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Logan, dalle origini ai giorni nostri: la recensione di Io sono Wolverine

Come ormai consuetudine per Panini Comics, anche l’uscita al cinema di Logan di James Mangold ha visto l’uscita di un ricco volume antologico dedicato al personaggio Marvel protagonista della pellicola. Io sono Wolverine è un volume di oltre 300 pagine che ci propone una selezione di storie che dal 1974 al 2003 ricopre la vita editoriale del mutante artigliato. Caratteristica di questa collana, inoltre, è la presenza di un ricchissimo e dettagliato apparato redazione che, oltre a presentare il personaggio, i suoi amici, i suoi nemici, gli autori e a introdurre le singole storie, funge da collante narrativo fra le varie avventure, colmando i vuoti temporali fra loro, consentendoci dunque di ripercorrere la biografia e le vicende del personaggio con gran precisione. La selezione di storie, inoltre, per quanto limitata dalla pagine, è rappresentativa delle varie epoche del personaggio, in questo modo i volumi della collana fungono sia da punto di raccolta critica sul personaggio, e dunque punto di arrivo, che da punto di partenza per chi vuole approfondire e avere una guida ragionata sul character.

Il viaggio inizia con la prima apparizione di Wolverine avvenuta in Incredible Hulk 180 e 181 di Lein Wein e Herb Trimbe. L’avventura, che vede la presenza anche di Wendigo, mette in scena un interessante dramma relativo a questa figura ed è apprezzabile nonostante la verbosità e una caratterizzazione di Hulk che, vista oggi, lascia il tempo che trova. Tuttavia, questi albi passeranno alla storia proprio per la prima apparizione del mutante artigliato che sfoggia il look ideato per lui da John Romita Sr., all’epoca art director della Marvel. Wein avrà la possibilità di riutilizzare il suo personaggio quando gli verrà affidata la testata degli X-Men, dando così vita a uno dei maggiori eroi della Casa delle Idee.

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Facciamo un balzo in avanti di 12 anni per leggere la stupenda “Lupo Ferito” di Chris Claremont impreziosita dai magnifici disegni di Barry Windsor-Smith (che sarà autore presto del seminale Arma X) mentre la breve “Ma non guardarlo negli occhi” del 1988 di Ann Nocenti e John Bolt appare fin troppo riempitiva, seppur piacevole. Due avventure, queste, che mostrano appieno l’aspetto animalesco e selvatico del personaggio, caratterizzazione in voga nel periodo.

Finalmente giunge la serie regolare di Wolverine, e possiamo leggere dal 1989 “24 ore” di Claremont e John Buscema (con le chine di Bill Sienkiewicz), mentre il trittico di storie del 1991 "Sangue e Artigli” di Larry Hama e Marc Silvestri porta l’eroe mutante con un viaggio nel tempo a Guernica ai tempi della guerra civile spagnola contro Lady Deathstrike. Claremont e Hama sono due degli sceneggiatori che meglio hanno caratterizzato e definito il carattere di Logan nel corso degli anni e i loro cicli sulla testata restano di primaria importanza.

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L’ottima “Cavalieri di Madripoor” di Claremont e Jim Lee del 1990, tratta da Uncanny X-Men, mostra invece il primo incontro nel 1941 fra Logan, Capitan America e Nathasha Romanoff. La successiva "Manhattan Rhapsody", da Wolverine 95 del 1995, di Hama e Adam Kubert, a parte mostrare le grottesche e dinamiche matite dell’artista, non ha altra ragione d’essere e scorre via con troppa facilità.

Si entra nel nuovo millennio con un’interessante quartetto di storie. “Ci si vede, Frankie”, del 2003, di Frank Tieri e Terry Dodson è una divertente avventura in cui Logan si vendica del Punitore dopo il trattamento che Garth Ennis gli riserva sulla sua serie. Anche se divertente, di certo non seminale. Del 2004 è l’onirica “Sogni” di Greg Rucka e Darick Robertson, in cui Logan incontra nel sogno alcune delle sue più importanti fiamme.

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Ma è in chiusura che troviamo due delle avventure migliori del volume: “Prigioniero numero zero” di Mark Millar e Kaare Andrews del 2005, ambientata in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, e “Mettiti nei miei panni” di Jason Aaron e Adam Kubert del 2009, con Spider-Man guest star e che riflette sulla sopra-esposizione del personaggio che avveniva in quel periodo sulle testate Marvel.
Come si può facilmente notare leggendo queste ultime avventure, andando avanti le storie diventano sempre meno prolisse e si dà sempre più spazio alla narrazione per immagini piuttosto che a quella per baloon e didascalie. I riferimenti alla continuità si fanno sempre meno pressanti e questo, per un volume di questa natura, è solo un bene.

La selezione di storie che offre Io Sono Wolverine è naturalmente limitata, seppur ragionata e con una sua logica. Utile a farsi un’idea della lunga vita editoriale dell’artigliato, ma al tempo stesso di sicuro non un’antologia con le storie migliori. Comprendiamo, naturalmente, la volontà e la scelta editoriale di tenere fuori storie come la celebre saga in 4 parti scritta da Claremont e disegnata da Frank Miller, Arma X di Barry Windsor-Smith o Origini di Paul Jenkins e Andy Kubert, tanto per citarne alcune, ma purtroppo così mancano fin troppe storie essenziali. Anche la necessità di inserire storie singole piuttosto che saghe dei vari periodi in alcuni casi appare limitante, anche perché i rimandi presenti in esse sono spesso molto insistenti e, nonostante gli editoriali riescono a coprire le informazioni che mancano al lettore, si avverte la necessità di leggere più storie di un determinato ciclo per saperne di più. Insomma, alcune avventure estrapolate dal loro contesto non rendono al meglio. Ciò non significa che la qualità generale del volume sia insoddisfacente, anzi le ottime storie non mancano e in generale l’excursus proposto resta interessante e le varie epoche di Wolverine vengono (considerando lo spazio a disposizione) rappresentate comunque in maniera degna.

Dati del volume

  • Editore: Panini Comics
  • Autori: Autori vari. Contiene: Incredible Hulk (1968) #180/181, Uncanny X-Men (1963) #222, #268, Classic X-Men #25, Wolverine (1988) #10, #35/37, #95, #186, Wolverine (2004) #12, #32, #73/74
  • Genere: Supereroistico
  • Formato: 18,3 x 27,7, 320 pp, C., col.
  • Prezzo: 25€
  • ISBN: 978-8891225832
  • Voto della redazione: 7
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