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The Beauty 1: recensione: belli da morire

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Immaginate che la bellezza sia una malattia, una malattia trasmissibile sessualmente. La Beauty è capace di eliminare ogni difetto fisico, rinfoltire i capelli, togliere ogni ruga e ogni filo di grasso, sistemare ogni lineamento in modo che il nostro volto sia esente da imperfezioni. Una malattia irresistibile, tanto da essere l’unica il cui contagio avviene intenzionalmente. Il 50% della popolazione degli Stati Uniti ha così contratto il virus, volontariamente e non. Ma c’è un problema, a due anni dalla sua diffusione la Beauty si rivela mortale. Le persone che ne sono affette iniziano letteralmente a bruciare dal proprio interno, fino a morire pochi instanti dopo.

Protagonisti della vicenda sono i due detective Vaughn e Foster, entrambi affetti loro malgrado dalla malattia, che si troveranno ben presto invischiati in qualcosa di più grosso di loro.  Politici e affaristi vogliono speculare sulla malattia, mettendo in vendita un farmaco che ne rallenti il suo corso. Un gruppo di attivisti, tuttavia, possiede la cura, pur senza averla mai testata. A loro si uniscono gli ormai braccati Vaughn e Foster il cui scopo non è più solo quello di ricercare la verità, ma di trovare una soluzione per salvare milioni e milioni di vite.

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The Beauty è la nuova serie Image Comics scritta da Jeremy Haun e Jason A. Hurley e disegnata dallo stesso Haun. Gli autori incentrano tutta la vicenda sugli aspetti investigativi e politici, fornendo un action-thriller con punte di horror e splatter, utili ad aumentare la tensione narrativa nei momenti chiave. Gli sceneggiatori non si soffermano tanto sulle motivazioni che hanno spinto le persone a diffondere volontariamente la malattia, sebbene il marcio si intravede in diversi momenti. Piuttosto, ne esplicitano le conseguenze, dando quasi per scontato che in una società narcisistica come la nostra la bellezza sia in fondo già una sorta di virus. Ci si  concentra, così, a pieno sulla trama, sul ricco intreccio narrativo, mostrando personaggi sfaccettati in una vicenda ricca di colpi di scena. Haun e Harley, infatti, non indugiano in alcun modo, non cercano di allungare il brodo: nei sei albi che compongono il primo volume accade letteralmente di tutto, sia attorno che sulla pelle dei protagonisti. C’è un gran ritmo, dunque, ma nulla avviene in maniera frettolosa.

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Come dicevamo, Haun è anche l’autore delle matite. In questa veste l’artista dimostra un’ottima regia e una buona recitazione dei personaggi, ma assolve al suo compito senza particolari virtuosismi in maniera abbastanza accademica. La sua prova resta comunque di buon livello e in grado di fornire un comparto visivo degno.

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The Beauty sorprende per la sua intensità e si candida come una delle opere Image Comics più interessanti degli ultimi anni, mettendo sotto i riflettori Jeremy Haun e lanciandolo a futura star dei comics.
Panini Comics propone la serie in volumi brossurati di ottima fattura e molto pratici, peccato però non aver adoperato anche in questa occasione gli ormai classici cartonati soft-touch che avrebbero impreziosito ulteriormente una proposta interessante come questa.

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Seven to Eternity 1: Il Dio dei Sussurri, recensione: un fantasy dai toni shakespeariani

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C’era una volta il pianeta Zhal, un mondo fantastico illuminato dalla magia e protetto dai Cavalieri Mosak, un ordine di guerrieri dotati di straordinari poteri che li connettono al piano spirituale. La vita scorreva tranquilla e le diverse razze vivevano in pace e prosperità fino all’arrivo dell’autoproclamatosi Dio dei Sussurri, un essere dagli incredibili poteri. Costui un tempo era il Cavaliere Mosak di nome Garlis Sulm e il suo dono era quello di accedere ai sensi degli altri uomini, riuscendo a vedere e a sentire tutto quello che questi vedevano o sentivano. Ma l’animo di Garlis era tenebroso e covava desideri di conquista, così cedette al suo “lato oscuro” e usò il suo potere per lusingare il prossimo con promesse e offerte, col risultato che ben presto quasi tutta la popolazione di Zhal gli offrì la sua anima per avere ricompense e benefici. Gli occhi e le orecchie del Dio dei Sussurri erano ormai dovunque, mentre intere città e villaggi venivano sedotti dalle proprie subdole lusinghe. Gli animi degli uomini vennero corrotti e diffamazione e delazione divennero pratiche comuni per colpire coloro che non si sottomettevano all’oscuro signore. Un solo uomo non volle mai ascoltare le offerte del dittatore: Zebediah Osidis.

