Menu

 

 

Bao Publishing e Saldapress lanciano la promozione "Odio l'Image"

  • Pubblicato in News

Bao Publishing e Saldapress lanciano la promozione "Odio l'Image", valida dal 7 al 27 maggio, e che offrirà uno sconto del 15% sui ptimi numeri delle serie Image Comics e sui volumi unici. Di seguito trovate tutti i dettagli.

"Image Comics ha da poco compiuto 25 anni e i suoi principali partner editoriali in Italia, saldaPress e BAO Publishing, si uniscono per festeggiare insieme alle fumetterie e ai lettori il prestigioso anniversario.

A partire da lunedì 7 e fino a domenica 27 maggio, le due case editrici daranno vita alla PROMOZIONE ‘ODIO L’IMAGE’ e metteranno a disposizione i volumi numero 1 e i volumi unici targati Image Comics presenti nei propri cataloghi – in tutto, oltre 60 titoli – con uno sconto del 15% sul prezzo di copertina.

Per rendere imperdibile l'occasione e approfittare dello sconto, nelle fumetterie aderenti all'iniziativa, saranno disponibili le copie omaggio dell'albo a fumetti inedito ODIO L’IMAGE (disponibile fino ad esaurimento scorte).

Si tratta di un albo spillato di 32 pagine scritto e disegnato dalla superstar internazionale Skottie Young, in cui Gert, l'adorabile/terrificante protagonista della serie Odio Favolandia, stermina senza alcun ritegno i più famosi personaggi del catalogo Image Comics.

Un albo autocopertinato con un vero e proprio episodio INEDITO, GRATUITO e COMPLETO, non un tipico “numero 0” con un assaggio di storia.

Un’occasione imperdibile per andare alla scoperta del mondo Image Comics e per recuperare serie o volumi unici che da tempo si desiderava scoprire. E per portarsi a casa un albo inedito e da collezione.

Appuntamento dal 7 al 27 maggio in tutte le fumetterie con la PROMO ‘ODIO L’IMAGE’ voluta da saldaPress e BAO Publishing.

Ecco tutti i titoli compresi nella promozione:

SALDAPRESS

x68 Vol 1 Corri nella giungla

Invincible Vol.1 Questioni di famiglia Guarding

The Globe Vol 1 Sotto Assedio

Invincible presenta 1 Atom Eve e Rex Splode

Brit Vol 1

Superpatriot vol.1 - Forza Combattente d'America

Lo stupefacente Wolf-Man vol.1 - La maledizione della luna piena

TWD vol. 1 TP - Giorni perduti

TWD vol. 1 HC

TWD vol 1 Compendium

Dead Body Road vol.1

Thief of Thieves vol.1 - Mollo tutto

Clone vol.1 - Prima generazione

Ghosted vol.1 - Colpo stregato

Witch Doctor vol.1 - Sotto i ferri

Manifest Destiny vol.1 - Flora e Fauna

Outcast vol.1 - Un'oscurità lo circonda TPB

Outcast vol. 1 - Un'oscurità lo circonda HC

Birthright vol.1 - Ritorno a casa TPB

Birthright vol.1 - Ritorno a casa HC

Super Dinosaur vol.1

Extremity vol.1 - Artista

Nowhere Men vol.1A - Destini peggiori della morte

Revival vol.1 - Sei tra amici

Great Pacific vol.1 - Rifiuti!

Sheltered vol.1

Trees vol.1 - In ombra

Nailbiter vol.1 - Scorrerà il sangue

Copperhead vol.1 - Un nuovo sceriffo in città

The Fuse vol.1 - Il turno russo

Injection vol.1

They're not like us vol.1 - Buchi neri per la gioventù

Ody-C vol.1 - Verso Ithicaa

Horizon vol 1 Rappresaglia

Science Dog

Come una pietra

Guerra Bianca

Nameless - Senzanome TPB

Airboy

Demonic

BAO PUBLISHING

Ad – Dopo La Morte

Bitch Planet Vol. 1

Black Science Vol. 1

Chew Vol. 1 - Menu Degustazione

Descender Vol. 1            

Happy!

I Kill Giants

I Kill Giants (Zerocalcare Variant)            

Krishna

Odio Favolandia Vol.1

Paper Girls Vol.1

Plutona              

Pretty Deadly Vol.1       

Rocket Girl Vol.1

Royal City Vol.1              

Saga Deluxe Vol.1          

Saga Vol.1         

Sentinelle d'inverno      

Sex Criminals   

The Private Eye              

The Wicked + The Divine Vol.1 

Tokyo Ghost Vol.1"

Titoli inclusi nella promo  

Leggi tutto...

