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Editoriale Cosmo ristamperà Judge Dredd di Garth Ennis

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L'Editoriale Cosmo ha annunciato che nel 2018 stamperà nella collana Comics tutte le storie di Judge Dredd scritte da Garth Ennis e disegnate da artisti del calibro di Steve Dillon, Dermot Power, Cliff Robinson e molti altri. Il formato sarà quello comic-book ma, al momento, non ci sono altri dettagli. Non ci resta che attendere, dunque.

Potete vedere il post di Facebook qui di seguito.

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La serie TV di The Boys passa in mano ad Amazon

  • Pubblicato in Screen

Lo scorso anno vi avevamo riportato che il canale Cinemax, che già trasmette Outcast, avrebbe prodotto un telefilm tratto dalla serie a fumetti The Boys di Garth Ennis e Darick Robertson ad opera di Seth Rogen, Evan Goldberg e Neal Moritz. Variety riporta ora che il progetto è passato in mano ad Amazon che ha richiesto la realizzazione di un script per mano di Eric Kripke. Se questo venisse accettato, Rogen e Goldberg (già all'opera su Preacher della AMC) dirigerebbero il pilot.

The Boys tratta di un gruppo di antieroi al soldo della CIA che hanno il compito di contrastare la più grande minaccia del pianeta: i supereroi. La serie è stata pubblicata da Dynamite Entertainment in USA in 72 numeri più spin-off e da Panini Comics in Italia.

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Prime tavole del rilancio di Dastardly & Muttley di Garth Ennis per la DC Comics

  • Pubblicato in News

Tra le serie volute dalla DC Comics per il lancio della nuova etichetta basata sui personaggi creati da Hanna-Barbera, oltre ai Flintstones e a Scooby Doo, tra le altre, troviamo anche Dastardly & Muttley, l'ultima produzione a debuttare in ordine cronologico. Ad occuparsi di questo brand è stato chiamata niente meno che Garth Ennis, che sui disegni di Mauricet ha dato vita a qualcosa di veramente bizzarro nel primo numero della serie, uscito settimana scorsa.

Il concetto alla base di questa nuova versione del franchise è semplice: creare una serie che mantenga gli stilemi caratteristici dello sfortunato duo villain, compreso il look cartoonesco, calando però il tutto in un mondo realistico e attuale. Ovviamente senza lasciarsi sfuggire l'occasione di mescolare opportunamente horror surreale e un divertente senso dello humour o, perché no, "horror divertente e humour surreale", come aggiunge divertito lo stesso Ennis.

"Ci sono diverse cose piuttosto sgradevoli in queste storie, ma non credo che si arrivi mai a qualcosa di veramente terrificante. Ad un certo punto verremo a conoscenza di una certa spiegazione sovrannaturale di tutta questa follia, ma mi sono assicurato che rimanga un alone di incertezza, del tipo 'forse sì, forse no'", ha sottolineato lo scrittore.

Sì perché in questa serie si alterneranno scene e vicende prettamente da cartoon ad ambientazioni, dialoghi, personaggi e situazioni di stampo realistico, come potete vedere nelle tavole che trovate nella gallery in basso.
"Diciamo che la componente cartoonesca è sempre in background", ha specificato Ennis, che firma così una delle serie più folli di questo rilancio "maturo" delle iconiche proprietà Hanna-Barbera.

(Via Newsarama)

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Il fumetto di guerra secondo Garth Ennis, la recensione di Johnny Red

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Che Garth Ennis ami particolarmente il fumetto di "guerra" è evidente per chiunque abbia familiarità con questo autore: le due miniserie della collana War Stories o il lavoro su Fury e The Punisher per la Marvel, attestano la capacità dell’autore irlandese di rielaborare, con maggiore o minore affidabilità storica, le atmosfere belligeranti di violenza e dramma con ulteriori suggestioni provenienti da universi narrativi diversi. Ennis, inoltre, non è nuovo neanche nel recupero di icone pop del fumetto di guerra: già nel 2001 diede nuova vita al personaggio del Soldato Fantasma, ideato da Joe Kubert, con la mini Unknown Soldier.

Non stupisce, dunque, la scelta di voler recuperare un altro eroe dei fumetti bellici: Johnny Red Redburn. Creato da Tom Tully e Joe Colquhoun nel 1977 sull’allora popolare rivista Battle Picture Weekly, Johnny Red è un pilota dell’aviazione britannica durante la Seconda Guerra Mondiale che, dopo uno scontro aereo e il successivo atterraggio di fortuna sul suolo sovietico, entra nelle forze russe per continuare a combattere contro i nazisti. L’anno è il 1942, quello più difficile per la Russia, con Stalingrado devastata dai bombardamenti tedeschi.

