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King-Size Kirby, recensione: Onore al Re!

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Il 28 agosto 1917 nasceva a New York Jack Kirby, uno dei massimi esponenti della Nona Arte, disegnatore prolifico e autore di innumerevoli personaggi e co-creatore dell’universo Marvel Comics come lo conosciamo oggi. Nonostante i suoi lavori anche per la "Distinta Concorrenza", dove Kirby lavorerà in due periodi della sua vita lasciando l’incarico per la Atlas/Marvel (per poi ritornarci), è alla "Casa delle Idee" che The King, così com’era soprannominato l’artista, ha lasciato maggiormente il suo segno. Il volumone King-Size Kirby, pubblicato in Italia da Panini Comics in occasione del centenario della sua nascita (che abbiamo approfondito qui e qui), è proprio una celebrazione di questa lunga e fruttuosa collaborazione iniziata nel 1940 e terminata nel 1978.
Sottolineiamo sin da subito come questo libro sia, prevalentemente, un oggetto da collezione dedicato i fan di Kirby o, al limite, un regalo da farsi donare alla prima ricorrenza. Tendenzialmente, le oltre 800 pagine sono un vero e proprio "best of" e presentano alcune perle che sicuramente i fan del Re conosceranno a memoria. Oltre a queste sono presenti alcuni inediti, per quanto riguarda il mercato italiano, risalenti alla produzione pre-"Marvel" e da questo punto di vista la selezione è ottima e ricopre in maniera intelligente tutta la produzione di Kirby senza tralasciare nulla.

Come dicevamo, King-Size Kirby è principalmente un feticcio da collezione, un oggetto che deve far bella mostra di sé in salotto, dunque è giusto far partire la nostra analisi partendo proprio da quest’aspetto. Nonostante le dimensioni siano ridotte rispetto alla sua controparte americana, l’edizione Panini Comics coi suoi 24X32,5 centimetri è imponente e viene proposta in una custodia apribile rinforzata e solida. All’interno uno slipcase robusto contiene il volume vero e proprio, un cartonato dalla copertina rigida di alta fattura. La carta lucida non presenta una grammatura elevata, anche per non incrementare ulteriormente il volume, ma risulta ottima così come la stampa. Le tavole di Kirby, dunque, vengono mostrate nel loro pieno splendore grazie alla fattura del prodotto e alle dimensioni più grandi rispetto a quelle tradizionali del comic book. L’oggetto si presenta così in maniera assolutamente dignitosa e prestigiosa, risultando una gioia per gli occhi. Da notare come le varie storie al suo interno presentano un bordo ad ogni tavola che ne indica l’albo di provenienza e che risulta colorato in maniera differente a seconda della serie (ad es. Thor=Giallo, Fantastic Four=Azzurro...), come potete vedere nella gallery fotografica in fondo all'articolo.

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Passiamo ora all’analisi del contenuto. Il volume parte con due prefazioni: quella americana di Axel Alonso, EIC della Marvel Comics, preceduta da quella di Marco Marcello Lupoi, direttore editoriale Panini Comics. Da qui parte l’antologia di storie ognuna preceduta dalla propria cover. È qui che notiamo quella che è la grossa pecca del libro: l’assenza di un apparato critico che accompagni le storie o che, quanto meno, approfondisca l’opera di Kirby. È una scelta adottata dall’edizione americana, che ad ogni modo sarebbe stato di certo un valore aggiunto.

Le prime delle 47 avventure proposte sono Red Raven Comics #1, che mostra il mitologico Mercurio in difesa della Terra, e Marvel Mystery #13, storico numero in cui viene introdotto il personaggio di Visione che verrà poi ripreso da Roy Thomas e John Buscema nel 1968 sulle pagine di The Avengers. A seguire troviamo Captain America Comics #1 e #7 in cui possiamo leggere quelle che sono le origini del primo grande personaggio creato da Jack Kirby, qui insieme al suo socio dell’epoca Joe Simon. Capitan America del 1941 rappresentò il primo grande successo per l’autore che forte di questo firmò un contratto per la DC insieme a Simon dando seguito a una fruttuosa collaborazione. Durante questi anni Kirby affinò il suo stile, osservando infatti le tavole di queste 4 storie proposte notiamo come il tratto del Re sia diverso da quello con cui è noto, acerbo seppur già notevole. Troviamo un tratteggio maggiore, un numero di vignette più alto, non ci troviamo ancora di fronte al disegnatore esplosivo degli anni ’60.

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Quando Kirby tornerà in Marvel dopo quasi 20 anni, inizierà la sua collaborazione con Stan Lee. Il Re è un artista ormai formato, il suo tratto si è evoluto enormemente ed è pronto per quello che sarà sicuramente il periodo della sua completa maturità. Kirby, chiariamo, è sempre stato un artista attivo e richiesto e fin dai suoi esordi ha creato personaggi e serie di buon successo, ma il suo ritorno in Marvel rappresenta la chiave di svolta della sua carriera. Abbandonati i fumetti di supereroi, che ormai sembravano vivere una fase di declino irrefrenabile dopo il boom degli anni ’40, il Re ha prestato la sua matita a ogni genere di fumetto da quello rosa a quello western, ai tanto cari “mostri” fino a quello di guerra. Ne sono ottimi esempi quelli riportati nel volume in questione che propone storie tratte dagli albi Tales To Astonish #1-5-13, Rawhide Kid #17, Amazing Adventures #1, Strange Tales #89, Teen-Age Romance #84, Two-Gun Kid #60, Love Romances #103, Tales Of Suspense #59 e Strange Tales #94. Qui possiamo vedere l’artista newyorkese declinare la sua arte a ogni tipo di genere. Un esempio possiamo darvelo con la storia intitolata Dr. Doom, che vi presentammo in anteprima in occasione dell'uscita dell'omnibus per Panini Comics.