Mad Run #5: Quando eravamo tamarri, Bloodstrike di Rob Liefeld e Dan Fraga

  • Pubblicato in Focus

Bentornati su Mad Run, la rubrica più coatta del panorama fumettistico italiano! E a proposito di coatti, la puntata di oggi vedrà come assoluto protagonista quello che non esiterei a definire l’artista più controverso della storia del fumetto americano, capace di dividere come nessun altro le folle tra fan adoranti e feroci detrattori, l’autore che per un breve momento della storia è riuscito ad imporre il proprio innegabile cattivo gusto come moda imperante e modello da seguire: signore e signori, l’unico e solo Rob Liefeld!

Nella seconda metà degli anni ’80 il fumetto americano è investito da una rivoluzione estetica e da un rinnovamento grafico di cui si fa portatore un piccolo ma agguerrito gruppo di giovani talenti, capitanati da tre artisti in particolare: Todd McFarlane, Jim Lee e, appunto, Rob Liefeld. Pur con differenti peculiarità, questi giovani artisti si fanno notare per lo stile cinetico ed esplosivo grazie al quale realizzano immagini di forte impatto che, nell’economia generale della storia narrata, assumono un’importanza preponderante sulla sceneggiatura. Del lotto di artisti citati, Liefeld è il più giovane: ha solo una ventina d’anni quando viene assunto dalla Marvel per lavorare su New Mutants, dopo un veloce apprendistato alla DC dove disegna la miniserie Hawk & Dove. La serie dedicata ai Nuovi Mutanti era nata nel 1983 per sfruttare l’incredibile successo degli X-Men di Chris Claremont. La voglia dell’editore di lanciare altre iniziative collaterali sull’onda del successo della collana madre si fa ben presto manifesta, e New Mutants è il primo spin-off di una futura, lunga serie. La testata è incentrata sulle vicende di un gruppo di adolescenti, la generazione di mutanti successiva a quella degli X-Men, radunato dal Professor Xavier in un momento in cui gli Uomini X sono ritenuti erroneamente defunti. Sceneggiata dallo stesso Claremont, la serie non raggiungerà mai il successo arriso a Ciclope, Wolverine e soci, anche se conoscerà un ciclo diventato leggendario, quello illustrato da un Bill Sienkiewicz che sta per inaugurare la fase più sperimentale e avanguardista della sua carriera col dittico Elektra: Assassin e Daredevil: Love & War. Il vaso di Pandora è ormai rotto e la Marvel programma in continuazione il lancio di nuove serie mutanti: Claremont abbandona New Mutants per concentrarsi, oltre che su Uncanny X-Men, sulla nuova Excalibur e sulle avventure in solitaria di Wolverine. Il testimone passa a Louise Simonson, che mescola azione a toni intimisti, mantenendo la serie su un target prettamente adolescenziale. La serie vivacchia tra alti e bassi ed è la meno venduta tra tutte le collane mutanti finché nel 1989 Bob Harras, editor-in-chief della Marvel decide di agitare un po' le acque, assegnando le matite della serie a Liefeld.

