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La Guerra degli Orchi

Il mondo del fantasy ha sempre goduto di grande fascino e la letteratura, anche quella sequenziale, e la cinematografia hanno attinto a piene mani dalla sua tipica iconografia e dai canonici elementi che lo contraddistinguono, contribuendo a loro volta ad ampliarne gli orizzonti. J.R.R. Tolkien, Steven Erikson, George R.R. Martin, T.H. White, R. A. Salvatore, Licia Troisi sono solo alcuni dei nomi più celebri di scrittori recenti di saghe fantastiche che con la loro influenza hanno plasmato, arricchito e fornito linfa vitale a questo immaginario che si può far risalire già all’epica antica o ai racconti mitologici delle diverse civiltà del passato.

In qualche modo tutti abbiamo familiarità con cavalieri, elfi, nani, draghi, orchi, vampiri, non morti e altri misteriosi popoli che compongono il set di personaggi e creature disponibili per chi si approccia a questo tipo di narrazione o produzione di sorta, come giochi da tavolo o di miniature, vedasi Magic: The Gathering o il celebre Warhammer e i suoi numerosi derivati.
Purtroppo però ultimamente si assiste sempre più a un declassamento del genere dovuto a storielle mainstream edulcorate, svuotate del contenuto epico, prive di qualsivoglia bellezza, realizzate unicamente per poter accedere a questo prolifico ambiente sapendo di far presa in questo modo sul lettore.

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Il quattordicesimo volume della collana Fantastica di Mondadori Comics però, raccoglie per la prima volta in Italia la saga integrale de La guerra degli Orchi di Olivier Peru, composta da due capitoli, il primo disegnato da Daxiong e il secondo invece dall’artista italiano Giovanni Lorusso, che rappresenta uno dei cicli moderni di miglior fattura per quanto riguarda il fumetto fantasy. Nelle 96 pagine della storia si respira l’atmosfera di un vero racconto intriso della migliore e più tradizionale cultura di genere, sviluppata in maniera entusiasmante e coinvolgente, prendendo spunto dai grandi maestri che hanno segnato profondamente questa letteratura precedentemente.
C’è la crudeltà, la violenza, l’imprevedibilità cinica e disillusa, la tensione e la precarietà politico-diplomatica introdotta da Martin, l’incredibile e vasto immaginifico di un Tolkien o del Forgotten Realms di Ed Greenwood, e l’elemento di crescita e formazione del protagonista che abbiamo visto in Ursula K. Le Guin.

La trama di questo breve ma intenso lavoro è incentrata sulle vicende di Kil’ Tyrson, un orco disprezzato dai suoi simili per la sua anomalia fisica, il bianco dei suoi occhi, che dovrà sfruttare la sua innata astuzia e il suo intelletto per salvare la sua violenta, retrograda e guerrafondaia razza dall’estinzione, facendola evolvere al passo coi tempi per portarla a fasti mai raggiunti neanche nel glorioso passato. Ma per riuscirci dovrà stringere alleanze, macchinare sotterfugi e articolati stratagemmi nell’ombra, adattarsi all’occasione agendo più da uomo, nano o elfo che da orco, pur di sopravvivere e raggiungere i suoi scopi.

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Per questo, in qualche modo, l’opera segna un po’ una rarità nel filone narrativo più classico. Non è un eroe il protagonista della storia, non ha particolari buoni propositi, è spietato, rude, violento e meschino. Ma Peru riesce comunque a farci immedesimare nel personaggio, mosso dalla brama di potere e dalla volontà di dominare l’intero mondo conosciuto, portando la pace una volta sottomessi tutti i popoli, essendo disposto a sradicare le millenarie tradizioni della sua specie, superando la limitata mentalità della stessa per soddisfare la sua ambizione.

Passando alla parte grafica, notiamo la grande omogeneità stilistica delle due parti della storia, che come già detto sono state realizzate da due autori diversi. Il tratto è molto preciso e riccamente dettagliato; le pose sono plastiche, fluide, dinamiche e molto scenografiche e spesso patetiche, nel senso etimologico del termine. Ma è grazie ai colori dei Digikore Studios che l’opera prende magicamente vita. La resa delle ambientazioni fantastiche è totale, altamente cinematografica che vira al videoludico in molte scene belliche vibranti e concitate. Il gioco cromatico è eccellente a livello di scelta della tavolozza, in grado di iperdettagliare la pagina dando maggior volume e risalto alla scena. Le foreste, le pianure, le fortezze, le montagne rocciose e le distese innevate vengono esaltate dai giochi di chiaroscuro e dai colori autunnali e invernali che adornano l’opera.

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La classica edizione cartonata Mondadori della serie Fantastica è un’ottima cornice per questo interessante lavoro, risultando più che appropriata considerando il prezzo per nulla eccessivo. Unica pecca è la mancanza di un’introduzione all’opera o un apparato redazionale che approfondisca e presenti il lavoro fatto dallo scrittore francese, o dagli artisti. In particolare sarebbe stato interessante includere la bella intervista a Lorusso, disponibile sul sito della casa editrice, che avrebbe impreziosito e reso più completa l’edizione.

Dati del volume

  • Editore: Mondadori Comics
  • Autori: Testi di Olivier Peru e disegni di Daxiong (T1) e Giovanni Lorusso (T2)
  • Formato: 21x28 cm, cartonato, 96 pp, col.
  • Prezzo: 14,99€
  • Voto della redazione: 8
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