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Civil War II #1

Tra il maggio 2006 e il febbraio 2007, i sette numeri che composero la miniserie Civil War, scritta da Mark Millar e disegnata da Steve McNiven, segnarono una svolta importante per il fumetto Marvel capace di condizionare il futuro, sia editoriale che cinematografico, della Casa delle Idee. Gli eroi più importanti si scontrarono gli uni con gli altri, difendendo un’ideale: la registrazione dei supereroi da parte del governo statunitense creò una frattura, risanata solo in parte, che tutt’ora ha echi in tutto l’universo Marvel. Il fumetto ancora una volta aveva avuto la capacità di intercettare determinate questioni socio-culturali importanti, declinandolo nel genere supereroistico: il dibattito sulla privacy e sulla sicurezza nazionale che, in quegli anni, era estremamente discusso nell’ambito sociale e mediatico statunitense. Intervenendo anche nell’ecosistema narrativo generale, attribuendo a Captain America il ruolo di difensore della “libertà” contro il paese di cui indossa la bandiera.

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Civil War II non poteva essere differente. Brian Michael Bendis, accompagnato dalle matite di David Marquez, inaugura questo nuovo maxi-evento che coinvolge, come nel “canone” Marvel, la quasi totalità delle testate, inserendo al suo interno il “supergruppo” che sta riscuotendo un crescente successo, anche televisivo (forse per lasciare in sordina i mutanti X-Men per questioni di sfruttamento cinematografico): gli Inumani.
I diversi fili della trama che si comporrà oltre della serie principale di Civil War II anche di numerosi tie-in, partono da un elemento comune e determinante l’intero sviluppo: il neo-inumano Ulysses, capace di prevedere il possibile futuro. Grazie aduna sua visione, Avengers e Inumani riescono a salvare il mondo dalla presenza di un Celestiale. Il prologo all’evento non sembra, dunque suggerire scontri, anzi, denota coesione totale tra i supereroi Marvel. L’ottima capacità narrativa, cinematografica, di Bendis si palesa nella lenta costruzione del conflitto, prima caratteriale, poi ideologico ed infine, fisico, partendo da una semplice domanda: è giusto intervenire preventivamente? Domanda, questa, ancora una volta, estremamente attuale che chiama in causa scelte etiche e morali e abbraccia questioni politiche come la presenza statunitense nel conflitto islamico, o, senza oltrepassare l’oceano, il dibattito sulla giustizia “precauzionale”: è giusto punire prima che il crimine venga commesso? È una limitazione alla libertà personale o salvaguardia della libertà globale? E se si incorresse in errore? Domande simili che si era posto Phillip K. Dick già nel 1956 con il suo Rapporto di minoranza, poi film di Stephen Spielberg del 2002. Bendis cattura ciò che per Dick era fantascienza e per noi attualità, per generare il conflitto alla base della seconda guerra civile tra supereroi, ponendo i protagonisti in una spirale di nervosismo che trova valvola di sfogo a seguito di un evento che avrà effetti sui successivi anni editoriali e narrativi della Marvel.

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Lo stato di tensione crescente e febbrile che si respira nella lettura serrata è sostenuta dalla grande narrazione di Marquez che, come se il lettore stesse guardando un film, alterna splash-page complesse e dinamiche a momenti più statici e intimisti: il dramma, prima che universale, è personale, identitario, il conflitto è del singolo, proprie sono le scelte da intraprendere. Il lavoro migliore, ma anche più difficile del disegnatore è proprio nel nucleo centrale narrativo, l’introduzione dell’Inumano agli eroi Marvel: una lunga sequenza in cui i supereroi iniziano il loro scontro sul piano etico e morale, in cui sono gli sguardi, le espressioni a far da padrone nel complicato compito di creare empatia con il lettore. I supereroi diventano più umani, interrogandosi su questioni che abbracciano tutti gli individui, e i sentimenti, le movenze del corpo, la micro-gestualità dei volti sono resi da Marquez con vivida espressività. Questa “umanizzazione” del supereroe è chiaramente determinata dalla sicura scrittura a cui Bendis ci ha abituato: serrata, cinematografica, alterna disquisizioni ideologiche con battute capaci di rallentare e dilatare la tensione senza scioglierla, fino alla fine dell’albo. Il climax finale sciocca il lettore che non può che attendere ansioso il prosieguo dello svolgimento e capire quale dei suoi eroi preferiti sceglierà uno dei due schieramenti: quello del Tony Stark più fatalista o quello di Carol Denvers ossessionata dal voler salvare il mondo a tutti i costi.

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Il maxievento della Nuovissima Marvel inizia il proprio cammino con una grande efficacia narrativa, sia per la solida sceneggiatura che per gli straordinari disegni, ed è capace di immergere il lettore e coinvolgerlo più sul piano morale piuttosto che meramente su quello da Marvel-fan: a fine lettura non potrà che chiedersi: il “processo alle intenzioni” è giusto?

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Spoiler: Il destino di Miles Morales in Civil War II #5

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Civil War II sta portando diversi scompigli nell'universo Marvel post Secret Wars, qui trovate tutte le news a riguardo. Ora apprendiamo che un altro personaggio, in questo caso Miles Morales, o quantomeno la sua versione di Spiderman Ultimate, sarà profondamente coinvolto nelle vicende narrate nel #5 dell'evento. Di seguito vi spieghiamo come le visioni di Ulysses, l'Inumano in grado di predire il futuro, riguarderanno il giovane.

