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Dopo le polemiche, la Marvel annulla la collaborazione con la Northrop Grumman

  • Pubblicato in News

Dopo le polemiche per la partneship con la Northrop Grumman per una nuova serie di fumetti dal titolo Avengers, Featuring N.G.E.N. – Start Your N.G.E.N.s!, scritta da Fabian Nicieza e disegnata da Sean Chen, arriva l'annuncio da parte della Marvel che tale collaborazione è stata cancellata. I fan, infatti, non avevano gradito che la casa delle Idee prestasse i propri eroi per promuovere uno dei maggiori produttori di armi degli Stati Uniti. Criticato, inoltre, il momento scelto per l'annuncio dopo i recenti eventi di Las Vegas dove sono morte 59 persone.

La serie a fumetti aveva l'intento di promuovere la formazione STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), concentrandosi sulla tecnologia aerospaziale e sull'esplorazione in modo positivo, ma Marvel ha confermato a Polygon che la partnership non continuerà in quanto lo spirito di tale iniziativa non è venuto fuori. Tuttavia, Marvel e Northrop Grumman continueranno ad essere impegnati nell'elevazione e nell'introduzione della formazione STEM a un vasto pubblico.

Durante il panel Cup O’ Joe al New York Comic Con un fan ha chiesto a Joe Quesada di commentare la vicenda. Quesada ha così risposto: "Sarò onesto, l'ho visto per la prima volta come tutti voi. Penso che ci siano stati alcuni problemi di comunicazione. Era davvero sulla scienza e l'educazione".

La Marvel è nota per aver collaborato con varie società per fumetti personalizzati, tra cui i ESPN, Visa, NBA e addirittura il Florida Department of Citrus. Tuttavia, nessuna è stata accolta negativamente come la collaborazione con la Northrop Grumman. Questi tipi di fumetti vengono realizzati da una sezione separata da quella che produce i normali albi che leggiamo, ma tutto ciò ha avuto un impatto negativo sulla percezione pubblica della Marvel Comics e probabilmente porterà ad una diversa valutazione e comunicazione interna quando si tratterà di accettare future partneship.

(Via CBR)

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NYCC17: Marvel annuncia collaborazione con Northrop Grumman, ma è polemica

  • Pubblicato in News

La Marvel Comics ha annunciato una collaborazione con la Northrop Grumman per una nuova serie di fumetti dal titolo Avengers, Featuring N.G.E.N. – Start Your N.G.E.N.s!, scritta da Fabian Nicieza e disegnata da Sean Chen. Qui vedremo, dunque, i Vendicatori unire le forze con i N.G.E.N., ovvero un team di supereroi con armi e tecnologia avanzata della Northrop Grumman.

L'annuncio è stato accolto con un'ondata di indignazione e critica sui social media, con molte persone che accusano la Marvel di usare i suoi personaggi per vendere armi ai bambini. Nel 2013, USA Today ha messo la Northrop Grumman al sesto posto nella lista delle prime 10 aziende che hanno maggiormente tratto profitto dalla guerra. La società, responsabile della produzione di aerei, elettronica, missili e navi, ha tratto profitto pari a 2,1 miliardi di dollari dagli sforzi bellici degli Stati Uniti all'estero in quel periodo.

Altri hanno criticato la Marvel per la tempistica dell'annuncio. Marvel e Netflix hanno annullato un panel per la serie The Punisher alla New York Comic Con a causa dei tragici eventi di Las Vegas dove sono morte 59 persone. Gerry Conway, co-creatore del Punitore, si è interrogato su Twitter su come questo nuovo fumetto sia in qualche modo accettabile mentre la serie TV non lo sia.

Un'operazione che stona pure per i personaggi usati, come potete vedere dalla copertina che vi mostriamo nella gallery in basso. Capitan America storicamente rappresenta gli ideali americani e difficilmente appoggerebbe un produttore di armi mentre Iron Man, sia nei fumetti che al cinema, smette di produrre armi per le sue vicende personali.

