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Dylan Dog 341 - Al servizio del caos

Recensione in anteprima. L'albo sarà in vedita dal prossimo 29 gennaio.

John Ghost è a capo della Ghost Enterprise, è un uomo ricco e affascinante, ma ha un problema. Il nuovo modello del suo smartphone, il Ghost 900, va sì a ruba ma tutti coloro che lo acquistano vengono brutalmente uccisi. Un caso che solo un investigatore poco ordinario può risolvere: Dylan Dog. L'indagatore dell'Incubo così, armato di smartphone, svolgerà la sua indagine trovando un nuovo nemico: lo stesso John Ghost!

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Fra gli albi della nuova fase, "Al servizio del caos" è sicuramente quello che più dei precedenti fa respirare l'aria dei "primi cento albi", che poi è quello che tutti si aspettano da questo rilancio: un rinnovamento che porti Dylan al passato. Un contro-senso sembrerebbe scritto così, ma che invece è perfettamente logico.
Gli albi della fase 2, finora, hanno introdotto innovazioni utili a ridare linfa vitale al personaggio, dopo che ormai i cliché della serie, le dinamiche interpersonali, erano corrose dal loro abuso. La nuova fase, inoltre, ha il pregio di portare Dylan nel nuovo millennio visto che, a differenza di altri personaggi contemporanei, la società in cui si muoveva sembrava un'eterna Londra da cartolina ferma agli anni '80.

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Sopratutto, c'è l'esigenza di leggere storie capaci di spiazzare il lettore, avventure diverse dal "giallo un po' strambo" degli ultimi anni. E "Al servizio del Caos" è la prima storia che riesce appieno nel compito. Le precedenti, che gradualmente introducevano le novità annunciate nei mesi precedenti al rilancio, erano sì valide, ma un pochino troppo sottoposte al loro ruolo di presentazione del "nuovo Dylan".
La storia sceneggiata da Roberto Recchioni, invece, non solo svolge appieno la sua funzione, quella di introdurre l'ultima delle novità, John Ghost, ma riesce a catturare appieno lo spirito originario di Dylan. C'è tutto: una storia interessante e che presenta vari chiavi di lettura (un'evidente critica all'attuale deriva tecnologica e delle multinazionali), una sceneggiatura solida e fluida, elementi sopra le righe, citazioni pop a non finire (Gordon Ramsay, Alan Moore, 007).

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Sopratutto c'è John Ghost. Un nemico carismatico, moderno, credibile. Le tavole di apertura e di chiusura di Angelo Stano sono determinanti a conferire alla nuova nemesi dell'Indagatore dell'Incubo un'aurea quasi seducente e Daniele Bigliardo, che si accolla quasi l'intero lavoro, non è certo da meno contribuendo ad un albo che fa davvero capire che dalle parti di Dylan qualcosa è cambiato. Finalmente.

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La parodia di Dylan Dog su Topolino

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Attraverso Facebook, lo sceneggiatore Roberto Recchioni ha mostrato una pagina del nuovo numero del catalogo Anteprima in cui è visibile una cover variant del numero 3094 di Topolino in cui ci sarà una parodia di Dylan Dog, interpretata da Topolino. "Dylan Top, l'alba dei topi invadenti" (questo il titolo della storia) vede Recchioni come soggestista (da un'idea di Maria Rosaria Giampaglia), Tito Faraci alla sceneggiatura e Paolo Mottura alle matite.

La variant, dal costo indicativo di 5€, sarà disponibile a Cartoomics (dal 13 al 15 marzo alla fiera Milano Rho) e disponibile in fumetteria.

Topolino non è nuovo alle parodie dei personaggi Bonelli. Ricordiamo, infatti, la storia "Bum, un ranger in azione", sul numero 2964, in cui Corrado Mastantuono omaggiava Tex Willer.

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Orfani: Ringo 4: anteprima esclusiva

  • Pubblicato in News

Dal prossimo 16 gennaio sarà disponibile in tutte le edicole il numero 4 (in tutti i sensi) di Orfani: Ringo. Il titolo dell'albo, con soggetto di Roberto Recchioni e Mauro Uzzeo e sceneggiatura da Uzzeo, è appunto "Il numero quattro".

Ringo e il gruppo che l’ex-pistolero sta scortando verso la salvezza, sono nuovamente "on the road", cercando di raggiungere un porto clandestino da cui partono voli illegali per il nuovo mondo, mentre la situazione sentimentale tra Rosa, Seba e Nuè si complica. Quest’ultimo, amareggiato dalla piega che prende il rapporto con Rosa, si dà alla fuga, ma è presto catturato e coinvolto in un gioco mortale!

L'albo sarà disegnato da Alex Massacci mentre i colori sono ad opera di Alessia Pastorello. La cover qui di seguito è, come al solito, di Emiliano Mammucari. Comicus vi offre un'anteprima esclusiva de "Il numero quattro" che potete vedere nella gallery in basso. Buona lettura!

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Orfani: Ringo 3 - Città aperta

Recensione in anteprima. L'uscita dell'albo è prevista per il 17 dicembre.

La seconda stagione di Orfani entra sempre più nel vivo della narrazione. Abbandonato il suo buen retiro, Ringo è tornato in azione per salvare la vita a tre giovani ribelli (Seba, Rosa e Nuè), i quali sono stati catturati dai Corvi, guardia personale della Dottoressa Jsan Juric, a seguito di un attentato ordito dagli stessi tra i vicoli della città di Napoli. Il Pistolero, scoperta la sconvolgente notizia rivelatagli da Barbara, che uno dei tre è suo figlio, si mette in cammino per un disperato viaggio con lo scopo di portare in salvo i ragazzi.

