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L'umanità di Giovanni dalle Bande Nere, recensione del volume Kleiner Flug

Il 12° volume della collana Prodigi fra le nuvole della casa editrice Kleinerg Flug si occupa di un personaggio di grande rilevanza per il Rinascimento italiano, l'ultimo condottiero di compagnia di ventura Ludovico di Giovanni de' Medici, detto Giovanni delle (o dalle) Bande Nere, quel Gran Diavolo al servizio del Papa Medici, un militare temuto e rispettato, in primis dai suoi uomini, che rappresentò l’avanguardia bellica che mise definitivamente la parola fine all’era della cavalleria pesante. La scelta dello scrittore Marco Rastrelli non è quella di strutturare un resoconto dei suoi successi campali, delle sue vittorie e delle sue gesta belliche; l’autore preferisce difatti raccontarci una storia, quella della crescita e maturazione del giovane Ludovico, detto il “Popolano” perché facente parte del ramo cadetto dei Medici, dai primi istanti di vita fino alla tintura delle bande per il lutto dovuto alla scomparsa di Papa Leone X, il pontefice di casa de’ Medici che fu come una sorta di protettore e benefattore per Ludovico, avendogli offerto la possibilità di servire nelle armate dello Stato Pontificio evitandogli spiacevoli conseguenze per il suo comportamento indomabile.

giovanni bande nere 1

La narrazione va quindi ad indagare per lo più l’indole del personaggio, la sua personalità pugnacea che lo ha reso un fiero condottiero che sin dalla giovinezza dimostrò un ardore battagliero temibile, oltre che un carattere difficilmente controllabile, mostrandoci come queste caratteristiche non siano meri attributi del Gran Diavolo, ma siano parte del suo essere sin dai primi vagiti; tratti ereditati dalla madre, Caterina Sforza, una donna forte e indomita con grande passione per l’arme. Non vediamo quindi battaglie, gesta eroiche ed epiche: vediamo solo le sequenze principali della vita di Ludovico, solo l’essenziale per poterne comprendere la figura, scremando l’aspetto puramente storiografico per approfondirne quello umano. Non ci appare una figura presa da un libro di storia, ma ci appare un uomo, che nonostante i suoi difetti, le sue preoccupazioni, le sue scelte, le sue contraddizioni, la sua imperfezione, emerge come uno dei militari di maggior valore del Rinascimento, abituato alla violenza, alla morte e alla guerra sin da giovane, talmente immerso in quelle atmosfere da esserne permeato, da comprenderne i meccanismi, arrivando a rivoluzionare secoli di tattiche militari e warfare includendo la cavalleria leggera per sfruttarne la mobilità e la versatilità contro il lento decadere della cavalleria pesante.

giovanni bande nere 2

Dal punto di vista artistico invece, le soluzioni adottate da Lorenzo Nuti si sposano alla perfezione con le tematiche e le scene rappresentate. Le figure emergono forti e ben definite grazie allo stile realistico e fortemente drammatico che l’artista sfrutta: drappeggi, tessuti, paesaggi, affollate scene di guerra e fondali, studiati per un maggior realismo e rigore storico, vengono egualmente caratterizzati per sviluppare ancora di più le atmosfere di quella che sembra un’opera shakespeariana, per toni sia visivi che narrativi. Uno stile ricco di tratti, di segni che delineano le figure scolpendole con grande maestria, senza rinunciare alla dinamicità e alla plasticità delle figure. Ottima la gestione dello spazio all’interno della singola vignetta, con inquadrature inusuali che rendono cinematografico lo sviluppo sequenziale complessivo, donandogli epicità. Emerge la frenesia e la violenza insita nel personaggio principale mediante il lavoro svolto sulle espressioni facciali, lasciando trasparire anche una intensa umanità e malinconia dalla figura di Giovanni.

giovanni bande nere 3

Non possiamo che consigliarvi questo Giovanni dalle Bande Nere, un altro ottimo colpo messo a segno dalla Kleiner Flug, sempre attenta alla qualità dei suoi prodotti sia a livello di contenuto che più semplicemente dal punto di vista editoriale.

