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Shockdom non pubblicherà più Sii come Bill

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Dopo aver annunciato la pubblicazione di un volume da libreria con la raccolta delle vignette di Sii Come Bill realizzate da Andrea Nuzzo, la casa editrice Shockdom ha fatto un passo indietro comunicando ufficialmente che tale opera non verrà realizzata ci si è resi conto che "il format originario è antecedente alla creazione della pagina [Facebook] ufficiale" che ha dato poi popolarità al meme.

Questo ha portato l'editore a fare marcia indietro e disdire i pre-order già effettuati, come riportato nel post qui sotto.

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Le novità e gli autori Shockdom a Lucca Comics & Games 2017

  • Pubblicato in News

Vi presentiamo, qui di seguito, gli autori e le novità che la casa editrice Shockdom porterà a Lucca Comics & Games 2017 annunciate nel comunicato ufficiale.

"La casa editrice annuncia i dettagli della propria presenza alla celebre Fiera del Fumetto: le novità editoriali, gli ospiti d'eccezione e per la prima volta un autore internazionale fra gli ospiti: Gabriel Picolo.

Shockdom annuncia la propria partecipazione a Lucca Comics & Games.

LA LOCATION
Durante questa edizione, la casa editrice conferma anche la prestigiosa location all’interno del Padiglione Passaglia in piazza Napoleone, nel pieno centro storico della città che dal 1993 ospita puntuale la più importante rassegna italiana del settore, prima in Europa e seconda al mondo dopo il Comiket di Tokio.
 
GLI AUTORI
Gli autori Shockdom che saranno presenti a Lucca (in orari che le pagine social ufficiali aggiorneranno nei prossimi giorni) sono:

Antonucci & Fabbri
Bigio
Pablo Cammello
Claudio Cicciarelli
Daniele Il Rinoceronte Daccò
Dado
Fraffrog e RichardHTT
Labadessa
Lercio
Fabio Listrani
Loputyn
Lorenzo Palloni
Gabriel Picolo
Pierz
Prenzy
Marco e Giulio Rincione
Sio
Marcello Toninelli
Fabio Valentini
Angela Vianello


LE NOVITÀ
L’illustratore brasiliano Gabriel Picolo è il primo autore internazionale a collaborare con Shockdom. Suoi sono infatti i disegni di Rio 2031, il primo volume della collana TIMED, il progetto crossmediale che Shockdom ha annunciato la scorsa primavera e che presto si concretizzerà anche nella parte game, grazie a un gioco in Realtà Aumentata che promette di alzare l’asticella nella categoria e far sperimentare una nuova forma di intrattenimento.

IN ANTEPRIMA
Sono ben cinque le uscite editoriali che i lettori potranno trovare in anteprima a Lucca Comics:

    AEON 4: Angela Vianello conclude la saga fra fantascienza e mito che l’ha resa popolare e amatissima negli ultimi anni.
    CHARON: la graphic novel di Fabio Listrani che narra di traghettatori che si muovono fra vita e morte, sonno e veglia.
    UNA STORIA DEL CASO:  Pierz lascia che a scrivere un racconto siano le pagine random di Wikipedia.
    IL CANTO DELLE ONDE: Marco Rincione scrive un’altra meravigliosa storia, disegnata da Loputyn, per la collana TIMED.
    SCOTTECS MEGAZINE 12: non ha più bisogno di presentazioni il bizzarro trimestrale che ha portato Sio in edicola.

 
INCONTRI
Si terranno in Sala Tobino entrambi gli incontri che Shockdom ha schedulato durante l’evento:

    mercoledì 1 Novembre alle 16.00:  torna il celeberrimo showcase di Sio Trenta strisce in trenta minuti
    sabato 4 Novembre alle 11.00: showcase di Loputyn.

