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Tim Sale al lavoro su due progetti legati a Batman

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ComicsBlog.fr riporta una breve intervista a Tim Sale registrata durante Comic Con Paris in cui l'artista annuncia di essere al lavoro su due progetti legati al personaggio di Batman: uno sui testi di Tom King, attuale scrittore della testata principale, e Nightwing: The New Order sui testi di Kyle Higgins. Queste collaborazioni non erano state precedentemente annunciate e segnano il ritorno di Sale nel mondo del fumetto dopo gli ultimi tempi in cui la sua presenza si è fatta meno frequente se non con saltuarie cover per il Batman  di King e Batman/Shadow di Scott Snyder.

Di seguito il video con l'intervista.

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Capitan America: Bianco

All’inizio degli anni 2000 il tandem composto da Bill Jemas (Presidente) e Joe Quesada (Editor in Chief), prende in mano la Marvel, deciso a risollevarne le sorti dopo un decennio, quello precedente, in cui la storica casa editrice ha toccato con mano il rischio del fallimento, tra crolli delle vendite e speculazioni di carattere finanziario. Quesada è il disegnatore più in auge del momento, grazie ad un clamoroso ciclo di Daredevil realizzato in coppia col regista Kevin Smith, che riporta il Diavolo di Hell’s Kitchen  ai fasti dei tempi di Frank Miller. Aver riportato ai vertici delle classifiche delle vendite un personaggio fino a quel momento moribondo è un risultato che non sfugge ai vertici della casa editrice, che chiedono a Quesada di infondere il suo tocco all’intera linea editoriale, promuovendolo Redattore Capo. Il nuovo Boss della Marvel comincia a quel punto un’aggressiva campagna acquisti, capace di attrarre sulle principali testate i maggiori talenti del settore, alcuni dei quali non avevano mai lavorato sui personaggi della casa editrice: sono gli anni dello Spider-Man di J. Micheal Straczynski e dell’iconoclasta New X-Men di Grant Morrison.

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Nella pletora di progetti, annunci e talenti messi al lavoro da Quesada e Jemas figurano anche Jeph Loeb e Tim Sale, sceneggiatore e disegnatore associati fino a quel momento alla DC Comics, per la quale hanno realizzato alcune opere fondamentali tanto per il mito di Batman (The Long Halloween e Dark Victory) che per quello di Superman (Superman For All Seasons). La carriera di Loeb in particolare simboleggia la tipica ambivalenza del fumetto statunitense mainstream, a cavallo tra successo commerciale e aspirazioni d’autore: cominciata la sua carriera nel cinema con le sceneggiature per film come Teen Wolf e Commando e proseguita nel fumetto con successi stratosferici di vendite come Superman/Batman in coppia con Ed McGuinness e Batman: Hush con Jim Lee, è nel sodalizio con l’amico Tim Sale che Loeb trova la sua voce autoriale più autentica. I monologhi interiori tipici dello scrittore trovano nelle tavole evocative di Sale il naturale completamento, amplificandone la carica iconografica.

Arrivati in Marvel nel 2001, la coppia d’oro inaugura con Daredevil: Yellow una tetralogia di miniserie dedicate a quattro icone della casa editrice, che proseguirà con Spider-Man: Blue, Hulk: Gray e Captain America: White. Il filo che unisce queste quattro opere è il sentimento della malinconia e della nostalgia per il tempo perduto: l’eroe, attraverso l’elaborazione del lutto di una persona cara del suo passato, rivisita le proprie origini e motivazioni, e il lettore con lui. Le primi tre miniserie “dei colori” vengono pubblicate in rapida successione fino al 2008, anno in cui esce il numero 0 di Capitan America: Bianco, dopodiché qualcosa si inceppa, a seguito dei sempre più pressanti impegni professionali della coppia. Sale comincia a lavorare come illustratore per la serie televisiva Heroes; Loeb viene nominato vice presidente esecutivo di Marvel Television, la divisione dei Marvel Studios preposta allo sviluppo di progetti per il piccolo schermo. I numeri successivi di Capitan America: Bianco vengono dunque messi in stand-by, e gli anni passano senza che ne venga annunciata l’uscita. Il progetto viene ormai universalmente considerato abbandonato dai due autori quando nel 2015, a sorpresa, i cinque numeri rimanenti vengono pubblicati in rapida successione concludendo l’opera.  E leggendola, ora che Panini Comics l’ha resa disponibile per i lettori italiani, possiamo dire che è valsa la pena aspettare.

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La storia è ambientata poco tempo dopo il risveglio di Capitan America dalla sua ibernazione nei ghiacci del Polo Nord, dove era caduto al termine della sua ultima avventura durante la seconda guerra mondiale, impresa che era costata la vita alla sua giovane spalla, Bucky Barnes. Steve Rogers si trova ad aggirarsi in un mondo profondamente diverso da quello che conosceva, e la sensazione di solitudine e spaesamento è amplificata dall’assenza del suo giovane partner caduto in battaglia. Il Capitano visita il memoriale dedicato ai due eroi della seconda guerra mondiale, e davanti alla tomba del suo amico si perde nel viale dei ricordi. La memoria torna indietro ad una missione in particolare, svoltasi nella Francia occupata, per dare supporto ai partigiani francesi con la collaborazione di Nick Fury e dei suoi Howling Commandos. Capitan America e Bucky, con l’aiuto dei loro alleati, riusciranno a sventare i piani del Teschio Rosso e a salvare la città di Parigi dalla furia distruttrice nazista.