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Stradivari tra mistero, magia e tradizione: intervista a Michele Ginevra e Sakka

Quando abbiamo intervistato Alessio D'Uva per scoprire cosa riservasse il futuro della casa editrice Kleiner Flug, oltre ai lavori in anteprima a Lucca, ci sono stati rivelati anche alcuni titoli che non sono ancora usciti, ma che a breve vedranno la luce. Tra questi, uno in particolare ci ha colpiti, Stradivari. Genius Loci, realizzato da Michele Ginevra, del Centro Fumetto "Andrea Pazienza", ai testi, e Roberta Sacchi, in arte Sakka, ai disegni. Dopo aver incontrato gli autori a Lucca, abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere proprio per parlare di questo interessante volume. Trovate qui di seguito l'intervista realizzata da entrambi gli autori.

Benvenuti su Comicus!
Partiamo dall'inizio: come nasce questo nuovo progetto per Kleiner Flug e come nasce invece la vostra collaborazione?

Michele: Scrivere fumetti è una mia antica aspirazione giovanile, un classico sogno nel cassetto. Tre anni fa ho avuto un'idea che poteva essere sviluppata e ho pensato di coinvolgere alcuni dei ragazzi più talentuosi, tra i tanti cresciuti con il Cfapaz. L'idea è quella di raccontare alcuni importanti personaggi della storia musicale cremonese, importanti anche a livello internazionale, in una cornice avventurosa e fantastica. Si tratta di Antonio Stradivari, Claudio Monteverdi e Amilcare Ponchielli. Ciascuna di queste figure poteva essere interpretata in modo personale e per Stradivari ho pensato che Roberta Sacchi potesse essere l'autrice ideale. È anche una persona che apprezzo molto. Ho trovato in lei piena sintonia, sia per la proposta in sé, sia per la possibilità di raccontare una piccola città di provincia come Cremona, che in passato era stata il secondo Comune per importanza in Lombardia, dopo Milano.
Sakka: Da tanti anni collaboro con il Centro Fumetto e praticamente si può dire che ci sono cresciuta. Michele è il coordinatore e quindi ci conosciamo da tanto tempo. L'idea di fare un progetto insieme è nata spontaneamente dalla voglia di raccontare un momento molto importante della storia della nostra città con il fumetto. Inoltre è stata la seconda occasione per me di poter avere un progetto approvato da una casa editrice.

La storia narrata ripercorre in maniera romanzata la vita di Stradivari. Avete scelto voi questo personaggio o vi è stato proposto dalla casa editrice? Nel caso, come mai proprio questo personaggio storico?

Michele: È proprio una nostra idea, che abbiamo proposto a Kleiner Flug perché avevamo visto che l'editore toscano aveva intrapreso una collana dedicata a personaggi storici della cultura e dell'arte, dando molto spazio agli autori emergenti. C'è sembrato il contesto ideale per questo progetto.

A ben vedere dalla trama, questo graphic novel non sarà puramente biografico, e saranno presenti diversi aspetti immaginari. In particolare il taglio misterioso, avventuroso e mistico. Come mai questa scelta?

Michele: Stradivari. Genius Loci si basa su due scelte fondamentali: da una parte si vuole provare a dare una dimensione sentimentale al personaggio di Stradivari, che nell'iconografia classica, ricostruita ex post, appare come una sorta di genio intellettuale dell'artigianato musicale, talvolta raffigurato anche con tratti di nobiltà. Invece a me piaceva l'idea di rappresentare Stradivari come avrebbe potuto essere da ragazzo, in un contesto di duro lavoro quotidiano, nella bottega in cui era inizialmente cresciuto. La prima parte della biografia di Stradivari presenta parecchie lacune. Non è certa la data di nascita. Ci sono dubbi sull'identità dei suoi genitori e le circostanze del suo primo matrimonio sono piuttosto singolari. Che sentimenti poteva provare un ragazzo dell'epoca in una situazione così particolare?
La seconda scelta riguarda proprio gli aspetti che elenchi nella domanda. Mi piaceva l'idea di dare un taglio mistico, quasi complottista, con fazioni avverse, intrighi, misteri... e mi piaceva anche l'idea di coinvolgere Roberta in un progetto che non fosse mera biografia didascalica e che ne esaltasse le caratteristiche. Ci sono scene che ho pensato e scritto proprio per lei.

A proposito della ripetizione dell'eterno ritorno del Genius Loci ogni secolo a Cremona, sappiamo che ci sono altri musicisti che potrebbero far parte di questa catena ricorsiva...

