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Haxa 1, recensione: Il fantasy italiano di Nicolò Pellizzon

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Il futuro è solitamente la sede di fantasie tecnologiche, auto volanti, strumenti straordinari, materiali dalle proprietà incredibili; il passato, al contrario, è il palcoscenico ideale per ambientare le nostre visioni arcane e magiche, tra creature misteriose e cavalieri senza macchia. Eppure esistono alcune opere che fondono questi due elementi contemporaneamente in cui il futuro ipertecnologico si unisce alla magia di avvenimenti inspiegabili e poteri sovraumani; Haxa ne è un altro esempio. L'opera in questione è la nuova fatica di Nicolò Pellizzon per Bao Publishing, di cui il primo dei quattro corposi volumi previsti è già stato da poco pubblicato. Pellizzon lavora da solo a questo grosso progetto, con il solo contributo di Myriam El Assil, assistente alla colorazione, riuscendo a tirare fuori un universo narrativo molto vasto, dai risvolti altrettanto grandiosi per quanto riguarda possibili progetti futuri.

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La vicenda di Haxa prende avvio nel 2035, quando il mondo scopre che la magia è reale. Nell'anno della catastrofe, quando crolla la torre invisibile di al-Hillah che permetteva alla magia di rimanere nascosta, si dispiega agli occhi dei “normali” la verità sul “Haxa”, l'energia arcana presente nel mondo, e sugli Assidi, coloro che la controllano e la incanalano. Insieme a questa nuova consapevolezza, il mondo scopre anche di una guerra tra due fazioni: coloro che controllano gli elementi (Alchemici), riuniti in una società paramilitare e ben strutturata, e gli evocatori di creature (Goetiani), bande di terroristi il cui scopo non è chiaro. Il clima di tensione si ripercuote sulla popolazione di Ellidi (i privi di potere), che, terrorizzati dalla magia, si armano per proteggersi dai poteri degli evocatori grazie a una polizia speciale. Quasi un secolo dopo dal crollo della Torre, la protagonista Sophie si innesta in questo ambiente, alla ricerca di un'identità dopo essere fuggita da scuola per aver scoperto di possedere anch'ella dei poteri misteriosi, diversi da entrambi i tipi conosciuti; insieme a lei un gruppo di ragazzi rinnegati in grado di controllare sia l'arte degli elementi che quella dell'evocazione, disorientando i vertici dei clan alchemici.

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La protagonista si muove in questo modo tra i misteri di una esistenza a lei del tutto nuova, attraverso una trasformazione del personaggio a caccia di risposte sul proprio ruolo nel mondo. A ciò si innesta un ricorrente riferimento alle tematiche del diverso, dell'integrazione delle minoranze, riferite alla diffidenza degli Ellidi verso i maghi. Sebbene Sophie non risulti particolarmente interessante come personaggio, l'autore riesce a creare alcuni comprimari molto riusciti e caratterizzati, in un cast davvero vasto che si muove con lo scopo di scoprire la verità sulla magia che i clan alchemici tengono celata.

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Il mondo che Pellizzon immagina è così articolato che risulta difficile trovare tutte le fonti di ispirazione utilizzate. La terra in cui si muovono i personaggi, la mittle Europa e i paesi baltici e scandinavi, nonostante sia caratterizzata da visioni di futuro tecnologico, sembra una landa inospitale da saga fantasy, con foreste e montagne da valicare, templi nascosti e fortezze da conquistare. Perfino le città, in tutto simili a quelle odierne, danno l'impressione di metropoli ai confini delle terre selvagge, un luogo di frontiera tra la foresta tipicamente magica e il mondo dei non dotati fatto di tecnologia; come se ci si aspettasse di trovare tra i cunicoli un mondo sotterraneo anch'esso popolato da creature straordinarie.

La colorazione delle tavole di Pellizzon risulta ben azzeccata grazie alle tinte psichedeliche, con toni piatti e corposi; il tutto rende l'ambientazione molto immersiva, soprattutto nelle zone scure, in cui risultano predominanti il viola, il rosso e il giallo. Il tratto dell'autore ne risulta però inficiato, rendendo non semplice la comprensione di alcuni passaggi dinamici; a ciò si aggiunge una non sempre ottima gestione dei dialoghi, spesso non troppo chiari da capire se non con una lettura molto attenta a più passaggi. La trama, pressoché lineare, è arricchita da parecchi particolari che richiedono una certa concentrazione per essere colti, anche a causa di un'insufficiente conoscenza dell'universo narrativo che si va a rivelare al lettore a mano a mano; a uscirne vincitrice è la regia, che Pellizzon sapientemente giostra grazie ad una narrazione efficacie.

L'universo di Haxa è in definitiva molto interessante, sebbene richieda qualche messa a punto che sicuramente non mancherà di arrivare con il proseguimento della serie.

Dati del volume

  • Editore: Bao Publishing
  • Autori: Testi e disegni di Nicolò Pellizzon
  • Genere: Fantasy
  • Formato: 18x25 cm, C.,208 pp, col.
  • Prezzo: 19€
  • ISBN: 978-8865439128
  • Voto della redazione: 7
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