Il buon Rob si trova per le mani l’occasione di una vita e la sfrutta nel migliore dei modi, stravolgendo completamente il look della serie. Si passa dallo stile a tratti cartoonesco di Bret Blevins, che ritrae i giovani protagonisti della serie come ragazzini dai grandi occhi, all’equivalente su carta di un’esplosione ormonale: Liefeld accentua la fisicità di Sunspot, Cannonball, Mirage, Wolfsbane, Boom Boom e compagni gonfiando i muscoli degli uomini e accentuando le forme delle donne, dotate però di un girovita da vespa impossibile. Anche le atmosfere da teen-drama vanno a farsi benedire, con tavole strabordanti di scontri e combattimenti. A livello simbolico, il nuovo corso viene sancito con l’introduzione di Cable, il nuovo leader dal passato misterioso ritratto come un tank umano armato fino ai denti. Dietro le quinte la tensione tra la Simonson e Liefeld raggiunge livelli di guardia, col giovane artista che esautora di fatto la scrittrice dall’ideazione delle trame. Con le vendite di New Mutants in netta ascesa grazie alla scossa al testosterone iniettata da Liefeld, ad Harras non resta che licenziare la Simonson, sostituita da un artigiano della macchina da scrivere, Fabian Nicieza, a cui spetta il compito di sceneggiare le trame sempre più improntate all’azione di Liefeld. La transizione può dirsi completa quando, con un mossa a sorpresa, Liefeld chiude New Mutants (non prima di avervi fatto esordire un loquace mercenario di nome Deadpool) e ne fa confluire il cast, salvo i personaggi ritenuti non in linea col nuovo corso, nella nuovissima X-Force. I giovani e sensibili Nuovi Mutanti sono diventati così un gruppo d’assalto paramilitare, guidati da un leader che ha una visione opposta alla convivenza pacifica propugnata dal Professor Xavier. I primi numeri di X-Force, campione d’incassi del 1991, sono emblematici dell’esuberanza liefeldiana nel concepire il fumetto, appena contenuta da un Nicieza impegnatissimo a dare un senso alle trame appena abbozzate da Rob. Ma il vero manifesto programmatico liefeldiano arriverà sugli scaffali delle fumetterie l’anno successivo, con l’esordio di Youngblood la serie creata dall’artista per la Image Comics, la casa editrice da lui fondata insieme e Jim Lee, Todd McFarlane e altri transfughi dalla Marvel a cui l’editore non voleva riconoscere il pagamento delle royalties. Abbiamo dedicato alla fondazione della Image, evento centrale nella storia del fumetto americano contemporaneo, un lungo ed esaustivo articolo in occasione del suo venticinquesimo compleanno a cui vi rimandiamo per maggiori approfondimenti.

Youngblood è il punto di arrivo e la summa dell’estetica liefeldiana, se così vogliamo chiamarla. Detentore del record per il fumetto indipendente più venduto di tutti i tempi, è un’orgia di azione scatenata senza soluzione di continuità, dove la trama è un optional trascurabile. Un delirio popolato da eroi ipertrofici e steroidati dallo sguardo truce, che piovono dal cielo dopo essersi lanciati chissà da dove, dotati di fucili al plasma e pistole futuristiche dalle dimensioni inverosimili che sfidano ogni logica e verosimiglianza, ritratti in pose aggressive e denti digrignati come a voler provocare il lettore, da eroine dal girovita impossibile a cui non mancano però seni prorompenti e gambe chilometriche. Youngblood è la sintesi degli anni ’80 americani appena trascorsi caratterizzati da un’era Reagan vissuta appieno e senza complessi con tutta la sua retorica patriottica, dalla musica dei gruppi hair metal con le loro pettinature improbabili che hanno usurpato il trono del rock, protetto e salvato dal solo Bruce Springsteen (secondo una felice affermazione di Gino Castaldo e Ernesto Assante), dagli action movie di Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, ma anche dei “cugini poveri”, Dolph Lundgren, Steven Seagal e Jean-Claude Van Damme. La serie di Liefeld è anche una degna figlia degli anni ‘90, che sta al fumetto come i bagnini di Baywatch o il Renegade con Lorenzo Lamas stanno alla televisione di quegli anni. Un bel festival del tamarro, insomma.

mr1

Oggi sbeffeggiata da molti, Youngblood anticipava a modo suo il discorso sulla privacy dei vip e delle conseguenze della celebrità, mettendo in scena le avventure di un gruppo di supereroi governativi assediati da stampa e paparazzi come divi del cinema. Shaft, Badrock, Diehard, Chapel, Vogue e gli altri membri del gruppo (copie non dichiarate ma perfettamente riconoscibili di alcuni tra i più celebri eroi Marvel) furono i beniamini del pubblico per una breve stagione, tanto da generare anche numerosi spin-off. Tra questi, il più trash fu forse Bloodstrike, una squadra d’assalto per missione segrete che si segnalò tra i prodotti più ignominiosi prodotti dagli Extreme Studios (un nome, un programma) di Liefeld. Se Youngblood era Cobra con Stallone o Commando con Schwarzenegger, Bloodstrike apparteneva al filone spazzatura delle tremende produzioni cinematografiche firmate Golan – Globus come Invasion U.S.A. con Chuck Norris o la serie del Guerriero Americano con Micheal Dudikoff.