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Anche il vecchio Zeb era stato un Cavaliere Mosak da giovane e aveva conosciuto Garlis Sulm. Quando quest’ultimo cominciò a corrompere e a compromettere l’ordine, Zeb lo denunciò ma nessuno gli credette, perché l’influenza del malvagio era troppo forte. Garlis tentò di infettare anche l’anima di Zeb con le sue offerte ma non ci riuscì: troppo forte l’integrità morale del patriarca della casata Osidis, convinto che il degrado di ogni principio inizi con un singolo compromesso. Un furibondo Dio dei Sussurri, adirato per il rifiuto di Zeb, ne calunniò il nome e la rispettabilità, causando l’esilio del Cavaliere e della sua famiglia. Il Clan Osidis si ritirò per vivere ai margini della civiltà, sulle montagne sacre che avevano ospitato gli antichi spiriti. Una vita dura e piena di stenti, durante la quale Zeb e la moglie avevano dovuto provvedere ai due figli, i piccoli Adam e Peter, quest’ultimo gravemente malato. La ferma volontà di Zeb di non venire meno ai propri principi morali non vacillò neanche di fronte alla malattia di Peter: quando quest’ultimo morì, Adam cominciò a covare del risentimento nei confronti del padre per la vita difficile a cui aveva condannato la sua famiglia, pur ammirandone l’integrità. “Mai ascoltare le offerte del Re di Fango”, il mantra ripetuto da Zeb al figlio per tutta la vita. Gli anni passano e anche Zeb muore, ucciso dagli emissari di Garlis. Ora spetta ad Adam guidare la sua famiglia, ma soprattutto affrontare un dilemma morale: continuare sullo strada del padre, improntata allo stoicismo, o ascoltare ed eventualmente accettare le offerte del Dio dei Sussurri per proteggere la sua famiglia, ristabilire il buon nome della sua casata e farsi guarire dalla malattia che lo sta lentamente uccidendo?

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Seven To Eternity è la nuova serie creator-owned di Rick Remender, sceneggiatore tra i più prolifici del settore con altre brillanti serie di sua creazione come Deadly Class, Low, Tokyo Ghost e Black Science. Nonostante l’elevata qualità dei progetti precedenti, è proprio quest’ultima serie, illustrata dal fido Jerome Opeña, a rappresentare la summa del lavoro di Remender: la capacità di creare mondi fantastici e una mitologia propria, il gusto per il racconto, la naturalezza nel focalizzarsi sui sentimenti e sulla psicologia dei personaggi, evitando la tentazione di una metatestualità che possa appesantire e distogliere l'attenzione del lettore dalla narrazione. Una predisposizione già messa in evidenza durante gli anni in Marvel con serie straordinarie come Uncanny Avengers, e, soprattutto, quell’ Uncanny X-Force che ha rappresentato l’ultimo, grande tassello dell’epopea mutante prima del declino attuale, con una sarabanda di amori, tradimenti, e colpi di scena che hanno certificato la destrezza del Remender narratore, incoronandolo come unico possibile erede dell’indimenticabile Chris Claremont.

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In Seven To Eternity ritroviamo tutti gli elementi tipici dello scrittore, tra rimandi e citazioni ad altre saghe chiave della cultura pop come Star Wars e Lord of the Rings, che si saldano però a riflessioni importanti sulla natura umana. È giusto evitare ogni tipo di compromesso, elemento fondante della società fin dall’alba dei tempi, quando non c’è altro modo di salvare la propria famiglia? E se si sceglie di scendere a compromessi, quale prezzo si paga? Come restare integri in tempo di guerra? A cosa può portare il potere assoluto, se non si ha il rigore per gestirlo? Non mancano anche metafore della situazione sociale del mondo reale, quando la guerriera Mosaico racconta l’ascesa al potere di Garlis Sulm e di come la colpa della crisi che ne derivò venne attribuita alle minoranze e agli stranieri. Un passaggio che fa riflettere, soprattutto in tempi socialmente e politicamente convulsi come i nostri. Questi sono i temi alti al centro di Seven to Eternity, uniti ad una prosa assolutamente avvincente.

