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Orfani: Ringo 3 - Città aperta

Recensione in anteprima. L'uscita dell'albo è prevista per il 17 dicembre.

La seconda stagione di Orfani entra sempre più nel vivo della narrazione. Abbandonato il suo buen retiro, Ringo è tornato in azione per salvare la vita a tre giovani ribelli (Seba, Rosa e Nuè), i quali sono stati catturati dai Corvi, guardia personale della Dottoressa Jsan Juric, a seguito di un attentato ordito dagli stessi tra i vicoli della città di Napoli. Il Pistolero, scoperta la sconvolgente notizia rivelatagli da Barbara, che uno dei tre è suo figlio, si mette in cammino per un disperato viaggio con lo scopo di portare in salvo i ragazzi.

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In questo numero la compagnia farà tappa nella città eterna, Roma, dove i nostri dovranno trovare degli antibiotici per curare la febbre del convalescente Nuè, e nel fare ciò incroceranno il proprio destino con quello de La Signora, nuova inquilina della Basilica di San Pietro. Nel frattempo, la Dottoressa Juric, divenuta il Presidente del Governo Straordinario di Crisi, ha messo in moto un’imponente task force al fine di catturare e mettere, definitivamente, la parola fine all’esistenza di Ringo, e di conseguenza, a quella del Movimento della Rivolta.

Anche in questo numero non mancheranno, quindi, battaglie corpo a corpo, attimi di puro thrilling, insieme a gag e siparietti divertenti, durante i quali Ringo, Seba e Rosa, superati i primi attimi di diffidenza reciproca, cercheranno di affinare la loro intesa, la loro conoscenza. In particolar modo, i tre ragazzi scopriranno che uno di loro potrebbe essere il figlio di Ringo, e proprio il rapporto tra genitori e figli rappresenta il filo conduttore di questo nuovo capitolo, in cui il ribelle e solitario Pistolero dovrà iniziare a familiarizzare con questo nuovo ruolo piovutogli addosso in maniera improvvisa e del tutto inaspettata. Fare da padre per dei ragazzini diventati adulti troppo in fretta non sarà facile, soprattutto per chi, come Ringo, ha sempre preferito agire e vivere da solo, schivando le responsabilità e il peso di qualsiasi legame affettivo. Questo momento narrativo sarà importante per lo sviluppo della trama e utile per Roberto Recchioni, in quanto, gli offre la possibilità di svelare i fatti accaduti durante questi venti anni che separano la conclusione della prima stagione di Orfani dal presente.
 
L'autore si lascia alle spalle ogni velleità sci-fi, abbandona l’avventura fantascientifica, per far ritorno sulla Terra, alla vita reale, focalizzando la sua attenzione principalmente sui risvolti comportamentali dei protagonisti agli avvenimenti che si susseguono, andando a scavare nel loro animo, e mostrandone il lato più intimo, con annesse paure e ansie. Ringo è ormai diventato vecchio e ha perso quel furore tipicamente giovanile che lo spingeva a gettarsi in battaglia come se non ci fosse un domani. Adesso, poi, il suo nuovo “ruolo” di padre lo obbliga ad essere ancora più cauto e riflessivo, visto che le sue scelte potrebbero influire irreparabilmente sull’esistenza dei suoi “figli”. Certo, non ha perso il suo spirito guerriero ne tanto meno ha dimenticato come si combatte, però, il suo vissuto, i fantasmi del passato, sono tornati e sono pronti a mostrare il conto di una vita fatta di violenza, sangue, dolore. Troveremo un Ringo mai visto prima, pronto ad abbandonarsi alla morte pur di porre fine alla sua sofferenza.

La narrazione sembra seguire lo stesso percorso di maturazione del protagonista. Il lettore non viene più catapultato nel vivo di battaglie intergalattiche o missioni verso l'ignoto. Adesso dobbiamo fare i conti con la follia quotidiana che attanaglia i superstiti di questa catastrofe apocalittica, la disperazione di chi ha perso tutto, dalla famiglia alla casa, oltre ad ogni riferimento etico, morale, religioso assunto come nostra scala di valori. Non esistono più buoni o cattivi, giusto o sbagliato, tutto viene ribaltato da questa situazione totalmente nuova. Non ci si può fidare di nessuno, e bisogna iniziare a dubitare anche di se stessi.

