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Frank Miller: due nuovi capitoli di Sin City e i progetti su Superman

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In occasione del Chicago Comic & Entertainment Expo (C2E2), durante un incontro non moderato con il pubblico, cui ha partecipato insieme a Brian Azzarello, Frank Miller ha risposto, tra le altre, ad alcune domande sulla sua carriera e sui progetti futuri.

In particolare, riguardo nuove storie di Sin City, Miller ha detto:
"Finché ci sarò io in circolazione, Sin City non finirà". "Ho pianificato i prossimi due Sin City. Uno ambientato a metà del 20° secolo, l'altro diverse centinaia di anni prima".
Ha poi smentito i rumor di un ritorno di Jackie Boy con una storia sulle sue origini "No, Jackie Boy ha chiuso. Credo che abbiamo visto molto di lui, ed è morto e sepolto. Andiamo, gli hanno ficcato parte di una pistola in testa".

Quindi ha parlato dei progetti per Superman con la DC Comics, cui sembra tenere molto e che non sappiamo se siano gli stessi (presumibilmente sì) di cui vi avevamo già parlato.
Quello tra l'Uomo d'Acciaio e Frank Miller, che per l'occasione ha indossato una maglietta con il suo Superman che colpisce Atom, è fin qui stato un rapporto in apparenza piuttosto conflittuale.
In realtà, sostiene Miller, stuzzicato sull'argomento, "Io adoro Superman, ma stavo scrivendo una storia su Batman e volevo che Batman fosse l'eroe. Ho quindi assunto il suo punto di vista. Se fossi Batman, con chi ce l'avrei? Sarebbe il tizio che non solo ha molto, molto rappresentato l'orientamento dello stato attuale delle cose, qualcuno che vuole che le cose rimangano semplicemente invariate quando sono marce, ma... qualcuno che può volare mentre io ho bisogno di una maledetta automobile".
"Per me" - ha proseguito - "è stato molto naturale mettere su una storia in cui Batman avrebbe finito per combattere con Superman, e il bello è stato trovare un modo per far vincere lo scontro a Batman. Mettendolo in una grande armatura e fornendogli un amico che poteva lanciare frecce di Kryptonite."

"Per cambiare le cose" - ha concluso Miller - "mi piacerebbe molto un progetto in cui Superman sia davvero un eroe. Ne sto parlando con la DC e spero di poter annunciare qualcosa, ma voglio fare il mio Superman in cui sia lui l'eroe fino in fondo."

(Via BleedingCool)

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Spider-Man Collection 2: Notti Oscure

La presenza di Frank Miller in qualità di ospite d’onore alla recente kermesse di Lucca Comics ha avuto come piacevole conseguenza quella di spingere molti editori che avevano nel proprio catalogo lavori firmati dal genio del Maryland a proporre ristampe delle sue opere: in alcuni casi si è trattato di vere e proprie chicche, molte delle quali assenti da tempo dagli scaffali delle librerie italiane se non addirittura inedite. Due volumi in particolare, Universo DC di Frank Miller edito da RW Lion e Spider-Man Collection: Notti Oscure pubblicato da Panini Comics, riportano le lancette del tempo indietro di quasi 40 anni, ai tempi delle prime prove di Miller presso DC e Marvel. Per quanto il volume della RW contenga la prima storia in cui Frank viene accreditato, un breve racconto di guerra pubblicato su Weird War Tales per il quale realizza le matite dal quale, in tutta sincerità, nulla traspare del talento rivoluzionario che sfoggerà nelle opere successive (anche a causa delle pesanti e mortificanti chine di Danny Bulanadi), è il volume della Panini a rappresentare una più esauriente testimonianza di un’evoluzione artistica che porterà il giovane Miller, in un paio d’anni, a diventare la stella assoluta del fumetto a stelle e strisce.

