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Giorgio Parma

Giorgio Parma

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Lucca 2014: Editoriale Cosmo - Spazio all'avventura

La conferenza è stata aperta con una dichiarazione relativa al successo insperato ma molto apprezzato delle serie proposte in edicola che hanno permesso alla Cosmo di poter annunciare nuove serie.

Presenti Ade Capone con Lazarus Ledd ed Erinni, Roberto Recchioni (presente tramite videomessaggio) e Leomacs con Battaglia e una nuova miniserie che arriverà nel 2015.
L'obiettivo della Cosmo attualmente è quello di consolidare i prodotti e il pubblico di fumetteria e edicola, soprattutto quelllo di quest'ultimo che è il vero bacino di utenza della Cosmo.

Erinni verrà portato in edicola dopo 20 anni dalla sua pubblicazione in due volumi formato bonellide. Capone ha poi concesso dopo Erinni anche Lazarus Ledd alla Cosmo per l'ottimo lavoro fatto con la prima serie e per la professionalità del gruppo. L'avventura pubblicata porterà a termine la storia del personaggio.
La casa editrice punta infatti su fumetti soprattutto francesi, ma anche americani e italiani come appunto le opere di Capone, gusti che il pubblico sta apprezzando molto.
Capone si è poi espresso sul formato bonellide che trova assurdo; in particolare trova assurdo passare per forza dal formato bonellide per essere pubblicati in edicola perchè questo è il formato che l'edicolante vende e il lettore è abituato a leggere. Una sorta di chiusura sterile al nuovo packaging soprattutto nel fumetto italiano.

La linea produttiva della Cosmo è quella di proporre fumetti abbordabili per prezzo anche per le nuove generazioni. Prezzo concorrenziale basso che è un grosso sforzo e che per ora ripaga.

Nel 2015, in primavera, partirà la nuova miniserie di Battaglia. Consolidato rapporto tra Leomacs e Recchioni e tentativo di riproporre il formato pocket che impone una narrazione e un ritmo diverso. Taglio nuovo delle storie nella miniserie che si distaccano un po' dalla serie originale. Battaglia in situazioni storiche di importanza internazionale nella salsa tipica del genere senza però fare inchieste fumettistiche.
Ognuno dei 4 numeri sarà affidato a un diverso nuovo e giovane sceneggiatore. Copertine di Leomacs.

Flash Gordon è andato molto molto bene con un pubblico molto esigente che ha accolto positivamente l'edizione identica a quella americana.
Winter World sta avendo un ottimo successo. Si è parlato, infine, dell'edizione speciale di Maori di Camuncoli in un formato più grande, un esperimento che vede sempre in primo piano la loro idea di prezzi bassi e formato popolare.
   
Molte case editrici si stanno muovendo verso questo tipo di proposte vista l'ottima risposta del pubblico ai titoli Cosmo.

DCU: i Nolan non hanno alcun ruolo nel futuro cinematografico DC

Anche se la cosa era ormai chiara a tutti, Christopher Nolan, regista della trilogia del Cavaliere Oscuro che ha appassionato milioni di fan negli ultimi anni, e Jonathan Nolan, fratello del regista e abile sceneggiatore che ha realizzato lo script di The Dark Knight e The Dark Knight Rises, hanno confermato che non avranno alcun ruolo nei nuovi progetti cinematografici ispirati al DC Universe che arriveranno nelle sale di tutto il mondo da qui al 2020.

Sebbene Christopher fosse stato coinvolto nel recente Man of Steel di Zack Snyder, i due non verranno ulteriormente inseriti nei progetti futuri e lo stesso Jonathan ci spiega il perchè: “Ho la sensazione che per noi quel capitolo sia concluso” rivela a ComingSoon.net; ma non preclude un futuro ritorno. “Continueremo prima o poi in futuro? Forse".

