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Redazione Comicus

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Il nuovo trailer de Gli Incredibili 2

In occasione delle Olimpiadi Invernali, Disney Pixar ha diffuso il nuovo trailer de Gli Incredibili 2, il nuovo film in uscito il prossimo 15 giugno negli States, il 19 settembre in Italia. Potete vedere il filmato qui di seguito in italiano e in lingua originale.

Il regista Brad Bird torna alla regia dopo aver diretto Gli Incredibili – Una “Normale” Famiglia di Supereroi, premiato con l’Oscar® come Miglior lungometraggio d’animazione. In questo nuovo episodio Helen viene scelta per condurre una campagna a favore del ritorno dei supereroi, mentre Bob deve gestire le imprese quotidiane di una vita “normale” a casa con Violetta, Flash e il piccolo Jack-Jack… i cui poteri stanno per essere scoperti. La loro missione viene però messa a repentaglio quando un nuovo nemico escogita un piano geniale e pericoloso che minaccia di distruggere ogni cosa. Ma i Parr non rifiutano mai una sfida, specialmente quando hanno Siberius al loro fianco. Ecco perché questa famiglia è così “incredibile”.

Arriva per 001 Edizioni Fagin L'Ebreo di Will Eisner, anteprima

001 Edizioni presenta la nuova edizione italiana di Fagin L'Ebreo, l'opera scritta e disegnata da Will Eisner. Nella gallery in basso trovate una ricca anteprima del volume mentre, qui di seguito, tutti i dettagli.

"Un graphic novel contro gli stereotipi e il pregiudizio

In un momento in cui stereotipi, pregiudizi, fakenews ed episodi di intolleranza occupano drammaticamente lo scenario civile e sociale, 001 Edizioni dà alle stampe Fagin l’ebreo, un graphicnovel scritto e disegnato dal genio americano Will Eisner.

In Fagin, l’ebreo Will Eisner, maestro del fumetto e riconosciuto padre del graphic novel, si confronta audacemente con un gigante della letteratura, Charles Dickens, rileggendo uno dei capisaldi della letteratura, Oliver Twist, dal punto di vista di uno dei personaggi più famosi dell’opera, l'”ebreo” Moses Fagin.

Eisner realizza un’opera rigorosa, animata da un forte impegno civile, dando voce al disprezzato Fagin per mettere in luce le nefaste conseguenze dell’uso degli stereotipi, in questo caso di carattere razziale.

Un'edizione prestigiosa che è partita dalla riscansione ad alta qualità di tutti gli originali delle tavole disegnate e che ha permesso di recuperare tantissimi dettagli persi nelle precedenti edizioni. Dopo L'ultimo giorno in Vietnam, continua l'edizione in grande formato cartonato delle principali opere di Eisner dove grazie alla cura della stampa il bianco e nero del segno dell'autore emerge con forza e carattere.

L'edizione è arricchita da uno scritto di Eisner, da una prefazione di Brian Michael Bendis e da un saggio critico di JeetHeer.


Titolo: Fagin l'Ebreo
Autore: Will Eisner
001 Edizioni
Traduttore: Valerio Stivé
Pagine: 132 | Cartonato
Formato: 22x30 | Bianco e nero
ISBN: 9788871820095
Prezzo di copertina: 24 euro
data di uscita: 8 marzo 2018

Fagin cover

DALLA PARTE DEI VINTI, OVVERO “RILEGGERE” UNA STORIA PER RACCONTARE LA VERITA’…

“Esaminando le illustrazioni dell’edizione originale di Oliver Twist, trovai indiscutibili esempi di diffamazione razziale all’interno della letteratura classica. Il ricordo dell’uso che ne fecero i nazisti durante la Seconda guerra mondiale, circa cento anni dopo, aggiunse prove alla persistenza di certi stereotipi negativi. Combatterli era diventato per me una sorta di ossessione, e non mi rimase scelta: dovevo realizzare un ritratto rispettoso di Fagin, raccontando la storia della sua vita nell’unico modo che mi si addicesse. Questo libro, dunque, non è un adattamento di Oliver Twist! E’ la storia di Fagin l’ebreo”.

(Will Eisner)

“Io sono Fagin, l’ebreo di Oliver Twist. Questa è la mia storia, rimasta sconosciuta e ignorata nel libro di Charles Dickens”.

(Moses Fagin)

La storia dimentica spesso le ragioni dei vinti, mentre le spregiudicatezze dei vincitori si trasformano di solito in abili strategie. Will Eisner non ci sta, vuole ribaltare le regole.

Nel 2003 scrive FaginL’Ebreo, decidendo di raccontare, utilizzando il fumetto, la storia di OliverTwist dal punto di vista del perdente, ovvero di Fagin. Moses Fagin. Fagin “l’ebreo”.