Michele: Questa possibilità narrativa è plausibile proprio grazie ad alcune coincidenze di date. Claudio Monteverdi nasce nel 1567 e muore nel 1643. Stradivari nasce appena dopo, tra il 1644 e il 1648, per morire dopo una lunga vita nel 1737. Quindi c'è un secolo di apparente vuoto e arriva Amilcare Ponchielli, che nasce nel 1834 e vive sino al 1886. In pratica, a Cremona, più o meno negli stessi anni, ogni secolo, nasce una figura importante per la musica. E la tendenza si conferma anche per il novecento... Da qui l'idea del “genius loci”, cioè uno spirito legato ad un luogo, che si incarna ciclicamente.

Quale tipo di documentazione avete adottato per questo lavoro? Sia a livello narrativo che grafico.

Michele: Questa parte del lavoro è stata lunga e complicata. Manca soprattutto il materiale iconografico e Cremona è stata stravolta urbanisticamente nei secoli successivi. Sono state demolite chiese, quasi tutte le mura e persino un castello... Per fortuna, è in corso un fenomeno di fascinazione del passato che ha stimolato studiosi e appassionati a compiere ricerche anche su questo periodo. Per cui ho potuto attingere sia a fonti note che ad altre rinvenute o ricostruite assai di recente. Ho fornito a Roberta foto, cartine, disegni e anche alcuni modelli di riferimento per i personaggi. Poi però ho lasciato libertà di interpretazione. Era importante che Roberta cogliesse il carattere dei personaggi, in modo da farli recitare in modo credibile. Il risultato è un lavoro grafico eccellente, con alcuni passaggi che trovo molto emozionanti dal punto di vista della resa estetica.
Sakka: La ricca documentazione che mi è stata fornita è stata fondamentale, anche se ho potuto lavorare anche molto di fantasia. Dal punto di vista grafico ho cercato di essere più dettagliata possibile pur mantenendo il mio stile personale tendenzialmente espressionista. La scelta dei colori è stata fatta cercando di creare delle tonalità adeguate ai momenti della storia. Nelle scene più tranquille e quotidiane ho scelto tonalità più canoniche, mentre in scene oniriche o di tensione ho scelto una palette più libera e d'atmosfera, quindi colori cupi e ansiogeni. Pur cercando di mantenere una certa pulizia rispetto ai lavori precedenti, ho comunque cercato di restare fedele al mio segno, e al mio modo di far recitare i personaggi.

Passando al lato grafico dell'opera, abbiamo potuto notare un'alternanza di tavole con un layout tradizionale ad altre con una costruzione più libera, più destrutturata, che mette in risalto il tratto morbido e fluente che ottieni con il pennello da china. Come ti sei approcciata alla realizzazione delle tavole?

Sakka: Sapevo che questa storia doveva raccontare un personaggio storico che per i cremonesi rappresenta una figura molto importante per l'identità della città, per cui all'inizio è stato complicato decidere il mood con cui affrontare la narrazione. Io stessa conoscevo la figura di Antonio Stradivari, ma non potevo immaginare il tipo di biografia che porta con sé. Come sempre prima di mettermi al lavoro sulle tavole cerco di metabolizzare il tutto, documentazione, soggetto e personaggi. In generale la storia prevedeva due linee narrative: la trama vera e propria, e una parte onirica dedicata ai ricordi, ai sogni e alle visioni di Stradivari. Sicuramente Michele, che conosce il mio stile molto bene, ha creato questa seconda parte narrativa proprio per far sì che la storia mi calzasse al meglio. Quindi questo fumetto alterna una griglia più tradizionale "alla francese" a una griglia completamente libera, con vignette deformate e non per forza con consequenziali.

Come ti sei trovata ad adattare la sceneggiatura di Michele? Quanta libertà artistica ti è stata conferita? Ci sono stati dei punti nella storia dove ti sei trovata  a suggerire qualche modifica nello script per rendere al meglio qualche passaggio?

