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Lucca'17: Roberto Recchioni e Werther Dell'Edera su una mini de Il Corvo per Edizioni BD e IDW

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Edizioni BD ha annunciato a Lucca Comics & Games la pubblicazione di una nuova miniserie inedita de Il Corvo, intitolata Memento Mori, in contemporanea all'edizione americana edita dalla IDW. A scrivere la serie in 4 parti troviamo un team totalmente italiano composto da Roberto Recchioni ai testi, Werther Dell'Edera alle matite e Giovanna Niro ai colori.

La serie è stata approvata e supervisionata da James O'Barr, ideatore del personaggio.

L'annuncio è stato riportato anche da Recchioni su Facebook.

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Il Cronodramma di Dylan Dog, la recensione dell'albo 365

Sant’Agostino diceva: “Io so che cosa è il tempo, ma quando me lo chiedono non so spiegarlo ". Tutti noi sappiamo cos’è ma nessuno sa definirlo esattamente senza incappare in paradossi. Questo stesso concetto è citato in una delle battute di Groucho (pag. 13, ultima vignetta) e il tema in questione verrà analizzato in maniera particolare.

Il 365° di Dylan Dog albo ha come concept per la sua core story, quindi, il fuggevole Tempo (era intuibile già dal titolo “Cronodramma”). La copertina è affidata, come sappiamo, ad un Gigi Cavenago sempre più ispirato che unisce uno stile che ricorda i quadri di Giorgio De Chirico, in particolare Arrival of the moving van (la carrozza è sostituita dal maggiolino dell’indagatore dell’incubo), a citazioni visive quali la fabbrica di Animals dei Pink Floyd in lontananza. Altro richiamo di classe è un Dylan Dog appeso ad un orologio, come la famosa scena del corto Safety Last di Harnold Lloyd del 1923. Tutto avviene sotto lo sguardo divertito di un Arlecchino sogghignante. Questo personaggio sarà la chiave di tutto il fumetto ma ci arriveremo tra poco.

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Passiando alla trama, Dylan viene contattato da una ricca ereditiera che lo convoca nella sua tenuta fuori Londra, inviandogli una lettera, un assegno da 5000 sterline e il suo libro “I bastioni del Tempo” (dove è tratta la citazione iniziale e spunto filosofico nelle prime tavole del fumetto). La ragazza ingaggia l’Indagatore dell’Incubo perché da 6 anni perseguitata dal fantasma di una bambina che la costringe a non uscire dalla sua abitazione. La sceneggiatura è di Carlo Ambrosini che ritorna a scrivere Dylan dopo due anni (l’ultimo lavoro fu il numero 350 della testata). Egli struttura una narrazione con due storyline che lascia aperte le possibili interpretazioni temporali. Chiariamo un po’ il concetto.

Una delle due storyline si svolge con data marzo 2016, ovvero quando la lettera viene trovata da Groucho fuori l’uscio di casa in Craven Road. La seconda, invece, non è datata né databile se non con qualche riflessione. Una possibile ipotesi è quella dell’ormai abusata concezione onirica, ovvero è un sogno ad opera dell’Arlecchino/oniromante (personaggio ripreso da “Una nuova vita”, albo 325 sempre di Ambrosini). Forse in un punto preciso della storia lo diventa ma non l’intera stringa narrativa. Quella più plausibile è la sovrapposizione temporale sfasata che porta a nuove linee e quindi nuovi avvenimenti. In questa timeline troviamo un Groucho differente (occhiali nuovi e una sfrontatezza diversa nei confronti del suo capo). Il vecchio Maggiolino è stato cambiato per una fuoriserie customizzata con fiamme ai lati, solo per fare qualche esempio. La differenza sostanziale però riguarda l’investigazione che avviene per altre ragioni, a dispetto di quella principale e, da parte di un altro “cliente”. Ambrosini insomma gioca con il dilemma filosofico e scientifico che riguarda il tempo. È ciclico? È lineare oppure è una spirale? Sappiamo solo che è incarnato da questo omino vestito da Arlecchino che è presente in entrambe le storyline che possiamo ragionevolmente pensare sia una sottospecie di oniromante.

