Menu

 

 

Recchioni al lavoro su Dylan Dog 400 con Cavenago per la fine della trilogia di Mater Morbi

  • Pubblicato in News

Roberto Recchioni ha annunciato su Facebook che è al lavoro sul numero 400 di Dylan Dog il cui titolo provvisorio è "Mater Triumphans". La storia, disegnata da Gigi Cavenago, porterà alla conclusione la trilogia di "Mater Morbi", oltre che "le fila del discorso aperto da Spazio Profondo e dal ciclo della Meteora". Al suo termine, spiega Recchioni, "tutto l'universo di Dylan ripartirà".

L'autore ha anche rivelato che sta completando la serie dei Samurai sempre per la Sergio Bonelli Editore. Di seguito il messaggio completato postato su Facebook.

Leggi tutto...

La fine della ragione, recensione: la distopia di Roberto Recchioni contro l'oscurantismo

14291a41ae923e3ff4c08fe15e9320dc XL

Una volta terminata la lettura de La fine  della ragione, il nuovo lavoro di Roberto Recchioni - qui in veste di autore unico - per l’esordio di Feltrinelli Comics, l’idea che emergeva era quella di una critica fin troppo diretta alla attuale società. Perché l’opera, che porta all’estrema conseguenza alcune sacrosante riflessioni, non ha nessun tipo di filtro ed esprime la sua critica senza compromessi, senza metafora alcuna, in una maniera quasi didascalica, come se si trattasse di un articolo di giornale. Mentre ci riflettevo, per puro caso mi è capitato di leggere su Facebook una news riguardante la Nasa e, di conseguenza, alcuni commenti all’articolo di gente che invitava gli altri a “svegliarsi” e a non crede a quello che veniva raccontato. E così, una sfilza di persone, fra complottasti e terrapiattisti, mettevano in dubbio alcuni aspetti e alcune conquiste scientifiche reali, contrapponendo le loro opinioni ai fatti e accusando, in pratica, la Nasa di mistificazione. Questo mi ha permesso di vedere La fine della ragione in un’altra prospettiva e a capire l’intento di Recchioni: il tempo delle metafore è finito.

Recchioni La fine della ragione tav1

È innegabile come l’avvento dei social network abbia avuto alcuni risvolti negativi fra cui quello di livellare in alcuni casi il grado di cultura generale verso il basso, come se il tasto “commenta” fosse un obbligo e non un invito a dialogare con gli altri, a dire la nostra su ogni cosa, anche su quelle di cui non sappiamo nulla. Il guaio è che questo ha creato una legittimazione dovuta anche da chi sfrutta e incoraggia con posizioni popolustiche questo modo di fare portando all’assioma “uno vale uno”. Per questo, si pretende di parlare di scienza e medicina come esperti del settore, seppur non ne abbiamo nessuna competenza, e a tutelare la nostra posizione difendendola come libera opinione. La conseguenza è quella di negare verità scientifiche, storiche o culturali, con movimenti popolari che attecchiscono sempre di più grazie anche a politici che, per di cavalcare lo scontento, l'indignazione, aizzano la "gggente" contro il sistema, di conseguenza contro la cultura, portando a un ribaltamento di verità pericoloso.

Recchioni La fine della ragione tav2

Recchioni narra, dunque, le vicende di un distopico futuro possibile, in cui i movimenti populistici riescono a respingere il sapere, a confinare la scienza letteralmente in profondità, sottoterra, dove un nucleo di studiosi è ancora in cerca della verità. Nel passato ci si immaginava un futuro in cui la scienza e il sapere avrebbero dominato, invece l’attuale situazione sembra far presagire a un nuovo oscurantismo, a un nuovo Medioevo. In questo scenario, una madre sfida il mondo intero, o meglio la volontà popolare, per salvare sua figlia e chiedere aiuto ai medici.

