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Drive

Drive è un noir che è già entrato nell'Olimpo dei libri di culto, un romanzo hard-boiled scritto da James Sallis nel 2005 da cui è stato tratto l'omonimo film con Ryan Gosling nel 2011. Come succede sempre in questi casi, il fumetto si confronta per forza di cose con un immaginario visivo già esistente. Eppure riesce bene ad essere una spanna sopra alla pellicola. Gli autori, Michael Benedetto alla sceneggiatura, Antonio Fuso ed Emilio Lecce alle matite e chine, colorate da Jason Lewis, hanno saputo seguire in maniera fedele il solco, vergato nell'asfalto caldo di Los Angeles, dal libro di Sallis. Un solco che ci porta direttamente alla Mecca del cinema, un binario che convoglia il lettore in una città abitualmente narrata attraverso altre prospettive, portandolo in luoghi nuovi, obbligandolo a vedere angoli bui che non aveva avuto modo di osservare.

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Il protagonista senza nome è infatti un abilissimo stuntman che guida le auto nelle rombanti scene dei film d'azione. Di giorno. Di notte invece, quando qualcuno che lo può pagare ne fa richiesta, presta il suo talento ai rapinatori che devono organizzare fughe rocambolesche. Il nostro guidatore ha la regola morale di portare al sicuro i passeggeri senza rimanere invischiato nell'organizzazione dei colpi. Inevitabilmente verrà meno ai suoi principi facendosi trascinare in una rapina da una coppia criminale con cui aveva stretto amicizia, grazie anche al loro giovane figlio. Lo stuntman dovrà distruggere il suo personale codice passandoci sopra con tutte e quattro le ruote, facendolo a pezzi per lanciarsi a folle velocità in una fuga/inseguimento senza fiato, fino alle conseguenze delle svolte estreme che ha imboccato...

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Il merito di questa trasposizione sta nella sua vicinanza all'opera da cui è tratto, si percepisce che esso non vuole scimmiottare la visione hollywoodiana della storia anzi si ripropone di usare la narrazione tipica della prosa per scavare in profondità la psicologia dei personaggi: il loro vissuto, le scelte che hanno compiuto e che li hanno portati alle situazioni disperate in cui si trovano. Si respira chiaramente il gusto per la narrativa che Benedetto vuole trasportare sulle pagine del fumetto e i disegni riescono a donare ai personaggi la giusta misura di personalità senza entrare troppo nei dettagli grafici, non funzionali a questo tipo di racconto. Come fanno i maestri del genere del calibro di Dashiell Hammett o Cormac McCarthy, anche Sallis, e quindi Benedetto, non hanno bisogno di descrivere i loro personaggi fin nei minimi particolari, semmai hanno necessità di trasmettere un sentimento sulla loro essenza più profonda, che il lettore possa percepire immediatamente. La pagina deve scorrere veloce, non c'è tempo per lunghe descrizioni, così come veloci devono agire i protagonisti e veloci corrono le loro auto e volano le loro pallottole. Forse si può obiettare che i disegni risultino molto regolari, squadrati quasi fossero impersonali, ma questo rende Drive il romanzo perfetto per esplorare le possibilità di narrazione del fumetto contemporaneo.

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L’intreccio non procede linearmente, anche grazie all'utilizzo dei flashback sul protagonista che ne approfondiscono la figura controversa, e trasporta il lettore in un rapido evolversi di eventi collegati. Il volume è capace di convogliare la mente del lettore in maniera più efficace di quanto non facesse il film e sicuramente in modo più rapido di quanto possa fare il romanzo originale, anche solo per la lentezza nella fruizione della lettura rispetto alle immagini. Il genere hard-boiled può giovarsi di una collaborazione tra la sua narrativa e la trasposizione in graphic novel e c'è da sperare che la squadra di autori continui a produrre volumi di questo livello. Per quanto riguarda il lettore, potrà godere della storia unicamente come viene raccontata dalle vignette o scegliere di ampliare la sua conoscenza del genere abbeverandosi alla fonte diretta, dissetandosi con il libro-cult di Sal-lis. E non si preoccupi troppo del film, è stato sorpassato in velocità e non può recuperare la distanza con il fumetto, che romba e sgomma in lontananza.

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