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Le due linee temporali sono state disegnate in uno stile volutamente diverso e da autori diversi. Quella principale è affidata allo stesso Ambrosini, con il suo tratto classico ed essenziale, più vicino allo stile Bonelli. Alcune vignette sembrano appena abbozzate e tratteggiate mentre altre eccedono nella cura dei dettagli. L’altra timeline è affidata a Wherter dell’Edera che, con uno stile personalissimo, minimal ma molto espressivo, rende le inquadrature molto evocative e in alcuni casi aggressive, come ad esempio la vignetta di Groucho che spegne il sigaro sulla lingua. Altra particolarità delle sue tavole riguarda proprio Dylan. La versione di Dell’Edera è un chiaro omaggio all’indagatore disegnato da Attilio Micheluzzi.

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Kriminal, nuova serie: svelati nuovi disegnatori

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Vi abbiamo già parlato della nuova serie di Kriminal che Mondadori Comics lancerà a maggio. Il team dietro questo progetto vede all'opera Matteo Casali e Onofrio Catacchio e Giuseppe Camuncoli. Il sito dell'editore sta rivelando ora, a ritmo settimanale, il nome degli altri disegnatori che lavoreranno alla serie. Al momento, sono stati svelati due artisti molto apprezzati: Andrea Accardi e Werther Dell’Edera.

Nella gallery in basso trovate due illustrazione ad opera di Camuncoli e Accardi. Vi ricordiamo, infine, che Mondadori Comics sta ristampando, a ritmo mensile, la serie classica di Kriminal di Max Bunker e Magnus.

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Il ragazzo invisibile 1

Recensione in anteprima. Il fumetto sarà disponibile a Lucca Comics & Games 2014 e dal 6 novembre in edicola e fumetteria.

Il ragazzo invisibile
è ad oggi un progetto cross-mediale. Non è solo il nuovo film del Premio Oscar Gabriele Salvatores, non è solo il fumetto di Diego Cajelli ai testi, Giuseppe Camuncoli, Werther Dell’Edera e Alessandro Vitti ai disegni e non è solo il libro edito da Salani e scritto da Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo. È il classico esempio di insieme maggiore della somma delle singole parti. E soprattutto per il mercato italiano è una novità assoluta.

D’altronde si sa, Salvatores è un pioniere, lo si era già evinto da Nirvana che nel 1997 rese reale l’allora inconcepibile idea, principalmente per gli italiani, di crossover tra media cinematografico e videoludico. Il concetto di allagare l’esperienza, di travalicare i confini del genere e del media e di aprire a nuovi scenari narrativi trasversali c’era già allora e dopo quasi vent’anni la storia si ripete. Questa volta il regista sceglie due nuovi media, forse più adatti e affermati del videogioco made in Italy anni ’90, ma altrettanto espressivi e sicuramente più facilmente plasmabili e fruibili: il fumetto e la narrativa.
Salvatores si butta a capofitto sul format del cinecomic che spopola ormai nelle produzioni Hollywoodiane tant’è che le major cominciano a fissare le date con parecchi anni di anticipo. Ma non è del film che vi vogliamo parlare, ma del fumetto. Ma proprio per questa cross-medialità la trama doppiamo estrapolarla dal film, perché dal primo dei tre albi del fumetto emerge la storia di una altro personaggio, di Andreij e non di Michele. Ed è Michele il vero protagonista, il ragazzo invisibile.

