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Volti

C’è una scena di Wonder Boys di Curtis Hanson in cui Michael Douglas e Tobey Maguire si divertono, seduti a una tavola calda, a cucire addosso ad ignari sconosciuti nelle loro vicinanze vite fittizie. Un gioco stimolante che magari, qualche volta, abbiamo fatto anche noi mentre eravamo sull’autobus o in fila alle poste. La scena di Wonder Boys è stata la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho iniziato a sfogliare Volti di Paola Barbato e Sergio Cavallerin in quanto il meccanismo alla base del libro è praticamente il medesimo. Cavallerin ha dipinto una serie volti e la Barbato ha cucito delle storie su di loro, ha donato loro delle identità.

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Un’idea di base semplice ma intrigante che suona quasi come un invito a provare anche noi a scoprire chi sono i protagonisti dei quadri di Cavallerin. Paola Barbato scava nell’anima di quei volti e ci regala storie di uomini e donne comuni nella loro quotidianità, persone spesso costrette a recitare un ruolo, a vivere una vita fatta di repressioni e subordinazione in cui solo raramente c’è qualche forma di riscatto. A volte bastano poche righe all’autrice per creare un’identità, altre il racconto diventa più lungo e articolato. E l’identità, alla fine, coincide sorprendentemente con quella dipinta. Nel farlo, si percepisce lo studio della scrittrice i cui occhi hanno colto un dettaglio, un’espressione magari per delineare la sua storia.

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D’altro canto l’arte di Sergio Cavallerin è estremamente varia e stimolante, mai uguale a se stessa o imbrigliata in rigidi schemi. È difficile dare una definizione della sua arte per quanto è sfuggente, essa rifiuta ogni definizione passando dal grottesco al cartoonesco/fumettistico all’espressionismo. Spesso i volti hanno contorni deformi o si perdono in esplosioni, possono essere interi o mostrare di sé solo un dettaglio. La stessa tavolozza è varia e passa dal monocromatico a una moltitudine di colori, anche qui utilizzati con tecniche differenti di volta in volta.

Il risultato finale ci consegna un volume, curato dall’esperta mente di Andrea Mazzotta, molto interessante e stimolante, in un’edizione degna estremamente consigliata, non solo per i fan di Paola Barbato e Sergio Cavallerin, ma anche per tutti gli altri.

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