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Le storie più belle dell'Uomo Ragno in volume, la recensione di Io sono Spider-Man

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Come da tradizione, in concomitanza dell’uscita del nuovo cine-comic Marvel Panini Comics dedica un volume cartonato della serie “Io sono…” al franchise in questione e Spider-Man: Homecoming, il nuovo film con Tom Holland (che vi abbiamo recensito qui), non rappresenta un'eccezione. Nel volume è presente una riproposizione, aggiornata, di un tomo già apparso in una precedente occasione. Non sempre queste raccolte antologiche risultano soddisfacenti, vuoi per una selezione non perfetta o comunque obbligatoriamente limitata di storie. Nel caso di Spider-Man, però, ci troviamo di fronte a un volume quasi perfetto, che contiene un’ottima scelta di storie altamente rappresentative sotto una copertina inedita disegnata da Simone Bianchi.

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Si parte con la prima storia assoluta di Spider-Man apparsa su Amazing Fantasy 15 e la prima avventura del personaggio apparsa su Amazing Spider-Man, entrambe della coppia Stan Lee/Steve Ditko. Una presenza, la loro, assolutamente obbligata: in poche pagine sono racchiuse l’origine e molti dei punti cardini del personaggio (il senso di colpa e di responsabilità, il rapporto con Zia May, Jameson e con i compagni di scuola, la componente drammatica, e la figura di Peter come eroe umano e con super-problemi). Purtroppo, e qui è a nostro avviso la grossa pecca del volume, l’assenza di un’ulteriore storia di Ditko più rappresentativa del lavoro dell’artista rappresenta una mancanza che poteva essere facilmente colmata: la prima storia di ASM, infatti, per quanto seminale, non è certo la summa del lavoro dell'artista statunitense e già negli albi successivi si trovano alcune gemme pregiate dell'intera produzione dei comics americani.

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Ad ogni modo, proseguendo per il periodo classico, il volume propone una delle avventure più famose dell’Uomo Ragno, ovvero Spider-Man No More, di Lee e John Romita, albo numero 50 di Amazing. Qui la storia, servita da base anche per Spider-Man 2 di Sam Raimi, vede Peter abbandonare il suo costume in un bidone della spazzatura e rinunciare alla sua identità per dedicarsi alla sua vita privata che ne trae, per questo, enormi benefici. Tuttavia, il senso di responsabilità che deriva dai suoi poteri ha la meglio e così, a fine episodio, torna sui propri passi. Con questa storia, il volume chiude la selezione anni ’60 dominata dai due Spider-Man di Ditko e Romita. Il personaggio subisce una netta evoluzione da questa cambio di team creativo diventando più solare e incrementando l’aspetto umoristico. Tuttavia, non spariranno affatto i problemi.

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Le due storie successive, infatti, vedono Gerry Conway e Ross Andru occuparsi di testi e disegni della serie, con la supervisione dello stesso Romita. La saga proposta qui è fra le più celebri del fumetto americano, talmente significativa da segnare la fine della Silver Age, ovvero la fine dell’innocenza di comics. Parliamo, naturalmente, della morte di Gewn Stacy uccisa da Norman Osborn/Goblin e forse (involontariamente) dallo stesso Spider-Man nell’atto di salvarla. Siamo nel 1973, la serie non è al top delle vendite, ma la morte di un personaggio giudicato sacrificabile suscitò grandissimi polemiche e minacce di morte agli autori. Di sicuro questi albi, fondamentali per la definizione del personaggio, mantengono intatti il loro tasso di drammaticità ai nostri occhi e le tavole di Andru continuano ad essere uno spettacolo.

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La selezione anni ’80 ci offre una piccola gemma di sole 11 pagine di Roger Stern e Ron Rrenz dal titolo Il ragazzo che collezionava l’Uomo Ragno del 1984, in cui Spider-Man va a far visita a un ragazzo malato terminale di leucemia. La seconda avventura è tratta da Amazing #300 del 1988 (e non dell’84 come indicato nel volume) e ci mostra il primo scontro fra Venom e Spidey. Una storia fondamentale, scritta da David Michelinie e disegnata da Todd McFarlane, in quanto il personaggio di Venom diventerà non solo la nuova nemesi per eccellenza dell’eroe Marvel, ma si guadagnerà una serie tutta per sé negli anni ’90. Con questo ciclo di storie McFarlane, in seguito anche autore di una serie personale di Spider-Man, si affermerà sempre di più come artista e farà decollare il personaggio nelle zone d’alta classifica, come non accadeva dagli anni '60, prima di lasciare la Marvel e fondare la Image Comics.

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Gli anni ’90 vengono qui rappresentati non da "saghe del clone" o altro, ma dal drammatico Spectacular Spider-Man 200, la celebre storia di J.M. DeMatteis e Sal Buscema, intitolata Nemici del cuore, in cui si conclude la triste parabola di Harry Hosborn. Lo storico amico di Peter deciso a seguire le orme paterne di Goblin, vive una profonda crisi psicologica dovuta al mancato quanto cercato amore paterno, all’uccisione di Gwen Stacy e alla morte del genitore causata dal suo migliore amico nelle vesti di Spider-Man. Una situazione che lo porta a una tragica uscita di scena in una storia scritta da uno degli autori più apprezzati del personaggio e dall’artista che ne ha disegnato il maggior numero di tavole.