mr1b

La collana venne sceneggiata da Rob con la collaborazione di Eric Stephenson, mentre la parte artistica fu affidata a un pupillo di Rob, Dan Fraga.
Bloodstrike inizia la sua corsa con un crossover con un’altra serie creata da Liefeld, Brigade, ulteriore gruppo di energumeni derivato da Youngblood. A capo di questa “brigata” c’è il Colonnello John Helix Stone, conosciuto come Battlestone. Era il comandante in capo degli Youngblood, prima che la sua condotta spregiudicata sul campo causasse la morte di due soldati. Eccolo ritratto da Liefeld durante quella sfortunata missione.

mr2

L’immagine è la quintessenza della sospensione dell’incredulità che bisogna attuare per avvicinarsi ad un qualsiasi fumetto realizzato da Liefeld. Battlestone non ha il dono del volo eppure piomba giù dal cielo, lanciatosi sul terreno dello scontro chissà da dove, forse da un elicottero. O forse ha letto in anteprima la sceneggiatura e ha pensato bene di buttarsi di sotto per la disperazione. Anche il suo look non è male: tra i boccoli e il diadema a forma di teschio sulla fronte, Ozzy Osbourne in confronto è un modello di sobrietà. Gli Youngblood non restano a guardare e il cyborg Diehard lo affronta e lo arresta non tanto per la morti che ha causato quanto per la sua terribile mise.

mr3

Un Battlestone imprigionato giura vendetta contro il governo che vuole usarlo come capro espiatorio per il fallimento della missione, e che dispone di manette mai viste prima.

mr4

Alle minacce seguiranno i fatti. Dopo essere stato rilasciato per i servizi resi alla patria in passato, Battlestone fonda un gruppo di mercenari indipendenti, una sorta di A-Team dotato di superpoteri chiamato Brigade. Ma i servizi deviati temono i segreti di cui è a conoscenza Battlestone, tra cui il Progetto Rinascita, un programma top secret che resuscita soldati morti per utilizzarli per i propri scopi. C’è un solo modo di evitare che il Colonnello Stone parli: accopparlo. A questo scopo viene attivata e messa sulle sue tracce Bloodstrike, un’unità composta per l’appunto di agenti defunti e poi resuscitati. L’idea, sufficientemente trash, non è nuova ma presa di sana pianta dal film Universal Soldier con Dolph Lundgren e Jean-Claude Van Damme, tradotto liberamente in Italia con il titolo I Nuovi Eroi, a conferma dell’immaginario non proprio raffinato di Liefeld e compagni. Nelle prime pagine di Bloodstrike #1 facciamo subito la conoscenza del leader del gruppo, l’ennesimo buzzurro partorito dall’immaginazione di Liefeld: è Cabbot Stone, nient’altri che il fratello di Battlestone, dal quale lo separa un odio viscerale. Spoiler: arriveremo alla fine di questo cross-over senza conoscerne il motivo. Entrambi sono palesemente dei cloni di Cable, una delle creazioni più felici di Liefeld per la Marvel. Gli altri membri del gruppo sono Tag, una squinzia capace di bloccare le persone e impedirne i movimenti; Deadlock, un incrocio tra Wolverine e Deadpool; Fourplay, calco al femminile del mutante dalle quattro braccia Forearm del Fronte di Liberazione Mutante della serie X-Force; Shogun, un gigante in armatura dotato di ogni tipo di arma da fuoco. Nelle prime pagine della serie, il team attacca la base dell’organizzazione G.A.T.E., guidata dal malvagio Dottor Corben. Un incipit adrenalinico che ricorda tanto il primo numero di X-Force  tanto quello di Youngblood.

mr5

mr6

Il team si sbarazza ben presto degli agenti della sicurezza, e dopo che Tag ha provveduto a bloccare Corben, decidono di trucidare con delicatezza il loro nemico.

mr7

“Un silenzio del genere mi ricorda sempre uno dei benefici di questo lavoro… se li ammazzi non devi sentirli frignare su quanto fosse perfetto il loro piano mentre li porti via. Ed eccolo là, morto, con gli occhi ancora aperti dopo tutto… ma è ciò che ti capita se vuoi scherzare con Bloodstrike!” L’aria che tira è questa. Terminata la missione, Bloodstrike si lancia subito sulla prossima: l’eliminazione di Battlestone e della sua Brigade. Il team del Colonnello è appena tornato a casa da una missione nello spazio, costata la vita ad un membro della squadra, Atlas, quando Cabbot e compagni irrompono nella loro base e li attaccano uccidendo Stasis, una delle due donne del gruppo. Inizia la rissa tra le due squadre, illustrata da Marat Mycheals, altro pupillo di Liefeld che si occupa delle matite di Brigade.

