Menu

 

 

In arrivo per Bao Publishing la versione Deluxe di Happy! di Grant Morrison e Darick Robertson

  • Pubblicato in News

Apprendiamo dal #28 del catalogo Preview che Bao Publishing riproporrà al pubblico italiano Happy! di Grant Morrison e Darick Robertson in formato deluxe. Come noto, l'opera è diventata di recente un telefilm per Syfy con Christopher Meloni protagonista che è stata rinnovata per una seconda stagione qualche giorno fa.

Il volume cartonato, 17x26 cm, avrà un costo di 18€. Di seguito trovate tutti i dettagli.

happydeluxebao

Leggi tutto...

Snyder mostra una tavola del tie-in di Dark Nights: Metal scritto con Morrison

  • Pubblicato in News

Come vi abbiamo riportato tempo fa, Grant Morrison scriverà uno one shot per Dark Nights: Metal dal titolo Dark Knights Rising: The Wild Hunt insieme a Scott Snyder. Alla parte artistica dell'albo, in uscita il prossimo 24 febbraio troviamo Doug Mahnke, Ivan Reis e altri.
Syder ha mostrato su Twitter un'anticipazione di questo suo nuovo lavoro in cui i malvagi "Cavalieri Oscuri" danno la caccia a una squadra di eroi con Flash, Cyborg, Raven e il famoso Detective Chimp.

Potete vedere la tavola a matita mostrata in anteprima qui di seguito.

Leggi tutto...

Klaus, recensione: Le origini segrete di Santa Claus secondo Grant Morrison

MKLAU001ISBN 0

In una non meglio precisata e innevata regione dell’Europa del Nord, il cacciatore Klaus torna dopo molti anni nella città fortificata di Grimsvig per vendere pelli di animali, unica fonte di sostentamento per lui possibile. Ma durante gli anni della sua assenza le cose sono cambiate, e di molto: l’accogliente città è diventata tetra e inospitale, e l’avvilita popolazione subisce senza reagire la dittatura dello spietato reggente, Lord Magnus, che costringe gli uomini della comunità a turni di lavoro sfiancanti nelle miniere, sommergendoli di tasse. Come se non bastasse, il tiranno è deciso a sottrarre al popolo ogni forma di gioia e di svago, a cominciare dai festeggiamenti per la ricorrenza dello Yule, nella quale le famiglie si riuniscono per condividere sontuosi banchetti e scambiarsi doni: la tradizione vuole che ai bambini, in particolare, vengano regalati dei giocattoli. Ma il malvagio tiranno ordina alle sue guardie di sottrarre i giocattoli a tutti i bambini del villaggio, per farne dono al suo viziato figlio, Jonas.

Dopo aver assistito al maltrattamento di alcuni bambini da parte delle guardie di Magnus, Klaus non può restare in disparte: il selvaggio attacca i soldati ma questi lo soverchiano in numero, e il cacciatore ha la peggio. Ferito, Klaus si ritira chiedendosi come possa aiutare gli abitanti di Grimsvig a liberarsi della dittatura e i bambini a recuperare lo spirito gioioso della festività dello Yule: quando è sul punto di disperare, arriva in suo soccorso il mistico popolo lucente che gli conferisce abilità straordinarie. Il cacciatore potrà così fare ritorno nel villaggio per combattere l’oppressore e riportare il sorriso sul volto dei bambini, ai quali farà trovare sotto l’albero giocattoli da lui fabbricati, gesto che rappresenta contemporaneamente un atto di generosità e una sfida lanciata all’odioso regime. Klaus diventerà ben presto una figura mitica e leggendaria, beniamino del popolo e acerrimo nemico del tiranno che cercherà in ogni modo di catturarlo.

