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Il ritorno dei Cinque Allegri Ragazzi Morti

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Attraverso un comunicato stampa, Panini Comics annuncia tutti i dettagli della nuova edizione della celebre serie di Davide Toffolo, I Cinque Allegri Ragazzi Morti. Una ristampa in albi, a colori, e con 3 inediti. Di seguito il comunicato stampa:

IL RITORNO DEI CINQUE ALLEGRI RAGAZZI MORTI

Panini Comics pubblica il fumetto cult di Davide Toffolo in versione comic book per la prima volta a colori. Le 9 storie classiche e 3 inedite realizzate per questa nuova, imperdibile collezione.

Modena, 12 gennaio 2015. Panini Comics presenta ai lettori l'edizione definitiva di Cinque Allegri Ragazzi Morti, la più luminosa invenzione di Davide Toffolo, fumettista e frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti.

Durante l’ultima Lucca Comics & Games, l’annuncio da parte di Panini del ritorno di Davide Toffolo tra i propri autori ha destato grande curiosità e attesa. Il primo progetto che vede impegnato l’artista per la casa editrice modenese è proprio la “reunion” della band che ha reso Davide Toffolo un fumettista acclamato da critica e pubblico. Le avventure di Gianni Boy e dei suoi ragazzi morti vengono presentate agli appassionati per la prima volta tutte a colori.

Si parte a marzo con uno speciale numero zero introduttivo, in formato comic-book e con una cover inedita con effetto speciale, che contiene le origini della band, storie autoconclusive e molto altro materiale extra. Al numero zero seguiranno 12 albi a cadenza mensile, a partire da maggio, sempre nel tipico formato americano. Le prime nove storie per la prima volta a colori con nuove copertine ispirate ai dischi che hanno influenzato la band di carta saranno seguite da tre storie nuove realizzate da Davide per la nuova serie, sempre a colori. Un’occasione da non perdere per immergersi nell’inconfondibile universo visionario creato da Davide Toffolo. E questo è solo l’inizio: presto Panini Comics annuncerà altre sorprese legate all’autore.

Il numero zero di Cinque Allegri Ragazzi Morti vi aspetta a marzo in fumetteria e in anteprima a Milano nel corso della prossima edizione di Cartoomics (13-15 marzo 2015), mentre il numero uno della serie sarà presentato al Napoli Comicon 2015 e sarà disponibile a maggio in edicola e fumetteria.

L'announcement trailer dell'iniziativa è disponibile sul canale youtube di Panini Comics a questo indirizzo: http://youtu.be/nFZ_focYtEQ

Davide Toffolo

è uno dei fumettisti italiani più noti e amati, nonché frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, seguitissimo gruppo rock indipendente attivo da più di venti anni. Laureato in disegno anatomico all'Università di Bologna, città dove ha anche frequentato la gloriosa scuola di fumetto Zio Feininger, ideatore negli anni novanta delle riviste “Dinamite”, “Mondo Naif” e “Fandango” con i personaggi Piera degli spiriti, Fregoli e Cristina, autore di alcune tra le più apprezzate graphic novel degli ultimi anni, tra cui Il re bianco, Intervista a Pasolini e Graphic Novel is Dead. Nell’ultimo anno assieme alla sua band ha calcato i palcoscenici di tutta Italia con il musical Cinque Allegri Ragazzi Morti, trasposizione teatrale del fumetto.

CINQUE ALLEGRI RAGAZZI MORTI NUMERO ZERO

AUTORE: Davide Toffolo
NUMERO DI PAGINE: 32, colori
FORMATO: 17x26
PREZZO: Euro 5,00
DATA DI USCITA: marzo

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Biorg Trinity 1

Dalla geniale inventiva di Outarou Maijou e dall'abile mano di Oh! Great (Inferno e Paradiso, Air Gear), ecco che arriva anche in Italia un manga altamente surreale, originale e parecchio promettente come Biorg Trinity, che sicuramente non lascerà insoddisfatti i fan del maestro né i lettori in generale. Un'opera sapientemente orchestrata per bilanciare alla perfezione tutti i molteplici aspetti e generi che vi confluiscono all'interno: dall'azione più sfrenata alle cotte d'amore liceali, dal sovrannaturale al pop più mainstream, dalla violenza allo humour, spesso nerissimo e caustico.