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Il nuovo millennio per Spider-Man è segnato dal lungo ciclo di J.M. Straczynski che ridefinirà il personaggio, introducendo anche un’opzione totemica per le origini del Ragno, e lo accompagnerà durante la celebre Civil War in cui l’Uomo Ragno si toglierà la maschera, ma scrivendo anche alcune pagine dimenticabili come la pessima Peccati del Passato. Ad ogni modo, qui presente ci sono due storie molto importanti, quella dell’11 settembre, scritta di getto sull'onda emotiva degli eventi, e Amazing 500, un lungo viaggio interiore di Spider-Man che ne ricorda alcune tappe fondamentali. Entrambe le storie sono disegnate magistralmente da John Romita Jr., figlio d’arte che ha illustrato per due decenni le vicende dell’Uomo Ragno diventando una delle matite per antonomasia del personaggio. Nella seconda, inoltre, John Romita Sr. si unisce al figlio per concludere l’episodio con ben 4 tavole. Di sicuro due ottime scelte, peccato però non vedere lo splendido albo del dialogo fra Peter e zia May dopo che quest’ultima ha scoperto l’identità segreta del nipote. Una storia meravigliosa che poteva trovare spazio al posto delle tre brevi che seguono, ovvero Il tormento della sconfitta di Sheldon Allen e Jim Cheung, Spidey incontra il presidente di Zeb Wells e Todd Nauck (diventata virale per l'incontro con Barack Obama) e La parte migliore di me di Brian Michael Bendis e Joe Quesada (con la presenza di Jessica Jones), interessanti ma non fondamentali.
Chiude il volume Mondiale Parte 1: Di che segno sei? di Dan Slott e Giuseppe Camuncoli del 2015 che ci mostra la versione più moderna di Spider-Man data dall'ultimo rilancio Marvel.

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Come sempre, naturalmente, questi volumi racchiudono una serie di articoli che accompagnano le storie e parlano nel dettaglio di vari aspetti del personaggio contribuendo a dare uno sguardo davvero esaustivo su Spider-Man. Come anticipato in apertura, la selezione di albi rende questo tomo un eccellente biglietto da visita sul Ragno, adatto in particolare a chi ne è a digiuno e vuole percorrerne le tappe più significative. Per tutti gli altri, un ottimo best of da mettere in libreria.

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La Marvel conferma: Peter Parker era già apparso in Iron Man 2

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La Marvel, attraverso le parole di Tom Holland, conferma con un puro atto di ret-con che Peter Parker era già apparso nel MCU prima di Captain America: Civil War ed esattamente in Iron Man 2. L'attore, infatti, ha dichiarato a Huffington Post che la teoria dei fan sul fatto che il personaggio fosse apparso nella pellicola del 2010 è vera.
"Posso confermarlo, quello è Peter Parker" ha dichiarato Holland riferendosi al ragazzino che fissa uno dei droni Hammer allo Stark Expo nei Queens e che viene, poi, salvato da Iron Man.

"Ho letteralmente avuto una conversazione con Kevin Feige giusto 20 minuti fa. Forse ho appena fatto uno spoiler bello grosso, ma ormai è andata. È figo. Mi piace l’idea che Peter Parker sia stato in questo universo sin dall’inizio.”

Naturalmente, l'accordo per inserire Spider-Man nel MCU è solo del 2015, ma questo è un tentativo di inserire il personaggio già da prima e dargli un rapporto ancor più profondo con il suo mentore Iron Man. E voi, cosa ne pensate?

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Spider-Man: Amy Pascal e Kevin Feige confermano che non ci saranno collegamenti con gli altri film Sony

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La scorsa settimana hanno creato grosso clamore le dichiarazioni della produttrice Amy Pascal sui film Sony collegati a Spider-Man. Secondo quanto detto dalla Pascal, infatti, sembrava che le pellicole di Venom e di Silver Sable & Black Cat sarebbero ambientate nello stesso universo di Spider-Man. La conseguenza sarebbe stata una sorte di MCU allargato ai nuovi film Sony. Ora, Comicbook.com, ci riporta i chiarimenti dati dalla stessa Pascal e da Kevin Feige sulla questione.

"Ecco cosa stiamo facendo: tutti questi personaggi sono parte dell'universo a fumetti Marvel", ha dichiarato la Pascal. "In quell'universo, sono tutti legati tra di loro. Kevin [Feige] si occupa dei personaggi nell'Universo cinematografico di Marvel. Questi personaggi sono separati, tranne Spidey, che appartiene all'Universo cinematografico Marvel, ecco perché è lì".
Insomma, le parole della produttrice si riferivano ai fumetti e non ai film e ammette che Venom etc. non avranno collegamenti con Spider-Man.

Lo stesso Feige, alla domanda su un crossover fra Spier-Man e Venom ha risposto: "Mai dire mai". E ha aggiunto: "Potresti chiedermi 'ci sarà mai Superman'? e io ti risponderei 'Mai dire mai, ma non accadrà presto'".

A questo si aggiungono le dichiarazioni di Tom Holland che conferma che al momento non è coinvolto in questi film della Sony sui personaggi dell'universo di Spider-Man.

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