klaus-1

Arriva finalmente in Italia grazie a Panini Comics Klaus, miniserie con la quale Grant Morrison narra le origini di un personaggio iconico della cultura popolare come Santa Claus. Il guru scozzese si cimenta per la prima volta in carriera con una fiaba, abbandonando momentaneamente la narrazione metatestuale e le atmosfere psichedeliche che ne hanno fatto uno degli autori più complessi, studiati e amati del fumetto contemporaneo. Una fiaba, dicevamo, ma partorita comunque dal sovversivo autore di Animal Man, Doom Patrol e Invisibles: non aspettatevi quindi rassicuranti e bonari vecchietti paffuti che condividono la propria abitazione con elfi vestiti di verde. Il “Babbo Natale” di Morrison è l’archetipo del loner e del badass, un intrigante incrocio tra Wolverine, Conan, Robin Hood e Batman. Con Logan condivide il fascino dell’individuo solitario e carismatico, che torna in città per portare ordine e giustizia come in un western di Sergio Leone, oltre a costituire l’inevitabile oggetto del desiderio per la fanciulla di turno, qui rappresentata da Lady Dagmar, la bella moglie di Lord Magnus con cui Klaus aveva condiviso una storia d’amore in gioventù; è selvaggio come il Cimmero e se ne infischia dell’ordine costituito, peraltro instaurato da un regime oppressivo e tirannico, e come Conan è un maestro nel brandire la spada; ha una coscienza sociale come Robin Hood che riflette quella dello stesso Morrison, cresciuto in un paese di minatori vicino Glasgow e fiero oppositore, in gioventù, della politica economica della Sig.ra Thatcher; agisce nella notte avvolto nel suo mantello, atletico e furtivo come il Cavaliere Oscuro.

klaus-2

D’altronde, Morrison è pur sempre uno dei migliori scrittori di supereroi su piazza, abile come nessun altro a metterne in risalto la carica iconica e a riscriverne origini e motivazioni per i tempi moderni. Nell’approcciarsi a Klaus, Morrison segue lo stesso schema utilizzato per le sue felici gestioni di Superman e Batman, icone pop usate da Morrison come latori di un messaggio positivista che può portare un cambiamento benigno nel mondo; da questo punto di vista, nonostante la veste fiabesca, Klaus è un’opera perfettamente coerente col resto del corpus dello produzione dello scozzese. Tra le sue pagine, troviamo tutte le tematiche tipiche dell’autore di Multiversity, dall’irrinunciabile vocazione alla psichedelia (qui rappresentata dall’apparizione del popolo lucente), allo sciamanesimo, passando per i vimana indiani, le prese di posizione politiche come sottolineato poc’anzi, per arrivare alla fede incrollabile nella magia. Nelle mani di Morrison, anche una fiaba che narra le origini di Santa Claus può diventare un esempio di controcultura che veicola un messaggio di libertà, comprensibile anche da lettori non iniziati, a differenza di quanto accade con le sue opere più complesse. Non male per una favola! E poi diciamo la verità: con tutto il rispetto per le renne, questo Babbo Natale che arriva alla riscossa in sella ad una slitta trainata da lupi siberiani, armato da uno spadone degno di Conan non si batte.

Una bella sorpresa è rappresentata dal comparto visivo, dove il nuovo arrivato Dan Mora gestisce con la sicurezza del veterano matite e colori: stupenda la rappresentazione della città medievale di Grimsvig, piena di dettagli che trasportano il lettore all’interno della fiaba; potente la resa del selvaggio Klaus, erede dei migliori eroi sword’n’sorcery. Un tratto davvero piacevole quello dell’artista costaricano, abilissimo nella caratterizzazione grafica dei personaggi e nel costruire tavole improntate al dinamismo e al forte impatto visivo. Felicissima anche l’uso della palette cromatica, con un altalenarsi di colori freddi e caldi a seconda che ci troviamo esposti ad una tormenta di neve che gela le ossa o riscaldati dal calore di una torcia nelle scene d’interni. Non crediamo di sbagliare se pronostichiamo un futuro da star per il buon Dan Mora.

klaus-3

Panini Comics propone Klaus nel consueto formato cartonato softouch, ormai un piacevole standard per la casa editrice modenese. Lettura obbligata di questo Natale 2017, da regalare ad amici e parenti che vogliano rendersi conto delle infinite potenzialità del mezzo fumetto, anche quando ha a che fare con personaggi così profondamente radicati nell’immaginario popolare collettivo.

