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John Watts in trattative per il sequel di Spider-Man: Homecoming

  • Pubblicato in Screen

Dopo aver diretto il primo film della saga, che nei primi 10 giorni al cinema ha incassato la bellezza di 470 milioni di dollari nel mondo, THR riporta che Sony e Marvel sono in trattative per riconfermare Jon Watts alla regia del sequel di Spider-Man: Homecoming (qui la nostra recensione). Il nuovo film è previsto per il 5 luglio 2019 e vedrà naturalmente Tom Holland nuovamente nel ruolo del protagonista. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Nato dalla collaborazione di Sony Pictures e Marvel Studios, Spider-Man: Homecoming è diretto da Jon Watts. Alla sceneggiatura troviamo John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein (Vacation) mentre il protagonista della pellicola è Tom Holland. Nel cast anche Marisa Tomei (Zia May), Zendaya (Michelle), Laura Harrier (Liz Allen), Tony Revolori (Flash Thompson), Jacob Batalon (Ned Leeds), Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Michael Keaton (Avvoltoio), Kenneth Choi, Michael Barbieri, Donald Glover, Logan Marshall-Green, Martin Starr, Isabella Amara, Jorge Lendeborg Jr., Hannibal Buress, Abraham Attah, Angourie Rice, Martha Kelly e J.J. Totah.

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La psicoanalisi del Ragno, la recensione di Spider-Man Collection: Il bambino dentro

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Torna, per la prima volta in volume, una delle più apprezzate run di Spider-Man, scritta da J.M DeMatteis e disegnata da Sal Buscema: Il bambino dentro. La storia è un dramma psicologico che vede le tre figure protagoniste Peter Parker/Spider-Man, Edward Whelan/Vernim e Harry Osborn dover risolvere, oltre ai conflitti fra loro, quelli interiori dovuti al legame con i loro genitori e al rapporto con la loro non facile infanzia. Ad un’attenta analisi, infatti, lo stesso Peter scopre che il suo senso di colpa è precedente alla morte di zio Ben, di cui si sente almeno in parte responsabile, e risale addirittura alla morte dei genitori di cui inconsciamente si sente colpevole. Un meccanismo, quello di reagire ai traumi assumendosi le colpe per cose che non si riescono a spiegare, tipico dell'infanzia.

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La trama principale che però DeMatteis sviluppa è quella di Edward Whelan, aka Vernim, vittima di un esperimento genetico del Barone Zemo e di Arnim Zola, personaggio creato dallo stesso sceneggiatore durante il suo ciclo di Capitan America e poi ripreso nella sua gestione di Spider-Man, anche nella stupenda L’ultima caccia di Kraven. La Dr. Kafka che ha in cura Edward si rende conto della bontà dell'individuo, che tuttavia rimane vittima rinchiusa nel corpo del mostro, e cerca quindi di farlo uscire fuori, compito impossibile senza che prima abbia ritrovato la fiducia nelle persone. Vernim riesce però a fuggire e torna alla casa dei propri genitori, ma si troverà a dover superare un grande conflitto interiore rivivendo le sevizie subite in passato dal padre e l'omertà della madre, rea di non porre fine alle violenze.

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La vicenda più drammatica però è quella legata a Harry, l’emotivamente fragile figlio di Norman Osborn. Fin da piccolo, il ragazzo ha cercato invano l’approvazione paterna, un amore che il primo Goblin non gli ha mai garantito, preso dai suoi affari e dalla sua attività come super-criminale, vedendo proprio in quel figlio così fragile e ingenuo un suo fallimento. Ora Harry, sposato con Liz Allen e padre a sua volta, vive in un appartamento sopra quello di Peter e di Mary Jane. La sua fragile mente non riesce a gestire il conflitto generato dal voler essere all’altezza del padre, dall’essere considerato un debole, ma anche dal rapporto con l’amico Peter, colpevole della morte di Norman dopo che quest’ultimo aveva ucciso Gwen Stacy. La confusione nella sua mente è palese e lo spinge ad agire in maniera contraddittoria, rinnegando il padre per poi giustificandone le azioni, odiando Peter e sacrificandosi per lui. Vuole essere come il suo genitore, migliore di lui, e amare il suo piccolo, essere presente nella sua famiglia, ma il suo modo di agire è ben oltre la pazzia.
Il volume della collana Spider-Man Collection propone, oltre alla saga principale e al suo epilogo, anche due storie fondamentali nello sviluppo della vicenda di Harry: Il retaggio degli Osborn (Spectacular Spider-Man 189) e Nemici del cuore, ovvero il celebre Spectacular Spider-Man 200 (presente anche nel volume Io sono Spider-Man) in cui l’amico di Peter perde la vita a causa dell’iniezione della formula potenziata che aveva progettato Norman Osborn ma, al tempo stesso, riscatta il suo nome. Una scelta, quella operata da Panini Comics, davvero ottima che consente di seguire l’intero fato del personaggio.

