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Saldapress, Aftershock: anteprima esclusiva di Alters 1 di Paul Jenkins e Leila Leiz

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Uscirà il prossimo venerdì 13 aprile il primo volume di Alters, la nuova serie AfterShock - pubblicata da Saldapress - ad opera di Paul Jenkins e Leila Leiz. Di seguito trovate la sinossi e una ricca anteprima in esclusiva per Comicus.

"Esseri superumani dalle incredibile abilità nascono ogni giorno. Alcuni sono terribilmente malvagi, altri non sanno usare i propri poteri, pochissimi sono intenzionati a proteggere l’umanità... si chiamano Alterazioni (o “Alter”) e stanno cambiando velocemente la fisionomiadel pianeta Terra.
Mentre il mondo cerca di capire se combattere o accettare questa nuova specie, Charlie, una ragazza che ha appena cominciato il percorso per la sua transizione sessuale, scopre di essere un’Alter e decide di diventare l’eroina Chalice. Dovrà impegnarsi al massimo se vuole farsi accettare dalla sua famiglia, che ancora la considera un ragazzo, e da un mondo che la teme per i suoi poteri quantici."

Alters 1: La storia di Chalice - 16,8 x 25,6, co. B., 14,90€

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A Walk Through Hell, la nuova serie di Garth Ennis per AfterShock

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Lo sceneggiatore Garth Ennis e l'artista Goran Sudžuka sono a lavoro su una nuova serie per AfterShock dal titolo A Walk Through Hell, che vedrà come protagonisti una coppia di agenti dell'FBI alla ricerca di due colleghi scomparsi che si ritroveranno in un incubo soprannaturale.

"L'agente speciale dell'FBI Shaw e la sua compagna McGregor entrano in un magazzino di Long Beach in cerca di due agenti che sembrano essere scomparsi da qualche parte nell'edificio," ha spiegato Ennis, raccontando che i due protagonisti "si rendono subito conto che le cose qui sono malamente distorte […] non hanno senso secondo le normali leggi della natura”.
Per Ennis, questo nuovo lavoro segna il suo ritorno al genere horror dopo, a suo avviso, un'assenza di quasi dieci anni. L’autore, difatti, ha dichiarato che "Caliban era in parte fantascienza, quindi in realtà l'ultima storia horror che ho iniziato sarebbe stata Crossed nel 2008". Ennis ha spiegato che "questo è in parte dovuto alla mia reazione all'era Bush, era che ruotava attorno ai temi del caos e dell'abbandono: A Walk Through Hell è più una risposta all'attuale amministrazione, che implica corruzione e illeciti, e […] ho deciso che era giunto il momento per un altro sguardo nell'oscurità. "

Per quanto riguarda Sudžuka, lavorare con Ennis è un sogno che diventa realtà.

"Ventiquattro anni fa ho letto il mio primo fumetto scritto da Garth Ennis (Hellblazer, albo 'Heartland') e ho voluto lavorare con lui sin da allora", ha dichiarato Sudžuka pieno di ammirazione, ammettendo che "lavorare con Garth è tutto ciò che un artista può desiderare: è professionale, ma appassionato di quello che fa e sa esattamente quello che vuole. […] Non penso che Garth abbia mai scritto qualcosa di così pungente e tutti quelli che conoscono il suo lavoro capiranno quanto sia audace la mia affermazione".

A Walk Through Hell #1 uscirà sugli scaffali il 16 maggio. La colorazione è stata affidata a Ive Svorcina e sono previste due cover: la prima affidata a Andy Clarke e Jose Villarrubia e la seconda dalla dicitura “Solid Black Variant”.

(Via Newsarama)

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Rough Riders 1, recensione: la prima lega di supereroi

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Armature a vapore, fascinazioni da fine XIX secolo e un improbabile gruppo di eroi alle prese con pericoli che minacciano il mondo. L'eco de La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore è fortissimo in Rough Riders (AfterShock, in Italia per Saldapress), la nuova opera di Adam Glass, che ne riprende il concept e tenta di virare verso una sua originalità. Non personaggi della letteratura ma, come ci spiega l'autore, personaggi storici che hanno segnato la sua immaginazione e le sue suggestioni di gioventù.

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Facciamo così conoscenza con un Theodore Roosevelt non troppo distante dalla sua controparte reale, avventuriero e coraggioso, un personaggio che forte del proprio mito ben si adatta a una conversione mitologica e fantastica. Ed era solo questione di tempo prima che il leggendario 26esimo Presidente degli Stati Uniti si trasformasse nel protagonista di qualche incredibile avventura. Perché, nonostante la rosa di personaggi che Glass descrive con cura e precisione, la figura dell'ex Presidente rimane strabordante, fulcro di una serie di eventi che formano la struttura narrativa dell'opera e di misteri da svelare.
Supereroi della storia, così Glass li ricorda e li tratteggia, ma liberi da quella fascinazione giovanile che li rende perfetti e magnifici, preferendo lo studio e la conoscenza dei personaggi reali, geniali e incredibili ma anche umani, violenti, disturbati, intolleranti e razzisti.
Il grande inventore Thomas Edison, il mago Harry Houdini, il pugile Jack Johnson, la circense e abile pistolera Annie Oakley.
Leggende già in vita, reclutate nel più classico dei reclutamenti di eroi, una bella compagnia di persone reali ma straordinarie che vengono d'improvviso spedite in situazioni ai confini della realtà.