Recchioni La fine della ragione tav4

Come sottolineavamo in apertura, l’esposizione della vicenda pecca in alcuni frangenti di didascalismo, specie dove le pagine sono occupate interamente da scritte fatte a penna, come se si trattasse di un quaderno. Anche l’intreccio risulta abbastanza lineare e alcuni aspetti, come la sopraccitata presenza di tavole scritte a mano e diverse splash-page sembrano, più che una scelta stilistica, suggerire una certa velocità di lavorazione. Tuttavia, proprio la sua schiettezza, mescolata a una narrazione veloce, fanno si che l’intento dell’autore venga centrato appieno.
Lo stile artistico di Recchioni, si rifà molto a quello autoriale anni ’70 e ’80 che mescola in una interessante miscela elementi di Andrea Pazienza a quelli di Go Nagai, con un gusto e un risultato del tutto personale che ricorre spesso a tecniche e colorazioni totalmente differenti a seconda dell'esigenza.
Il risultato finale è un libro feroce e imperfetto che, come un assolo rock, sa essere potente e graffiante, toccando le giuste corde emotive.

Leggi tutto...

Feltrinelli Comics: anteprima de La fine della ragione di Roberto Recchioni

  • Pubblicato in News

Uscirà l'8 febbraio in libreria La fine della ragione, la nuova opera scritta e disegnata da Roberto Recchioni per Feltrinelli Comics che verrà presentata lo stesso giorno a Milano. Di seguito trovate tutti i dettagli del volume insieme a un'anteprima visibile nella gallery in basso.

"S’intitola La fine della ragione la nuova graphic novel scritta e disegnata da Roberto Recchioni (autore e curatore editoriale di Dylan Dog) che arriva in libreria dall’8 febbraio con Feltrinelli Comics e racconta la storia di un mondo dove hanno vinto “loro”, in cui la scienza e la cultura sono state abiurate in favore della sapienza popolare e delle buone cure di una volta, e in cui una donna, madre disperata di una bambina malata, verrà trattata come un’eretica nella sua ricerca di quegli stregoni mistificatori noti come “dottori”. L’autore presenterà il volume giovedì 8 febbraio, alle 18:30, a laFeltrinelli Libri e Musica di Milano, piazza Duomo, in compagnia di Matteo Strukul

Un viaggio in un mondo in cui nei cieli non volano più aerei, perché le scie chimiche ci avvelenano, dove gli insegnanti sono nemici del popolo, perché tramandano le nozioni sbagliate, dove gli organi di informazione non esistono più, perché mentono, dove le frontiere sono chiuse, perché quelli che vengono da fuori sono tutti criminali e non c’è alcun motivo per abbandonare la propria casa. Un nuovo Medioevo culturale e sociale.

“Un vecchio proverbio ebraico dice che Dio non può essere da tutte le parti… e che è per questo che ha creato le madri” - si legge ne La fine della ragione - e solo una madre come la protagonista di questa storia, con la sua forza, può provare a far fronte a un’epoca in cui sempre di più ci si affida al parere della massa e non alla conoscenza esperta, a un mondo in cui i rimedi naturali si sostituiscono anche a quelli scientifici e dove il destino è la risposta a molte domande. Ma una madre il destino non basta, una madre è pronta ad andare contro tutto e tutti pur di salvare sua figlia...


Scheda
Formato: 16x24 cm, pagine: 112, a colori, prezzo: 16 €

L’AUTORE
Roberto Recchioni

Roberto Recchioni è sceneggiatore e soggettista per il fumetto e il cinema, illustratore, critico, personalità web. Ha scritto storie per personaggi come Tex, Diabolik e Topolino. Ha creato John Doe, insieme a Lorenzo Bartoli, e la serie multimediale Orfani, con Emiliano Mammucari. È curatore di “Dylan Dog”, per la Sergio Bonelli Editore. La sua graphicnovelMater Morbi è stata pubblicata in tutto il mondo, vincendo numerosi premi, e da Monolith è stato tratto un film. In ambito cinematografico si è occupato della realizzazione dei fumetti legati a Lo chiamavano Jeeg Robot e Smetto quando voglio. Masterclass. Recchioni è inoltre l’autore di YA, serie di romanzi fantasy."

Leggi tutto...

