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SDCC17: Frank Miller parla di Superman: Year One disegnato da John Romita Jr.

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Già lo scorso ottobre, vi avevamo riportato la news che Frank Miller fosse al lavoro su una storia sulle origini di Superman. Lo scrittore ha parlato al San Diego Comic-Con di questa storia che parlerà dell'adolescenza di Kent a Smallville fino alla sua virilità.

"Attraverso il Cavaliere Oscuro ho toccato tutti i personaggi del pantheon DC, ma non sono mai andato a fondo su Superman", ha detto Miller a Vulture. "Nel caso della DC Comics, che ha di gran lunga la più grande e più ricca mitologia, ci sono tre pilastri fondamentali che sono Superman, Batman e Wonder Woman. Tutti gli altri personaggi in qualche modo li seguono, il che è incredibile.".

"La serie Dark Knight è tutta dal punto di vista di Batman", ha spiegato. "Ma se guardi a Dark Knight 2, vedrai un Superman molto più calmo di quello del primo Cavaliere Oscuro. Batman e Superman sono opposti. Amo Superman. Amo più Batman? Non sono persone. Sono solo linee su carta."

Superman: Year One sarà un graphic novel di 100 pagine e sarà disegnato da John Romita Jr. Di seguito la prima immagine di Miller diffusa.

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La prima tavola diffusa di Xerxes di Frank Miller

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Dopo l'adattamento cinematografico di 300, Frank Miller pensò di realizzare in prima persona un prequel della storia intitolato Xerxes ma, dopo che il progetto era stato rimandato più volte, anche a causa dei problemi di salute dell'autore, sembrava che l'opera fosse svanita dal radar di Miller.

EW, invece, ha ora diffuso la prima tavola del fumetto, che verrà pubblicato il prossimo anno da Dark Horse, il cui titolo completo sarà Xerxes: The Fall of the House of Darius and the Rise of Alexander. Miller sarà anche ospite al prossimo SDCC in cui verranno diffuse speciali litografie dell'opera.

Come suggerisce il titolo, il graphic novel si concentrerà sull'imperatore persiano Serse che invase con suo esercito la Grecia nel V secolo a.C. per vendicarsi della morte di suo padre. Probabile, visto il titolo, che verrà narrata anche l'ascesa di Alessandro Magno, che distrusse l'impero persiano qualche secolo dopo il regno di Serse.

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Frank Miller: due nuovi capitoli di Sin City e i progetti su Superman

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In occasione del Chicago Comic & Entertainment Expo (C2E2), durante un incontro non moderato con il pubblico, cui ha partecipato insieme a Brian Azzarello, Frank Miller ha risposto, tra le altre, ad alcune domande sulla sua carriera e sui progetti futuri.

In particolare, riguardo nuove storie di Sin City, Miller ha detto:
"Finché ci sarò io in circolazione, Sin City non finirà". "Ho pianificato i prossimi due Sin City. Uno ambientato a metà del 20° secolo, l'altro diverse centinaia di anni prima".
Ha poi smentito i rumor di un ritorno di Jackie Boy con una storia sulle sue origini "No, Jackie Boy ha chiuso. Credo che abbiamo visto molto di lui, ed è morto e sepolto. Andiamo, gli hanno ficcato parte di una pistola in testa".

Quindi ha parlato dei progetti per Superman con la DC Comics, cui sembra tenere molto e che non sappiamo se siano gli stessi (presumibilmente sì) di cui vi avevamo già parlato.
Quello tra l'Uomo d'Acciaio e Frank Miller, che per l'occasione ha indossato una maglietta con il suo Superman che colpisce Atom, è fin qui stato un rapporto in apparenza piuttosto conflittuale.
In realtà, sostiene Miller, stuzzicato sull'argomento, "Io adoro Superman, ma stavo scrivendo una storia su Batman e volevo che Batman fosse l'eroe. Ho quindi assunto il suo punto di vista. Se fossi Batman, con chi ce l'avrei? Sarebbe il tizio che non solo ha molto, molto rappresentato l'orientamento dello stato attuale delle cose, qualcuno che vuole che le cose rimangano semplicemente invariate quando sono marce, ma... qualcuno che può volare mentre io ho bisogno di una maledetta automobile".
"Per me" - ha proseguito - "è stato molto naturale mettere su una storia in cui Batman avrebbe finito per combattere con Superman, e il bello è stato trovare un modo per far vincere lo scontro a Batman. Mettendolo in una grande armatura e fornendogli un amico che poteva lanciare frecce di Kryptonite."

"Per cambiare le cose" - ha concluso Miller - "mi piacerebbe molto un progetto in cui Superman sia davvero un eroe. Ne sto parlando con la DC e spero di poter annunciare qualcosa, ma voglio fare il mio Superman in cui sia lui l'eroe fino in fondo."