Per info: www.luccacomicsandgames.com"

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#Like4Like, recensione: Il presente distopico di Marco Rincione e Prenzy

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Il fumetto è uno straordinario strumento per poter indagare il tessuto socio-culturale di un’epoca. Bastano due autori (anche uno solo) che a quattro mani, e a volte inconsapevolmente ma segretamente depositari di una consapevolezza sociale, riescono ad intercettare alcune dinamiche culturali e contestuali all’epoca in cui vivono, facendosi portavoce di una memoria storica. #Like4Like è questo, ma la lettura del volumeo lascia trasparire la completa consapevolezza e la totale padronanza del nucleo concettuale del graphic novel.

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Marco Rincione ai testi e Prenzy (Francesco Chiappara) ai disegni realizzano un lucido e drammatico fumetto distopico su un futuro non precisato (ma angosciosamente vicino a noi) in cui l’economia e le leggi sono basate sullo sfruttamento dei “like” conquistati (spesso con fatica e con risvolti terribili) sul social network “Likebook”.
Due storie – separate da un racconto breve di Rincione, doloroso grido di aiuto di una vittima della socializzazione – vengono utilizzati dagli autori come pretesto narrativo per operare una riflessione che parte dalla ormai scontata consapevolezza dell’endemico utilizzo dei social network, per esplorare dinamiche relazionali molto più complesse e tristemente stratificate che condizionano non più il solo “io digitale” degli utenti ma anche il quotidiano “reale” degli stessi.

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La prima storia vede Whitney Conray, arrestata per il crimine di aver apposto sotto una sua fotografia su Liekbook un “auto-like”. Ciò che Withney ha fatto, non è solo aver autocertificato di “importanza e bellezza” il proprio contenuto, ma di aver osato destabilizzare il sistema economico-sociale su cui si basa questo mondo. La seconda storia vede, invece, una giovane coppia, mediamente indigente, a corto di “like” e che tenta, tramite i social network, di racimolare “mi piace” attraverso contenuti generalisti: video di ricette, prima, e di gattini, poi.

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Il fumetto non vuole, di certo, mettere in guardia e non si pone come giudice dell’operato dei social network e dei suoi avventori. La sceneggiatura di Rincione attesta, attraverso una metafora dal sapore fantascientifico, una realtà sociale dalla quale non si può sfuggire e nella quale ognuno di noi è membro effettivo e attivo. Esposizione pubblicitaria di noi stessi alla ricerca di consensi, non importa quanto veritieri, disperata rincorsa di banali contenuti per facili “like” e, soprattutto, la progressiva disumanizzazione celata dallo schermo digitale e mascherata di buonismo artefatto ed esibito. Il disegno di Prenzy, deformato e caricaturale, esaspera la visione contorta di questa cupa rete sociale del “futuro”, tratteggiando, con grafismo nervoso, i personaggi del fumetto. Sia in un freddo e asettico laboratorio futuristico che in un ambiente realistico, nel disegno di Prenzy lo spazio non rimane semplice set della scena ma acquista la valenza narrativa di serrare i personaggi nelle proprie ossessioni “social”, attraverso immagini che l’internauta facilmente conosce e riconosce.

Il comportamento e l’emotività di tutti gli attori dei tre racconti genera un cortocircuito etico nel lettore che non può far altro che ammettere che, in fondo, anch’egli, contribuisce alla costruzione di questo infelice mondo artatamente “social”.

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Mezza fetta di limone, recensione: il primo graphic novel di Labadessa

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Pubblicare un personaggio o una storia che ha già riscosso successo sui social è una mossa probabilmente meno rischiosa che puntare su autori del tutto sconosciuti. Anche Shockdom ha così deciso di seguire questa via, puntando (per la seconda volta) su Mattia Labadessa, grafico campano che è divenuto famoso su Facebook per le sue vignette comiche e dissacranti, raccogliendo più di 400.000 fan. Dopo la raccolta delle sue vignette, la stessa casa editrice pubblica ora Mezza fetta di limone, graphic novel che utilizza lo stesso stile e gli stessi ricorrenti personaggi che il pubblico ha imparato a conoscere sul web.