Sakka: La sceneggiatura di Mic era dettagliata e abbastanza precisa. Anche la documentazione non dava spesso molto spazio all'immaginazione. Mi ha sempre dato qualche scelta, per esempio sul concept dei personaggi. A volte abbiamo discusso insieme qualche passaggio nella storia, soprattutto all'inizio quando ancora i tasselli non erano fissati pienamente. Dopo la prima lettura insieme infatti mi ricordo che mi chiese di dirgli ogni cosa che pensavo e ho fatto davvero un milione di domande! Alcune inutili altre invece hanno smosso alcuni passaggi. Quindi è stata una collaborazione viva, siamo abituati a discutere sempre (nel senso buono del termine) su tante cose e quindi questo progetto non ha fatto eccezione! Lui è stato importante nell'aiutarmi a correggere il tiro quando qualche vignetta poteva essere migliorata. Alla fine anche se non è sempre facilissimo, soprattutto per noi che abbiamo poca esperienza, bisogna sempre ricordare che l'obiettivo è creare una storia nel modo migliore possibile. Quindi quando uno dei due aveva qualche cosa da dire ci siamo sempre sentiti liberi e in dovere di farlo. Alcuni passaggi che abbiamo cambiato insieme sono legati alla figura di Federico Magio, che in alcuni casi si sono arricchiti proprio dopo le prime bozze. A volte ciò che in sceneggiatura sembra funzionare poi sulla carta acquista un senso diverso, a volte può far notare qualche debolezza, altre volte in realtà è sorprendentemente migliore.

Quando potremo vedere quest'opera pubblicata?
Michele: Finiremo tutto entro la metà di dicembre. Poi dipenderà dall'editore. Comunque non vedo l'ora di vederla stampata!

Oltre a Stradivari, avete altri progetti sui quali state lavorando o che comincerete a breve, anche separatamente?

Sakka: Varie idee bollono in pentola. Vorrei tanto realizzare una storia che ho inventato nel corso dell'ultimo anno, e che potrebbe prevedere 4 episodi. E' una storia molto nel mio stile, ma un po' più lunga e complessa del solito. Sicuramente le ultime esperienze potrebbero concedermi di riuscire nell'intento. Inoltre, ho stretto una collaborazione con uno sceneggiatore e stiamo costruendo un progetto di cui sono molto orgogliosa. Ne parlerò sicuramente sulla mia pagina fb che aggiorno spesso.
Michele: In realtà non sono un autore professionista. Il mio lavoro è e rimane quello di coordinare e dirigere il Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, che ha in programma pubblicazioni, grandi mostre e tante attività. Ma, come dicevo all'inizio, sto realizzando un sogno che avevo nel cassetto. Per cui intendo proseguire e concludere la trilogia “Genius loci”, che potrebbe a certe condizioni diventare anche una quadrilogia. Il prossimo personaggio sarà Claudio Monteverdi, che sarà interpretato dalla bravissima Francesca Follini, altra autrice cremonese di qualità. Questo secondo volume dovrebbe uscire per Lucca 2017.

Ringraziamo i due autori per la disponibilità e vi invitiamo a non perdervi questo volume.

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Kleiner Flug presenta Rosso Malpelo da una novella di Giovanni Verga

  • Pubblicato in News

Kleiner Flug presenta l'adattamento a fumetti della novella Rosso Malpelo di Giovanni Verga, pubblicata per la prima volta nel 1878 e in seguito inserita in una raccolta di novelle intitolata Vita dei campi. Il volume, di 48 pagine, è scritto da Maurizio Palarchi e disegnato da Roberto Melis. L'opera, inserita nella collana Narrativa fra le nuvoleè ora disponibile al prezzo di 12€. Di seguito potete trovare la sinossi e un'anteprima del fumetto.

Rosso Malpelo è il soprannome dato ad un adolescente per via del colore dei suoi capelli. Da l’impressione di essere cattivo e ribelle nei confronti di tutti, ma al contrario è lui ad essere maltrattato. Verga descrive, tramite Malpelo, lo sfruttamento delle classi disagiate in Sicilia alla fine del XIX secolo. “Morte” e il paragone tra “uomo e oggetto” sono i temi ricorrenti nella storia.