Il primo aggettivo che viene in mente approcciando Capitan America: Bianco è “classico”.  Ma è proprio questo sapore classico a rendere così speciale questo nuovo lavoro della premiata ditta Loeb/Sale. In un’epoca di reboot e retcon, di stravolgimenti narrativi e di cambiamenti mirati a uniformare personaggi iconici alle loro controparti cinematografiche nella speranza (spesso vana) di attrarre nuovi lettori, Jeph Loeb si propone come portatore della fiaccola della tradizione. Il suo Cap è lo stesso uomo fuori dal tempo, onesto e compassionevole, che abbiamo amato fin dalle storie anni ‘60 di Lee, Kirby e Romita Sr.
Ispirato purtroppo da un drammatico vissuto personale (la scomparsa del figlio Sam a soli 17 anni a causa di un male incurabile), Loeb permea l’opera di un forte sentimento di malinconia e di assenza, rimpianto e ineluttabilità dello scorrere del tempo. Lo scrittore fa imboccare al lettore il viale dei ricordi insieme a Steve Rogers, facendogli ritrovare tutti gli elementi che hanno fatto di Capitan America il più nobile degli eroi e che non lo faranno mai passare di moda: l’intrinseca bontà, nonostante gli costi lo sberleffo di commilitoni più prosaici come Nick Fury, il candore a cui fa riferimento il “bianco” del titolo, e la capacità di incarnare le più nobili aspirazioni dell’essere umano.

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Loeb si conferma un maestro della macchina da scrivere: i suoi testi sono all'insegna di una umanità e sincerità disarmante, i suoi monologhi, intrisi di dolorosa consapevolezza, sono un colpo al cuore. Ad accompagnarci per mano in questo commuovente tuffo nel passato sono le straordinarie tavole di Tim Sale, uno dei pochi artisti, insieme ad Alex Ross, capace di catturare l’essenza iconica di personaggi storici come il Capitano. Le illustrazioni di Sale, degno erede di celebri esponenti del Realismo Americano come Edward Hopper, danno il giusto sapore retrò alla malinconica sceneggiatura di Loeb, non dimenticando di omaggiare allo stesso tempo i disegnatori storici del Capitano, catturato in iconiche pose alla Jack Kirby e alla Jim Steranko. Raramente testi e disegni si sono fusi con tanta efficacia e bellezza come nel caso del duo Loeb/Sale, creando un sodalizio e una continuità artistica che attraversa tutta la “tetralogia” dei colori, e che non viene compromessa neanche dalla sostituzione dei vivaci acquarelli di Matt Holligsworth, compagno di viaggio dei due autori fin da Daredevil: Yellow, con la pur efficace paletta cromatica di Dave Stewart.

Capitan America: Bianco viene proposto in Italia da Panini Comics in un bel volume cartonato formato “Marvel Now”, che si segnala per un eccellente rapporto qualità - prezzo.
Una lettura necessaria per ogni Marvel Fan che si rispetti, capace di catturare lo spirito di un’epoca lontana come un film di Frank Capra o un disco di Glenn Miller.

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Primo sguardo a Captain America: Sam Wilson #7, che celebra i 75 anni di Cap

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Esce il prossimo 30 marzo Captain America: Sam Wilson #7.
Come vi avevamo anticipato, sarà un numero particolare, dal formato di 80 pagine, che conterrà diverse storie realizzate da nomi come Nick Spencer, Joss Whedon, John Cassaday, Tim Sale.
Un numero speciale che, in occasione del 75° anniversario di Capitan America, vuole celebrare presente, passato e futuro della Sentinella della Libertà.

All'interno troveremo innanzitutto il tie-in con Avengers: Standoff! firmato da Nick Spencer e Daniel Acuna. Steve Rogers, che ha ceduto il manto a Sam Wilson, sarà richiamato a indossare scudo, stelle e strisce in una storia che aprirà la strada al suo ritorno definitivo su Captain America: Steve Rogers #1.

Segue una storia di Tim Sale, che mostra Capitan America infiltrato dietro le linee nemiche. Quindi un team-up tra Cap e la Vedova Nera, realizzato da Greg Rucka e Mike Perkins e, infine, le origini dell'arma più importante di Capitan America, raccontante da Joss Whedon e John Cassaday, che tornano insieme dopo il loro lavoro su Astonishing X-Men (2004).

Di seguito, in gallery, un'anteprima di Captain America: Sam Wilson #7 che, tra l'altro, avrà diverse variant cover: quella di John Cassaday, la "Women of Power Variant" di Nen Chang, la variant di Alex Ross (autore anche della Main Cover), Chris Sprouse, e Jim Steranko che, dopo decenni, torna alla Marvel con la prima di una serie di variant cover che usciranno per tutto il 2016.

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Arriva Captain America: White di Jeph Loeb e Tim Sale, l'anteprima del #1

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Anni dopo il suo annuncio, il 16 settembre arriverà finalmente la quarta saga "a colori" di Jeph Loeb e Tim Sale. Parliamo, ovviamente, di Captain Amarica: White, che segue il ciclo di miniserie che comprende Spider-Man: Blue, Devil: Giallo e Hulk: Grigio.

Nella gallery in basso, trovate le prime tavole del #1, ambientato nel 1941. All'interno dell'albo è presente anche il #0 uscito qualche anno fa. Le cover sono ad opera di Tim Sale, J. Scott Campbell, Mahmud Asrar, Skottie Young.

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