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Tanino Liberatore incontra Charles Baudelaire, la recensione de I Fiori del Male

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Comicon Edizioni ha pubblicato recentemente un volume davvero insolito, che raccoglie una selezione di 29 poesie della raccolta Les Fleurs du mal di Charles Baudelaire accompagnate da illustrazioni del Maestro Tanino Liberatore. Un connubio misterioso, da cui non si sa cosa aspettarsi, ma che riserva non solo grandi sorprese, ma forse un'inedita sublimazione delle due arti.

Per parlare di questo volume, bisognerebbe prima fare un’analisi letteraria della produzione decadente di Baudelaire, della sua Malinconia, intesa come vera essenza della modernità, la sua poetica basata sul dualismo e la concatenazione ossimorica, sul contrasto, il rimorso e la follia, imperanti come l’ossessione per il male. Il delirio e il fascino di una creazione poetica che condanna il poeta stesso alla rovina, l’elogio di una poesia rischiosa, strumento per fare i conti con il male, cercando di tramutarlo in bellezza.
Ce ne occuperemo solo parzialmente in questo articolo, giusto per far emergere quanto siano ben miscelate e sinergicamente operanti le due arti affiancate in questo I Fiori del Male.

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Cominciamo con una precisazione storica e al contempo, una delle spiegazioni dello stacco concettuale tra il prima e il dopo che rappresenta la produzione di Baudelaire: questa è partorita da una nuova condizione della poesia in una società industriale in pieno sviluppo e mutazione, in cui la logica economica domina e l'artista diventa entertainer di un pubblico pagante: il poeta è costretto a mercificare i suoi versi per poter sopravvivere, proprio come le prostitute, in un mondo senza mecenatismo e supporto, che lo ha abbandonato, condannato, come lui stesso esprime in diversi componimenti, come nell'iniziale La muse vénale. Baudelaire è quindi ossessionato dalla colpa, dalla malattia, dalla malinconia e dal dolore, e si sacrifica consapevolmente alla poesia in un tremendo martirio cosciente.

Per quanto riguarda le tematiche principali, prevalenti all’interno della raccolta Les Fleurs du mal, vige sicuramente un rapporto forte e profondamente sentito con la Bellezza, vista come momento d'eccezione di rivelazione, di comprensione effimera e pulsata della vita e della realtà rivelata. Un attimo fugace, di completa armonia ed elevazione, ma difficilmente afferrabile e subito perduto, cercato con grande patema dall'autore: la Bellezza è intrinsecamente infusa di agonia e dolore, di melanconia. Una armonia dei contrari, che tende a esplicitare le sue dualità, le sue ambivalenze, nata dal disordine ma subito in esso riassorbita. E l’obiettivo dell'autore è proprio quello di "estrarre la Bellezza dal Male".

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L'autore nei suoi Fusées [1], paragonerà la bellezza, la sua Bellezza, alla testa di una donna, misto di voluttà e tristezza, involucro di sensazioni contrastanti eppure così armonica, piena di mistero eppure di rimpianto.
Centrale è quindi il ruolo della donna, incantatrice dal fascino mistico, infatuante e magnetico, magico nel suo rapire e sedurre anche, e soprattutto, involontariamente, ma al contempo sorgente di malinconia e disperazione, tristezza e ardore, amarezza e dolore.
Una bellezza sensuale quanto spirituale, accessibile nella povertà come nella ricchezza, nella malattia ("il tuo giovane corpo malaticcio, pieno di macchie di rossore, ha la sua dolcezza") quanto nella salute, nella giovane età quanto nella vecchiaia (quel "lustro abbondante delle cose lise eppure seducenti", o ancora, "preferisco i tuoi frutti, Autunno, agli insipidi fiori della Primavera!").
Una bellezza esotica, forestiera, quei "profumi delle grazie strane" e quelle "strane spezie" che inebriano il Poeta, o una bellezza dannata ("O vergini, o demoni, o mostri, o martiri... assetate di infinito, devote e baccanti, ora piene di grida or di pianto" i cui "cupi dolori" e le "seti insoddisfatte" rapiscono l'uomo) o sacrilega (la "Madonna mortale", la "Regina vittoriosa e feconda di redenzione" che provoca "Desiderio fremente" e devozione di pensiero e corpo).

E ovviamente gran parte delle illustrazioni di Tanino Liberatore presenti in questa antologia vertono sulla presenza della donna, rappresentata in maniera sublime dal Maestro, mostrataci in tutta la sua carica estetica ed erotica, impressa su carta in una moltitudine di sfaccettature e caratterizzazioni, scaturite dalle poesie.

