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Le prime tavole di Spider-Men II di Brian Michael Bendis e Sara Pichelli

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Brian Michael Bendis e Sara Pichelli, il team creativo che ha dato la vita al personaggio di Miles Morales/Spider-Man nella linea narrativa Ultimate nell'ormai lontano 2011, ritorna ancora una volta sulla sua creazione per realizzare il sequel del crossover Spider-Men del 2012, in cui per la prima volta il giovane teenager ha incontrato il classico Arrampicamuri Peter Parker. Al termine di quella miniserie, vedevamo Peter cercare su Google il Miles Morales di Terra-616 e rimanere sconcertato dal risultato ottenuto, senza che però fosse reso noto al lettore.
In Spider-Men II, miniserie in 5 numeri che debutterà a luglio per Marvel Comics, avremo finalmente la risposta a questo interrogativo.

“Miles e Peter [che attualmente vivono nello stesso universo] hanno a che fare più spesso l'uno con l'altro. Quando Peter è diventato Spider-Man, non aveva la minima idea che qualcuno poi avrebbe potuto ricoprire quello stesso ruolo. Questa premessa, questo tema, viene analizzato sotto diversi punti di vista e Miles e Peter sono al centro di tutto ciò”, ha dichiarato Bendis a Nerdist. La serie sarà anche incentrata sul significato di voler essere all'altezza di un ruolo che ha un suo peso, all'altezza di un nome e di una eredità che hanno spinto Miles a crescere per non essere da meno rispetto al suo omonimo, almeno a livello di alter-ego, ma cercando al contempo di crearsi una propria strada, allontanandosi dalle influenze che gli hanno permesso di diventare quello che è ora.

Per quanto riguarda il comparto artistico, Bendis assicura che la storia sarà emotiva e meravigliosa come il precedente capitolo. “Sara Pichelli è una delle migliori artiste di fumetti viventi, e uno dei suoi contributi più grandi è stato proprio Miles… Sono davvero felice che abbia accettato questo progetto”.

Di seguito potete trovare la cover e due tavole in bianco e nero di Sara Pichelli.

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Civil War II #1

Tra il maggio 2006 e il febbraio 2007, i sette numeri che composero la miniserie Civil War, scritta da Mark Millar e disegnata da Steve McNiven, segnarono una svolta importante per il fumetto Marvel capace di condizionare il futuro, sia editoriale che cinematografico, della Casa delle Idee. Gli eroi più importanti si scontrarono gli uni con gli altri, difendendo un’ideale: la registrazione dei supereroi da parte del governo statunitense creò una frattura, risanata solo in parte, che tutt’ora ha echi in tutto l’universo Marvel. Il fumetto ancora una volta aveva avuto la capacità di intercettare determinate questioni socio-culturali importanti, declinandolo nel genere supereroistico: il dibattito sulla privacy e sulla sicurezza nazionale che, in quegli anni, era estremamente discusso nell’ambito sociale e mediatico statunitense. Intervenendo anche nell’ecosistema narrativo generale, attribuendo a Captain America il ruolo di difensore della “libertà” contro il paese di cui indossa la bandiera.

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Civil War II non poteva essere differente. Brian Michael Bendis, accompagnato dalle matite di David Marquez, inaugura questo nuovo maxi-evento che coinvolge, come nel “canone” Marvel, la quasi totalità delle testate, inserendo al suo interno il “supergruppo” che sta riscuotendo un crescente successo, anche televisivo (forse per lasciare in sordina i mutanti X-Men per questioni di sfruttamento cinematografico): gli Inumani.
I diversi fili della trama che si comporrà oltre della serie principale di Civil War II anche di numerosi tie-in, partono da un elemento comune e determinante l’intero sviluppo: il neo-inumano Ulysses, capace di prevedere il possibile futuro. Grazie aduna sua visione, Avengers e Inumani riescono a salvare il mondo dalla presenza di un Celestiale. Il prologo all’evento non sembra, dunque suggerire scontri, anzi, denota coesione totale tra i supereroi Marvel. L’ottima capacità narrativa, cinematografica, di Bendis si palesa nella lenta costruzione del conflitto, prima caratteriale, poi ideologico ed infine, fisico, partendo da una semplice domanda: è giusto intervenire preventivamente? Domanda, questa, ancora una volta, estremamente attuale che chiama in causa scelte etiche e morali e abbraccia questioni politiche come la presenza statunitense nel conflitto islamico, o, senza oltrepassare l’oceano, il dibattito sulla giustizia “precauzionale”: è giusto punire prima che il crimine venga commesso? È una limitazione alla libertà personale o salvaguardia della libertà globale? E se si incorresse in errore? Domande simili che si era posto Phillip K. Dick già nel 1956 con il suo Rapporto di minoranza, poi film di Stephen Spielberg del 2002. Bendis cattura ciò che per Dick era fantascienza e per noi attualità, per generare il conflitto alla base della seconda guerra civile tra supereroi, ponendo i protagonisti in una spirale di nervosismo che trova valvola di sfogo a seguito di un evento che avrà effetti sui successivi anni editoriali e narrativi della Marvel.