Eisner immagina che Fagin e Dickens, il personaggio e il suo creatore, si incontrino, in carcere, la notte prima che Fagin sia impiccato. Fagin racconta la “sua” versione dei fatti allo scrittore, con la speranza che questi comprenda meglio le sue ragioni e che, finalmente, la verità venga alla luce.

Il libro di Dickens (pubblicato per la prima volta nel 1837) descriveva una Londra travolta dalla rivoluzione industriale, incapace di salvaguardare gli orfani e di frenare lo sfruttamento delle fasce deboli. E’ in questa storia di poveri che si colloca il personaggio di Fagin, lo sfruttatore ebreo, avido di ricchezza e incapace di amare, a meno che non sia per il proprio vantaggio. Fagin è il carnefice e il giovane e candido Oliver la sua vittima. Eisner prova, invece, a stravolgere l’immagine losca, ambigua e, tutto sommato, carica di malvagità del personaggio che Dickens offre ai suoi lettori. Lo fa semplicemente ponendosi una domanda: e se fosse Fagin a raccontarla, questa storia? Se fosse Fagin a spiegare come ha fatto a diventare quel turpe personaggio che corrompe l’innocenza di Oliver, avviandolo a una carriera criminale?

SuquestopresuppostoEisnercostruisceilsuoromanzo (che è una vera e propria contro-narrazione), raccontando non solo del passato del vecchio ebreo, ma anche dello scenario storico in cui è ambientata la vicenda: i rapporti tra l’Inghilterra dell’800 e la comunità ebraica, specialmente quella degli Aschenaziti, e suoi tentativi d’integrazione. Eisner non tralascia, ovviamente, il racconto della storia di Oliver, l’incontro tra Fagin e il crudele Sikes, così come tutte le dolorose e tristi vicende che Dickens aveva messo sulla carta. 

Eisner mescola didascalie esplicative con vignette in cui pochi segni bastano a restituire tutta l’emozione dei sentimenti. Le sue tavole non hanno gabbia, le vignette non conoscono spaziature e si possono collegare idealmente e contemporaneamente l’una con l’altra. Ma questa scelta grafica non comporta né caos, né inquadrature ardite. Piuttosto, spesso vi sono grandi vignette a tutta pagina, in cui i personaggi prendono la scena come fossero i protagonisti di una rappresentazione teatrale. Lo sguardo avvincente, nuovo e partecipato di Eisner verso la materia della narrazione sembra donare una straordinaria ricchezza alla sua arte, sempre complessa ed evocativa.

La sua sentita introduzione, così come il ricco apparato iconografico finale sulle rappresentazioni di Fagin nell’800, dimostrano il forte interesse dell’autore rispetto al pregiudizio e alla semplificazione del raccontare.

Dall'introduzione di Will Eisner a proposito di Fagin l'ebreo

“Stavo facendo ricerche sulla narrativa popolare, forse inconsciamente, perché sicuramente contengono il meglio della narrativa più duratura. E lentamente mi resi conto che in questi racconti ai malvagi o ai personaggi ci si riferiva sempre con una connotazione etnica. Per esempio, c’è un italiano? Subito veniva chiamato “l’italiano” o qualcosa del genere, per tutto il racconto, e si smetteva di usare il suo nome. Oppure “il negro”. E questo mi portò a rendermi conto che siamo tutti esposti a stereotipi creati da altri. E che questo ha delle ricadute sulla nostra stessa etica”.

“Rileggendo Oliver Twist di Charles Dickens, con grande stupore scoprii che per tutto il libro Faginveniva chiamato “l’ebreo”, senza che nessun altro venisse indicato o riconosciuto attraverso una categoria. Iniziai così a fare un po’ di ricerche e imparai che all’epoca, attorno al 1740, gli Ebrei immigrati in Inghilterra erano di una stirpe specifica. Le caricature, come quelle dell’epoca di Cruikshank, erano tutte sbagliate e contribuirono a creare un personaggio che in effetti non esisteva. È la stessa cosa che capita negli USA con la Mafia e i fuorilegge italiani; di solito, nella narrativa americana i malavitosi sono italiani. Il che è ingiusto, ma il punto è che abbiamo creato degli stereotipi che, come un virus, si iniettano nel nostro corpo intellettuale”.

“Nel libro, sono stato molto attento a non accusare Dickens di antisemitismo. Dickens non è stato antisemita, è stato cinico. E più tardi si è reso conto delle proprie responsabilità: in una edizione successiva di  Oliver Twist ha corretto alcuni dei riferimenti a Fagin. Sono convinto di avere lavorato in un ambito che in questo linguaggio non era mai stato trattato e spero di riuscire ancora a scoprire nuove strade.”

