprannaturale.

"L'agente speciale dell'FBI Shaw e la sua compagna McGregor entrano in un magazzino di Long Beach in cerca di due agenti che sembrano essere scomparsi da qualche parte nell'edificio," ha spiegato Ennis, raccontando che i due protagonisti "si rendono subito conto che le cose qui sono malamente distorte […] non hanno senso secondo le normali leggi della natura”.
Per Ennis, questo nuovo lavoro segna il suo ritorno al genere horror dopo, a suo avviso, un'assenza di quasi dieci anni. L’autore, difatti, ha dichiarato che "Caliban era in parte fantascienza, quindi in realtà l'ultima storia horror che ho iniziato sarebbe stata Crossed nel 2008". Ennis ha spiegato che "questo è in parte dovuto alla mia reazione all'era Bush, era che ruotava attorno ai temi del caos e dell'abbandono: A Walk Through Hell è più una risposta all'attuale amministrazione, che implica corruzione e illeciti, e […] ho deciso che era giunto il momento per un altro sguardo nell'oscurità. "

Per quanto riguarda Sudžuka, lavorare con Ennis è un sogno che diventa realtà.

"Ventiquattro anni fa ho letto il mio primo fumetto scritto da Garth Ennis (Hellblazer, albo 'Heartland') e ho voluto lavorare con lui sin da allora", ha dichiarato Sudžuka pieno di ammirazione, ammettendo che "lavorare con Garth è tutto ciò che un artista può desiderare: è professionale, ma appassionato di quello che fa e sa esattamente quello che vuole. […] Non penso che Garth abbia mai scritto qualcosa di così pungente e tutti quelli che conoscono il suo lavoro capiranno quanto sia audace la mia affermazione".

A Walk Through Hell #1 uscirà sugli scaffali il 16 maggio. La colorazione è stata affidata a Ive Svorcina e sono previste due cover: la prima affidata a Andy Clarke e Jose Villarrubia e la seconda dalla dicitura “Solid Black Variant”.

(Via Newsarama)

Al via le riprese della terza stagione di Preacher. Ecco i nuovi attori del cast

AMC ha annunciato che la produzione della terza stagione di Preacher è ufficialmente iniziata a New Orleans e che, nel corso della serie, compariranno alcuni membri della famiglia di Jesse Custer: infatti, Betty Buckley (Supergirl, Split) si è unita al cast della nuova stagione della serie nei panni di Granma, Colin Cunningham (Blood Drive, Falling Skies) sarà TC, Jeremy Childs (The Last Castle, Nashville) interpreterà Jody e Liz McGeever (Star, Nashville) comparirà nel ruolo di Christina.

La AMC ha diffuso anche le descrizioni dei nuovi personaggi:

"Granma" - Una spiritista dai grandi poteri che può lanciare incantesimi e persino riportare i morti in vita, ma al giusto prezzo. È l'unico membro della famiglia di Jesse ancora in vita.
"TC" - Fedele braccio destro di Granma, nonostante sembri il ragazzo più amichevole che si possa incontrare, non bisogna mai commettere l'errore di voltargli le spalle.
"Jody" -  Un uomo enorme e dall’aspetto intimidatorio, è il sicario di Granma ed è l'unico uomo che Jesse non ha mai battuto in combattimento.
"Christina" - Ragazza capace ed efficiente, il suo viso attira i clienti per l’azienda di famiglia. Christina lo nasconde bene, ma odia il suo lavoro e ha sogni e aspirazioni che la portino lontano dalla sua vita attuale, ma continua a condurre questa esistenza per proteggere suo figlio.

Preacher è basata sull'omonima serie a fumetti che segue le disavventure di un predicatore del Texas di nome Jesse Custer, posseduto da una misteriosa entità chiamata Genesis che gli conferisce il potere di far sì che le persone facciano qualsiasi cosa egli comandi. Dopo che Jesse ha scoperto che Dio è assente dal Paradiso, insieme alla sua fidanzata Tulip e al loro compagno vampiro, Cassidy, ha intrapreso un viaggio per trovarlo. All’inseguimento del trio di antieroi, c’è Saint of Killers, un inarrestabile assassino che viene direttamente dall'Inferno. L'inseguimento ha condotto i protagonisti a New Orleans ed ora, con la vita di Tulip e l'amicizia di Cassidy in pericolo, Jesse sarà costretto a fare affidamento su una misteriosa figura del suo passato.