Leggi tutto...

18 Days, recensione: il mito indiano secondo Grant Morrison

18 DAYS - COVER preview

Il mito indiano del Mahabharata è uno dei poemi epici più antichi ed è tra le opere più imponenti del mondo constando di 95.000 strofe. Grant Morrison è uno dei più importanti sceneggiatori anglosassoni capace, spesso, di spaccare il pubblico con le sue opere, alcune innalzate giustamente a capolavori, altre dalle finalità non del tutto chiarissime. Un'unione, questa del poema indiano con lo sceneggiatore scozzese, che può stupire.

I 18 giorni a cui fa riferimento il titolo sono quelli della battaglia tra i Super-Guerrieri, aiutati dalle divinità indiane, e che hanno sancito la fine dell’era degli Dei, segnando l’inizio di quella degli uomini. Lo scontro è fratricida: Arjuna e Duryodhana sono i due contendenti al regno, il primo, accompagnato dagli altri suoi fratelli d’arme super-guerrieri, vuole scongiurare la cupa “quarta era”, l’altro è interessato solo al potere. Affianco a i due schieramenti scendono in campo gli Dei, pronti a supportare l’una o l’altra parte. La guerra non è una possibilità, ma è una certezza.

18days-1

Il campo sul quale si muove Morrsion è un terreno fragile per il pubblico occidentale. Lo sceneggiatore, difatti, si affida a Gotham Chopra e Sharad Devarajan (scrittori ed editor della Liquid Comics) per la complessa trattazione del mito: il Mahabharata è, indubbiamente, rispetto a “colleghi” illustri quali Odissea e Iliade, meno conosciuto ad un pubblico non indiano ed è palese il lavoro di Morrison per essere il più fedele possibile alla materia originale, inserendo elementi, riferimenti o anche solo semplici citazioni agli eventi narrati nell'opera e che è costretto a sintetizzare nel graphic novel. Una delle più incisive peculiarità narrative dello sceneggiatore è presente: la rielaborazione, con la sua personale visione, di ciò che egli prende in analisi. Basti pensare al lavoro su Batman e la ridefinizione della Silver Age del Cavaliere di Gotham. Per 18 Days l’operazione è comunque diversa: Morrison sceglie di operare, questa volta, più sul piano visivo che contenutistico. Affidandosi ai disegni di Jeevan J. Kang e di Francesco Biagini, l’autore immagina il mondo precedente all’avvento degli uomini come un mondo barbaro in cui è presente, però, una tecnologica magia. La divinità Bheeshma, ad esempio, vola su di una geometrica navicella spaziale, mentre lo stesso super-guerriero Arjuna lancia frecce di energia.

18days-2

Se ipoteticamente una tale scelta narrativa poteva dare spazio da accattivanti meltin pot culturali, il risultato però non è del tutto felice: sembra di leggere un proto remake in salsa indiana di He-Man e i Dominatori dell’Universo, senza, però, la medesima sospensione di giudizio o la medesima indulgenza che si può dare all’eroe di Eternia. L’impianto narrativo ricco di dettagli e riferimenti, sembra perdersi nello pseudo fantascientifico, deviando il concetto di mito e di epica verso quello di space opera, senza però riuscire a agguantare del tutto il lettore.
Per quanto visivamente interessanti e dal sapore cinematografico, le vignette fungono da mero mezzo di trasporto del racconto, seguendo uno schema abbastanza ripetitivo nella loro trattazione. Le tavole scorrono con eccessiva velocità, non concedono grande spazio ad una vera e propria “visione”, ma solo ad una semplice “lettura”.

18days-3

L’esperimento di Morrison sull’epica indiana, portato in Italia da ManFont in un volume brossurato, dunque, risulta forzato nella trattazione e troppo veloce nella lettura. Non riesce a convincere appieno e rende a volte confusa la ricostruzione della trama o l’empatia con i diversi attori del racconto, per una rivisitazione fin troppo pop data la materia trattata.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.