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Baudelaire ha sempre avuto un rapporto quasi dipendente con le arti figurative, con la pittura, che riesce a contenere e catturare la Bellezza trasmutando e riutilizzando il Male in essa contenuto, ed è esattamente ciò che Liberatore realizza in accordanza con i testi. Un mezzo di ulteriore decodifica ed esplicitazione di ciò che è racchiuso nella poesia che permette di fissare i concetti e donargli nuova linfa, una nuova rappresentazione disponibile al fruitore. Accostare l'occhio, tanto caro al poeta come mezzo primo di percezione, al cervello, organo di elaborazione del raccolto, nel mescolare e fondere, nonché alimentare vicendevolmente, le visioni di due artisti, rende quest'opera una vetta davvero incredibile di meraviglia, di "Bellezza".

Altro tema importante in questa antologia è di certo l'insondabilità della profondità umana, degli abissi segreti della psiche, paragonati alle profondità marine, custoditi gelosamente mantenendo ignoto il loro contenuto, ("Uomo, nessuno ha mai scandagliato il fondo de' tuoi abissi; O mare, nessuno conosce le tue intime ricchezze, tanto siete gelosi dei vostri tesori!"); quella natura indecifrabile che sfugge occasionalmente da quegli occhi "adorati misteri", quelle magiche grotte dove "scintillavano vagamente tesori ignorati".

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E anche su questo fronte le illustrazioni di Liberatore si fanno carico di tanta potenza espressiva, incanalandola e veicolandola con delle immagini di forte impatto, dei chiaroscuri e dei dipinti sensazionali, spesso dei non finiti, dei cartoni michelangioleschi, che nella loro incompletezza ed essenzialità riescono a immortalare frazioni di quella Bellezza tanto agognata, permettendoci occasionalmente, di poterla scrutare, di poter vedere oltre queste illustrazioni e questi testi e percepire questo amalgama di sensazioni estasianti. I chiaroscuri tridimensionali, voluminosi e plastici del Maestro, sono un’ode alla corporeità umana: Liberatore è un demiurgo, un alchimista del disegno, che trasmuta la carta in carne, animando le figure che definisce sul foglio, facendo coesistere in una tensione pienamente naturale la bramosia carnale e l’assunzione divina, la disperata malinconia intrisa ad una forza d’animo perentoria, una estetica realistica fatta di affascinanti imperfezioni che celebra la figura umana.

Comicon Edizioni realizza così un volume di grandissimo pregio, in cui trovano spazio pagine ripiegate che possono essere aperte per godersi appieno la magnificenza di queste opere d’arte. Una chicca che arricchirà le vostre collezioni con un livello artistico quasi inarrivabile.

Si consiglia la lettura di Baudelaire – La poesia del male di Giovanni Cacciavillani, da cui sono scaturite alcune delle riflessioni presenti nell’articolo, per comprendere più nel dettaglio la poetica di Baudelaire.

[1]“J’ai trouvé la définition du Beau, de mon Beau.
C’est quelque chose d’ardent et de triste, quelque chose d’un peu vague, laissant carrière à la conjecture. Je vais, si l’on veut, appliquer mes idées à un objet sensible, à l’objet par exemple, le plus intéressant dans la société, à un visage de femme. Une tête séduisante et belle, une tête de femme, veux-je dire, c’est une tête qui fait rêver à la fois, mais d’une manière confuse, de volupté et de tristesse ; qui comporte une idée de mélancolie, de lassitude, même de satiété, — soit une idée contraire, c’est-à-dire une ardeur, un désir de vivre, associés avec une amertume refluante, comme venant de privation ou de désespérance. Le mystère, le regret sont aussi des caractères du Beau”.

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Heavy Metal ospiterà il ritorno al fumetto di Tanino Liberatore

  • Pubblicato in News

Apprendiamo da Bleeding Cool che il fumettista Tanino Liberatore tornerà, dopo 10 anni di assenza, a disegnare un fumetto. L'autore di RanXerox realizzerà, infatti, una storia di 7 pagine, intitolata Ai Shiteru, che apparirà sul numero 285 di Heavy Metal diretto da Grant Morrison.

La storia, scritta da Jean-David Morvan, si concentrerà su di un uomo squilibrato e la sua passione per una taxi dancer. Il racconto verrà poi raccolta poi in un volume di storie brevi di Liberatore pubblicato in Francia da Glenat.

Di seguito, due tavole del fumetto.

 

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Tanino Liberatore realizzerà la variant cover di Contronatura 2 di Mirka Andolfo

  • Pubblicato in News

A Lucca Comics & Games 2016 è stato presentato il primo volume di Contronatura, il nuovo lavoro di Mirka Andolfo edito da Panini Comics, disponibile in veste regular o con una variant cover, realizzata dal Maestro dell'eros Milo Manara. Questa volta, in occasione del secondo volume, la variant sarà realizzata da un altro Maestro del fumetto italiano e internazionale, Tanino Liberatore.

Potete vedere qui di seguito l'annuncio dato su Anteprima #306 uscito da poco.

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