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Dopo il debutto alla DC (anche se una prima storia era già stata pubblicata, seppure non accreditata, su Twilight Zone della Gold Key), Miller finisce sul taccuino di Jim Shooter, il vulcanico editor in chief della Marvel tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80. Shooter è alla ricerca di nuovi talenti che possano infondere rinnovata linfa vitale alla casa editrice, e sta puntando forte su una nuova generazione di giovani autori come Chris Claremont e John Byrne che, messi a lavorare su una serie come Uncanny X-Men che fino a quel punto era stata una “cenerentola” del parco testate Marvel, la trasformeranno nel più grande successo commerciale della casa editrice fino all’alba del nuovo millennio. Miller ricorderà sempre con piacere il suo primo periodo marvelliano, tra vivaci riunioni di redazione, il mitico “Bullpen” dove si potevano incontrare gli altri colleghi e mostrarsi tavole a vicenda, e i preziosi consigli di veterani del calibro di John Romita Sr., John Buscema e Marie Severin. A Miller viene assegnato un annual di Incredible Hulk su testi di Mary Jo Duffy, giovane scrittrice nonché editor di serie come Peter Parker, Spectacular Spider-Man e Daredevil. Se ci sono degli incontri orchestrati dal dio del fumetto perché la storia prenda certi corsi e non altri, quello tra Miller e la Duffy è sicuramente uno di questi. La redattrice si rende conto del talento non comune del giovane autore e gli assegna le matite di due numeri “scoperti” di Peter Parker, le due storie che aprono il volume Panini e nelle quali il tessiragnatele fa squadra con un altro vigilante marvelliano, quel Daredevil che segnerà il periodo in Marvel di Miller. Se i testi di Bill Mantlo non si innalzano sopra lo standard convenzionale dell’epoca (un team-up tra l’Arrampicamuri e l’Uomo Senza Paura si rende necessario per evitare che il villain Marauder faccia esplodere una bomba nel centro di New York), è lo storytelling del giovane artista che colpisce: pur tra incertezze da rookie e un tratto ancora legnoso e da sgrezzare (certamente non aiutato dalle chine di Frank Springer), si fa notare con piacere l’originale costruzione della tavola e la perizia nelle scene d’azione, dense di un inedito taglio cinematografico inusuale per l’epoca. Le due storie segnano il primo incontro di Miller con Daredevil e l’amore a prima vista è evidente: i due sono a proprio agio l’uno con l’altro come quegli innamorati che pur incontrandosi per la prima volta, hanno la sensazione di conoscersi da sempre. Il Devil di Miller è un fascio di nervi e muscoli pronto all’azione e non è escluso che sia stata proprio l’eccellente resa del personaggio in questa coppia di storie a convincere Shooter ad affidargli le sorti editoriali allora traballanti dell’alter ego di Matt Murdock, prima come disegnatore e poi come autore completo.

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La storia successiva proposta nel volume, Il Libro dei Vishanti, segna un primo snodo della carriera di Miller e un importante tassello della sua crescita artistica. L’autore continua ad occuparsi del Ragno, personaggio prediletto della sua infanzia di cui ben ricorda le storie disegnate da Steve Ditko, influenza enorme del Miller prima maniera. I testi sono firmati da Dennis O’Neill, altro incontro fondamentale nella vita e nella carriera dell’artista. O’Neill è un veterano che negli anni ’70, insieme al disegnatore Neal Adams, ha riportato Batman alle sue origini di Cavaliere Oscuro dopo la sbornia camp dei sixties, trovando il tempo anche il tempo di realizzare, sempre insieme ad Adams, un celebrato ciclo di Green Lantern/Green Arrow dove Hal Jordan e Oliver Queen affrontano tematiche sociali scabrose come il dilagare della droga tra i giovani e il razzismo della società americana. O’Neill sostituirà la Duffy come editor di Miller su Daredevil e lo assisterà anche nella realizzazione della sua opera più celebrata, The Dark Knight Returns. La storia imbastita da O’Neill e Miller ha per protagonisti l’Uomo Ragno e il Dottor Strange, impegnati in una corsa contro il tempo per evitare che la sinistra alleanza formata dal Dottor Destino e da Dormammu rilasci sul mondo un’antica piaga. Si tratta di una storia godibilissima, contrassegnata da una consistente dose di ironia, servita dai testi frizzanti da O’Neill e dall’arte di Miller che qui sboccia nello stile che lo accompagnerà per gli anni successivi, fino alla conclusione del ciclo di Daredevil. Innanzitutto l'avventura è un sentito omaggio dei due autori a Steve Ditko, il creatore grafico tanto del Ragno quanto del Mago Supremo: Miller si sbizzarrisce in una sequela di tavole condite di psichedelia e inquietanti dimensioni parallele, proprio come nelle storie di Ditko. Fa capolino inoltre nel pantheon di riferimento dell’artista il nome di Gil Kane, artista celebre per il suo stile espressionista e per le pose altamente drammatiche dei suoi volti. L’influenza di Kane, cartoonist ingiustamente sottovalutato, accompagnerà Miller per tutta questa sua prima fase marvelliana; l’autore padroneggia ormai l’uso del chiaroscuro, e si diverte a disegnare comignoli, lucernari, cisterne per la raccolta d’acqua, a voler sottolineare quella dimensione urbana che sarà un tratto caratteristico delle sue storie.