Quello messo in scena da DeMatteis è un dramma riuscito e profondo, che analizza i rapporti genitori-figli con tre vicende distinte e forti. L’introspezione psicologica è approfondita ed emerge un’epicità lontana da quella classica dei fumetti di super-eroi che ci fa comprendere quanto l’infanzia influisca sulle nostre vite da adulti. Ogni personaggio presentato è assolutamente sfaccettato e vivo, oltre che credibile.

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Alla matite troviamo Sal Buscema, uno dei disegnatori più prolifici della Marvel nonché l’artista che ha disegnato la maggior quantità di numeri dello Spider-Man originale. Veloce e affidabile, tanto da essere utilizzato spesso per realizzare fill-in e coprire i buchi degli altri disegnatori, Buscema non ha in sé l’epicità del più noto fratello John, ma è un artista che spesso proprio per la sua alta produttività è stato spesso sottovalutato. In queste tavole vediamo invece un autore maturo e consapevole del suo tratto. Indubbiamente, i molti primi piani e l’assenza quasi costante di sfondi, sono un prezzo da pagare necessario, tuttavia il suo tratto sottile e spigoloso punta all’essenzialità ed è ben capace di trasmettere tutto il pathos della sceneggiatura di DeMatteis e il suo contributo non è affatto secondario.

Fra le storie più apprezzati e importanti di Spider-Man, Il Bambino Dentro è un ciclo che ancora oggi mantiene intatto il suo valore, e per i fan dell’Uomo Ragno è un obbligato must have.

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Marvel Legacy, Amazing Spider-Man: Peter Parker torna al Daily Bugle

  • Pubblicato in News

Amazing Spider-Man #789 sarà il primo numero della serie del rilancio Marvel Legacy e porterà Peter Parker alle sue radici al The Daily Bugle, e sembra che dovrà perdere tutto per arrivarci. Non a caso lo story-arc si intitola "The Fall of Parker" (La caduta di Parker)."

"Questo è un Peter Parker che ha avuto tutto, ha perso tutto e ora deve trovare nuovamente il suo posto nel mondo", ha dichiarato lo sceneggiatore Dan Slott a Entertainment Weeky. "È un ritorno allo status di perdente che è il Peter Parker che tutti noi conosciamo e amiamo. Vedremo un ritorno a quella concezione, con i vecchi amici che tornano in scena, alcuni in modi completamente nuovi. Tutto ha portato a questo, da Big Time a Superior, attraverso Spider-Verse e l'era delle Industrie Parker. È stato un viaggio pazzesco, ma ora che siamo qui, avremo un Peter/Spider-Man più vicini al core di Spidey di quello che abbiamo avuto negli anni. Tutto conta. È una ricompensa per i lettori di vecchia data, ma anche il punto di partenza di Marvel Legacy per i nuovi lettori o delle persone che hanno appena scoperto il personaggio in Spider-Man in Homecoming".

Stuart Immonen sarà ancora a bordo di Amazing in questa nuova era. Per quanto riguarda il ruolo che Peter svolgerà al The Daily Bugle, Slott non si sbilancia.
"In Amazing Spider-Man vedremo il The Daily Bugle e il cast del Bugle tornare in pompa magna, e no, non vedremo Peter diventare nuovamente fotografo. È qualcosa di nuovo, qualcosa che non abbiamo mai visto in Amazing Spider-Man."