In poco meno di 200 tavole, Labadessa mette in campo lo stile per cui è stato apprezzato, con un grande disfattismo verso la vita come tema di fondo. Ma c'è un problema: Mezza fetta di limone non è una striscia, né è una singola illustrazione, ma è fatta da due centinaia di pagine, che l'autore non riesce a gestire con una qualità costante.
L'intreccio è molto semplice, un'uscita serale di tre amici diventa il veicolo/pretesto di alcune situazioni assolutamente grottesche e fuori dal comune, che manifestano infine un qualche tipo di morale sulla vita moderna, un insegnamento, o meglio una dissertazione con un qualche genere di critica ad alcuni comportamenti molto comuni, come il non riuscire a intrecciare nuovi rapporti con sconosciuti, la desensibilizzazione alla violenza, ma soprattutto le confortanti routine che bloccano le nuove esperienze, punto focale dell'opera.

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L'onnipresente Uomo Uccello, personaggio protagonista della maggior parte dei lavori di Mattia Labadessa, un volatile rosso antropomorfo, trasognato e abitudinario, è accompagnato in questa avventura dai due amici di sempre: il coniglio Wilson, personaggio nichilista e passivo, perennemente con la canna in mano, e Franco, un uccello nero entusiasta della vita e pronto a goderne fino in fondo. Tutto viene rappresentato dall'autore con 5 colori, il giallo (predominante), il nero, il rosso, l'azzurro e il bianco; questa “oligo-cromia” rende tutto il mondo rappresentato estraniante ed estraniato, mentre i personaggi dalla forma di animali risaltano sostanzialmente dal resto della tavola, in realtà del tutto vuota per circa la metà. Le vignette, dalla forma assolutamente irregolare e tondeggiante, per la stragrande maggioranza dei casi sono gialle, ma lasciano un'importante margine bianco su tutte le pagine, mentre i baloon dei dialoghi sono pressoché assenti, con le parole che si perdono sulla scena.

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Il libro, diviso in tre capitoli, si apre con L'Uomo Uccello nella sua camera, che tra un sogno ad occhi aperti e l'altro, riceve la chiamata dell'amico Wilson che gli propone di uscire. Il solito sabato sera ripetitivo, che però viene infine sconvolto da una disgrazia, l''esplosione di un locale.
Quello che si mostra al lettore, al di là della trama molto semplice, è un serie di voli pindarici sugli argomenti più disparati che il protagonista compie nella sua mente. Quando l'attenzione si focalizza su un soggetto, animato o inanimato, questo prende vita riversando sulle pagine insegnamenti spiccioli, come le due falene che, a più riprese, discutono della caducità della vita e della brevità di quella della loro specie.

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Quello di Labadessa è un lavoro che parla alla pancia della gente, rappresenta ciò che il pubblico adolescente, a cui è rivolto questo titolo, vuole sentirsi dire, su argomenti di interesse prettamente giovanile appunto, riguardante la vita sociale che i ragazzi vivono.
Benché alcuni spunti di riflessione e alcune delle trovate utilizzate per parlarne siano interessanti, rimangono scollegati dal corpus del racconto; ad ogni interruzione dello svolgimento della storia sul piano reale, con il conseguente flash del protagonista o focus su uno degli elementi di contorno, inizia una vera e propria divagazione, basata spesso sull'associazione di idee e nulla di più. La trama di fondo si rivela quindi un pretesto per virare su questi momenti che raccolgono una serie di pagine, o solo qualche vignetta, con una catch phrase, uno slogan, sul futuro, sugli affetti, sul rapporto con l'altro sesso. La sensazione è che ci si trovi davanti ad una pubblicazione di una serie delle classiche strisce umoristiche di Labadessa legate insieme tra loro da nulla più che una banale storiella.

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