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Karma! Lei possiede la persone!, segna il primo incontro tra Miller e Chris Claremont, che un paio d’anni dopo realizzeranno insieme la prima, storica miniserie di Wolverine. La storia, un team-up tra il Ragno e i Fantastici Quattro, ha il compito di introdurre Karma, la mutante coreana che successivamente entrerà a far parte dei New Mutants, il primo spin-off di X-Men, e si segnala più come un importante tassello dell’epopea mutante che Claremont in quegli anni sta costruendo utilizzando il parco testate dell’editore che come episodio rilevante del Miller prima maniera. Se quello che abbiamo visto finora è un artista in gestazione, l'avventura che chiude il volume, Uomo Ragno: Pericolo o Minaccia, ci mostra ormai un Miller pienamente consapevole dei suoi mezzi, grazie anche alle chine di Klaus Janson, maestro di ombre e chiaroscuri, il cui pennino si sposa alla perfezione col tratto di Frank. La storia, sceneggiata ancora una volta da Dennis O’Neill, è un brillante tour de force in cui il Tessiragnatele, con l’aiuto involontario del Punitore, ingaggia una corsa contro il tempo per evitare che il Dottor Octopus avveleni la città. L’autore di Sin City padroneggia ormai la sua arte alla perfezione, capace di proporre uno storytelling concitato e di altissimo profilo (si veda tutta la frenetica sequenza finale tra le rotative del Daily Bugle), non inferiore a quello che sta proponendo mensilmente in quel momento, sempre in coppia con Janson, sulle pagine di Daredevil. Miller trova anche il tempo di omaggiare nuovamente Ditko, nella sequenza del sottomarino che non potrà non ricordare al lettore di vecchia data quella Saga del Coordinatore che è il punto più alto dello Spider-Man di Lee & Ditko.

Il bel cartonato della Panini contiene inoltre Giochi di Potere, un annual della serie Marvel Team-Up che non avrebbe particolari motivi d’interesse se non quello di essere la prima sceneggiatura scritta da Miller per un altro disegnatore, in questo caso il veterano Herb Trimpe. La storia vede L’Uomo Ragno, Devil, Moon Knight, Luke Cage e Iron Fist unirsi per affrontare l’empia alleanza formata da Kingpin e Killgrave, l’Uomo Porpora. È uno script volutamente leggero e ironico che viene purtroppo mortificato dalle legnose matite di Trimpe, artista che appare già all’epoca irrimediabilmente datato, ma che fornisce una curiosa e involontaria anticipazione di alcuni temi e atmosfere dei serial Marvel/Netflix dei giorni nostri.

Spider-Man Collection: Notti Oscure è un volume prezioso, che non può mancare nello scaffale di ogni lettore che voglia gustarsi un Ragno d’annata ed essere testimone allo stesso tempo dell’evoluzione di un autore che, da lì a pochi anni, scriverà con lettere di fuoco la storia del fumetto americano.

