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Nasce il Centro Sergio Bonelli: 500 mila euro per l'assistenza a bambini nefropatici

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Come riportato da La Stampa, la famiglia Bonelli ha donato 500 mila euro alla Abn Onlus, l'Associazione per il Bambino Nefropatico nata nel 1978, che opera da anni in collaborazione con la clinica De Marchi del Policlinico di Milano. È stato quindi inaugurato il Centro Sergio Bonelli, dedicato alla memoria del grande fumettista, ospitato nell'unità pediatrica operativa complessa di nefrologia, dialisi e trapianto.

Questi fondi verranno utilizzati per finanziare borse di studio, fornire un aiuto economico e psicologico ai giovani pazienti e alle loro famiglie e per acquistare nuovi macchinari per il trattamento delle patologie renali. Questo progetto mira ad essere il primo punto di una rete nazionale di assistenza ai bambini affetti da questo tipo di patologia, oltre che promuovere la prevenzione.

"Il danno renale congenito rappresenta in età pediatrica la causa più frequente di dialisi e trapianto di rene sviluppandosi già al momento della formazione degli organi durante i primi mesi della gravidanza. Noi puntiamo a progredire ulteriormente nella ricerca e nella diagnosi delle nefropatie per limitare sempre di più le implicazioni sociali che subiscono i bambini malati con le loro famiglie", ha dichiarato il Professor Nicola Persico, responsabile della chirurgia fetale. "Il Policlinico è l’ambiente ideale per avviare un progetto simile, grazie alla presenza di tanti specialisti in grado di seguire i bambini sia prima che dopo il parto".

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La Bonelli presenta ufficialmente Il commissario Ricciardi a fumetti

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È stato presentato oggi a Napoli Il Commissario Ricciardi a fumetti, la nuova serie Sergio Bonelli Editore ispirata alla serie a romanzi di Maurizio De Giovanni. Di seguito trovate il comunicato ufficiale diffuso dall'editore e il nuovo trailer.

"Sergio Bonelli Editore
presenta
“IL COMMISSARIO RICCIARDI A FUMETTI” DI MAURIZIO DE GIOVANNI

Reimmaginare a fumetti le storie del commissario Ricciardi scritte da Maurizio de Giovanni è stata una vera e propria sfida per Sergio Bonelli Editore. Sono stati coinvolti nel progetto come sceneggiatori Claudio Falco, Sergio Brancato e Paolo Terracciano. Il primo ha firmato vari episodi della serie a fumetti di “Dampyr”, mentre gli altri due da anni fanno parte della squadra che scrive la serie televisiva “Un posto al sole” per Rai3.  Questi tre superesperti delle trame tessute da Maurizio de Giovanni hanno discusso con lui su come adattarle al linguaggio del fumetto e ricrearle affidandole ai disegni di quattro artisti come Daniele Bigliardo, Lucilla Stellato, Alessandro Nespolino e Luigi Siniscalchi. Attraverso i loro pennelli, la Napoli degli Anni Trenta ha preso vita. Daniele Bigliardo ha realizzato gli studi preparatori dei personaggi e firmerà anche le copertine della serie.

I colori sono stati affidati alla Scuola Italiana di Comix di Napoli che ha animato con il suo lavoro la varia umanità che circonda il commissario Ricciardi così come la complessità della brulicante città partenopea negli interni e negli esterni. Le quinte buie e il palco illuminato del Teatro di San Carlo sono diventati reali, così come il mare in burrasca davanti a Castel dell’Ovo.

Per ogni storia e ogni Stagione, che compongono i primi quattro episodi, è stato studiato un colore specifico. La squadra di coloristi è composta da Ylenia Di Napoli, Mariastella Granata, Francesca Carotenuto e Marco Matrone ed è stata coordinata da Mario Punzo e Giuseppe Boccia.

La serie

Gli albi del commissario Ricciardi prodotti da Sergio Bonelli Editore debutteranno in edicola e in libreria nell’autunno 2017 a cadenza quadrimestrale. Ogni singolo episodio proporrà una fogliazione di 160 pagine di fumetto, arricchito nella versione libraria da inediti apparati redazionali.

La sequenza delle prime quattro storie sarà la seguente:

“Il senso del dolore” (soggetto di Maurizio de Giovanni, sceneggiatura di Claudio Falco, disegni di Daniele Bigliardo)

“La condanna del sangue” (soggetto di Maurizio de Giovanni, sceneggiatura di Sergio Brancato, disegni di Lucilla Stellato)

“Il posto di ognuno” (soggetto di Maurizio de Giovanni, sceneggiatura di Paolo Terracciano, disegni di Alessandro Nespolino),

“Il giorno dei morti” (soggetto di Maurizio de Giovanni, sceneggiatura di Claudio Falco, Paolo Terracciano e Sergio Brancato, disegni di Luigi Siniscalchi).