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Osservando il primo volume salta subito all'occhio la bizzarria e stravaganza artistica che si concede l'autore. L'espediente narrativo dei bio bug, cavità cutanee che si creano sulle mani di alcuni esseri umani a causa di una misteriosa malattia e che permettono di fondersi con degli oggetti, genera un universo di possibilità creative artistiche e narrative veramente affascinanti. E l'artista le sfrutta appieno, senza limiti: vediamo quindi ragazze-ragno, uomini-pesce, corpi motorizzati o armati fino ai denti. Il tutto rappresentato con somma maestria e grandissima inventiva dal maestro, in deliri grafici e anatomici di grande impatto visivo.

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La trama ruota attorno alle vite di Fuji, Kiwa e Hosa, tre adolescenti che vivono in un mondo in cui la violenza è una concezione di background, è tollerata e non impensierisce minimamente; un mondo spietato e privo di limiti, dove le stranezze la fanno da padrone, e la normalità è un concetto ormai obsoleto. In questo scenario agiscono i nostri protagonisti, con le loro situazioni amorose e i loro patemi giovanili. Anche se, meglio chiarirlo subito, non troviamo un grande sviluppo approfondito e patetico della componente sentimentale e delle psicologia dei personaggi, che risultano infatti un po' freddi e distaccati, al di là dei classici cliché da manga scolastico.

La storia in sé risulta avvincente, interessante, scattante e dal forte appeal, soprattutto per i combattimenti all'ultimo sangue che troviamo disseminati un po' ovunque. Ma è tramite la oculata gestione delle inquadrature di Oh! Great, altamente cinematografiche, dinamiche e piene di hype, e con lo stile grafico eccellente, chiaro, fluido e preciso, per non parlare della spiccata componente ecchi tipica del maestro, che l'opera acquista una dimensione unica e sconvolgente quantomeno per audacia visiva.

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Un bel manga quindi questo Biorg Trinity, che ha delle enormi potenzialità che vengono solo accennate in questo primo volume, ma che verranno sicuramente ben sviluppate in futuro, considerando il fatto che l'opera è ancora in corso in Giappone e conta ad ora ben 5 volumi. Edizione Planet Manga corposa, 240 pagine, e ben realizzata, dal prezzo classico di 4,50 euro; notare la banda rossa per contenuti adatti ad un pubblico maturo, che è particolarmente adatta a questo lavoro.

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PK Giant 3K Edition #1-2

Tra gli eventi che hanno segnato l’anno che ormai volge al termine, dobbiamo necessariamente segnalare il ritorno in edicola di un’avventura inedita di PK. La storia di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio, dal titolo Potere di Potenza e pubblicata in quattro puntate sulle pagine dello storico settimanale Topolino, ha catalizzato l’attenzione del pubblico, riscuotendo un meritato successo, e riprendendo la continuity delle precedenti serie dedicate al difensore di Paperopoli, PKNA e PK2.

Alla luce dell’importante reazione di pubblico e critica al ritorno di PK, la Panini Comics ha deciso di riproporre l’intera saga del papero mascherato, iniziata ben 18 anni fa, in un mensile di 66 pagine, dalle fattezze decisamente Giant. E, infatti, risulta essere questa la prima, e forse più evidente, differenza tra questa ristampa e le precedenti (PK Reloaded e PK il Mito, iniziativa editoriale del Corriere della Sera), il nuovo formato, 20 X 27,5 cm di dimensione.

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Ma le novità non finiscono qui. Ogni volume è impreziosito da una cover inedita (la prima ad opera di Alberto Lavoradori, la seconda di Claudio Sciarrone), oltre ad un poster che contiene la copertina del numero originale e, volta per volta, una nuova iniziativa, come il Manuale del Giovane PKer o alcuni disegni inediti, nello specifico quello di Stefano Intini nel primo numero. Completamente nuovi sono, anche, gli editoriali che introducono alla lettura, e completando questa veloce panoramica sugli albi in oggetto, segnaliamo il ritorno di PK Mail, angolo della posta sempre molto cattivo e caustico nelle risposte.