mr8

mr9

mr10

La brigata di Battlestone è decimata dall’assalto di Bloodstrike. Il colonnello si vede costretto a ricorrere all’aiuto di Boone e Lethal, due vecchi membri di Brigade che avevano lasciato la squadra. Seguono altre pagine piene di scazzottate e risse.

mr11

mr12

mr13

Lethal irrompe nella base di Bloodstrike, dove libera Seahawk, membro della Brigade ferito nel primo scontro. Il tipo è l’ennesimo clone di Wolverine, dotato anche del dono del volo. La voglia di farlo pagare a cara a Bloodstrike e a Cabbot Stone per il ferimento suo e del fratello, Coldsnap, è tanta. Segue rissa tra i due.

mr14

mr15

Irrompono anche Battlestone e il resto della Brigade. Segue rissa.

mr16

mr17

Il Colonnello Stone si trova finalmente davanti a suo fratello Cabbot. I due si stringono in un abbraccio fraterno.

mr18

Segue rissa. C’è da capirli, sono ragazzi e non si vedevano da un po’.

mr19

mr20

mr21

mr22

Battlestone è riuscito a ribaltare le gerarchie in campo e intima a suo fratello di ritirare i suoi, così per stavolta, eviterà fraternamente di ammazzarlo. Cabbot Stone fugge col resto di Bloodstrike. Entrambi i fratelli sanno che si rivedranno presto per sistemare i conti in sospeso. Così si chiude Blood Brothers, crossover tra Bloodstrike e Brigade. Per realizzare questo capolavoro della Nona Arte non sono bastati i talenti di Liefeld, Fraga e Mycheals, ma è stato necessario anche l’apporto di Eric Stephenson che ha “sceneggiato” una trama concepita da Liefeld. Sì, è proprio lo stesso Stephenson presidente della odierna Image, l’alfiere del fumetto di qualità responsabile della pubblicazioni di serie acclamate dalla critica come Saga e Southern Bastards. Ragazzi, da qualche parte bisogna pur cominciare!

Youngblood, Bloodstrike e Brigade e le altre creazioni liefeldiane ebbero successo per una breve stagione, ma l’inconsistenza artistica di queste collane fu presto manifesta e il fenomeno si sgonfiò, non prima di aver influenzato pesantemente il fumetto di supereroi della prima metà degli anni ’90. Ce lo ricordiamo tutti questo Batman, vero?

mr23

Negli anni successivi la biografia di Rob Liefeld si arricchirà di nuovi ed interessanti capitoli: la cacciata dalla Image da parte degli altri soci, la fondazione di Maximum Press e Awesome Entertainment, entrambe fallite dopo pochi anni, il coinvolgimento di Alan Moore con i suoi scalcagnati personaggi, a cui il Bardo di Northampton conferirà un’insperata dignità, il ritorno alla Marvel col progetto Heroes Reborn: come dimenticare questo Capitan America?

mr24

Tutti si può dire di Rob Liefeld, tranne che non abbia avuto una vicenda umana e professionale più interessante della maggior parte dei suoi più blasonati e talvolta noiosi colleghi. Eppure, nel momento del suo massimo fulgore, i fumetti di Liefeld sono stati esattamente quello che i lettori dell’epoca volevano leggere, come quei teenager che cantavano a squarciagola Unskinny Bop dei Poison ignorando, o infischiandosene, che il vero rock’n’roll era un’altra cosa. Personalmente continuo a provare simpatia per Rob e per i suoi supereroi cafoni pieni di fucili, tasche e marsupi (ci sarebbe da scrivere un saggio sull’ossessione di Liefeld per le cinture porta tasche: si sarà perso spesso le chiavi di casa?) e per le sue distorsioni anatomiche che hanno fatto storia. Ma come, direte! Un endorsment nei confronti dell’Ed Wood dei fumetti, come ebbe e definirlo Peter David? Quando uno è cresciuto con l’Uomo Ragno scarabocchiato da Al Milgrom, anche Rob Liefeld può apparire come un liberatore. Il ragazzo che venne travolto da un successo clamoroso senza avere realmente i numeri per giocare in serie A, il grande ingannatore che riuscì a mentire ai lettori, e soprattutto a se stesso, circa la reale consistenza del suo talento. Eppure in ogni sua tavola è impossibile non cogliere una sorta di entusiasmo contagioso e di esuberanza fanciullesca, emozioni primarie che precedono ogni valutazione artistica. Faccio mia l’affermazione del suo amico Robert Kirkman, creatore di The Walking Dead: “Tutto quello che disegna ha un certo grado di energia in sé. E tutto quel che disegna è interessante, che sia accurato o meno. Molta gente guarda ai disegni di Liefeld e pensa: ai miei occhi questo disegno è sbagliato; ecco, direi che questa gente non ha gioia nell’anima”.
In attesa del suo ennesimo ritorno, come un vero revenant dell’industria del fumetto.

