Menu

 

 

 

Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, la nuova collana Bonelli

  • Pubblicato in News

Fra le novità di Preview 17, il catalogo che presenta le uscite Bao Publishing e Sergio Bonelli Editore, troviamo il primo volume di una nuova collana dedicata a Tiziano Sclavi e a Dylan Dog.
Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, questo il titolo dell'iniziativa, proporrà ogni mese una storia dell'autore colorata per l'occasione e corredata da ricchi extra e dalle cover di Gigi Cavenago. Il primo numero uscirà il 4 maggio e costerà 4,90€. Di seguito, i dettagli che vi riportiamo dal catalogo stesso e da Roberto Recchioni.

dylansclavi-cat

Leggi tutto...

Editoriale Cosmo pubblicherà Altai & Jonson di Sclavi e Cavazzano

  • Pubblicato in News

Editoriale Cosmo ha annunciato su Facebook che ad aprile pubblicherà, nella collana Blu, Altai & Jonson, celebre serie umoristica scritta da Tiziano Sclavi e disegnata da Giorgio Cavazzano.

Altai & Jonson vede per protagonisti due detective che operano a San Francisco. La loro saga furono serializzate dal 1975 al 1985 su varie riviste, a partire dal Corriere dei Ragazzi, passando per Corrier Boy, Il Mago e Orient Express.

Leggi tutto...

Dylan Dog: un volume con le storie di Xabaras scritte da Tiziano Sclavi e Angelo Stano

  • Pubblicato in News

Da marzo sarà disponibile per Sergio Bonelli Editore un nuovo volume da libreria dedicato a Dylan Dog. Il tomo conterrà 4 storie, tutte scritte da Tiziano Sclavi e disegnate da Angelo Stano, con protagonista il perfido Xabaras. Si partirà, naturalmente, con la prima avventura in assoluto di Dylan. Le storie saranno tutte a colori.

Trovate maggiori informazioni nell'immagine qui di seguito tratta dal catalogo Preview 15.

xaba

Leggi tutto...

Dylan Dog 362: Dopo un lungo silenzio

 

 


Essere Tiziano Sclavi e scrivere una nuova storia di Dylan Dog è come essere i Pink Floyd e lavorare a un nuovo album. Rischi di restare schiacciato dal peso del tuo stesso nome dovendo confrontarti con un passato ingombrante e con la consapevolezza che difficilmente il nuovo lavoro avrà un’incidenza come quelli realizzati precedentemente. Tiziano Sclavi e Dylan Dog, un binomio simbiotico tanto perfetto e riuscito da diventare icona di una generazione, oltre che una pagina indimenticabile del fumetto. Tornare ora, dopo un lungo silenzio, dopo anni passati lontani dai riflettori è una scelta ammirevole, ma rischiosa. E a noi gli impavidi piacciono.

 

Il bianco della cover, del frontespizio e dell’editoriale, oltre che evocative e simboliche per la storia narrata, sembrano dire: Sclavi è di nuovo fra noi, non serve aggiungere altro. È così in effetti. Ti accorgi, pagina dopo pagina, di un’intensità che ad essere onesti non ti aspettavi. Non per sfiducia, sia chiaro, ma proprio per il discorso accennato sopra, le aspettative erano state messe da parte, bisognava che fossimo soli con l’albo in mano e la mente sgombra, nient’altro. Ma la scrittura di Scalvi ti sconvolge nella sua purezza più totale e tocca le giuste corde nella maniera più onesta e sentita. Ti disperi, ti commuovi e ridi a una battuta sciocca (“Ragazzo mio! È veramente PERO rivederla, come dite voi giovani.” “Ehm… forse “FICO”?”).

14572242 1080390852057805 5436502963893597202 n

Il lungo silenzio è quello che sentiamo quando sprofondiamo negli abissi delle nostre debolezze, quando ci arrendiamo alla paura, alla nostre dipendenze, quando siamo soli. Non esistono mostri, ci dice Sclavi, li creiamo noi. E solo noi possiamo salvarci, noi e magari chi ci sta accanto. La società offre i mezzi per la perdizione e per la salvezza, siamo noi a doverli cogliere nella consapevolezza che vivere “sani” e nel giusto è un impegno duro da portare avanti. Sclavi narra tutto questo trascinando Dylan nell’abisso dell’alcolismo, e con lui viviamo un senso di angoscia molto forte. Siamo lì, con un Groucho tanto umano da commuoverti, a vivere questo dramma. Una storia intimista, personale e potente, in cui l’autore “maltratta” la sua creatura, lo riporta nel tunnel dell’alcolismo, ma è in fondo un atto d’amore perché è sentita, necessaria potremmo dire.

 

Un ritorno che diventa reunion perché al fianco di Sclavi ritroviamo Giampiero Casertano che, conscio dell’importanza dell’evento, sforna una prova memorabile e altrettanto sentita, grazie a tavole potenti e drammatiche. Il suo Dylan è un classico che non stanca mai, la sua matita delinea nel volto del personaggio tutta l’angoscia che la storia vuole trasmettere. Le tavole, nonostante i tanti dettagli, sono ariose e ci sono un alto numero di primi piani, proprio per permettere di guardare negli occhi i personaggi e leggere la loro anima attraverso di loro.

dyldogduls

Dopo un lungo silenzio Sclavi è dunque tornato e lo fa con una storia che non ha la pretesa di inserirsi nel pantheon della serie, ma che è onesta e ottima e che è al tempo stesso contiene tutta la poetica del suo autore. Non potevamo chiedere di meglio.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.