Disegnare Napoli

Le dimore sfarzose e i bassi fatiscenti, i luoghi in cui si muovono vittime e colpevoli, così come le strade, le piazze e i monumenti di Napoli sono “fotografati nel dettaglio” nelle storie del commissario Ricciardi a fumetti. Luoghi densi di umanità di diversa estrazione. Dalla Galleria Umberto I a Piazza Municipio, dal Rione della Sanità alla Salita Capodimonte, la serie a fumetti permette un viaggio speciale in una città affascinante e ricca di contraddizioni.

Napoli, come sostiene Maurizio de Giovanni, è “una città fatta a strati come una cipolla. Nelle epoche è cambiata solo la parte superficiale, quella che si vede dall’esterno: l’essenza, la realtà più profonda è rimasta costante nel tempo”.

In Piazza del Municipio era dislocata negli Anni Trenta la Regia Questura di Napoli dove lavorano il brigadiere Raffaele Maione e il commissario Luigi Alfredo Ricciardi.

In camerino, fra le pareti del Teatro di San Carlo, viene rinvenuto il corpo del tenore Arnaldo Vezzi, assassinato durante una serata dedicata a “Pagliacci” e “Cavalleria Rusticana”, come racconta il primo episodio delle serie, “Il senso del dolore”.

In  Galleria Umberto I la gente va di fretta al lavoro, ma ama anche passeggiare. Qui Maione e Ricciardi discutono dei casi su cui indagano. Qui si danno appuntamento, negli angoli più bui, amanti temerari, come scopriranno i lettori ne “Il posto di ognuno”. 

Alla base della Salita di Capodimonte, Maione e Ricciardi troveranno il cadavere del piccolo orfano Tettè, sulla cui tragica morte dovranno investigare tra le pagine dell’episodio intitolato “Il giorno dei morti”.  

Gli incontri

Il commissario Ricciardi a fumetti viene lanciato ufficialmente con due incontri aperti al pubblico. Il primo si terrà al Teatro di San Carlo di Napoli il 7 aprile con ingresso libero a partire dalle ore 18.00.

Il secondo verrà ospitato durante l’edizione 2017 di Napoli Comicon (28 aprile-1 maggio), durante il quale i lettori potranno visitare la ricostruzione fedele dell’ufficio del commissario Ricciardi.  Per le due occasioni verrà allestita anche una mostra di tavole in anteprima realizzata da Sergio Bonelli Editore in collaborazione con la Scuola Italiana di Comix.

La conferenza stampa

Il commissario Ricciardi a fumetti viene presentato in anteprima ai giornalisti con una colazione-presentazione presso il Caffè Gambrinus di Napoli, il luogo in cui Maurizio de Giovanni ha creato ufficialmente Ricciardi e il suo mondo nel 2005 e regolarmente frequentato dal suo personaggio assieme al brigadiere Maione e al dottor Modo.

L’albetto zero

In occasione del lancio del commissario Ricciardi a fumetti verrà realizzato uno speciale numero zero di 32 pagine a tiratura limitata. L’albetto verrà distribuito gratuitamente al Teatro di San Carlo la sera del 7 aprile fino a esaurimento copie. Durante il Comicon i lettori potranno acquistarlo al prezzo simbolico di 1 euro.

L’albetto zero risulta così composto:

-       un’introduzione di Maurizio de Giovanni

-        17 pagine disegnate da Daniele Bigliardo che costituiscono un estratto-anticipazione del numero 1 della serie intitolato “Il senso del dolore” (in uscita nell’autunno 2017). L’ambientazione specifica di questa storia è il Teatro di San Carlo di Napoli.

-       15 pagine di tavole, disegni preparatori e schizzi firmati da Bigliardo, Lucilla Stellato, Alessandro Nespolino e Luigi Siniscalchi: un’anticipazione dei successivi “La condanna del sangue”, “Il posto di ognuno” e “Il giorno dei morti” nonché una sorta di making of della serie."

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Il ritorno dell'avventura classica, la recensione de I Pionieri dell'ignoto

Stefano Vietti col suo Dragonero ha abituato il lettore a storie dal grande impatto narrativo, di ampio respiro, dense di avventura e tracimanti di elementi diversi che convergono in un unicum narrativo coerente e coinvolgente. I Pionieri dell’Ignoto, nuovo romanzo a fumetti Bonelli, non è da meno. Se con il biondo eroe Ian, Vietti – con il fidato Luca Enoch – ha felicemente sperimentato l’incursione nel panorama fantasy, con il capitano Jack Gordon, immerge la propria penna nel genere dell’avventura d’altri tempi, ricca, dal sapore letterario, che ricorda Emilio Salgari e Jules Verne su tutti, ma che non disdegna un accostamento a George H. Wells.

