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I dettagli del crossover fra Dampyr e Dylan Dog

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Con un post su Facebook, Roberto Recchioni svela nuovi dettagli sul crossover fra Dampyr e Dylan Dog che avverrà a luglio. La storia si dividerà fra gli albi delle due testata le cui copertine formeranno un'unica illustrazione realizzata Gigi Cavenago ed Enea Riboldi.

L'avventura vedrà Mauro Boselli ai testi per Dampyr e Giulio Antonio Gualtieri e Recchioni per Dylan Dog. Alle matite troviamo Bruno Brindisi (Dampyr) e Daniele Bigliardo (Dylan Dog).

Di seguito, potete vedere la bozza delle cover postata da Recchioni.

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Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, la nuova collana Bonelli

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Fra le novità di Preview 17, il catalogo che presenta le uscite Bao Publishing e Sergio Bonelli Editore, troviamo il primo volume di una nuova collana dedicata a Tiziano Sclavi e a Dylan Dog.
Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi, questo il titolo dell'iniziativa, proporrà ogni mese una storia dell'autore colorata per l'occasione e corredata da ricchi extra e dalle cover di Gigi Cavenago. Il primo numero uscirà il 4 maggio e costerà 4,90€. Di seguito, i dettagli che vi riportiamo dal catalogo stesso e da Roberto Recchioni.

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Gigi Cavenago sarà il nuovo copertinista di Dylan Dog

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Apprendiamo direttamente dal nuovo albo di Dylan Dog che l'artista Gigi Cavenago sostituirà Angelo Stano nel ruolo di copertinista. L'ultimo lavoro di Stano è quindi stata la cover del trentennale, Mater Dolorosa. La nuova storia di Tiziano Sclavi, uscita oggi e dalla quale abbiamo appreso la notizia, Dopo un lungo silenzio, ha una cover totalmente bianca. Ricordiamo che Cavenago ha già realizzato le copertine di Maxi Dylan Dog.
Apprendiamo poi dal profilo Facebook di Roberto Recchioni che Stano sarà presto al lavoro su di una nuova storia speciale di Dylan Dog che uscirà dopo la seconda scritta da Sclavi.

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Dylan Dog 361: Mater Dolorosa

Recensione in anteprima. L'albo sarà in vedita dal prossimo 29 settembre.

Uscito quasi in sordina esattamente 30 anni fa, Dylan Dog è diventato un fenomeno di culto agli inizi degli anni ’90, grazie soprattutto alla sensibile penna di Tiziano Sclavi, ed è in quel periodo che si definisce la personalità e la mitologia di Dylan. Arriva poi una fase di stallo e il declino che misero in ombra la serie e sminuirono il personaggio, riducendolo a un’ombra di se stesso. Da qui la decisione della Bonelli e dello stesso Sclavi di invertire la tendenza attuando una rivoluzione che ha introdotto cambiamenti e nuovi autori e che vede Roberto Recchioni in sala di comando. E proprio il  fumettista romano è lo sceneggiatore di Mater Dolorosa, l’albo a colori che celebra il trentennale di Dylan ma che, cosa più importante, vuole ridonare quella tridimensionalità che il personaggio aveva alle origini, portandolo alle radici di ciò che era, scavando nel passato e proiettandolo, al tempo stesso, nel futuro.

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Il titolo richiama subito una delle migliori storie degli ultimi 10 anni del personaggio, scritta proprio da Recchioni, ovvero Mater Morbi che introduceva l’omonima figura protagonista anche dell’albo qui analizzato. E, in effetti, è proprio la Madre di tutte le malattie a sedurre e a richiamare a sé il Dylan bambino vissuto oltre trecento anni fa, che Sclavi ci ha presentato nel celebre numero 100 della collana. Un’avventura che è una delle principali fonti a cui Recchioni attinge per delineare la sua storia, ma non di certo l’unica.
Più che una celebrazione, Mater Dolorosa è, come dicevamo, un albo importante per la definizione dello stesso Dylan Dog. Si attinge, infatti, alla continuità del personaggio, arricchendola di particolari significativi e inediti e si cerca di dare un ordine a quanto narrato finora sul suo passato aggiungendo importanti tessere al puzzle della figura Dylan. Non solo, gli elementi classici di Sclavi si fondono con quelli moderni della gestione Recchioni (Mater Morbi e John Ghost su tutti) alla perfezione. Prendiamo ad esempio la ricerca di Dylan Sr./Xabaras che viene motivata ulteriormente dalle condizioni di salute precarie del piccolo Dylan, “sedotto” da Mater Morbi che ha, dunque, un legame molto più profondo e antico con il personaggio di quanto credevamo.

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Se Mater Morbi, qui alla sua seconda apparizione, appare con tutto il suo carisma, ben più difficile era conferire ulteriore personalità ai genitori di Dylan. Se, come detto poco sopra, ci appaiono più chiare le motivazioni delle ricerche di Dylan Sr., è in realtà Morgana la figura che spicca maggiormente mentre ingaggia una battaglia con Mater Morbi per strapparle il figlio dalle grinfie. Il chiaro dualismo messo in scena è fra la sicurezza del grembo materno e l’incertezza che causa sofferenze, al quale il piccolo Dylan darà la sua chiave di lettura e il giusto equilibrio.
Naturalmente, al centro di tutto c’è lui, Dylan. Recchioni non solo ridefinisce il personaggio, delineandone le sue caratteristiche più profonde, ma scava nel suo passato e semina per il suo futuro. L’intendo di rendere quest’albo un crocevia fra passato e futuro, nonché starting point (seppur è fondamentale un ripassino della storia di Dylan) e nodo focale è chiaro.

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Dicevamo dei semi per il futuro, ed è qui che entra in gioco John Ghost, nemesi vista finora solo nel numero 341, ma che in realtà scopriamo celarsi dietro a tutti i recenti avvenimenti accaduti all’indagatore dell’incubo. Quali sono realmente le sue intenzioni e quali i suoi obiettivi è ancora oscuro, ma di sicuro conosce bene Dylan forse più di quanto quest’ultimo conosca se stesso. Semi che, probabilmente, vedremo nell’attesa Fase 3 annunciata da Recchioni per il 2018.

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Se lo sceneggiatore romano riesce nella difficile impresa di non deludere le aspettative grazie a un’ottima sceneggiatura, a  innalzare il livello dell’albo ci pensa Gigi Cavenago con una prova stupefacente. Un orgasmo di colori e soluzioni grafiche si fondono con un tratto preciso e potente che, nei volti, spesso riporta alla mente lo stesso Angelo Stano. Intere sequenze sono da antologia e le varie splash page da staccare e incorniciare al muro. Le figure di Mater Morbi e di Morgana rimangono in mente a lungo e viene voglia di essere lì sul quel galeone fantasma insieme a loro.

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