Da questo numero, il 789, Slott getterà i semi per quello che, a detta sua, sarà un epico numero 800. Non ci resta che attendere. Intanto, potete vedere qui di seguito la cover dell'albo disegnata da Alex Ross.

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(Via Newsarama)

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Le storie più belle dell'Uomo Ragno in volume, la recensione di Io sono Spider-Man

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Come da tradizione, in concomitanza dell’uscita del nuovo cine-comic Marvel Panini Comics dedica un volume cartonato della serie “Io sono…” al franchise in questione e Spider-Man: Homecoming, il nuovo film con Tom Holland (che vi abbiamo recensito qui), non rappresenta un'eccezione. Nel volume è presente una riproposizione, aggiornata, di un tomo già apparso in una precedente occasione. Non sempre queste raccolte antologiche risultano soddisfacenti, vuoi per una selezione non perfetta o comunque obbligatoriamente limitata di storie. Nel caso di Spider-Man, però, ci troviamo di fronte a un volume quasi perfetto, che contiene un’ottima scelta di storie altamente rappresentative sotto una copertina inedita disegnata da Simone Bianchi.

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Si parte con la prima storia assoluta di Spider-Man apparsa su Amazing Fantasy 15 e la prima avventura del personaggio apparsa su Amazing Spider-Man, entrambe della coppia Stan Lee/Steve Ditko. Una presenza, la loro, assolutamente obbligata: in poche pagine sono racchiuse l’origine e molti dei punti cardini del personaggio (il senso di colpa e di responsabilità, il rapporto con Zia May, Jameson e con i compagni di scuola, la componente drammatica, e la figura di Peter come eroe umano e con super-problemi). Purtroppo, e qui è a nostro avviso la grossa pecca del volume, l’assenza di un’ulteriore storia di Ditko più rappresentativa del lavoro dell’artista rappresenta una mancanza che poteva essere facilmente colmata: la prima storia di ASM, infatti, per quanto seminale, non è certo la summa del lavoro dell'artista statunitense e già negli albi successivi si trovano alcune gemme pregiate dell'intera produzione dei comics americani.

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Ad ogni modo, proseguendo per il periodo classico, il volume propone una delle avventure più famose dell’Uomo Ragno, ovvero Spider-Man No More, di Lee e John Romita, albo numero 50 di Amazing. Qui la storia, servita da base anche per Spider-Man 2 di Sam Raimi, vede Peter abbandonare il suo costume in un bidone della spazzatura e rinunciare alla sua identità per dedicarsi alla sua vita privata che ne trae, per questo, enormi benefici. Tuttavia, il senso di responsabilità che deriva dai suoi poteri ha la meglio e così, a fine episodio, torna sui propri passi. Con questa storia, il volume chiude la selezione anni ’60 dominata dai due Spider-Man di Ditko e Romita. Il personaggio subisce una netta evoluzione da questa cambio di team creativo diventando più solare e incrementando l’aspetto umoristico. Tuttavia, non spariranno affatto i problemi.

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Le due storie successive, infatti, vedono Gerry Conway e Ross Andru occuparsi di testi e disegni della serie, con la supervisione dello stesso Romita. La saga proposta qui è fra le più celebri del fumetto americano, talmente significativa da segnare la fine della Silver Age, ovvero la fine dell’innocenza di comics. Parliamo, naturalmente, della morte di Gewn Stacy uccisa da Norman Osborn/Goblin e forse (involontariamente) dallo stesso Spider-Man nell’atto di salvarla. Siamo nel 1973, la serie non è al top delle vendite, ma la morte di un personaggio giudicato sacrificabile suscitò grandissimi polemiche e minacce di morte agli autori. Di sicuro questi albi, fondamentali per la definizione del personaggio, mantengono intatti il loro tasso di drammaticità ai nostri occhi e le tavole di Andru continuano ad essere uno spettacolo.