Preacher è stato sviluppato per la televisione da Seth Rogen ed Evan Goldberg (This is The End, Superbad, Neighbours) e dallo showrunner Sam Catlin (Breaking Bad). Le serie ha come protagonisti Dominic Cooper nei panni di Jesse Custer, Joseph Gilgun nei panni di Cassidy, Ruth Negga nei panni di Tulip e Graham McTavish nei panni di The Cowboy, alias Saint of Killers.

(Via SHH)

Royal City 1 di Jeff Lemire, recensione: Fuggire non è mai la scelta giusta

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Scendere a patti con il proprio passato, ripercorrere i luoghi della propria infanzia o della propria adolescenza con gli occhi di adulto è un’esperienza che, prima o poi, in un modo o in un altro, tutti realizzeranno. Jeff Lemire, con Royal City, parte proprio da questo presupposto, scrivendo e disegnando interamente la serie edita, in Italia, da Bao Publishing.
Un grave malessere del padre Peter, costringerà tutta la famiglia Pike – composta dalla moglie Patti e dai tre figli, Patrick, Tara e Richard – a fare i conti con il proprio passato e a rivedere il proprio presente. Sull’intera famiglia aleggia, infatti, il “fantasma”, l’immagine, di Tommy, figlio e fratello strappato prematuramente all’esistenza.

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La storia imbastita da Lemire è corale e non c’è un vero e proprio protagonista. La trama segue, infatti, le vicende dei quatto familiari che gravitano attorno al capezzale del padre in coma dopo l’infarto. Questo stratagemma narrativo permette all’autore di indagare diverse tematiche capaci di interessare la vita di un individuo: la volontà e il bisogno di scendere a patti con la propria esistenza, la ribellione dalla pastoie sociali e familiari, il bisogno di affermazione e indipendenza identitaria, l’anelito alla libertà. Ma le diverse direttrici intraprese dal racconto – almeno questa prima parte narrata nel volume – confluiscono verso un unico tema, ovvero quello della fuga. Tutti i personaggi fuggono da qualcosa, ognuno di loro cerca altro, ognuno di loro crede che la propria vita non gli abbia concesso tutte le possibilità e, in un modo o in un altro, cercano un riscatto. Il vero conflitto dei protagonisti è che questo riscatto non può avvenire: le “ingiustizie” che sentono gravare sulle loro spalle non sono colpa della Vita, del Destino e nemmeno di Royal City – assunta a simbolo di decadenza esistenziale – ma della loro incapacità di affrontare i conflitti, che siano personali, interpersonali o semplicemente quelli del quotidiano. Tommy, “visto” dai membri della famiglia, è diverso per ognuno di loro: ha un’età differente, una personalità differente, ma rappresenta sempre la necessità di affrontare se stessi e le battaglie della vita.

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Il testo di Lemire non si dilunga mai in verbose o stucchevoli battute, ma cerca sempre di essere asciutto e non patetico, nonostante che la complessità dei temi affrontati nell’arco del volume possano permettere una trattazione più romanzata. Lemire, sfrutta le “regole” narrative del fumetto, affidando la voce fuori campo, il commento alla vicenda, al personaggio più adatto a una ricostruzione narrativa: Patrick, scrittore in crisi, incapace di trovare l’ispirazione e la forza per creare un nuovo romanzo. Qui, forse, l’unica pecca del racconto: è intuibile che Patrick tornerà a scrivere, utilizzando gli eventi che si stanno svolgendo come nucleo narrativo del suo prossimo lavoro. Ma queste sono speculazioni che attendono risposta con il volume seguente.

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Il tratto dell'artista è estremamente marcato, nervoso, spesso caricaturale che tende ad una raffigurazione quasi espressionista dei personaggi e del mondo che abitano. Questa scelta rafforza la sensazione di disperazione dei protagonisti e la loro condizione di alienazione nei confronti degli eventi. Difatti i momenti onirici si confondono con quelli reali, sancendo il legame tra queste due dimensioni esistenziali e marcando la percezione alterata in cui vivono i membri della famiglia Pike. Lo stesso uso del colore, ad acquerello, descrive l’intero racconto attraverso intenzioni cromatiche non realistiche, finalizzate, dunque, a restituire questa visione snaturata, confusa, ma anche ricca di sfumature in attesa di essere colte.

Il volume si arricchisce di un interessante dietro le quinte in cui lo stesso autore presenta i diversi studi per il logo della serie e le illustrazioni promozionali.
Royal City si palesa, dunque, come un lavoro estremamente personale di Lemire, in cui sono evidenti le volontà catartiche dell’autore che ha deciso di affrontare tematiche universali per poter riflettere sulle conflittualità della vita e sulle sfide – grandi o piccole che siano – che l’esistenza pone davanti il percorso di tutti.

 

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