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Il cacciatore Gracco, recensione: la folle e stravagante epopea di Martoz

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Presentato come una delle novità più attese di Lucca Comics & Games 2017, Il cacciatore Gracco è il nuovo graphic novel di Martoz, nome d’arte di Alessandro Martorelli, fumettista tra i più importanti e quotati degli ultimi tempi, che approda nella scuderia autori della nuova Coconino Press guidata da Ratigher che, come da dichiarazione d’intenti, punta a sperimentare ed ampliare la sua politica editoriale e la sua offerta.

Partendo da un racconto incompleto di poche pagine scritto da Franz Kafka, l’autore si diverte a creare un’intera narrazione epica ipotizzando una continuazione delle vicende del cacciatore Gracco, ritornato nel mondo dei vivi dopo essere morto accidentalmente durante una battuta di caccia a un camoscio bianco, dando così vita a un romanzo a fumetti quantomeno inusuale.
Dopo la morte il cacciatore desidera ritornare alle cose a lui più care: la sua Foresta Nera, la sua vegetazione e la sua fauna, per riconnettersi con la realtà; in particolare, l’onta di essere morto mentre cacciava il camoscio lo porta ad avere un morboso desiderio impellente di trovare e uccidere questo animale. Ma sarà proprio questa malsana urgenza a determinare una miopia nei confronti del quadro generale: Gracco è tornato dalla morte, un evento impensabile e assurdo, ma non si interroga per nulla sul fatto, sul suo essere tornato in vita, non pensa a come poter continuare a vivere, a rimediare agli errori del passato, ma pensa solo a vendicarsi dell’animale che ne ha causato la morte, a risolvere una questione di orgoglio personale.

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E in questa spasmodica ricerca di riabilitazione della propria gloria, sintomo di una visione monoprospettica dell’esistenza, Gracco, all’interno dell’amata foresta che trova profondamente mutata, andrà incontro a folli avventure, scontrandosi con creature assurde e personaggi mitologici e della cultura pop, con un folle sovrapporsi di citazioni e omaggi a film cult, videogame, opere letterarie e mitologia antica in un vortice impasticcato e lisergico dalle forti incursioni erotiche.
Una follia imperante, eppur ragionata, che mescola istintivamente stimoli e influenze provenienti dalle parti più disparate: in un turbinio di eventi assurdi, il girovagare di Gracco diventa prima Odissea e poi videogame, prima metafora di un percorso interiore e poi action movie.

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Dal punto di vista visivo, lo stile cangiante e parzialmente irrazionale di Martoz dà vita ad un affresco surreale e a tratti metafisico, condito da palette cromatiche che osano destrutturare la naturale colorazione delle cose. Il disegno istintuale privo di regole prospettiche o anatomiche, libero da schemi e sovrastrutture, infantile nella sua libera espressività, misto ad una azzardata e instabile composizione della tavola spesso accompagnata da indicazioni grafiche di lettura semplificata, completano il tutto, producendo tavole che passano dal sembrare un De Chirico ad un Picasso, passando per l’espressionismo tedesco e Munch.

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I dialoghi sono essenziali, spiritati tanto quanto il racconto stesso, contraddistinti da battute teatrali con tanto di virgolette e nome del personaggio che le pronuncia, descrizioni fuori campo sul procedere degli eventi inframezzate da balloon di dialogo diretto dei personaggi. Il testo viene scritto a mano dall’autore con lo stesso stile istintuale e infantile del resto dell’opera, con errori ortografici voluti, sintassi azzardate e cancellature e sostituzioni di vocaboli o frasi intere.

Martoz dimostra ancora una volta di essere un autore eccezionale, capace di spaziare tra contaminazioni allucinanti e mix di registri stilistici e narrativi di ogni sorta a produrre un caotico e surreale, eppure estremamente affascinante, caleidoscopio grafico e testuale in grado di strabiliare il lettore ad ogni vignetta.

Dati del volume

  • Editore: Coconino Press
  • Autori: Testi e disegni di Martoz
  • Genere: Tragicomico
  • Formato: 17x24 cm, brossurato, 408 pp, col
  • Prezzo: 25€
  • ISBN: 978-8876183690
  • Voto della redazione: 8
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