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Kleiner Flug: tre anni di piccoli grandi voli e le novità di Lucca, intervista ad Alessio D'Uva

Era il 2013 quando la casa editrice Kleiner Flug guidata da Alessio D'Uva spiccava il volo, con una serie di volumi strettamente connessi alla letteratura nostrana e non solo, al teatro, ai personaggi illustri della nostra Storia, realizzati da autori e artisti emergenti o addirittura esordienti. Una sfida non semplice, una strada impervia, che tuttavia ha permesso a questa iniziativa editoriale di affermarsi come una delle più promettenti case di produzione sul suolo italico. Vi abbiamo parlato spesso di queste opere, realizzando diverse recensioni che trovate a questo indirizzo. Abbiamo quindi voluto fare due chiacchiere con Alessio per fare il punto della situazione dopo tre anni di attività, e comprendere quali saranno le novità che verranno portate in anteprima a Lucca Comics & Games 2016, oltre ad avere qualche anticipazione sui progetti futuri.

Innanzitutto, benvenuto su Comicus!
Parliamo un po' di Kleiner Flug. Ci puoi fare un bilancio dopo poco più di tre anni dalla fondazione?

Grazie del benvenuto, che per me è un po' un bentornato, avendo passato anni sul forum di Comicus.
Dunque, i primi tre anni sono stati molto interessanti, anche se faticosi, perché riuscire a ritagliarsi uno spazio nel mondo del fumetto italiano e acquisire una credibilità non è sempre semplicissimo.
Abbiamo lavorato molto e siamo cresciuti in esperienza e capacità, oltre ad aver prodotto circa 30 titoli (di cui la maggior parte realizzata da autori italiani esordienti), quindi possiamo dire che il bilancio è positivo.

Che cosa è cambiato dagli inizi a oggi? Ci sono state importanti evoluzioni?

Credo che col tempo abbiamo capito il funzionamento di molte cose. C’è stato l’ingresso di alcuni collaboratori fondamentali, come Filippo Rossi, Giorgio Carta e Marco Rastrelli e l’uscita di altri, come Valentina De Luca e Ettore Battaglia, che sono stati preziosissimi all’inizio dell’avventura. Oltre a questo, possiamo dire che è diminuito drasticamente il mio tempo libero e aumentata proporzionalmente la quantità di libri e fumetti rimasti da leggere.
Ma l’evoluzione più importante credo riguardi il nostro gusto e la scelta dei titoli su cui lavorare.

La vostra casa editrice non solo propone opere di ottimo livello, come abbiamo attestato più volte anche noi con le nostre recensioni, ma è un'ottima vetrina per autori emergenti e non così noti nel settore, con una diffusione delle opere abbastanza ampia sul mercato ed un prezzo competitivo. Siete sostanzialmente una delle poche realtà di questo tipo e il vostro può essere quasi visto come un unicum editoriale. Quale peso comporta questo tipo di condizione? Quali difficoltà dovete affrontare?

Quello che dici è quello che consideriamo la base del nostro lavoro. Era infatti nei nostri intenti essere una vetrina per autori emergenti e ragionando su questa idea abbiamo deciso di realizzare le nostre quattro collane.
Il lettore di fumetti è un animale strano (mi si passi il termine, lo sono e lo sono stato anch’io): quel tipo di animale che ama collezionare. Che se decide di dare fiducia a un editore, è difficile che interrompa la sua collezione.
Noi, seppur impegnandoci sempre al massimo, avevamo messo in conto che a volte la qualità dei nostri lavori potesse essere altalenante e allora, anche per aiutare gli emergenti, abbiamo scelto una linea editoriale chiara e precisa, in modo che il lettore sapesse sempre cosa aspettarsi da noi, almeno dal punto di vista delle proposte.
Il peso di questa scelta è rinunciare a opere bellissime che ci vengono proposte, che però sono troppo lontane dalla linea editoriale. Opere che commercialmente, chissà, potrebbero avere un maggior valore.
La difficoltà vera, però, sta nel convincere il lettore della qualità di quello che facciamo. Fargli capire che, se ci dà fiducia, è probabile che nel fumetto sulla vita di Giovanni Dalle Bande Nere (per fare un esempio) trovi più avventura che in un qualsiasi albo di supereroi e che siamo noi i primi a non voler fare opere noiose e didascaliche, ma cercare l’espediente narrativo che permetta una lettura godibile.

Come viene percepita questa vostra iniziativa dai lettori e quale è l'impatto principale sul mercato italiano attuale del settore?