(Via CBR)

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One Million Moms vuole far chiudere Preacher

  • Pubblicato in Screen

Il gruppo cattolico americano One Million Moms, di cui già abbiamo parlato in passato per la sua campagna contro il serial Lucifer (e addirittura il fumetto Sandman), ha ora preso di mira un altro adattamento Vertigo: Preacher. La serie in onda su AMC, tratta dal fumetto di Garth Ennis e Steve Dillon, è ora oggetto di una petizione che recita:

"La serie Preacher della AMC è pubblicizzata come un prodotto divertente e violento in onda durante il primetime. Ma il "predicatore" nello show è lontano da questo e il programma bestemmia Gesù raffigurando il Figlio di Dio nell'ultimo episodio come un pervertito".
Il riferimento è all'episodio "Dirty Little Secret" in cui Gesù fa sesso con Maria Maddalena. In un altro passaggio si sottolinea come non avrebbero fatto altrettanto con Maometto.
La petizione conclude affermando che "AMC sta promuovendo e sostenendo la bigotteria e l'animosità verso la gente di fede".

La richiesta di One Million Moms è quella di ottenere le scuse della rete e la chiusura della serie.
E voi, cosa ne pensate?

(Via Newsarama)

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Drawn and Quarterly e il caso Berliac: i lettori richiedono di non pubblicare Sadbøi, il passo indietro dell'editore

  • Pubblicato in News

Pochi giorni fa è stata annunciata dalla casa editrice Drawn and Quarterly la pubblicazione della versione inglese del fumetto Sadbøi di Berliac, autore argentino della scena underground in particolare del filone gaijin manga, ossia fumetti di tipo orientale realizzati da autori occidentali. Tuttavia si sono da subito riversati una moltitudine di reclami da parte dei lettori diretti proprio a questa scelta editoriale, sia sulle pagine social dell'editore che tramite canali più privati, che richiedevano a gran voce la rimozione di questo titolo dal catalogo.

Il motivo di tali richieste è da ricercarsi in un articolo pubblicato dall'autore in cui Berliac parla della sua condizione di artista "misto" paragonandosi a un trans MTF. Questo breve testo è la fonte principale delle critiche che vengono mosse all'artista, tacciato come transfobico e razzista. Potete vedere l'articolo qui sotto con la traduzione dei pezzi incriminati.

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"Gay-Jin: Il manga non è un genere, è un gender.

Per me cominciare a fare manga è stato l'equivalente artistico (cioè esistenziale) di un "coming out". Mi definisco mangaka proprio come un uomo transessuale si definisce donna. I retini, le scritte giapponesi e le linee cinetiche sono il trucco e parrucco che ho rubato alla mia invidiata sorella.

Se essere un mangaka è qualcosa più grande di me stesso (uno "spirito"), allora ne sarò penetrato attraverso una costante appropriazione di tutto ciò che rende il manga(ka) quello che è. Ogni traccia di ciò che non è manga o non è giapponese dentro il mio corpo e il mio linguaggio non sarà altro che una cicatrice dove una volta c'era il pene. I miei occhi tondi e la mia lettura da sinistra a destra sono la mia mela di Adamo.

Sulla destra trovate la mia postazione di lavoro. È l'equivalente del vestito da sera più prezioso di un travestito, dato che mi fa sentire, a livello corporeo, il significato gestuale del fare manga: il rifiuto del me stesso precedente.

Questo nuovo essere-mangaka non è: esiste solo in un processo di costante riformulazione e non è costituito da innate caratteristiche come la nazionalità e la razza (proprio come il gender non è definito dall'organo sessuale con cui siamo nati). E come si inserisce il mio lavoro in questo schema? Se non altro, il mio manga rappresenterà l'espressione estetica di questa inversione morale generalizzata: da cartoonist a mangaka, da caucasico a giallo, dall'"occidente mascolino" all'"oriente effemminato", in breve, da padrone a oppresso".