(Via BleedingCool)

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Spider-Man Collection 2: Notti Oscure

La presenza di Frank Miller in qualità di ospite d’onore alla recente kermesse di Lucca Comics ha avuto come piacevole conseguenza quella di spingere molti editori che avevano nel proprio catalogo lavori firmati dal genio del Maryland a proporre ristampe delle sue opere: in alcuni casi si è trattato di vere e proprie chicche, molte delle quali assenti da tempo dagli scaffali delle librerie italiane se non addirittura inedite. Due volumi in particolare, Universo DC di Frank Miller edito da RW Lion e Spider-Man Collection: Notti Oscure pubblicato da Panini Comics, riportano le lancette del tempo indietro di quasi 40 anni, ai tempi delle prime prove di Miller presso DC e Marvel. Per quanto il volume della RW contenga la prima storia in cui Frank viene accreditato, un breve racconto di guerra pubblicato su Weird War Tales per il quale realizza le matite dal quale, in tutta sincerità, nulla traspare del talento rivoluzionario che sfoggerà nelle opere successive (anche a causa delle pesanti e mortificanti chine di Danny Bulanadi), è il volume della Panini a rappresentare una più esauriente testimonianza di un’evoluzione artistica che porterà il giovane Miller, in un paio d’anni, a diventare la stella assoluta del fumetto a stelle e strisce.

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Dopo il debutto alla DC (anche se una prima storia era già stata pubblicata, seppure non accreditata, su Twilight Zone della Gold Key), Miller finisce sul taccuino di Jim Shooter, il vulcanico editor in chief della Marvel tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80. Shooter è alla ricerca di nuovi talenti che possano infondere rinnovata linfa vitale alla casa editrice, e sta puntando forte su una nuova generazione di giovani autori come Chris Claremont e John Byrne che, messi a lavorare su una serie come Uncanny X-Men che fino a quel punto era stata una “cenerentola” del parco testate Marvel, la trasformeranno nel più grande successo commerciale della casa editrice fino all’alba del nuovo millennio. Miller ricorderà sempre con piacere il suo primo periodo marvelliano, tra vivaci riunioni di redazione, il mitico “Bullpen” dove si potevano incontrare gli altri colleghi e mostrarsi tavole a vicenda, e i preziosi consigli di veterani del calibro di John Romita Sr., John Buscema e Marie Severin. A Miller viene assegnato un annual di Incredible Hulk su testi di Mary Jo Duffy, giovane scrittrice nonché editor di serie come Peter Parker, Spectacular Spider-Man e Daredevil. Se ci sono degli incontri orchestrati dal dio del fumetto perché la storia prenda certi corsi e non altri, quello tra Miller e la Duffy è sicuramente uno di questi. La redattrice si rende conto del talento non comune del giovane autore e gli assegna le matite di due numeri “scoperti” di Peter Parker, le due storie che aprono il volume Panini e nelle quali il tessiragnatele fa squadra con un altro vigilante marvelliano, quel Daredevil che segnerà il periodo in Marvel di Miller. Se i testi di Bill Mantlo non si innalzano sopra lo standard convenzionale dell’epoca (un team-up tra l’Arrampicamuri e l’Uomo Senza Paura si rende necessario per evitare che il villain Marauder faccia esplodere una bomba nel centro di New York), è lo storytelling del giovane artista che colpisce: pur tra incertezze da rookie e un tratto ancora legnoso e da sgrezzare (certamente non aiutato dalle chine di Frank Springer), si fa notare con piacere l’originale costruzione della tavola e la perizia nelle scene d’azione, dense di un inedito taglio cinematografico inusuale per l’epoca. Le due storie segnano il primo incontro di Miller con Daredevil e l’amore a prima vista è evidente: i due sono a proprio agio l’uno con l’altro come quegli innamorati che pur incontrandosi per la prima volta, hanno la sensazione di conoscersi da sempre. Il Devil di Miller è un fascio di nervi e muscoli pronto all’azione e non è escluso che sia stata proprio l’eccellente resa del personaggio in questa coppia di storie a convincere Shooter ad affidargli le sorti editoriali allora traballanti dell’alter ego di Matt Murdock, prima come disegnatore e poi come autore completo.