All’inizio c’è stata diffidenza. In molti (anche tra critici e i proprietari di fumetterie) ci venivano a dire che la nostra era una strada difficile, che il formato era sbagliato, che la scelta di lavorare con autori non conosciuti era controproducente.
La risposta è sempre stata quella di puntare sulla qualità. “Prima o poi qualcuno si accorgerà di quello che stiamo cercando di fare”, ci dicevamo. E in effetti la maggior apertura al fumetto del mercato delle librerie di varia, dovuto a editori importanti come Bao Publishing, Tunué, Panini, e quello dei Musei, ci ha fatto scoprire un mondo di lettori molto interessati a quello che stavamo facendo.
Però non scordiamo da dove siamo venuti e dove abbiamo passato gran parte dei sabati pomeriggi della nostra infanzia, e anche per questo consideriamo le fumetterie un luogo magico che non possiamo e non dobbiamo snobbare.
Per questo abbiamo deciso, recentemente, di lavorare con Manicomix, per avere una diffusione più capillare dei nostri titoli nelle librerie specializzate.

Arrivando a Lucca Comics & Games 2016: che novità presenterete per il 50° anniversario? Parlacene un po' nel dettaglio.

Le novità che porteremo saranno tre:
Giovanni Dalle Bande Nere, di Marco Rastrelli e Lorenzo Nuti
Rosso Malpelo, di Maurizio Palarchi e Roberto Melis
Salomè, di Emilia Perri e Silvia Vanni.
Marco e Lorenzo, gli autori del Giovanni dalle Bande Nere, sono due ex studenti della Scuola Internazionale di Comics di Firenze che ho incontrato tanti anni fa e che si sono conosciuti in occasione di una pubblicazione con l’associazione culturale DOUbLe SHOt. Da quel momento i due hanno scoperto un affiatamento incredibile che li ha portati a realizzare una trilogia per il mercato francese dal titolo Les Bêtes de Black City (Tabou Editions) prima del nostro volume.
Maurizio e Roberto, invece, sono i vincitori del primo contest per esordienti realizzato dalla Kleiner Flug. Il premio per i vincitori era un contratto per la realizzazione di un fumetto e il risultato è stato questo bellissimo Rosso Malpelo.
Infine Emilia e Silvia, ultime ma non per questo inferiori agli altri. A Emilia è piaciuta fin da subito la linea editoriale della casa editrice e ha cominciato a inviarci soggetti, finché non è stata individuata Silvia come potenziale disegnatrice della Salomè. Silvia, nota anche col nome Fantafumino, è la vincitrice del Lucca Project Contest del 2013 ed è una disegnatrice bravissima che ha fatto un salto qualitativo importante da quando era mia studente alla Scuola di Comics.

 

Come scegliete i soggetti da rappresentare? Vengono proposti dagli autori o siete voi a determinarli e poi ad affidare il lavoro ai fumettisti?

La scelta dei soggetti inizialmente era dettata da noi, visto che eravamo pressoché sconosciuti, mentre adesso veniamo sommersi da proposte dall’esterno, per lo più.
Ancora oggi, però, ogni tanto ci piace pensare di avere il “vestito giusto” per questo o quel disegnatore e chiedergli di valutare una proposta che gli presentiamo.

Ci sono già altre novità programmate previste per il futuro?

In futuro abbiamo programmato ancora opere di autori esordienti o emergenti e realizzeremo sicuramente questi:
Stradivari, Genius Loci, di Michele Ginevra e Sakka;
Caterina da Siena, di Andrea Meucci e Giorgio Carta;
Pian D’Albero, di Pierpaolo Putignano;
San Domenico, di Marco Rocchi ed Edoardo Natalini;
La linea d’ombra di Andrea Laprovitera e Valentina Raddi;
Alessandro Bonci, tre Atti, un Preludio e un Gran Finale, di Marco Cei e Luca Lenci
Viaggi Acidi, di Marco Rocchi e Martoz;
La Locandiera, di Mariangela Sena e Gabriele Di Caro;
Il giro di vite, di Marco Rastrelli e La Tram

Oltre ad altri titoli che sono in analisi/lavorazione e di cui non possiamo ancora parlare.

Ringraziamo Alessio D'Uva per le risposte alla nostra intervista e vi invitiamo a passare dallo stand della casa editrice, E129 del Padiglione Napoleone a Lucca Comics & Games 2016, dove potrete trovare gli artisti elencati nel post qui di seguito per farvi autografare i vostri volumi. 

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