È tutto per questa puntata di Mad Run, gente! In attesa della reunion dei Poison, scrivete pure a Comicus.it o commentate sulle nostre pagine social!
Alla prossima puntata e fino ad allora…
HEY, HO, LET’S GO!

Leggi tutto...

Image Expo 2018: tutte le nuove serie Image Comics annunciate

  • Pubblicato in News

Il 21 febbraio si è tenuta a Portland, Oregon, la Image Expo 2018, convention interamente dedicata alla casa editrice Image Comics. In occasione dell’evento sono stati annunciati oltre i nuovi titoli in uscita per quest’anno. Nella gallery in basso trovate tutte le immagini diffuse.

Blackbird (ottobre 2018) di Sam Humphries e JenBartel
Nina, giovane donna di Los Angeles, scoprirà un mondo magico nascosto nella sua città, per salvare sua sorella rapita.

RobLiefeld’s Bloodstrike di Michael Fiffe
Miniserie che avrà il compito di proseguire la storia originale di Rob Liefeld. Legate a quella principale, vedranno la luce altre due storie grazie a Chuck Forsman, Paul Maybury, Ed Piskor, Benjamin Marra e Andrew Mclean.

Crowded (estate 2018) di Christopher Sebela, Ted Brandt, Ro Stein eTrionaFarrell
La piattaforma Reapr consente a chiunque di finanziare tentativi di assassinio: Charlie Ellison si troverà costretto a respingere un'ondata di sicari con l'aiuto di una guardia del corpo.

Dead Guy Fan Club (autunno 2018) di Annie Wu
La morte di una rockstar porterà i membri del suo fan club ad indagare sull’omicidio del loro idolo.

Dead Rabbit (estate 2018) di Gerry Duggan e John McCrea
La serie seguirà Martin Dobbs, mercenario dal grilletto facile ormai in pensione, a rientrare nel giro con divertenti e violente conseguenze.

Death Or Glory (maggio 2018) di Rick Remender e Bengal
Glory, per pagare un’operazione chirurgica al padre morente, ha tre giorni per racimolare i soldi, ed entra, così, in una banda di pericolosi criminali in procinto di realizzare dei colpi pericolosi.

Echolands di J.H. Williams e Hadel Blackman
Serie in sviluppo da anni, avrà come scenario un mondo fantastico, in cui un giovane ladro è l’unica possibilità per questo universo di scoprire il proprio passato. Ad inseguire il protagonista ci sarà un mago con il suo pericoloso e inarrestabile Golem.

Farmhand (luglio 2018) di RobGuillory
Il contadino Ezekiel Jenkins, ritornando dai campi trova la propria famiglia ad attenderlo con un orrorifica sorpresa.

Jook Joint (ottobre 2018) di Tee Franklin e Maria Nguyen

La miniserie horror sarà composta da cinque numeri ed avrà come teatro della storia un jazz club che è anche un bordello. L’uscita è prevista nel mese dedicato alla sensibilizzazione verso la tematiche della violenza domestica, tematica che sarà al centro del racconto.

The Last Siege (estate 2018) di Landry Q. Walker e Justin Greenwood

Il genere dello Spaghetti Wester farà da struttura narrativa per un racconto medievaleggiante pieno d’azione.

Leviathan (estate 2018) di John Layman, Nick Pitarra e Mike Garland
Un gruppo di millennials per divertirsi recita un rituale di magia nera evocando, così, un mostro demoniaco.

The Magic Order (estate 2018) di Mark Millar e Oliver Coipel
Prima serie frutto dell’accordo tra lo scrittore scozzese e Netflix, mostrerà un gruppo di cinque famiglie di maghi che si sono eretti a protettori del loro mondo: grazie a loro, infatti, non si è mai visto un mostro. Ma, ovviamente, le tenebre aspettano solo il momento giusto per diffondersi.