I Pionieri dell’Ignoto è avventura, pura e genuina. Basta la prima tavola, che simula una pagina del diario del protagonista, ad ancorare l’immaginario del lettore al canone narrativo preso da modello per il graphic novel. Vietti sfrutta con sapienza le analisi mitiche, letterarie e cinematografiche dello storico Joseph Campbell, prima, e del saggista Christopher Vogler, dopo, nella loro trattazione e nel disvelamento di quello che è riconducibile al prototipo del “viaggio dell’eroe”: tutti i meccanismi dietro ogni trama, ogni sviluppo narrativo, dai miti antichi ai blockbuster moderni, che permettono l’immedesimazione del fruitore.

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L’incontro con la giovane Annabelle Stockwood, dunque, è la “chiamata all’avventura” per l’ex capitano di sua Maestà Jack Gordon che partirà alla ricerca dello scomparso padre della ragazza nel cuore dell’Africa. L’affresco che Vietti mette in piedi è destinato a coinvolgere non solo i due principali protagonisti – che troneggiano in copertina – ma numerosi personaggi che si avvicendano nello sviluppo narrativo. Quella che, all’apparenza, è una misteriosa sparizione e la conseguente ricerca dell’uomo scomparso, rivela gli intrighi orditi da una misteriosa organizzazione con a capo Lord Clock che sfrutta le criminose competenze di altrettanto misteriosi individui quali Miss Widow, Mister Iron e Mister Crow. L’eroe, da sempre, ha bisogno di alleati e il Capitano Gordon li troverà nell’amico di vecchia data Rashid e nel forzuto Kirbekan. Il pericoloso viaggio nel cuore dell’Africa procederà dall’Egitto alla Somalia, lungo fiumi e attraverso deserti, costellato di pericoli, agguati e battaglie nelle quali i protagonisti saranno coinvolti contro la loro volontà.
Lungo questo asse, corrono parallele numerose sottotrame, necessarie non solo allo sviluppo della vicenda principale, ma specialmente utilizzate per suggerire al lettore che la storia davanti i suoi occhi è solo una parte di mondo molto più vasto. Dopotutto è il modus operandi artistico di Stefano Vietti e Dragonero ne è la testimonianza, regalando ogni mese ai lettori un ulteriore e inedito tassello narrativo delle terre dell’Erondàr. Ma l’operazione con I Pionieri dell’Ignoto è, forse, più complessa.

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Se le avventure di Ian Aranill vivono in un contesto assolutamente fantastico, messo in piedi totalmente da Vietti ed Enoch, le avventure della compagnia di Jack Gordon trovano spazio nel nostro mondo e, sopratutto, nella nostra Storia. Lo sceneggiatore di casa Bonelli, inscrive il proprio racconto all’interno di un preciso contesto storico: il 1882. In quegli anni, l’Inghilterra era in piena e vibrante età Vittoriana, in cui l’espansione  coloniale e la propulsione tecnologica segnarono un punto di svolta sociale ed economico dell’isola. E sono proprio questi due elementi che Vietti utilizza come slancio narrativo: l’avventura dei protagonisti prende vita alla luce delle colonie in Africa e le strumentazioni fanta-scientifiche prendono spunto dalle sperimentazioni tecnologiche del periodo. Difatti, la fantascienza di cui è intriso il racconto raccoglie gli elementi estetici e contenutistici dello steampunk. L’intromissione fantascientifica ne I Pionieri dell’Ignoto funziona, senza essere invadente, ancorando la trama al filone mistery, in questa continua e felice contaminazione di generi.

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I disegni di Alessandro Bignamini si prestano con grande capacità visiva, come per la penna di Vietti, al genere dell’avventura. Il viaggio nel passato è anche un viaggio verso la tradizione fumettistica dei comics avventurosi: il modello grafico, le composizioni visive e le scene d’azione rimandano all’immaginario di Tex e Zagor riuscendo a ricordarne le suggestioni attraverso modalità espressive contemporanee vicine al più recente Greystorm. La ricchezza dei dettagli permette al lettore di penetrare con forza nelle tavole, grazie anche alla complicità delle prospettive dal sapore cinematografico utilizzate per costruire la narrazione visiva.

Leggere I Pionieri dell’Ignoto vuol dire tornare alla pura avventura, all’emozione viscerale della scoperta e al gusto per il pericolo del mondo esotico, viaggiare nell’immaginario attuale che rielabora il passato, leggere un fumetto capace di farsi metagenere, portavoce e mediatore di strumenti linguistici diversi che si fondono in un felice e fecondo matrimonio artistico.

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