The Walking Dead: Kirkman rassicura: non è solo un sogno di Rick in coma

Solitamente ogni opera è accompagnata da molteplici teorie inventate dai fan che, mettendo insieme dei dettagli e degli aspetti magari secondari, arrivano a realizzare delle misteriose quanto astratte speculazioni apparentemente perfette e risolutive. Ogni fandom che si rispetti ha le sue e lo sanno bene gli amanti di Lost e Evangelion, per citarne solo alcuni. Ovviamente anche The Walking Dead ha le sue.

In particolare una teoria che vedrebbe l'apocalisse come solo un mero sogno di Rick ancora in stato comatoso e ricoverato all'ospedale.
Possibile? Beh, Robert Kirkman, autore della serie, smentisce definitivamente questa teoria in un tweet di risposta ad un ariticolo apparso su Upproxx.

Ma è lo stesso Kirkman ha mettere una nuova pulce nell'orecchio del fan.

Rick non è più in coma ma è impazzito? Tutto frutto del suo disturbo mentale? Ai posteri l'ardua sentenza e ai fan le loro scervellate.

Il ragazzo invisibile 1

Recensione in anteprima. Il fumetto sarà disponibile a Lucca Comics & Games 2014 e dal 6 novembre in edicola e fumetteria.

Il ragazzo invisibile
è ad oggi un progetto cross-mediale. Non è solo il nuovo film del Premio Oscar Gabriele Salvatores, non è solo il fumetto di Diego Cajelli ai testi, Giuseppe Camuncoli, Werther Dell’Edera e Alessandro Vitti ai disegni e non è solo il libro edito da Salani e scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. È il classico esempio di insieme maggiore della somma delle singole parti. E soprattutto per il mercato italiano è una novità assoluta.

D’altronde si sa, Salvatores è un pioniere, lo si era già evinto da Nirvana che nel 1997 rese reale l’allora inconcepibile idea, principalmente per gli italiani, di crossover tra media cinematografico e videoludico. Il concetto di allagare l’esperienza, di travalicare i confini del genere e del media e di aprire a nuovi scenari narrativi trasversali c’era già allora e dopo quasi vent’anni la storia si ripete. Questa volta il regista sceglie due nuovi media, forse più adatti e affermati del videogioco made in Italy anni ’90, ma altrettanto espressivi e sicuramente più facilmente plasmabili e fruibili: il fumetto e la narrativa.
Salvatores si butta a capofitto sul format del cinecomic che spopola ormai nelle produzioni Hollywoodiane tant’è che le major cominciano a fissare le date con parecchi anni di anticipo. Ma non è del film che vi vogliamo parlare, ma del fumetto. Ma proprio per questa cross-medialità la trama doppiamo estrapolarla dal film, perché dal primo dei tre albi del fumetto emerge la storia di una altro personaggio, di Andreij e non di Michele. Ed è Michele il vero protagonista, il ragazzo invisibile.

IL-RAGAZZO-INVISIBILE-ANTEPRIMA TAVOLA 1

La storia è in linea con il fumetto supereroistico classico, d’altri tempi oseremmo dire, in cui abbiamo il nostro protagonista con superpoteri ma anche con superproblemi; il classico dilemma ragnesco, insomma.
Abbiamo un adolescente, Michele appunto, il classico ragazzo timido, introverso, impopolare, senza meriti né demeriti particolari; non eccelle in nulla e si attesta nella grigia medietas, stallo psicologico della vita adolescenziale media, fertile terreno per la narrazione di innumerevoli storie. E di conseguenza è vittima e generatore di incomprensioni emotive e comunicative con il resto del mondo, dalla madre Giovanna ai compagni di scuola.
Ad aggiungersi ai suoi problemi esistenziali tipici dell’età che sta vivendo, compaiono i tormenti amorosi, la “cotta” per la bella Stella, ragazza dolce e sensibile che tuttavia non sembra accorgersi di lui.
Questo è l’incipit da cui poi prende il via la storia quando il ragazzo si ritroverà improvvisamente dotato del potere dell’invisibilità, quasi manifestazione fisica della sua condizione di incertezza, a cui farà seguito l’ingresso nella sua vita di misteriose figure quali il telepate Andreij, Ylena e lo psicologo Basili. Infatti Michele non è l’unico ad essere dotato di poteri, molti altri, definiti "Speciali", hanno sviluppato abilità sovrannaturali, in seguito ad un incidente nucleare nella Russia degli anni ’90.