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Lo stato di tensione crescente e febbrile che si respira nella lettura serrata è sostenuta dalla grande narrazione di Marquez che, come se il lettore stesse guardando un film, alterna splash-page complesse e dinamiche a momenti più statici e intimisti: il dramma, prima che universale, è personale, identitario, il conflitto è del singolo, proprie sono le scelte da intraprendere. Il lavoro migliore, ma anche più difficile del disegnatore è proprio nel nucleo centrale narrativo, l’introduzione dell’Inumano agli eroi Marvel: una lunga sequenza in cui i supereroi iniziano il loro scontro sul piano etico e morale, in cui sono gli sguardi, le espressioni a far da padrone nel complicato compito di creare empatia con il lettore. I supereroi diventano più umani, interrogandosi su questioni che abbracciano tutti gli individui, e i sentimenti, le movenze del corpo, la micro-gestualità dei volti sono resi da Marquez con vivida espressività. Questa “umanizzazione” del supereroe è chiaramente determinata dalla sicura scrittura a cui Bendis ci ha abituato: serrata, cinematografica, alterna disquisizioni ideologiche con battute capaci di rallentare e dilatare la tensione senza scioglierla, fino alla fine dell’albo. Il climax finale sciocca il lettore che non può che attendere ansioso il prosieguo dello svolgimento e capire quale dei suoi eroi preferiti sceglierà uno dei due schieramenti: quello del Tony Stark più fatalista o quello di Carol Denvers ossessionata dal voler salvare il mondo a tutti i costi.

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Il maxievento della Nuovissima Marvel inizia il proprio cammino con una grande efficacia narrativa, sia per la solida sceneggiatura che per gli straordinari disegni, ed è capace di immergere il lettore e coinvolgerlo più sul piano morale piuttosto che meramente su quello da Marvel-fan: a fine lettura non potrà che chiedersi: il “processo alle intenzioni” è giusto?

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Marvel: Brian Bendis e David Marquez realizzeranno la serie The Defenders

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Dopo l'addio di Brian Michael Bendis alla serie dei Guardiani della Galassia, l'instancabile sceneggiatore subito annuncia il suo nuovo progetto. Bendis, insieme a David Marquez, infatti, realizzeranno la serie The Defenders, come riportato da The Hollywood Reporter.

La testata verrà lanciata nel mese di giugno e verrà anticipata durante il prossimo Free Comic Book Day. I protagonisti sono naturalmente gli stessi personaggi che comporranno il gruppo dell'omonima serie Netflix, ovvero Daredevil Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist.

Bendis, ricordiamo, ha scritto in passato una lunga e apprezzata run di Daredevil, ha creato il personaggio di Jessica Jones con la serie Alias (che è tornata) e ha dato il via alla sua storia amorosa con Luke Cage.

Di seguito le prime immagini diffuse.

 

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Bendis lascia i Guardiani della Galassia

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Brian Michael Bendis lascerà la testata dei Guardiani della Galassia nella prima metà del 2017, dopo 4 anni in cui ne è stato lo sceneggiatore. A Comicbook.com, Bendis (attualmente al lavoro anche su Spider-Man, Jessica Jones, Infamous Iron Man e Invincible Iron Man) spiega le sue ragioni:

"Ci sono un po' di motivi. Primo, ho una run finale che ho costruito nel tempo ed è giunto il momento di scatenarla. Secondo, ci sono un po' di progetti che mi sono stati offerti, di quelli che ti fanno dire "Oh, voglio farlo!", dunque qualcosa devo lasciare."

Lo sceneggiatore ha dichiarato anche che sta lavorando per il passaggio con il nuovo team creativo, autori che conosce bene ma che non può rivelare. Il nuovo team farà il suo esordio quando ci sarà Guardiani della Galassia Vol. 2 al cinema, quindi un ottimo momento per esordire sulla testata.
Circa i nuovi progetti,invece, Bendis non si sbilancia, ma ne sapremo presto qualcosa in più.

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