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Ennis, affiancato dal disegnatore Keith Burns, recupera il proletario pilota inglese in questa miniserie dal grande gusto citazionista, con la volontà di restituire quelle atmosfere care agli amanti dei war comics. La storia imbastita dallo sceneggiatore è, naturalmente, inedita e, conscio di dover adattare adun pubblico contemporaneo un personaggio degli anni ’70, sceglie la strada della “ricostruzione” storica: la mini, infatti, vede come motore dell’azione il signor Iverson, un giovane e ricco amante degli aeroplani, che ha fatto recuperare i resti di un piccolo velivolo della Seconda Guerra Mondiale, un “hurricane”,  per farlo rimettere in sesto e poterlo pilotare. Ma il recupero dell’ormai carcassa non basta, e Iverson vuole conoscere la storia dietro questo raro aeroplano: in Russia troverà tutte le risposte che cerca da un vecchio meccanico che ha lavorato proprio sull’hurricane. Con questo “racconto nel racconto”, Ennis riesce a rimandare all’ideale di narrazione mitica di guerra, delle gesta di un eroe passato ma il cui ricordo continua ad alimentare ancora numerosi racconti. Tale scelta non poteva che essere la più convincente per riuscire a legare il lettore contemporaneo a un vecchio personaggio dalla poca notorietà: quella che si sta leggendo è una storia mai raccontata ma che è già avvenuta. Il protagonista è, dunque Johnny Red, capo dell’efficace e scapestrato squadrone Falcon, uomo rude e sicuro di se, lontano da velleità patriottiche e pronto a tutto per distruggere il nemico. Il comando centrale dell’esercito russo, però, sceglie di estrometterlo da una missione importante per dimostrare ai nazisti che la Grande Madre Russia, non ha bisogno di un comandante inglese. Come è prevedibile, Johnny Red sceglierà di far volare lo stesso il suo hurricane.

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Il formato miniserie si adatta bene all’approccio narrativo di Ennis consentendogli di non dilungarsi troppo e appesantire la trama con elementi nuovi e superflui. Lo sceneggiatore, infatti, indugia spesso su aspetti tecnici, su riferimenti meccanici, richiami storici che non si diluiscono a causa dei lunghi discorsi e corposi dialoghi: è un fumetto per appassionati, pensato per il pubblico amante del fumetto storico e di guerra che non disdegna, però, intense scene d’azione e di battaglie aeree

Il lavoro di Burns si attesta sempre su un disegno estremamente sporco, ricco di ombre, che delinea le proprie figure attraverso tratteggi pesanti e spregiudicate prospettive. Dopotutto ha il compito di raccontare una delle più sanguinose guerre e, specialmente, il fronte dell’aeronautica: da qui la scelta dell’onnipresente colore nero per descrivere lo sforzo, l’orrore, il grasso dei motori e la polvere da sparo, le lamiere ammaccate e contorte, i vestiti logori e strappati. Grazie al disegnatore, l’obiettivo di Ennis è raggiunto: restituire un’atmosfera cupa, di fatica e sporcizia, e di onnipresente pericolo. La prospettiva dei piloti, stretti in cubicoli inospitali e che non danno assolutamente idea di protezione, rivive con grande efficacia narrativa.

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Il recupero di Ennis, per rimanere in tema, non decolla però del tutto, non arriva ad alta quota: se da un lato il taglio tipico dello sceneggiatore è presente, questo diventa, in alcuni momenti del racconto, un’arma a doppio taglio perché si attesta su una pedissequa riproposizione di strumenti da lui spesso adottati; il disegno di Burns, sebbene perfettamente adattato alle atmosfere, non può reggere l’intero impianto narrativo, può solo supportare il testo. L’operazione nostalgico-rivisitazionista conquista solo in parte ma riesce ad essere, complice l’interessante intreccio della trama, comunque un racconto dalla indubbia solidità narrativa.

Edito da Mondadori per la collana Oscar Ink, il lavoro di Ennis ha la fortuna di uscire in un’edizione molto curata: interessante è la prefazione dello storico direttore della rivista su cui comparve Johnny Red, Dave Hunt, così come, ricco di spunti e aneddoti è lo scambio epistolare tra Ennis allo stesso Hunt, posto in calce al volume, che apre il lettore non solo al dietro le quinte del graphic novel, ma anche alla serie degli anni ’70.

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