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Alle matite troviamo Patrick Olliffe colorato da Gabe Eltaeb, con un tratto rapido e sicuro, nonostante si notino alcune incertezze forse dovute ad una certa velocità di produzione. Alcune soluzioni interessanti, altre meno, un buon montaggio e una lettura sostanzialmente veloce e divertente.
Un'avventura dalle caratteristiche classiche che potrebbe non colpire per originalità ma che sicuramente si lascia seguire per l'interessante e snella rappresentazione dei personaggi, per quanto ancora accennata ma già seminale e vero elemento aggiunto alla storia. Oltre che per qualche risata inaspettata.
La minaccia è delle più classiche che si possano immaginare, i risvolti forse abusati ma interessanti nel contesto storico. Una lieve fascinazione alla Mike Mignola e al suo Hellboy quando entra in scena un inaspettato Rasputin. E uno dei nostri eroi finirà per portare la storia dove davvero non ce lo saremmo aspettati.

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Insomma, di carne al fuoco Glass ne mette molta ma il risultato finale è forse un po' scontato. Nonostante questo l'opera risulta ben scritta, Olliffe rende bene montaggio e azione e nel complesso siamo di fronte a quella che sembra essere una serie di avventure scollegate tra di loro ma legate da alcune sottotrame interessanti.
Sperando in uno sviluppo decisamente più frizzante, e le condizioni per questo ci sono tutte, non resta che seguire questo improbabile nuovo gruppo di eroi e scoprire in che modo hanno modificato la storia del mondo che conosciamo oltre quello che ci raccontano i libri di storia.

 

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Replica 1, recensione: clonazione e umorismo nell'epoca del multi-tasking

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Saldapress raccoglie in volume i primi cinque numeri di Replica, serie del 2015 di Aftershock che fonde fantascienza e detective story. Il Transfer è un misterioso agglomerato che “fluttua dentro mille punti di spazio ripiegato, all'epicentro dell'universo conosciuto […] nessuno sa chi l'abbia costruito o perché […] un milione di specie si scontrano ogni giorno in questo guscio di ottanta chilometri di diametro. Un milione di specie, tutte in competizione, che sgomitano in questo gigantesco minestrone”. Fra questi ovviamente gli umani, che ne amministrano la giustizia e la pubblica sicurezza. Lo fanno come possono visto la mole di lavoro e gli inghippi burocratici: è per ovviare al sovraccarico di incarichi e all'incompetenza dei colleghi che il detective Trevor Churchill decide di “regalarsi” un clone, ma qualcosa va storto e il risultato sono 50 repliche di se stesso, ciascuna delle quali rappresenta una parte della sua personalità. In più un omicidio rischia di fare esplodere le tensioni razziali e socio-politiche del melting pot interplanetario del Transfer. Confusi? È giusto così. Sì, perché Replica del poliedrico e talentuoso Paul Jenkins (Inhumans, The Sentry, Wolverine: Origin) inizia come un'autentica implosione di generi, sotto-generi e influenze sci-fi: si va dalla space opera al cyberpunk, da Star Trek a Star Wars, passando per Blade Runner. Nulla di nuovo e molto di rimasticato quindi, e la prima impressione è proprio quella di trovarsi davanti qualcosa di non proprio originale.
Ma è un errore.

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In primo luogo perché Replica è divertentissimo. Credete freghi qualcosa all'autore inglese di essere “derivativo”?  Jenkins seppellisce ogni remora sotto coltri di umorismo e ironia. I dialoghi sono frizzanti e, in alcuni momenti, irresistibili. Lo “spezzettamento” del protagonista nei suoi molteplici alter ego dà il via ad una serie di gag comiche, battute e situazioni ai limiti del demenziale in cui caratteri e cliché di genere sono esasperati e quindi demoliti.
In secondo luogo la detective story avvince: Jenkins riesce magistralmente a bombardare il lettore con fatti, informazioni, particolari, descrizioni mirabolanti, ma allo stesso tempo lo tiene incollato alla storyline principale spingendolo dannatamente a voler sapere come andrà a finire. Il ritmo del racconto ti catapulta dentro il “mistero misterioso” senza accorgertene e ti rendi conto che tutto questo ti piace tantissimo.
In terzo luogo come ogni buona opera fantascientifica anche in Replica scorre una vena sotterranea di critica sociale, declinata attraverso uno spirito caustico e satirico che non risparmia nessuno. Il Transfer è la deformazione grottesca dell'ideale di una società multi-culturale in cui esseri umani e alieni convivono ma all'insegna di sospetto, competizione sociale e frenesia “consumistica”; Trevor Churchill è un archetipo di disorientamento e sfortuna che di fronte a un mondo disordinato si frantuma in tante parti mosso dal desiderio di forzare i propri limiti personali. Personaggi spassosi certo, ma anche soli e desolanti verso cui Jenkins mantiene uno sguardo a volte tenero e a volte feroci, ma a cui si può guardare solamente attraverso il filtro della risata.

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Replica si avvale inoltre di un ulteriore e per nulla secondario asso nella manica: i disegni di Andy Clarke (Batman, Judge Dredd). Il tratto realistico, ricchissimo di particolari, elegante, che ricorda in più punti quello del primo Travis Charest, dà forma all'ambientazione, sviluppandosi soprattutto su ampie vignette orizzontali, che esaltano le scene d'azione e sono particolarmente funzionali all'”affollamento” di certe sequenze. Niente sperimentalismi, ma il grande equilibrio e la pulizia formale del disegnatore britannico regalano possibilità suggestive a Dan Brown e ai suoi giochi cromatici.

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Intrattenimento e intelligenza tutt'altro che banali quindi in Replica, che dimostra come pur non inventando nulla di nuovo, la fantasia è sempre uno spazio infinito entro cui scrivere belle storie.

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