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La Marvel presenta Phoenix Resurrection con un video

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Matthew Rosenberg e Leinil Yu riporteranno in vita l'originale Jean Grey sulle pagine di Phoenix Resurrection, miniserie in 5 numeri che celebra la potenza e l'iconicità del personaggio, restituendogli i fasti del passato. Il primo numero della miniserie arriverà il 27 dicembre nei comic store americani.

La Marvel, ora, ha diffuso un teaser video di presentazione dell'evento che potete vedere qui di seguito.

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La Marvel diffonde dettagli e cover della serie Weapon H

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Una nuova serie con Weapon H, il personaggio del crossover di Weapon X / Totally Awesome Hulk "Weapon of Mutant Destruction", venne annunciata al Comic Con di New York senza svelare né il team creativo, né la data di rilascio. La Marvel Comics ha ora rivelato che sarà lo scrittore Greg Pak (Weapon X, Totally Awesome Hulk) e l'artista Cory Smith (X-Men Blue) ad occuparsi della serie e che, questa, è prevista a marzo 2017. È stata diffusa anche la cover del primo numero, ad opera di Leinil Yu.

Darren Shan, in un comunicato, sostiene l’importanza di Greg Pak ai testi, avendo egli scritto tra le serie maggiormente importanti del Golia Verde, come Planet Hulk. Weapon H dovrà vedersela contro le più grandi minacce dell'universo Marvel, a partire da un nuovo tipo di Wendigo.
La nuova serie parte da una premessa capace di solleticare l’appetito nerd: che cosa accadrebbe se gli scienziati creassero un ibrido Wolverine/Hulk? La trama, difatti, vedrà risorgere il progetto Arma X che ha trovato il modo di mescolare il DNA di Wolverine con quello del Gigante di Giada, per creare un Hulk con artigli adamantio.

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(Via CBR)

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Il ritorno della Jean Grey originale sulle pagine di Phoenix Resurrection

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Matthew Rosenberg e Leinil Yu riporteranno in vita l'originale Jean Grey sulle pagine di Phoenix Resurrection, miniserie in 5 numeri che celebra la potenza e l'iconicità del personaggio, restituendogli i fasti del passato.

“Matt è venuto da noi con un'idea molto interessante e unica per riportare in vita Jean. Non è come ce lo potremmo aspettare, ed è merito delle grandi capacità di storytelling di Matt, che edifica un grande mistero attorno ad un climax sconvolgente. E si tratta di una storia che possiede tutte le caratteristiche di una storia epica degli X-Men di questa portata. Azione, romanticismo, gli X-Men e cinque grandi artisti [che si alterneranno sulle pagine di questa miniserie]”, ha dichiarato Mark Paniccia, senior editor alla Marvel.
“Un evento di questa portata lascerà di certo un segno nel Marvel Universe. Jean avrà un nuovo ruolo alla fine di questo, ma vi chiederete, come risponderanno gli X-Men? Cosa ne sarà della giovane Jean Grey?”.

Il primo numero della miniserie arriverà il 27 dicembre nei comic store americani.
Di seguito potete vedere alcune immagini diffuse online dalla Marvel con un comunicato stampa.

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Il solito evento, la recensione di Inumani VS X-Men 1

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In principio era Infinity. Dal nome stesso della maxi saga scritta da Jonathan Hickman nel 2013, si potevano intuire che, degli eventi narrati, ci sarebbero stati riverberi nel futuro delle pubblicazioni targate Marvel: il rilascio sul nostro pianeta, delle nebbie terrigenee, capaci di risvegliare il gene inumano sopito in alcuni individui. La stessa Civil War 2 partiva proprio dalla saga che vedeva coinvolto l’intero pantheon eroico della casa editrice ed, in particolare, il supergruppo di rinnovato successo degli Inumani.
Il nuovo evento Marvel, dunque, vede coinvolta la famiglia reale di Attilan e la nuova formazione degli X-Men, dopo la recente scomparsa di Ciclope. Scott Summers, ha perso la vita in uno scontro con il leader degli Inumani, Freccia Nera, nel tentativo di distruggere una delle due nubi terrigenee che si è scoperto essere nocive per ogni mutante. I due gruppi, dopo le numerose perdite, hanno deciso per una tregua e, insieme, trovare una soluzione.

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Il numero 1 di Inumani vs X-Men, che raccoglie i primi due americani, inizia proprio nel momento più buio di questa tregua: non c’è soluzione. O le nebbie vengono distrutte permettendo ai mutanti di vivere ancora sulla terra ma interrompendo la mutazione inumana, oppure i “figli dell’atomo” saranno costretti ad abbandonare il loro pianeta. Come si può immaginare, lo scontro è inevitabile.
Charles Soule e Jeff Lemire sono ai testi di quello che sembra essere un maxi dejavù, piuttosto che un maxi evento. Nonostante l’evidente sapienza narrativa dei due sceneggiatori, attraverso una costruzione impeccabile del racconto, la lettura è sempre velata dalla sensazione del già visto. Lo schema è quello assodato delle saghe crossover Marvel: esposizione del problema, apparente quiete, climax narrativo irrisolto a fine primo numero. Il numero seguente è dedicato agli scontri.
Lo sforzo dei due sceneggiatori è evidente, specie nel numero di apertura: nel posizionare i propri eroi nella scacchiera della saga, Hickman e Soule mettono sullo stesso piano della lettura due temporalità diverse che incastrano presente ed immediato futuro come in un thriller dal sapore di spy story. Purtroppo non basta: come per un compito in classe, tutte le richieste di casa Marvel sono state esperite costruendo un racconto tecnicamente perfetto ma ben lontano dalla ricerca dell’emozionalità del lettore. I protagonisti sono mossi dal naturale bisogno basilare della “conservazione della specie” e, per ora, agiscono solo in funzione di una dicotomica affermazione genetica, senza dubbi o ripensamenti, e lo “scontro ideologico” per adesso rimane poco sotto la superficie narrativa.

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Simile appunto lo si potrebbe fare al disegno di Leinil Francis Yu: il fumettista filippino fa il proprio dovere, caricando le figure di eroica possanza fisica attraverso il suo tratto “sporco”, ombroso, e dalla straordinaria forza espressiva. Ma, anche qui, non basta: layout, composizione della tavola, messa in scena, di grande impatto visivo e ineccepibili nella loro resa, ma tutto facilmente identificabile in un “canone” fin troppo assodato e, spesso, abusato.

Nonostante l’ottimo ritmo narrativo e lo straordinario tratto, Inumani vs X-Men inizia la propria corsa nella maniera più “sicura” possibile, offrendo al lettore una formula che funziona e che, comunque, incuriosisce gli aficionados degli scontro di casa Marvel. Ma, se da un lato funziona la volontà di legare non solo i maxi eventi alle storie singole ma anche le diverse saghe tra di loro, il meccanismo narrativo si è fin troppo sclerotizzato e la “rivoluzione” che ogni nuovo evento reclama non è poi così tanto rivoluzionaria.

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