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Come ricevere l'autografo di Frank Miller a Lucca Comics & Games

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Come sapete, Frank Miller sarà ospite a Lucca Comics & Games 2016 la prossima settimana. RW Edizioni ha comunicato ora le modalità per ricevere un autografo dal noto fumettista. Eccovele riportate qui di seguito:
 
Frank Miller incontrerà il pubblico per autografi durante due signing session che si terranno alla ore 11,30 di VENERDÌ 28 OTTOBRE e DOMENICA 30 OTTOBRE, presso il BATMAN VILLAGE che sarà allestito nella Casermetta San Donato sulle Mura Urbane.
Regolamento per accedere alle SIGNING SESSION con FRANK MILLER
Per accedere alle due signing session bisognerà acquistare il volume DC Prestige – Batman: Il Ritorno Del Cavaliere Oscuro, edizione a tiratura limitata che sarà disponibile esclusivamente in fiera.

Il maestro realizzerà complessivamente 225 autografi a sessione, durante le quali dedicherà la copia del prestige a tutti coloro che l’avranno acquistata. Per acquistare il volume ci sono due modalità:
1) Acquisto online del volume con ritiro direttamente al Batman Village, che sarà possibile prenotare sul nostro shop completando l’acquisto ai seguenti link:
-DC Prestige Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro – Signing Session di venerdì 28 ottobre 2016-DC Prestige Batman: Il Ritorno del Cavaliere Oscuro – Signing Session di domenica 30 ottobre 2016
A tutela degli acquirenti, chiediamo loro di portare la ricevuta di pagamento che testimoni di essere il legittimo proprietario del volume prenotato. L’albo rimarrà in vendita online fino a lunedì 24 ottobre alle ore 17,00.

2) Acquisto direttamente in fiera presso il Batman Village (qualora il volume non fosse andato esaurito in pre-vendita). Una volta acquistato, dovrete indicare il vostro nominativo da mettere in lista, sempre presso lo stand del Batman Village.

Affinchè la signing session possa procedere in maniera ordinata e funzionale, la fila per l’autografo si terrà all’esterno del Batman Village e, in base all’ordine di arrivo, si potrà incontrare il maestro. Il controllo verrà effettuato al momento di entrare  nella Casermetta San Donato (per cui vi chiediamo di non mettervi inutilmente in fila qualora non abbiate acquistato il volume)!

Nella nostra mappa online è indicata l’ubicazione del BATMAN VILLAGE, evidenziata col logo del pipistrello più amato dei fumetti!
Mappa RW a Lucca 2016

 

Mappa RW a Lucca 2016
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Frank Miller vuole esplorare le origini ebraiche di Superman

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Nel corso degli anni, Frank Miller ha trattato tematiche complesse nei suoi fumetti. Ora, il noto artista ha dichiarato che vuole affrontare uno delle più antiche, ma spesso trascurate, origin-story di tutto il settore: la radice ebraica di Superman.

In un'intervista a Inverse, rilasciata durante il New York Comic Con, Miller spera un giorno di riportare Superman alla Seconda Guerra Mondiale, l'epoca in cui è stato creato.

"Ha una storia nella Seconda Guerra Mondiale, e mi piacerebbe metterlo di nuovo lì", ha dichiarato l'autore. "Superman ha bisogno di confrontarsi con le sue radici ebraiche, e mi piacerebbe scriverne. Mi piacerebbe vedere la sua faccia in un campo di sterminio."

Superman è stato creato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1938, ed è considerato come una risposta diretta alla reclusione atroce, alla tortura e all'uccisione degli ebrei da parte del Terzo Reich, prima e durante la guerra. A quel tempo, i parallelismi erano così evidente che, nel 1940, che il ministro della propaganda del Terzo Reich Joseph Goebbels denunciò pubblicamente Superman e Siegel.

Segni di patrimonio ebraico di Superman sono stati in gran parte allontanati nel corso degli anni, sostituiti, a volte, con immagini cristiane. Tuttavia, Superman gode di un'origine decisamente ebraica, fin dal suo nome, Kal-El, che suona simile a "voce di Dio" in ebraico, e alla nave con cui sfugge alla morte dal pianeta Krypton, che ha una somiglianza con la stella di Betlemme.

Vedremo se Miller riuscirà a realizzare questo suo nuovo progetto.

(Via CBR)

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