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In questo numero la compagnia farà tappa nella città eterna, Roma, dove i nostri dovranno trovare degli antibiotici per curare la febbre del convalescente Nuè, e nel fare ciò incroceranno il proprio destino con quello de La Signora, nuova inquilina della Basilica di San Pietro. Nel frattempo, la Dottoressa Juric, divenuta il Presidente del Governo Straordinario di Crisi, ha messo in moto un’imponente task force al fine di catturare e mettere, definitivamente, la parola fine all’esistenza di Ringo, e di conseguenza, a quella del Movimento della Rivolta.

Anche in questo numero non mancheranno, quindi, battaglie corpo a corpo, attimi di puro thrilling, insieme a gag e siparietti divertenti, durante i quali Ringo, Seba e Rosa, superati i primi attimi di diffidenza reciproca, cercheranno di affinare la loro intesa, la loro conoscenza. In particolar modo, i tre ragazzi scopriranno che uno di loro potrebbe essere il figlio di Ringo, e proprio il rapporto tra genitori e figli rappresenta il filo conduttore di questo nuovo capitolo, in cui il ribelle e solitario Pistolero dovrà iniziare a familiarizzare con questo nuovo ruolo piovutogli addosso in maniera improvvisa e del tutto inaspettata. Fare da padre per dei ragazzini diventati adulti troppo in fretta non sarà facile, soprattutto per chi, come Ringo, ha sempre preferito agire e vivere da solo, schivando le responsabilità e il peso di qualsiasi legame affettivo. Questo momento narrativo sarà importante per lo sviluppo della trama e utile per Roberto Recchioni, in quanto, gli offre la possibilità di svelare i fatti accaduti durante questi venti anni che separano la conclusione della prima stagione di Orfani dal presente.
 
L'autore si lascia alle spalle ogni velleità sci-fi, abbandona l’avventura fantascientifica, per far ritorno sulla Terra, alla vita reale, focalizzando la sua attenzione principalmente sui risvolti comportamentali dei protagonisti agli avvenimenti che si susseguono, andando a scavare nel loro animo, e mostrandone il lato più intimo, con annesse paure e ansie. Ringo è ormai diventato vecchio e ha perso quel furore tipicamente giovanile che lo spingeva a gettarsi in battaglia come se non ci fosse un domani. Adesso, poi, il suo nuovo “ruolo” di padre lo obbliga ad essere ancora più cauto e riflessivo, visto che le sue scelte potrebbero influire irreparabilmente sull’esistenza dei suoi “figli”. Certo, non ha perso il suo spirito guerriero ne tanto meno ha dimenticato come si combatte, però, il suo vissuto, i fantasmi del passato, sono tornati e sono pronti a mostrare il conto di una vita fatta di violenza, sangue, dolore. Troveremo un Ringo mai visto prima, pronto ad abbandonarsi alla morte pur di porre fine alla sua sofferenza.

La narrazione sembra seguire lo stesso percorso di maturazione del protagonista. Il lettore non viene più catapultato nel vivo di battaglie intergalattiche o missioni verso l'ignoto. Adesso dobbiamo fare i conti con la follia quotidiana che attanaglia i superstiti di questa catastrofe apocalittica, la disperazione di chi ha perso tutto, dalla famiglia alla casa, oltre ad ogni riferimento etico, morale, religioso assunto come nostra scala di valori. Non esistono più buoni o cattivi, giusto o sbagliato, tutto viene ribaltato da questa situazione totalmente nuova. Non ci si può fidare di nessuno, e bisogna iniziare a dubitare anche di se stessi.

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I disegni sono stati affidati al veterano Carlo Ambrosini. La fuga, l’ansia e l’incertezza per il domani e per la propria vita, segnano indelebilmente i lineamenti e i volti dei protagonisti, e lo stile ed il tratteggio utilizzato dall'artista sono perfetti in questo senso nel definire e restituire primi piani intensi, capaci di trasmettere le reali emozioni dei personaggi, talvolta esasperandone anche le espressioni ma svelandoci, sempre, il loro reale stato d'animo. Ma la bravura di Ambrosini si esalta, anche, quando si tratta di abbandonare gli interni e passare a mostrarci ciò che resta di Roma. Non ci sono riusciti i secoli, non ci è riuscita nemmeno una catastrofe di queste dimensioni a scalfire il volto della città eterna. Il disegnatore, però, è abile nello stravolgerne il clima che si respira, conferendo a strade e luoghi sacri e pieni di storia, un aspetto malsano, cattivo, carico di tensione negativa. Il pericolo è dietro l’angolo, e bisogna stare sul chi va là, perché potrebbe avere le fattezze di una contadinotta intenta a mietere il grano in Piazza San Pietro.
 
Nei momenti più bui e difficili dell'umanità la speranza ha guidato gente comune nel compiere imprese eroiche. La speranza in un futuro migliore in cui far crescere i nostri figli, liberi da ogni dittatura e privazione, ha fatto nascere, in epoche e luoghi diversi, rivoluzioni e sommosse popolari che, pagando un enorme prezzo in termini di vite umane, sono riuscite ad abbattere il despota di turno. Questa speranza guida il nostro eroe, Ringo, verso un viaggio che ha dell’impossibile, ma che potrebbe non esserlo.

Siamo solo alla terza uscita, e forse è presto e frettoloso esprimere un giudizio di massima su questa seconda stagione di Orfani, ma il lavoro fin qui svolto dagli autori è davvero ottimo. Attraverso un crescendo narrativo qualitativamente eccellente, dove ogni numero riesce a tenere il lettore incollato alla storia, Orfani: Ringo rappresenta un prodotto innovativo e di grande impatto. Insomma, una lettura davvero consigliata.

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