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Contemporaneamente a queste storie, Kirby e Lee iniziavano a gettare le basi per quello che sarebbe diventato l’universo Marvel propriamente detto. All’epoca la casa delle Idee poteva (per accordi distributivi) pubblicare solo un numero limitato di testate e queste viravano su vari genere. L’uscita di Fantastic Four 1 fu una rivoluzione. Per concezione, dramma e tipologia di personaggi, gli F4 non somigliavano a nulla rispetto a quanto visto in precedenza. La serie fu subito accolta positivamente nonostante fosse ancora lontana dal dimostrare il suo pieno potenziale che Lee e Kirby sfoggeranno nell'arco dei 102 numeri realizzati insieme, dando vita a una delle serie a fumetti più belle di tutti i tempi. Nel volume King-Size Kirby sono presenti, oltre alla prima avventura del quartetto, i numeri 48-51 e 57-60 che, al contrario del loro esordio, mostrano un Kirby nel pieno della sua carriera artistica coadiuvato da un Lee pieno di idee. Le due saghe, con l’arrivo di Galactus e Doomsday, sono quanto di meglio prodotto dai due autori e una sorta di bignami di quella che è l’essenza della Marvel stessa.

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Dopo i Fantastici Quattro di sicuro il personaggio su cui Kirby concentrerà maggiormente le proprie forze negli anni ’60 è Thor e non a caso il volume dedica un’ampia sezione di storie del Dio del Tuono presentando due cicli fondamentali tratti da Thor #134-136 e 154-157. Il tratto di Kirby si esalta nella rappresentazione mitologica del regno di Asgard sfornando tavole in cui il pathos e il dramma si mescolano alla possanza di figure divine e mostri immortali. A queste storie, si aggiungono quelle tratte dagli albi Incredible Hulk #3, Strange Tales #114, Amazing Spider-Man #8, Avengers #4, X-Men #9, Amazing Adventures vol. 2 #1-2 e Sgt. Fury #6-13 in cui possiamo vedere Kirby all’opera sui vari personaggi del pantheon Marvel dagli X-Men ai Vendicatori fino agli Inumani. Troviamo, inoltre, due brevi storie comiche tratte da Not Brand Echh #1 e Fantastic Four Annual #5.

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La rivoluzione Marvel è ormai compiuta. La casa editrice ormai in piena espansione è divenuta il primo editore di fumetti in USA e questo grazie al lavoro e alla creatività di Stan Lee e Jack Kirby. Tuttavia, nonostante il successo, vari disaccordi portano il Re a lasciare la nave e ad accasarsi alla DC Comics dove creerà nuove serie e personaggi dal 1971 al 1975, anno in cui tornerà alla Marvel. Qui Kirby sparerà le sue ultime cartucce tornando innanzitutto sul suo personaggio per eccellenza, ovvero quel Capitan America che aveva creato nel 1941 e che aveva riportato in auge (e scritto) negli anni ’60. Ora su Cap lavora a nuove storie fra cui Marvel Treasury Special: Captain America’s: Bicentennial Battle, che vi abbiamo recensito tempo fa qui, e Captain America #200, entrambe contenute nel volume.

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Ma nel suo ultimo periodo, Kirby si dedicherà anche a creare personaggi nuovi come gli Eterni, di cui troviamo l’albo Eternals #7, ultimo lampo del Re, e la minore Devil Dinosaur, la cui recensione la potete leggere qui, di cui è presente il primo numero. Chiudono il volume la divertente storia tratta da What If? #11 “E se i fantastici 4 fossero i redattori della Marvel?” con tanto di auto-raffigurazione dello stesso Kirby e una gallery di cover. Finita questa esperienza, Kirby lascerà per l’ultima volta la Marvel e collaborerà principalmente con la Pacific Comics restando proprietario delle proprie creazioni, fornendo così un precedente storico per il mondo del fumetto americano che sarà di esempio a molti autori in seguito. Tuttavia, il meglio era ormai alle spalle. Kirby se ne andrà il 6 febbraio 1994 lasciando un’eredità senza eguali per il nostro amato media.

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Come avete potuto leggere, dunque, il King-Size Kirby è un volume che celebra degnamente il lavoro di uno dei più grandi artisti del ‘900 proponendo il meglio della sua produzione Marvel. Il tomo è principalmente un oggetto da collezione e in tal senso è assolutamente degno di nota. Chi colleziona Kirby da anni avrà molto del materiale qui presente, sebbene vi siano contenuti anche diversi inediti, ma è naturale che un acquisto del genere vada considerato principalmente per l'intento celebrativo che rappresenta e per un fattore puramente estetico. Per chi invece non ha mai letto le storie di Kirby e vuole avvicinarsi a questo grande autore, questo è il modo migliore per farlo in un’unica soluzione. Il prezzo, naturalmente, non è alla portata di tutti ma potrebbe rappresentare un ottimo regalo.

Dati del volume

  • Editore: Panini Comics
  • Autori: Jack Kirby e AAVV.
  • Genere: Antologico
  • Formato: 24x32,5 cm, C.,816 pp, col
  • Prezzo: 120€
  • ISBN: 978-8891228857
  • Voto della redazione: 9
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