D+Q ha quindi ricercato questo materiale, informandosi sulle pubblicazioni e sulle idee dell'autore, arrivando alla conclusione espressa in un post di scuse pubbliche che l'editore ha pubblicato da poco sul sito ufficiale. Una pubblica ammissione di colpa per non aver indagato a sufficienza sul passato e sulle ideologie dell'autore argentino, dichiarandosi contrari alle sue considerazioni e di conseguenza, impossibilitati a mantenere i rapporti con il fumettista. Sadbøi non verrà quindi più pubblicato in inglese dalla casa editrice in questione.

Di seguito vi forniamo la traduzione del post di pubblica ammenda comparso a questo indirizzo.

"Questa primavera, il nostro ufficio redazionale ha accettato un'opera presentataci dal disegnatore Berliac. Il romanzo grafico era Sadbøi, che è stato visto come una dichiarazione sul trattamento degli immigrati: la sfida di un'aspettativa di conformazione agli ideali sociali in un mondo che condanna prematuramente gli outsider.

Abbiamo trascurato una ricerca sull'autore al di là del libro presentato, e solo ora ci rendiamo conto di come questo rappresenti un disservizio nei confronti di pubblico e autore. Non avevamo familiarità con il lavoro di Berliac, nè di produzione scritta o disegnata, tra cui compare un saggio precedentemente pubblicato che paragona l'appropriazione culturale con le persone transgender e la conseguente discussione pubblica che ne è emersa nel 2015. Non siamo d'accordo con il saggio, la sua difesa, o il tono e l'aggressione mostrati da lui in questo e nei successivi dibattiti.

Nelle ultime 48 ore abbiamo ricevuto tweets e email, e abbiamo letto i post che ci dicono che abbiamo sbagliato a pubblicare questo libro. Non tutti quelli che discutevano di Berliac e del suo lavoro avevano le stesse opinioni, ma tutti questi contributi ci hanno fatto riflettere e condurre quelle ricerche che avremmo dovuto condurre nel considerare la presentazione. Ci siamo chiesti se avremmo acquisito questo libro sapendo ciò che sappiamo adesso e abbiamo dedotto che non lo avremmo fatto. Un autore merita il pieno sostegno da parte dell'editore. E noi non possiamo più fornirlo. Pertanto, abbiamo deciso che D+Q non pubblicherà Sadbøi.

Non ci aspettiamo che chiunque accetti e gradisca quello che pubblichiamo - questa è una parte importante di un paesaggio vibrante editoriale - ma stiamo rivedendo le nostre pratiche di acquisizione per garantire al meglio il nostro sostegno al nostro pubblico, ai nostri autori e al nostro staff in futuro.

Ci scusiamo per i nostri errori e la nostra mancata (dovuta) diligenza. Ci dispiace. Grazie a tutti coloro che ci hanno scrito: teniamo in considerazione le vostre considerazioni".

Alla fine di tutta questa diatriba, quello che emerge è una modifica di un piano editoriale, un passo indietro di uno degli editori più importanti del mondo, a seguito di pressioni esterne da parte del pubblico, che da molti potrebbe essere vista come nient'altro che censura basata unicamente su ideologie che hanno a che fare con un articolo postato ormai due anni fa dall'autore, sempre che non ci siano altre motivazioni finora non rese note da entrambe le parti. Sul caso ci sarebbe da dibattere molto, e già in rete cominciano a scatenarsi le prime discussioni anche accese, soprattutto sui social.
Cosa ne pensate? È giusto che un editore non pubblichi un'opera per via delle posizione dell'autore riguardo a determinate tematiche sociali? O che faccia marcia indietro come in questo caso, con un danno d'immagine non trascurabile (sia per la scarsa conoscenza degli autori selezionati, sia per le motivazioni di tale scelta)?

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