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I disegni sono stati affidati al veterano Carlo Ambrosini. La fuga, l’ansia e l’incertezza per il domani e per la propria vita, segnano indelebilmente i lineamenti e i volti dei protagonisti, e lo stile ed il tratteggio utilizzato dall'artista sono perfetti in questo senso nel definire e restituire primi piani intensi, capaci di trasmettere le reali emozioni dei personaggi, talvolta esasperandone anche le espressioni ma svelandoci, sempre, il loro reale stato d'animo. Ma la bravura di Ambrosini si esalta, anche, quando si tratta di abbandonare gli interni e passare a mostrarci ciò che resta di Roma. Non ci sono riusciti i secoli, non ci è riuscita nemmeno una catastrofe di queste dimensioni a scalfire il volto della città eterna. Il disegnatore, però, è abile nello stravolgerne il clima che si respira, conferendo a strade e luoghi sacri e pieni di storia, un aspetto malsano, cattivo, carico di tensione negativa. Il pericolo è dietro l’angolo, e bisogna stare sul chi va là, perché potrebbe avere le fattezze di una contadinotta intenta a mietere il grano in Piazza San Pietro.
 
Nei momenti più bui e difficili dell'umanità la speranza ha guidato gente comune nel compiere imprese eroiche. La speranza in un futuro migliore in cui far crescere i nostri figli, liberi da ogni dittatura e privazione, ha fatto nascere, in epoche e luoghi diversi, rivoluzioni e sommosse popolari che, pagando un enorme prezzo in termini di vite umane, sono riuscite ad abbattere il despota di turno. Questa speranza guida il nostro eroe, Ringo, verso un viaggio che ha dell’impossibile, ma che potrebbe non esserlo.

Siamo solo alla terza uscita, e forse è presto e frettoloso esprimere un giudizio di massima su questa seconda stagione di Orfani, ma il lavoro fin qui svolto dagli autori è davvero ottimo. Attraverso un crescendo narrativo qualitativamente eccellente, dove ogni numero riesce a tenere il lettore incollato alla storia, Orfani: Ringo rappresenta un prodotto innovativo e di grande impatto. Insomma, una lettura davvero consigliata.

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YA: trilogia di Roberto Recchioni per la Mondadori

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Appena poco fa, Roberto Recchioni ha annunciato su Facebook che realizzerà una trilogia di romanzi per la Mondadori dal titolo di Lavorazione YA. Potete leggere il post qui di seguito:

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Orfani avrà una quarta stagione

  • Pubblicato in News

È attualmente in edicola il numero 2 della seconda stagione di Orfani, la fortunata serie a colori Bonelli di Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari che proseguirà con la terza stagione nel 2015. In passato si è anche parlato di un'eventuale quarto ciclo, ma finora non c'era alcuna certezza. Fino a stamattina almeno quando, sul proprio profilo Facebook, Recchioni ha postato le seguenti immagini:



Facile immaginare, dunque, a cosa possa riferirsi.
Ad ogni modo, lo sceneggiatore romano, precisa sul nostro forum:

"Orfani è pensata, in termini di produzione, come una serie televisiva.
Se una stagione "tiene", rinnova".

"Comunque, per la precisione, non ho annunciato nulla.
Ho postato delle immagini biggrin1.gif".

Ad ogni modo, l'evidenza sembra davvero chiara.

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Orfani: Ringo 1 - Ancora vivo

Orfani: Ringo #1 segna l’inizio della seconda e nuova stagione della “miniserie a puntate” creata dal duo vincente formato da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammuccari.
E si tratta di un inizio roboante e sorprendente.

Dagli episodi narrati nel drammatico finale di Orfani, la storia si è spostata di circa un ventennio nel futuro: Ringo, unico sopravvissuto della squadra di bambini trasformati in supersoldati, e divenuto il simbolo della rivoluzione contro il regime autoritario mondiale che adesso vede la Dottoressa Jsana Juric al comando, si è oramai isolato in una volontario esilio/pensione, mentre gli ultimi singulti del suo “Movimento” sono rappresentati da sparuti gruppi di ragazzini allo sbando, pronti a tutto (persino farsi saltare in aria) pur di contrastare l’inarrestabile ascesa del GSC. Il Governo Straordinario di Crisi, di contro, è più forte che mai, e gode del consenso della superstite popolazione di una Terra oramai morente, consenso reso ancora più saldo grazie alla promessa di salvezza su un altro pianeta, salvezza acquisibile anche grazie ad una lotteria.