I Maestri del Mistero. I delitti della Rue Morgue e altri racconti da Edgar Allan Poe: recensione

71vLMeUTIDL

Il maestro dell’orrore e della suspense Edgar Allan Poe ha ispirato, spaventato e incantato numerosi artisti provenienti da media diversi, con sensibilità e pratiche artistiche diverse che, in circa un secolo e mezzo, si sono dedicati alla materia narrativa dello scrittore di Baltimora.
Le Edizioni Star Comics, per la collana I Maestri del Mistero (curata da Roberto Recchioni), hanno affidato ad un trio creativo l’adattamento a fumetti de I Delitti della Rue Morgue e di altri tre racconti scritti da Poe.

delitti-rue-morgue-1

Il cartonato si apre con la storia di cui porta il titolo: I Delitti della Rue Morgue, scritto da Michele Monteleone e disegnato da Oscar. La trama è nota a tutti gli appassionati di Poe e del genere mistery, e non solo: alcuni efferati omicidi vengono commessi a Parigi e, mentre la polizia brancola nel buio, il detective Auguste Dupin, insieme all’anonimo narratore del racconto, cercano di risolvere il mistero dietro la morte di Madame L'Espanaye e di sua figlia. Essendo, la vicenda raccontata, molto nota da quasi due secoli (Poe la scrisse nel 1841), Monteleone e Oscar scelgono un felice approccio narrativo che si concentra più sulla messinscena che sul mero svolgimento della trama. Evidente dai divertenti rimandi metanarrativi è la presenza dello stesso Poe all’interno del racconto, non come solo easter egg: essendo il narratore del romanzo (come del fumetto) nascosto dall’anonimia, i due autori hanno scelto di rappresentarlo attraverso la caricatura dello scrittore di Baltimora. Evidente, inoltre, è il taglio da “libro game”: come nell’altro adattamento del duo Monteleone-Oscar, La Lettera Rubata, numerosi sono gli accorgimenti visivi che interrompono lo svolgimento della trama a favore di una ricostruzione grafica degli indizi esaminati dal detective Dupin. Tale stratagemma narrativo strizza l’occhio al lettore che si ritrova a decifrare gli indizi e a collocarli all’interno di quella che è una vera e propria mappa del luogo in cui svolgono le indagini.

delitti-rue-morgue-2

L’adattamento del famoso racconto orrorifico Il Gatto Nero (ancora una volta una storia di grande fama) vede alla sceneggiatura Jacopo Paliaga che – strizzando l’occhio a un approccio dal sapore cinematografico – lascia all’arte di Oscar il compito di narrare la vicenda dell’uomo ossessionato dal gatto di nero di casa, a tal punto da commettere involontariamente l’assassinio della moglie: l’adattamento, infatti, non ha alcun dialogo, né alcuna voice over, l’unica voce che emerge è all’inizio e alla fine. Il risultato è una veloce discesa nella follia e nell’ossessione dell’uomo protagonista, come se non si stesse leggendo un racconto a fumetti, ma piuttosto guardando un breve cortometraggio animato. Paliaga e Oscar hanno anche il compito di adattare Lo Scarabeo D’Oro, racconto dal sapore avventuroso e non solo mistery, il cui protagonista è ossessionato – il tema dell’ossessione (in diverse declinazioni) è il fil rouge dei quattro racconti – da un pezzo di carta (in cui era avvolto uno scarabeo d’oro) che crede possa nascondere la parte di una mappa del tesoro. Il personaggio Edgar Allan Poe torna come anonimo narratore, e ritornano le sospensioni narrative dedicate alla ricostruzione degli indizi. Paliaga, dunque, si allinea agli intenti narrativi del volume, arricchendolo con un testo strutturato sul continuo interscambio tra presente e passato. Dimensioni temporali che convergeranno alla fine del racconto.

delitti-rue-morgue-3

I disegni di Oscar descrivono visivamente tutte e quattro le storie e lo fanno con un tratto caricaturale, spesso deformato, che delinea i personaggi attraverso una fisionomia esasperata, matrice estetica su cui regge il grande movimento all’interno delle tavole e delle vignette.
Il volume, infine, è ricco di contenuti extra: ogni storia è intervallata da un testo scritto dagli sceneggiatori con il compito di descrivere le suggestioni che ruotano attorno alle opere di Poe da loro selezionate per l’adattamento. Gustosi sono gli approfondimenti in calce al cartonato, dedicati allo scrittore e ad alcune curiosità legate alla sua figura.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.