L’AUTORE

Will Eisner (1917-2005) è riconosciuto internazionalmente come una leggenda del fumetto e come il padre del graphicnovel. Eisner è stato uno dei primi veri autori di fumetti, attivo sin dalla nascita dell’industria fumettistica americana, e i suoi traguardi professionali hanno segnato ogni passaggio significativo della maturazione del medium come espressione letteraria e artistica. E’ stato un innovatore nell’arte del fumetto, creando molti personaggi e serie memorabili, tra cui The Spirit, che debuttò nel 1940, e ha influenzato un’intera generazione di giovani fumettisti con il suo storytelling e il suo design innovativo. The Spirit, capitolo imprescindibile del canone letterario del fumetto, ha continuato a ispirare generazioni di lettori di fumetti. Nel 1978, il seminale graphicnovel di Eisner, Contratto con Dio, ha rivoluzionato il fumetto, aprendo la strada al cambiamento da intrattenimento periodico usa e getta a una forma culturale innovativa e duratura.

Eisner ha realizzato in seguito altri venti libri a fumetti durante i suoi anni di “pensionamento”, collezionando vari premi sia negli Stati Uniti che all’estero, e affermando il graphicnovel come forma letteraria dalla vita propria. I premi più importanti del mondo del fumetto nordamericano, i Premi Eisner, sono intitolati in suo onore.

Nel 2002 Eisner ha ricevuto dalla Jewish Society il LifetimeAchievement Award per “avere contribuito all’apprezzamento della cultura ebraica nella società”."

Arriva a Milano la mostra dedicata al mangaka Taiyō Matsumoto

Dal 16 febbraio al 31 marzo sarà possibile ammirare al WOW Spazio Fumetto di Milano l'arte del mangaka Taiyō Matsumoto, già presentata a Lucca Comics & Games. Di seguito trovate tutti i dettagli a riguardo.

"TAIYŌ MATSUMOTO:
LOVE IS ALL YOU NEED
Il grande mangaka per la prima volta in mostra a Milano
16 febbraio – 31 marzo 2018
WOW SPAZIO FUMETTO
Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano
Viale Campania, 12 – Milano
Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it – Ingresso libero

PANNELLO TEKKON KINKREET

TAIYŌ MATSUMOTO - Love is all you need. Allestita a Lucca in occasione di Lucca Comics & Games 2017, la mostra arriva a WOW Spazio Fumetto di Milano. Curata da Jacopo Costa Buranelli, Literary Director di J-POP Manga, l’esposizione è la prima personale di un mangaka ospitata dalla città di Milano. La monografica conta cinquanta tavole originali scelte tra Sunny e Tekkon kinkreet, tutte selezionate per circoscrivere la delicata arte del maestro: fotografie in inchiostro e matita di un universo che vede con gli occhi dei bambini, nasce anche per gli adulti e vive grazie ai momenti di esistenza quotidiana.
La mostra gode del Patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano.

«Mono no aware (物の哀れ) è un concetto di filosofia estetica giapponese che esprime una forte partecipazione emotiva nei confronti della bellezza della natura e della vita umana, con una conseguente sensazione malinconica legata al suo incessante mutamento. L'arte del manga di Matsumoto è legata a questa espressione e sia Tekkon kinkreet che Sunny sono due opere fortemente caratterizzate dal sentimento che unisce sia l’apprezzamento verso il bello sia la tristezza dovuta alla consapevolezza che esso è destinato a svanire» (Jacopo Costa Buranelli, curatore della mostra)

Venerdì 16 febbraio alle ore 18:30 inaugurazione ufficiale della mostra di Taiyō Matsumoto: ai visitatori di WOW Spazio Fumetto sarà possibile conoscere e ammirare le opere originali di un maestro del manga.
La mostra sarà aperta fino a sabato 31 marzo a ingresso libero.

La Mostra
“L’amore è tutto ciò di cui hai bisogno”, dice Suzuki, un malinconico yakuza conosciuto come il “ratto”, nel manga di Tekkon kinkreet. E pronuncia queste parole per rispondere a Kimura, il suo giovane pupillo che afferma di non credere in niente. Ma Suzuki insiste “almeno credi nell’amore, Kimura. L’amore è tutto ciò di cui hai bisogno”.

È da questa convinzione, potente e sincera, che Taiyō Matsumoto si fa guidare nella creazione dei suoi lavori. L’amore, come unico bisogno essenziale, attraversa e riempie, in modo ancora più marcato, due delle sue opere più note ed importanti: Sunny (Shogakukan Manga Award 2016, Gran Guinigi Lucca Comics 2016, Premio Micheluzzi, Napoli Comicon 2017) e Tekkon kinkreet (Premio Eisner 2008).