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La selezione anni ’80 ci offre una piccola gemma di sole 11 pagine di Roger Stern e Ron Rrenz dal titolo Il ragazzo che collezionava l’Uomo Ragno del 1984, in cui Spider-Man va a far visita a un ragazzo malato terminale di leucemia. La seconda avventura è tratta da Amazing #300 del 1988 (e non dell’84 come indicato nel volume) e ci mostra il primo scontro fra Venom e Spidey. Una storia fondamentale, scritta da David Michelinie e disegnata da Todd McFarlane, in quanto il personaggio di Venom diventerà non solo la nuova nemesi per eccellenza dell’eroe Marvel, ma si guadagnerà una serie tutta per sé negli anni ’90. Con questo ciclo di storie McFarlane, in seguito anche autore di una serie personale di Spider-Man, si affermerà sempre di più come artista e farà decollare il personaggio nelle zone d’alta classifica, come non accadeva dagli anni '60, prima di lasciare la Marvel e fondare la Image Comics.

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Gli anni ’90 vengono qui rappresentati non da "saghe del clone" o altro, ma dal drammatico Spectacular Spider-Man 200, la celebre storia di J.M. DeMatteis e Sal Buscema, intitolata Nemici del cuore, in cui si conclude la triste parabola di Harry Hosborn. Lo storico amico di Peter deciso a seguire le orme paterne di Goblin, vive una profonda crisi psicologica dovuta al mancato quanto cercato amore paterno, all’uccisione di Gwen Stacy e alla morte del genitore causata dal suo migliore amico nelle vesti di Spider-Man. Una situazione che lo porta a una tragica uscita di scena in una storia scritta da uno degli autori più apprezzati del personaggio e dall’artista che ne ha disegnato il maggior numero di tavole.

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Il nuovo millennio per Spider-Man è segnato dal lungo ciclo di J.M. Straczynski che ridefinirà il personaggio, introducendo anche un’opzione totemica per le origini del Ragno, e lo accompagnerà durante la celebre Civil War in cui l’Uomo Ragno si toglierà la maschera, ma scrivendo anche alcune pagine dimenticabili come la pessima Peccati del Passato. Ad ogni modo, qui presente ci sono due storie molto importanti, quella dell’11 settembre, scritta di getto sull'onda emotiva degli eventi, e Amazing 500, un lungo viaggio interiore di Spider-Man che ne ricorda alcune tappe fondamentali. Entrambe le storie sono disegnate magistralmente da John Romita Jr., figlio d’arte che ha illustrato per due decenni le vicende dell’Uomo Ragno diventando una delle matite per antonomasia del personaggio. Nella seconda, inoltre, John Romita Sr. si unisce al figlio per concludere l’episodio con ben 4 tavole. Di sicuro due ottime scelte, peccato però non vedere lo splendido albo del dialogo fra Peter e zia May dopo che quest’ultima ha scoperto l’identità segreta del nipote. Una storia meravigliosa che poteva trovare spazio al posto delle tre brevi che seguono, ovvero Il tormento della sconfitta di Sheldon Allen e Jim Cheung, Spidey incontra il presidente di Zeb Wells e Todd Nauck (diventata virale per l'incontro con Barack Obama) e La parte migliore di me di Brian Michael Bendis e Joe Quesada (con la presenza di Jessica Jones), interessanti ma non fondamentali.
Chiude il volume Mondiale Parte 1: Di che segno sei? di Dan Slott e Giuseppe Camuncoli del 2015 che ci mostra la versione più moderna di Spider-Man data dall'ultimo rilancio Marvel.

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Come sempre, naturalmente, questi volumi racchiudono una serie di articoli che accompagnano le storie e parlano nel dettaglio di vari aspetti del personaggio contribuendo a dare uno sguardo davvero esaustivo su Spider-Man. Come anticipato in apertura, la selezione di albi rende questo tomo un eccellente biglietto da visita sul Ragno, adatto in particolare a chi ne è a digiuno e vuole percorrerne le tappe più significative. Per tutti gli altri, un ottimo best of da mettere in libreria.

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