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All’eccellente risultato finale partecipano senza dubbio anche le tavole mozzafiato di Jerome Opeña, collaboratore storico di Remender fin dai tempi di Fear Agent e della succitata Uncanny X-Force. Le illustrazioni del disegnatore filippino rappresentano la perfetta sintesi tra il dimanismo tipico del fumetto a stelle e strisce e l’autorialità del fumetto europeo, approdo naturale della sua ricerca stilistica. È impossibile non cogliere l’influenza di Moebius nella rappresentazione del mondo incantato di Zhal, anche se l’abilità esibita nell’uso del tratteggio per levigare corpi e volti rivela l’attenzione con la quale Opeña ha studiato l’opera del nostro grande e indimenticato Sergio Toppi. I disegni dell’artista si fondono alla perfezione con le brillanti scelte cromatiche del colorista Matt Holligsworth, abile nel blandire la pupilla del lettore con i colori accesi e vivaci con i quali raffigura gli spiriti e gli elementi magici.

Seven to Eternity viene proposto da Panini Comics nel consueto formato 100% HD da cartonato soft-touch, scelta vincente per una serie che, ne siamo certi, si avvia a diventare un classico moderno.

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Il ritorno di Kick-Ass di Mark Millar e John Romita Jr.: anteprima e dettagli

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Tempo fa vi avevamo parlato dei nuovi progetti a fumetti relativi a Kick-Ass, la serie cult di Mark Millar e John Romita Jr. Ora, Entertainment Weekly ha pubblicato un'anteprima senza lettering del primo numero del nuovo ciclo, che potete vedere nella gallery in basso.

Le novità di questa pubblicazione saranno diverse. Innanzitutto la serie passa dalla Marvel Icon alla Image Comics. Kick-Ass e Kingsman, ricordiamo, sono le uniche due serie del Millarworld a non rientrare nell'accordo con Netflix.
Questa nuova incarnazione di Kick-Ass, inoltre, avrà un nuovo protagonista: Patience Lee, veterano dell'esercito nonché madre.

Per Millar, lasciata alla spalle la storia di Dave Lizewski, è tempo di passare il testimone a un personaggio completamente nuovo. "Ho sempre voluto creare una legacy come per Doctor Who o Flash, Kick-Ass è stato progettato per questo" ha dichiarato l'autore a EW. "L'idea è che lui ha ispirato altre persone a fare quello che ha fatto, semplicemente indossando un costume e ripulendo il loro quartiere, e questo è quello che succede qui."

Oltre al nuovo protagonista, cambia anche lo scenario da New York al New Mexico: "Volevo scuotere un po' l'ambientazione e spostare il tutto in New Mexico. La protagonista è una donna questa volta, una madre di 30 anni con due bambini piccoli. È anche un veterano che, tornata a casa, trova la sua vita in un contesto completamente rispetto a quando era andata in Afghanistan, quindi la dinamica della serie è molto diversa, ma allo stesso tempo il sapore è identico."

Kick-Ass #1 uscirà il prossimo 24 febbraio 2018, in occasione dei 10 anni della serie.

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NYCC17: Image Comics annuncia tre nuovi titoli: Infidel, Analog e Bingo Love

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Durante il NYCC la Image Comics ha annunciato tre nuovi titoli: un graphic novel, una miniserie e una serie regolare. Vi riportiamo di seguito tutti i dettagli e le immagini diffuse in rete. (Via BleedingCool)

Il graphic novel si intitolerà Bingo Love e sarà scritto da Tee Franklin, sui disegni di Jenn St-Onge e i colori di Joy San, una storia sull'amore tra due giovani donne nel 1963, che deve essere represso per motivi sociali. Le due si ritroveranno ai giorni nostri, invecchiate, ricongiungendosi dopo aver vissuto vite più tradizionali di quelle che avrebbero voluto. In arrivo a inizio 2018 dopo che la Image ha acquistato i diritti del progetto inizialmente finanziato su Kickstarter. Di seguito la cover.

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Il secondo progetto, miniserie horror in 5 numeri, sarà Infidel, scritto da Pornsak Pichetshote sui disegni di Aaron Campbell, incentrato su di un gruppo di persone che vive in una casa infestata da un "mostro che si nutre di xenofobia", un titolo che si basa su di un horror psicologico più che splatter. In arrivo a marzo 2018, di seguito trovate la cover.

INFIDEL promoart preview

La serie regolare sarà invece Analog di Gerry Duggan, sui disegni di David O'Sullivan, uno sci-fi che ruota attorno alla non affidabilità di internet, per cui i segreti più importanti dovranno essere messi in valigette che saranno trasportate unicamente dai Ledgermen. Il protagonista, Jack McGuinnness, è un corriere freelance che potrebbe aver a che fare con la situazione di Internet in quel particolare futuro distopico. In arrivo ad inizio 2018.

ANALOG promoart preview

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