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La storia successiva proposta nel volume, Il Libro dei Vishanti, segna un primo snodo della carriera di Miller e un importante tassello della sua crescita artistica. L’autore continua ad occuparsi del Ragno, personaggio prediletto della sua infanzia di cui ben ricorda le storie disegnate da Steve Ditko, influenza enorme del Miller prima maniera. I testi sono firmati da Dennis O’Neill, altro incontro fondamentale nella vita e nella carriera dell’artista. O’Neill è un veterano che negli anni ’70, insieme al disegnatore Neal Adams, ha riportato Batman alle sue origini di Cavaliere Oscuro dopo la sbornia camp dei sixties, trovando il tempo anche il tempo di realizzare, sempre insieme ad Adams, un celebrato ciclo di Green Lantern/Green Arrow dove Hal Jordan e Oliver Queen affrontano tematiche sociali scabrose come il dilagare della droga tra i giovani e il razzismo della società americana. O’Neill sostituirà la Duffy come editor di Miller su Daredevil e lo assisterà anche nella realizzazione della sua opera più celebrata, The Dark Knight Returns. La storia imbastita da O’Neill e Miller ha per protagonisti l’Uomo Ragno e il Dottor Strange, impegnati in una corsa contro il tempo per evitare che la sinistra alleanza formata dal Dottor Destino e da Dormammu rilasci sul mondo un’antica piaga. Si tratta di una storia godibilissima, contrassegnata da una consistente dose di ironia, servita dai testi frizzanti da O’Neill e dall’arte di Miller che qui sboccia nello stile che lo accompagnerà per gli anni successivi, fino alla conclusione del ciclo di Daredevil. Innanzitutto l'avventura è un sentito omaggio dei due autori a Steve Ditko, il creatore grafico tanto del Ragno quanto del Mago Supremo: Miller si sbizzarrisce in una sequela di tavole condite di psichedelia e inquietanti dimensioni parallele, proprio come nelle storie di Ditko. Fa capolino inoltre nel pantheon di riferimento dell’artista il nome di Gil Kane, artista celebre per il suo stile espressionista e per le pose altamente drammatiche dei suoi volti. L’influenza di Kane, cartoonist ingiustamente sottovalutato, accompagnerà Miller per tutta questa sua prima fase marvelliana; l’autore padroneggia ormai l’uso del chiaroscuro, e si diverte a disegnare comignoli, lucernari, cisterne per la raccolta d’acqua, a voler sottolineare quella dimensione urbana che sarà un tratto caratteristico delle sue storie.

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Karma! Lei possiede la persone!, segna il primo incontro tra Miller e Chris Claremont, che un paio d’anni dopo realizzeranno insieme la prima, storica miniserie di Wolverine. La storia, un team-up tra il Ragno e i Fantastici Quattro, ha il compito di introdurre Karma, la mutante coreana che successivamente entrerà a far parte dei New Mutants, il primo spin-off di X-Men, e si segnala più come un importante tassello dell’epopea mutante che Claremont in quegli anni sta costruendo utilizzando il parco testate dell’editore che come episodio rilevante del Miller prima maniera. Se quello che abbiamo visto finora è un artista in gestazione, l'avventura che chiude il volume, Uomo Ragno: Pericolo o Minaccia, ci mostra ormai un Miller pienamente consapevole dei suoi mezzi, grazie anche alle chine di Klaus Janson, maestro di ombre e chiaroscuri, il cui pennino si sposa alla perfezione col tratto di Frank. La storia, sceneggiata ancora una volta da Dennis O’Neill, è un brillante tour de force in cui il Tessiragnatele, con l’aiuto involontario del Punitore, ingaggia una corsa contro il tempo per evitare che il Dottor Octopus avveleni la città. L’autore di Sin City padroneggia ormai la sua arte alla perfezione, capace di proporre uno storytelling concitato e di altissimo profilo (si veda tutta la frenetica sequenza finale tra le rotative del Daily Bugle), non inferiore a quello che sta proponendo mensilmente in quel momento, sempre in coppia con Janson, sulle pagine di Daredevil. Miller trova anche il tempo di omaggiare nuovamente Ditko, nella sequenza del sottomarino che non potrà non ricordare al lettore di vecchia data quella Saga del Coordinatore che è il punto più alto dello Spider-Man di Lee & Ditko.

Il bel cartonato della Panini contiene inoltre Giochi di Potere, un annual della serie Marvel Team-Up che non avrebbe particolari motivi d’interesse se non quello di essere la prima sceneggiatura scritta da Miller per un altro disegnatore, in questo caso il veterano Herb Trimpe. La storia vede L’Uomo Ragno, Devil, Moon Knight, Luke Cage e Iron Fist unirsi per affrontare l’empia alleanza formata da Kingpin e Killgrave, l’Uomo Porpora. È uno script volutamente leggero e ironico che viene purtroppo mortificato dalle legnose matite di Trimpe, artista che appare già all’epoca irrimediabilmente datato, ma che fornisce una curiosa e involontaria anticipazione di alcuni temi e atmosfere dei serial Marvel/Netflix dei giorni nostri.

Spider-Man Collection: Notti Oscure è un volume prezioso, che non può mancare nello scaffale di ogni lettore che voglia gustarsi un Ragno d’annata ed essere testimone allo stesso tempo dell’evoluzione di un autore che, da lì a pochi anni, scriverà con lettere di fuoco la storia del fumetto americano.

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