Oblivion Song (7 marzo 2018) di Robert Kirkman e Lorenzo De Felici
La città di Philadelphia è diventata la colonia di una dimensione alternativa chiamata Oblivion, che tiene prigionieri circa 300.000 cittadini. Dopo anni di tentativi da parte del governo americano di salvarli, la defezione dell’organizzazione militare incaricata, costringerà un ex agente di questo comparto, Nathan Cole,a continuare nella sua missione.

Proxima Centauri (giugno 2018) di FarlDalrymple

Si preannuncia come una miniserie di fantasy psichedelico di sei numeri che seguirà le avventure di Sherwood Presley Breadcoat e dei suoi alleati nel tentativo di scappare da una dimensione fantasma e tornare sulla terra.

The Red Hook (giugno 2018) di Dean Haspiel
Il graphic novel racconterà un mondo distopico in cui un super ladro si trasformerà suo malgrado in un super eroe.

Shanghai Red (giugno 2018) di Christopher Sebela e Joshua Hixon
La serie mostrerà il viaggio in cerca di vendetta del protagonista che da Shanghai deve arrivare fino a Portland in Oregon.

Son of Hitler (maggio 2018) di Anthony del Col e Jeff McComsey

L’ucronico graphicnovel esplora la possibilità secondo cui il figlio segreto del dittatore nazista Adolf Hitler sia stato la chiave che ha permesso la fine del secondo conflitto mondiale.

Unnatural (luglio 2018) di Mirka Andolfo
La Image Comics pubblicherà la serie scritta e disegnata da Mirka Andolfo, Contronatura, in Italia serializzata da Panini Comics.

The Weatherman (giugno 2018) di Jody LeHeup e Nathan Fox
La serie vedrà come protagonista il meteorologo Nathan Bright che vive serenamente sul pianeta Marte ormai terraformato. Tutto prenderà una piega disastrosa nel momento in cui sarà accusato di un atto terroristico perpetrato contro il pianeta Terra.

What’s the furthestplace from here? (novembre 2018) di Matthew Rosenberg e Tyler Boss
Dopo che il membro più giovane di una band punk scompare, il resto del gruppo si mette alla sua ricerca lungo una desolata America, in un viaggio pericoloso e di sopravvivenza.

Todd McFarlane ha annunciato, inoltre, cinque progetti di cui quattro sono legati al suo personaggio Spawn:

Medieval Spawn and Witchblade (maggio) di Brian Holguin e Brian Haberlin
Miniserie di sei numeri che fungerà da crossover tra la creatura di McFarlane e l’eroina creata da Marc Silvestri e Michael Turner.

Spawn Kills Everyone 2 di Todd McFarlane e Will Robson
Seguito di Spawn Kills Everyone, la miniserie di quattro numeri, sarà incentrata su Baby Spawn e i suoi figli intenti a proseguire nei loro malevoli propositi.

Spawn (serie mensile)
La serie più longeva della Image Comics prosegue la sua corsa, in dirittura d’arrivo al numero 300.

Sam and Twitch: True Detective
Miniserie spin-off di Spawn, sarà composta da otto numeri e sarà incentrata sui due detective nati nella serie principale e che saranno presto protagonisti di un adattamento televisivo ad opera di Kevin Smith.

Misery
La nuova serie mensile vedrà come protagonista una giovane donna vittima di abusi che utilizzerà i suoi poteri per aiutare altre persone nelle sue stesse condizioni.

Leggi tutto...

Image Comic pubblicherà i fumetti di Netflix del Millarworld

  • Pubblicato in News

Come vi avevamo riportato, Netflix ha acquistato il Millarworld di Mark Millar. Alla Image Expo 2018, tenutasi ieri, la Image Comics ha annunciato che sarà lei a distribuire le varie testate a partire da The Magic Order in uscita in estate.

The Magic Order, di Millar e Olivier Coipel, è una serie in sei parti, ecco la sinossi: "in un mondo in cui nessuno ha mai visto un mostro, cosa potrà accadere se una di queste creature comparisse? Un gruppo di maghi, che di nascosto ha da sempre agito per proteggerci, dovrà scontrarsi con l’essere più potente fino ad ora incontrato".

mo cover 1

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.