Entrambi i manga si muovono su uno sfondo fatto di malinconia, che a volte quasi sembra contrastare con le linee espressive, oniriche e provocatorie che rendono unico e riconoscibile il tratto del maestro Matsumoto.

L’inquietudine che accompagna gli adulti e i bambini sembra nascere da un senso di abbandono profondo, che affonda le radici nella riflessione sull’importanza dei legami con gli altri ma si scontra sempre ed inevitabilmente con la consapevolezza che questi legami non sono eterni.

I bambini di Sunny, i “gatti randagi” di Tekkon kinkreet (tutti, nonostante la loro giovane età), vivono ansie, hanno paura di crescere, sentono i timori ed i dolori dei rapporti umani che, per loro, non saranno mai del tutto pacificati: si ha sempre paura delle relazioni che legano e imbrigliano, che negano, anche solo parzialmente, la libertà. Legami con i propri genitori, come Sei e Haruo di Sunny. O come quelli con la società di Kuro e Shiro in Tekkon kinkreet.

Eppure in ogni tavola di Matsumoto il concetto dell’amore torna sempre a bilanciare il peso della vita. L’amore totale, privo di catene sociali, come l’unica “promessa” in cui vale la pena credere. L’amore è ciò che cerchiamo costantemente e Matsumoto (la cui infanzia ha molto in comune con la storia di Sunny) attraverso le sue opere suggerisce che non ha senso viverlo come un fine ultimo, come una missione o un tesoro da ricercare.

L’amore è intorno a noi, bisogna solo riconoscerlo e viverlo. È questa l’unica cosa di cui abbiamo veramente bisogno.

L’autore, Taiyō Matsumoto
Nato nel 1967 a Tokyo, dopo aver coltivato la speranza di diventare un calciatore professionista, sceglie la via del manga. Si fa notare vincendo il Manga Open Contest, ma il debutto avviene qualche anno dopo con Straight, con cui vince nel 1987 il Kodansha Afternoon Shikisho (Four Seasons Award) d'Autunno. In seguito trascorre un lungo periodo in Francia, fondamentale per la maturazione del suo stile eclettico. Le sue opere hanno riscosso riconoscimenti in Giappone (tra i quali il Tezuka Osamu Cultural Prize e il Japan Media Arts Festival) e nel mondo: Tekkon kinkreet (pubblicato in Italia da J-POP) ha vinto l’Eisner Award come miglior fumetto straniero, e per due volte l’autore si è classificato tra i finalisti dell’Angoulême International Comics Festival. L’ultima volta nel 2015, con Sunny, la serie sempre pubblicata in Italia da J-POP che gli è valsa un Gran Guinigi nella 50esima edizione di Lucca Comics & Games e il Premio Micheluzzi del Napoli Comicon nel 2017.

Le opere
Tekkon kinkreet (1994) Vincitore nel 2008 del prestigioso Eisner Award. I ragazzi di strada Kuro e Shiro vivono in completa anarchia, ma sono amici fedeli e compagni per la vita. Kuro è aggressivo e vendicativo, Shiro è immerso nel suo mondo fantastico. Tutti hanno paura di loro: i cittadini, la polizia e persino gli yakuza locali. Quando, però, il vecchio boss conosciuto come il Ratto torna in città, si preannuncia un cambiamento epocale nelle loro giovani vite.

Sunny (2010) Vincitore del prestigioso Shogakukan Manga Award nel 2016 e del Gran Guinigi a Lucca 2016. Basato sulle esperienze autobiografiche dell’autore, racconta la storia di una casa famiglia e dei bambini che la abitano: c’è Haruo che custodisce gelosamente l’unico oggetto legato a sua madre, ovvero una crema idratante; ci sono Megumu e Kiiko, che crescono cercando disperatamente amici a cui confessare i propri segreti; i fratelli Junsuke e Shōsuke, che hanno la mamma in ospedale... Una storia in sei volumi ricca di amore e solitudine."

In arrivo il film di Action Man diretto da James Bobin

Deadline riporta che il regista James Bobin (The Muppets, Alice attraverso lo specchio) dirigerà un film ispirato alla linea di giocattoli Action Man della Hasbro per la Paramount Players. Hasbro produrrà la pellicoa con Simon Farnaby (Paddington 2) che scriverà la sceneggiatura.

Nato nel 1966 dalla Palitoy Ltd, il personaggio venne prodotto interrottamente fino al 1984. Dal 1993 i diritti furono prelevati dalla Hasbro che ne riprese la produzione che continua tutt'oggi.

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