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In sostanza, tutto è andato esattamente al contrario di quanto ci si potesse aspettare dal finale della prima “stagione”: Ringo ha perso ed è sparito, mentre la Juric è più forte e potente che mai. Simbolo della sua apparente invincibilità è la sua squadra speciale, formata da cyborg potentissimi conosciuti come “I Corvi”, i quali facilmente ci ricorderanno delle vecchie conoscenze.

Per un motivo inaspettatamente familiare, Ringo sarà però costretto a “tornare in servizio” e provare a contrastare forse per l’ultima, decisiva volta, l’organizzazione mondiale, principale responsabile del declino della società moderna.

Uno dei twist narrativi più apprezzabili è proprio il cambiamento caratteriale del protagonista che dà il nome all’opera: abbandonata ogni speranza di salvezza e vittoria, Ringo ci appare più duro, cinico, disilluso e risoluto. Suo unico desiderio è quello di isolarsi da un mondo nei confronti del quale ha perso ogni empatia e senso di appartenenza. Allo stesso tempo però, il Nostro non ha smarrito i suoi principi, resi paradossalmente ancora più saldi: Ringo non uccide più, e ha persino rinunciato alle sue amate armi da fuoco che gli avevano fatto acquisire il nome in codice di “Pistolero”.

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Il modo in cui Recchioni architetta la trama di questo primo numero di Orfani: Ringo è anch’esso fortemente differente da quanto fatto in precedenza su Orfani: abbandonato il taglio cerebrale e la struttura narrativa costruita su due diversi piani temporali, qui è l’azione a fare da protagonista, in una storia di forte impatto e dinamismo. Nel linguaggio cinematografico (perché quest’opera ha sin dal principio un taglio decisamente attinente) si potrebbe definire tale evoluzione come un passaggio dal genere sci-fi a quello più sanguigno dell’action: Orfani: Ringo è un esplosivo colpo di pistola a lunga gittata, che costruisce un’adrenalinica parabola ricca di colpi di scena.

Allo stesso tempo, però, l’autore non priva la sua opera di quella attenta analisi sociologica presente anche nella prima miniserie, la quale, anzi, risulta potenzialmente ancora più in primo piano, poiché la storia si svolge interamente sulla Terra: lo scenario nel quale i protagonisti si muovono è un futuro quanto mai decadente e distopico, in pieno canone orwelliano.

Il cambio di registro intercorso fra Orfani #12 e Orfani: Ringo #1 si avverte anche dal punto di vista grafico: Emiliano Mammuccari, disegnatore di entrambi in numeri in “back to back”, si approccia a questa nuova sfida con un taglio più aggressivo e cupo, senza però sacrificare una magistrale organizzazione spaziale della pagina, che rende la narrazione chiara e fluida.
Anche visivamente il protagonista è cambiato moltissimo rispetto al passato, complice il gap temporale intercorso: Ringo è ora adulto, più grosso e prestante, ma anche appesantito e indurito dal tempo. Il talento dell’artista è evidenziabile anche dallo straordinario realismo degli scenari architettonici nel quale i character agiscono: location principale della storia è la Napoli del futuro, sempre affascinante nonostante la Terra stia morendo.

A corredare il tutto ci sono i colori di Annalisa Leoni, le cui tonalità e i forti contrasti rendono questa lettura un vero piacere per gli occhi.

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Il primo numero di Orfani: Ringo è il giusto sequel di un esperimento precedente che possiamo definire riuscito, e dimostra elementi di forte rinnovamento, senza però perdere tutti gli aspetti positivi e caratterizzanti del recente passato. Se il finale di Orfani è stato un curvone in derapata per tagliare il traguardo con stile, con Ringo si torna a spingere sull’acceleratore ancora più forte di prima, per giungere quanto prima alla fine del rettilineo, in attesa della prima curva di un nuovo entusiasmante giro di pista.

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