SPOILER

Sul #5 della testata scopriremo che Miles Morales ucciderà in futuro Captain America, come mostrato nella splash page qui sotto, ma non verrà fornito né il contesto, né il motivo di tale azione, né informazioni riguardo al fatto che quelli coinvolti siano davvero il Cap e il Miles che conosciamo noi. Il team di Carol Danvers allora si recherà dal giovane per arrestarlo preventivamente.

(Via CBM)

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SDCC'16: Marvel, Inumani vs X-Men e altre novità

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Dopo le novità che Marvel Comics che vi abbiamo riportato l'altro giorno, proseguono gli annunci Marvel Comics al San Diego Comic-Con.

- Civil War II: The Oath sarà un epilogo alla seconda guerra civile scritto da Nick Spencer e disegnato da Rod Reis. Dopo le conseguenze dell'evento, Tony Stark e Carol Danvers cercano una guida nell'unica persona di cui sanno possono fidarsi, ovvero Steve Rogers. Ma loro, ovviamente non sanno che Spoiler: Cap è stato condizionato mentalmente dal Teschio Rosso ed è ora un membro dell'Hydra. La cover dell'albo one shot è di Jeff Dekal.

 Civil War II The Oath 1 Cover by Jeff Dekal

- Passiamo, ora, all'annuncio più importante, ovvero Inhumans vs. X-Men, evento che mette contro i due gruppi Marvel. Scritto in coppia da Jeff Lemire (Extraordinary X-Men) e Charles Soule (Death of X), per i disegni di Leinil Yu, X-Men e Inumani lotteranno per la vita in quanto le nebbie terrigeni che creano gli inumani, uccidono i mutanti. Inhumans vs. X-Men #1 uscirà in inverno, di seguito la prima immagine diffusa:

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- Annunciata anche la serie in digitale X-Men/Inhumans: Terregenocide che parlerà appunto della guerra fra i due gruppi a causa delle nebbie terrigene. Il titolo, ad ogni modo, è un tie-in del gioco Contest of Champions, come specificato dal Marvel Games Creative Director Bill Rosemann.

- Sempre per Infinite Comics, è in arrivo la primi miniserie in digitale dal titolo Doctor Strange/The Punisher: Magic Bullets scritta dall'editor IDW John Barber (Transformers). La serie, di cui al momento non conosciamo il disegnatore, farà il suo debutto in autunno.

Doctor Strange Punisher Magic Bullets Teaser

- Annunciato anche Marvel Insider, un nuovo programma di fidelizzazione che promette ai fan ricompense quando utilizzano i servizi della Marvel o acquistano determinati prodotti digitali.
Al momento il servizio è attivo solo per i residenti negli States.

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- Due novità per i più giovani: Jason Reynolds scriverà un romanzo YA su Miles Morales mentre Brendan Deenen e Cale Atkinson realizzeranno un libro illustrato per bambini dal titolo Good Night Groot.

Infine, una domanda dal pubblico durante il SDCC Cup o’ Joe sui Fantastici Quattro. Jeph Loeb risponde che al momento non ci sono piani immediati su di loro come squadra, ma c'è un piano a lungo termine.

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Ecco lo storico personaggio che muore in Civil War II #3

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ATTENZIONE: La seguente news contiene SPOILER!

Come già vi abbiamo riportato, Civil War II, il nuovo mega-evento di Brian Michael Bendis e David Marquez, si rivelerà per gli eroi Marvel molto drammatico. Già nel primo numero abbiamo dovuto salutare alcuni eroi, ma un'altra morte importante era attesa nel numero #3 della mini.
Scopriamo ora chi ci lascia e in che modo.

Civil War #3 ruota tutto intorno alla morte di Bruce Banner. Attenzione, non alla morte di Hulk, ma di Banner. Anche se non è stato visto sulle pagine dei fumetti Marvel da dopo Secret Wars, Banner è rimasto nascosto in un luogo remoto sperimentando su se stesso per tenere a bada Hulk. Ma quando l'inumano Ulysses ha predetto che Hulk potrebbe uccidere molti dei Vendicatori, la tranquillità è finita. Bendis struttura l'albo non dicendoci inizialmente chi ha ucciso Bruce, facendo alternare le testimonianze di Tony Stark e Carol Danvers (i protagonisti principali della saga) e facendoci scoprire, alla fine, che è stata la freccia scagliata da Clint Barton a uccidere lo scienziato. Bendis ci ha abituato a morti eclatanti in scene epiche, ma è la prima volta che vediamo l'uccisione di un essere umano indifeso.

Non è chiaro se Banner abbia chiesto a Clint di ucciderlo o meno, ma sarà interessante vedere le ripercussioni che questo avvenimento avrà nella Guerra Civile. Una morte quella inflitta da un eroe della Silver Age a un altro dei primi personaggi Marvel che farà discutere, nel fumetto e fuori. Anche se, come ormai sappiamo, nulla è definitivo nei fumetti.

Ricordiamo che attualmente abbiamo un'altra versione di Hulk in giro, ovvero Amadeus Cho, e che dopo la prima Guerra Civil il tradimento/esilio di Banner portò a Planet Hulk e a World War Hulk. Dovremo aspettarci qualche altro evento simile dopo la fine dell'evento?

(Via CBR)

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