IL-RAGAZZO-INVISIBILE-ANTEPRIMA TAVOLA 1

La storia è in linea con il fumetto supereroistico classico, d’altri tempi oseremmo dire, in cui abbiamo il nostro protagonista con superpoteri ma anche con superproblemi; il classico dilemma ragnesco, insomma.
Abbiamo un adolescente, Michele appunto, il classico ragazzo timido, introverso, impopolare, senza meriti né demeriti particolari; non eccelle in nulla e si attesta nella grigia medietas, stallo psicologico della vita adolescenziale media, fertile terreno per la narrazione di innumerevoli storie. E di conseguenza è vittima e generatore di incomprensioni emotive e comunicative con il resto del mondo, dalla madre Giovanna ai compagni di scuola.
Ad aggiungersi ai suoi problemi esistenziali tipici dell’età che sta vivendo, compaiono i tormenti amorosi, la “cotta” per la bella Stella, ragazza dolce e sensibile che tuttavia non sembra accorgersi di lui.
Questo è l’incipit da cui poi prende il via la storia quando il ragazzo si ritroverà improvvisamente dotato del potere dell’invisibilità, quasi manifestazione fisica della sua condizione di incertezza, a cui farà seguito l’ingresso nella sua vita di misteriose figure quali il telepate Andreij, Ylena e lo psicologo Basili. Infatti Michele non è l’unico ad essere dotato di poteri, molti altri, definiti "Speciali", hanno sviluppato abilità sovrannaturali, in seguito ad un incidente nucleare nella Russia degli anni ’90.

Ora, tutto questo non emerge dal fumetto. O meglio in quello che è il primo albo di tre totali, l’unica figura che emerge è quella di Andreij. Diego Cajelli narra la sua storia, non quella di Michele; tant’è che dei tre piani narrativi proposti, ben due sono incentrati sul telepate in due diversi periodi della sua vita. Michele risulta essere una figura quasi marginale, non ricopre certo il ruolo di protagonista che dovrebbe avere. Il ragazzo compare si e no in quattro tavole.

Ma questo non pregiudica assolutamente il prodotto. La storia narrata è ben scritta e ben disegnata. Vi confluiscono diversi aspetti ben sviluppati, dall’amore all’odio, dalla perdita alla convivenza con il dolore, la tematica dello “scambio equivalente” di alchemica memoria. La psicologia stessa dei personaggi è affrontata accuratamente dandogli il giusto spessore senza appesantire inutilmente la narrazione e permettendo la nascita della giusta dose di empatia e risonanza che si instaura tra il lettore e i personaggi.
Il lettore però al termine del primo albo è spronato a seguire le vicende di Andreij, a seguire la sua storia e a vedere come evolverà il suo personaggio. Solo che si fatica a capire che la storia principale è quella del ragazzo.

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Questa purtroppo o per fortuna è una conseguenza dell’adottare il metodo della cross-medialità. Per evitare di riportare la stessa storia in 3 media diversi, si diversificano le tematiche trattate e i punti focali su cui si concentrano le diverse produzioni del medesimo progetto. Solo che a film non ancora uscito, tutto quello che può sapere il lettore/spettatore deriva da questo albo, che cronologicamente è il primo in ordine di pubblicazione. E a questo punto sarebbe lecito aspettarsi un film su Andreij e non su Michele. Ovviamente però questa è una considerazione fatta unicamente alla luce di questo primo albo. Che ad ora però rimane l’unico materiale reperibile sull’opera.

Passando al comparto grafico, le tavole sono affidate addirittura a tre artisti italianissimi di fama internazionale come Camuncoli, Dell’Edera e Vitti. I tre stili associati rispettivamente ai tre diversi piani narrativi si amalgano alla perfezione e avvicinano molto questo fumetto alla produzione e allo stile del comic d’oltreoceano. Passiamo dallo stile gritty, violento e oscuro e graffiato di Dell’Edera sull’Andreij più provato, navigato, ai colori luminosi e ai tratti nitidi e molto giovanili di Camuncoli sulle tavole di Michele. Diversi stili, diverse tavolozze, diversi tratti che però si mescolano senza frizioni.

In sostanza Il ragazzo invisibile è un buon fumetto, con una storia valida e ben narrata ma soprattutto corredata dalle belle illustrazioni dei tre artisti riuniti per l’occasione. Bella l'edizione panini stile comic book americano e con un apparato redazionale molto approfondito con interviste esclusive a Salvatores e agli altri artisti coinvolti nel progetto.
L’unica pecca è proprio quella che si vede e si percepisce ben poco di quella che dovrebbe essere la storia centrale. Non ci resta che continuare la lettura per i prossimi due albi e vedere come continuerà la vicenda, fiduciosi che al termine del percorso sia emersa la figura del protagonista, spiccando al di sopra di quella dei suoi comprimari.

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