Finito di segnalare le novità di questa ristampa possiamo passare alle storie contenute in questi primi due numeri, pubblicate la prima volta nel 1996, grazie al lavoro svolto da Ezio Sisto e Max Monteduro, e coordinato da Simone Stenti. L’intento era quello di conferire al personaggio una nuova veste editoriale, dotandolo di un taglio più maturo. Questa maturazione è subito evidente durante la lettura della prima avventura, Evroniani, in cui Paperino passa dall’utilizzare il suo alter ego per raddrizzare i piccoli problemi, o i modesti banditi, che affliggono la città di Paperopoli, al difenderla da un’invasione aliena ed altre pericolose minacce.

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Paperopoli è sconvolta dalla scomparsa di Brad Van Beckham e dal tentativo di rapimento, maldestramente sventato da Paperinik, ai danni di Paperilla Starry, attori della serie di successo "Patemi". Dietro questi attacchi troviamo le sinuose figure aliene degli Evroniani, alla ricerca di schiavi ubbidienti ed energie emotive e celebrali. A fornire a PK un supporto determinante per le sorti della battaglia troviamo UNO, intelligenza artificiale creata da Everett Ducklair, che si sostituirà nel ruolo di creatore dei gadget di PK ad Archimede Pitagorico. Lungo questa prima storia l'autore Alessandro Sisti introduce anche altri importanti comprimari della saga quali Angus Fangus, giornalista della redazione di 00 News e sempre pronto a scagliarsi contro il nostro eroe con pesanti campagne mediatiche, e la sua misteriosa collega Lyla, (la cui vera natura sarà svelata nelle pagine del secondo numero), oltre agli stessi Evroniani e il loro Re, Agron.

Nel secondo numero, Il Vento del Tempo, invece, Sisti, allarga il cast lasciando entrare il pirata temporale conosciuto come il Razziatore. In questa seconda avventura, disegnata da Claudio Sciarrone, Paperinik dovrà evitare che il Razziatore entri in possesso dei materiali necessari per creare una Cronovela, congegno capace di indirizzare il presente nella direzione che si vuole. Questa volta, oltre al supporto tecnologico di UNO, PK potrà contare sull'aiuto della stesa Lyla, e della Tempolizia.

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Il tempo non ha minimamente scalfito storie entrate per merito tra i classici dei fumetti disneyani. La trama scorre piacevolmente, tenendo attaccato il lettore alla vignetta. Suspance, intrighi e misteri, uniti allo humor che da sempre accompagna i personaggi Disney, sono elementi caratterizzanti di queste pagine. Il puntare su di un mood diverso delle storie è stata una scelta vincente dell'intero team creativo, che ha permesso a questo personaggio di attraversare indenne il cambio di secolo.

L’occasione di rendere nuovamente disponibili la saga di PK è sicuramente apprezzabile, ma ciò che proprio non permette a questa nuova ristampa di assumere i connotati di indispensabilità è la qualità della carta, e questa sua versione “giant”. Il formato, e la scelta di una carta opaca, infatti, non migliorano la qualità e la resa, di per se già buone, dell’edizione originale. Anzi, risultano più accattivanti gli albi originali o le precedenti ristampe. Inoltre, risultano essere davvero discutibili i già modesti contributi all’edizione, quali la demenziale rubrica Si fa presto a dire Evroniani, o il Manuale del Giovane PKer. Consigliato a chi non possiede già le storie, a tutti gli altri consigliamo di valutare bene l'edizione.

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Il Mostro sulla Collina

Stocker-Al-Colle è una cittadina come tante altre. Immersa in un'Inghilterra fantastica di metà '800 si distingue per il clima tranquillo e sereno che permea ogni singola casa e strada. Un posto ideale per vivere, se non fosse per un piccolo particolare: sono passati ben 563 giorni dall'ultimo attacco del mostro. Per chiunque questa sarebbe una notizia positiva, ma non per gli abitanti di Stocker. Ogni città che si rispetti è terrorizzata da una bestia feroce che ne diventa il simbolo, l'orgoglio cittadino, attirando turisti e facendo girare l'economia. Ovunque... tranne che in questo sfortunato paese.
Il Mostro sulla Collina, realizzato da Rob Harrell ed edito in Italia da Panini Comics, ci racconta la storia di Dorsorosso, un mostro che assomiglia a un drago ma che non vola, nonostante abbia le ali, e che non sputa nemmeno fuoco. In fin dei conti si può dire che non sia molto spaventoso, anzi, a dirla tutta è anche un po' giù di morale.