Ora, tutto questo non emerge dal fumetto. O meglio in quello che è il primo albo di tre totali, l’unica figura che emerge è quella di Andreij. Diego Cajelli narra la sua storia, non quella di Michele; tant’è che dei tre piani narrativi proposti, ben due sono incentrati sul telepate in due diversi periodi della sua vita. Michele risulta essere una figura quasi marginale, non ricopre certo il ruolo di protagonista che dovrebbe avere. Il ragazzo compare si e no in quattro tavole.

Ma questo non pregiudica assolutamente il prodotto. La storia narrata è ben scritta e ben disegnata. Vi confluiscono diversi aspetti ben sviluppati, dall’amore all’odio, dalla perdita alla convivenza con il dolore, la tematica dello “scambio equivalente” di alchemica memoria. La psicologia stessa dei personaggi è affrontata accuratamente dandogli il giusto spessore senza appesantire inutilmente la narrazione e permettendo la nascita della giusta dose di empatia e risonanza che si instaura tra il lettore e i personaggi.
Il lettore però al termine del primo albo è spronato a seguire le vicende di Andreij, a seguire la sua storia e a vedere come evolverà il suo personaggio. Solo che si fatica a capire che la storia principale è quella del ragazzo.

IL-RAGAZZO-INVISIBILE-ANTEPRIMA TAVOLA 2

Questa purtroppo o per fortuna è una conseguenza dell’adottare il metodo della cross-medialità. Per evitare di riportare la stessa storia in 3 media diversi, si diversificano le tematiche trattate e i punti focali su cui si concentrano le diverse produzioni del medesimo progetto. Solo che a film non ancora uscito, tutto quello che può sapere il lettore/spettatore deriva da questo albo, che cronologicamente è il primo in ordine di pubblicazione. E a questo punto sarebbe lecito aspettarsi un film su Andreij e non su Michele. Ovviamente però questa è una considerazione fatta unicamente alla luce di questo primo albo. Che ad ora però rimane l’unico materiale reperibile sull’opera.

Passando al comparto grafico, le tavole sono affidate addirittura a tre artisti italianissimi di fama internazionale come Camuncoli, Dell’Edera e Vitti. I tre stili associati rispettivamente ai tre diversi piani narrativi si amalgano alla perfezione e avvicinano molto questo fumetto alla produzione e allo stile del comic d’oltreoceano. Passiamo dallo stile gritty, violento e oscuro e graffiato di Dell’Edera sull’Andreij più provato, navigato, ai colori luminosi e ai tratti nitidi e molto giovanili di Camuncoli sulle tavole di Michele. Diversi stili, diverse tavolozze, diversi tratti che però si mescolano senza frizioni.

In sostanza Il ragazzo invisibile è un buon fumetto, con una storia valida e ben narrata ma soprattutto corredata dalle belle illustrazioni dei tre artisti riuniti per l’occasione. Bella l'edizione panini stile comic book americano e con un apparato redazionale molto approfondito con interviste esclusive a Salvatores e agli altri artisti coinvolti nel progetto.
L’unica pecca è proprio quella che si vede e si percepisce ben poco di quella che dovrebbe essere la storia centrale. Non ci resta che continuare la lettura per i prossimi due albi e vedere come continuerà la vicenda, fiduciosi che al termine del percorso sia emersa la figura del protagonista, spiccando al di sopra di quella dei suoi comprimari.

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