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Le casse della cittadina sono ormai quasi vuote e gli abitanti sono demoralizzati, bisogna quindi trovare una soluzione, fare qualcosa per far diventare Dorsorosso un mostro temibile e attivo. per riuscire in questa impresa troviamo l'eccentrico dottor Charles Wilkie e lo strillone Timothy. Ma risollevare il morale di Dorsorosso non sarà una missione tanto semplice: depresso, piagnucoloso e per nulla spaventevole, il mostro passa la giornata sospirando e lamentandosi. I primi tentativi non vanno a buon fine, non bastano nemmeno degli allenamenti mostruosi per migliorare la situazione, Dorsorosso si sente incapace, pensa di non aver nessun talento, in pratica sostiene di essere l'antimostro. Quando non sembra esserci più alcuna speranza, un'idea balena in testa a Timothy e a Wilkie: partire per un viaggio e andare a trovare qualche altro mostro per farsi insegnare un paio di trucchi del mestiere. In questa avventura i tre scopriranno quelli che sono i loro punti deboli e i punti di forza e, grazie all'amicizia che si formerà, riusciranno a superare prove che poc'anzi sembravano impossibili. Nel loro viaggiare, alla ricerca della conoscenza e dell'autostima, affronteranno avventure che li faranno maturare fino a quando si sentiranno pronti a tornare a casa.

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I temi che vengono trattati sono evergreen che portano alla riflessione e che consentono una rapida immedesimazione con i protagonisti: la forza dell'amicizia, i deboli che aiutandosi a vicenda trovano nell'unione la forza di superare i propri limiti, il riscatto e la diversità. Tutti questi elementi si ritrovano in Dorsorosso, ma non solo, infatti sono presenti in parte anche negli altri personaggi, consentendo una lettura su più livelli.
La storia di Dorsorosso è adatta a tutte le età. A prima vista, sfogliando il volume e guardando distrattamente i disegni, si percepisce con facilità che il prodotto è adatto a un pubblico giovane, ma le molteplici chiavi di lettura fanno sì che risulti interessante anche per un adulto con una maturità e un'esperienza nel campo del fumetto maggiore rispetto a quella di un ragazzino. La storia prosegue proprio come ci si aspetta che debba andare, seguendo uno schema semplice e ben rodato, ma nonostante questo il modo in cui Harrel racconta le singole vicende risulta appassionante e intriso di un'ironia capace di fare sorridere anche i lettori più smaliziati.

L'idea che sta alla base de Il Mostro sulla Collina è un'idea semplice. È per questo motivo che si rimane ancora più stupiti del buon lavoro dell'autore. Una fantasia disarmante, ma mai esagerata e fuori luogo. Situazioni poco articolate eppure in grado di attirare l'attenzione. Leggere questo volume è come staccare la mente, tornare ragazzi per un po' e lasciare che l'avventura fantastica ti porti in un altro mondo. In fin dei conti questo è quello che dovrebbe fare qualsiasi opera fantasy, il problema è che spesso non è proprio così, Harrell invece ti prende per mano e ci riesce abilmente.
Le sue tavole sono caratterizzate da vignette chiuse in cui risaltano i colori primari. Le luci e le ombre, queste ultime quasi mai rappresentate da neri pieni, vengono create con diverse tonalità di colore o con sfumature. I personaggi e le ambientazioni sono tratteggiati con uno stile cartoonesco che, seppur semplice, rimane attento ai dettagli, focalizzandosi maggiormente sulla trasmissione delle emozioni piuttosto che sulla mera rappresentazione della realtà.

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Un fantasy appassionante e divertente con protagonisti dalle emozioni umane nonostante l'aspetto mostruoso. A lettura terminata è un dispiacere chiudere l'albo e riporlo in libreria, si vorrebbe continuare a leggere ancora un po' le vicende di Dorsorosso, ma è la fine stessa, il sapere che ciò che si doveva dire è stato detto, a donare qualcosa di speciale a questa storia. È un viaggio nelle debolezze e nei punti di forza dell'essere umano visti attraverso gli occhi di un artista capace di far sognare.

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