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La nuova serie della Vedova Nera scritta dall'ex team di Daredevil

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Ci sarà spazio anche per la Vedova Nera nell'universo "All New, All Different" della Marvel Comics. Come riportato via Entertainment Weekly, la nuova serie di Black Widow sarà realizzata dallo scrittore Mark Waid e dall'artista Chris Samnee, l'ex team creativo della serie di successo Daredevil.

Rispetto alla precedente run di Nathan Edmondson (testi) e Phil Noto (matite), Waid ha dichiarato che questo nuovo lavoro rappresenta sia una continuazione di quanto visto finora sia qualcosa di nuovo. "È molto simile all'approccio mantenuto su Daredevil, in cui non siamo ripartiti dallo stesso punto in cui finiva il precedente ciclo. Ma sappiamo quello che è successo prima e utilizziamo queste situazioni come un trampolino. E non ci dimentichiamo che nel tempo Marvel abbiamo compiuto un balzo in avanti di 8 mesi. Comunque non sarebbe il giorno dopo".

Rispetto ai monologhi interiori che hanno caratterizzato le storie di Devil di Waid, Natasha Romanoff non è solita aprire le porte dei suoi pensieri, e questo aspetto si riflette anche sull'approccio che lo scrittore ha mantenuto su queste pagine. "Possiamo affermare che l'approccio in queste prime storie e senza dubbio vicino alla vecchie storie di spionaggio. C'è un motivo per cui Natasha non può accedere al suo arsenale high-tech. Non può chiamare Tony Stark e chiedergli qualcosa di nuovo o Maria Hill allo S.H.I.E.L.D. e chiederle se ci sia qualche novità nel business delle spie. Nei fatti sarà costretta a rivolgersi a diverse persone, molte delle quali non sono mai apparse prima, ma che l'hanno addestrata sin dalla sua tenera età. Sarà qualcosa di strano, che le darà un vantaggio nei confronti delle persone che affronterà, perché questo è il problema quando si fa affidamento alla tecnologia: spesso si dimenticano i rudimenti".

Non conosciamo ancora una data di pubblicazione, di sicuro dovremo aspettare il 2016.

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Anteprima del nuovo Archie di Mark Waid e Fiona Staples

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Grandi cambiamenti all'orizzonte per una dei personaggi più iconici del panorama dei comics a stelle e strisce. Esordisce, infatti, il prossimo 8 luglio la nuova serie di Archie, realizzata da due superstar internazionali quali Mark Waid e Fiona Staples.

Sono state diffuse, via USA Today, le prime tavole dell'albo in cui facce familiari saranno presentate in un modo del tutto inaspettato. Un nuovo anno sta per iniziare, e Archie Andrews non vede l'ora di tornare tra i banchi e il divertimento, ma niente sembra essere uguale nella piccola città di Riverdale.

Date uno sguardo alla gallery in basso alle pagine del numero #1 della nuova serie.

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All-New, All-Different Avengers: ecco cosa dovremo aspettarci dopo Secret Wars

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Recentemente stanno cominciando a emergere importanti informazioni riguardo al post Secret Wars della Marvel Comics, ossia su cosa dovremo aspettarci dopo che terminerà questo rivoluzionario evento che resetterà l'universo narrativo della Casa delle Idee. Vi abbiamo parlato del nuovo Spider-Man di Brian Michael Bendis e Sara Pichelli, del Doctor Strange di Jason Aaron e Chris Bachalo e della nuova Captain Marvel di Tara Butters e Michele Fazekas e Kris Anka. Ma per gli Avengers? Sappiamo già che gli All-New, All-Different Avengers saranno scritti da Mark Waid su disegni di Adam Kubert e Mahmud Asrar, ma ora vi riportiamo le parole dello stesso scrittore e del suo editor Tom Brevoort, in esclusiva per The Wall Street Journal, che ci forniscono maggiori dettagli sulle intenzioni della Marvel per questo nuovo rilancio.

“Mi piace il fatto che nei nuovi Avengers ci sarà solo un uomo bianco" ha detto Waid riferendosi al gruppo multietnico che ci troveremo davanti. Solo l'Iron Man di Tony Stark infatti sarà l'unico maschio "caucasico" presente nella nuova formazione della squadra; al suo fianco ci sarà il Captain America afroamericano di Sam Wilson, il Thor donna, la Ms. Marvel di Kamala Khan, teenager pakistana e musulmana di Jersey City, Visione, il Nova di Sam Alexander, di etnia latina, e lo Spider-Man afroamericano di origini latine di Miles Morales.
“Stiamo facendo qualcosa che non è stata più fatta sin dall'inizio di tutto, nel lontano 1963, ossia il narrare la storia delle origini dei nuovi Avengers a partire dalle fondamenta".

L'aggiunta di Morales, inizialmente facente parte dell'Universo Ultimate parallelo a Terra 616, fortemente voluta da Brevoort è stata così commentata dal diretto interessato: “credo che potenzialmente in questo modo si riesca a raggiungere uno spettro più ampio di pubblico, che può quindi essere maggiormente interessato, riconoscendosi negli stessi protagonisti".

“Volevamo che anche Visione ne facesse parte sia perchè ad entrambi ci piace il personaggio, ma anche perchè siamo consci del fatto che con il film [Avengers: Age of Ultron] il personaggio ha ottenuto, giustamente, maggiore considerazione. Ed è anche giusto che sia giunto il tempo in cui il pubblico presi maggiore attenzione a Visione".

Non aspettatevi perciò di vedere sin dall'inizio tutto funzionare alla perfezione nell'ensemble. “[All'inzio della storia] ci sono altri team che cercano di ricoprire tale funzione nel MU, ma Iron Man è occupato dalle Star Industries e Cap è occupato dalla sua carriera. Niente Avengers Tower per motivi che sveleremo man mano che ci addentreremo nella narrazione".
Inoltre molti di questi personaggi sono così giovani che frequentano ancora la scuola. “Saranno poveri e dovranno gestire bene i loro fondi" ha detto Brevoort, sostenendo che non ci sarà backup economico da parte di Tony o dello S.H.I.E.L.D. “Metà del gruppo va ancora a scuola. Hanno ore in cui possono operare e altre in cui sono occupati, e se rimangono bloccati in Zimbabwe, qualcuno dovrà scrivere una giustificazione per loro”. E questo va di pari passo con le differenti esigenze che ci saranno tra i membri più anziani e quelli più giovani.
Per quanto riguarda il villain, invece, il primo sarà Warbringer, uno dei nemici di Nova, che non sarà per nulla il classico alieno invasore.

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Gli inequivocabili paralleli tra Mad Men e Superman svelati da Mark Waid

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A seguito del finale di stagione di Mad Men, la serie televisiva di successo targata AMC, il famoso fumettista Mark Waid, che ha da poco riscritto le origini dell'Uomo d'Acciaio in Superman: Birthright, si è divertito a mettere in luce su Twitter i parallelismi esistenti tra il supereroe e Don Draper, il protagonista del serial.

In questi primi 5 tweet, lo scrittore ha sottolineato come entrambi i personaggi si nascondano dietro delle false identità, abbiano relazioni assurdamente complesse con il sesso femminile e abbiano ragione d'esistere finchè il mondo ha bisogno di loro.


Mark ha poi continuato sottolineando come i due personaggi, vivendo con delle identità segrete, non riusciranno mai ad essere completi, ma sempre divisi tra queste due esistenze, e per questo si sentiranno anche sempre degli alieni, degli emarginati, in grado di mimetizzarsi tra le persone, ma sempre di una maschera stiamo parlando, sempre di una finzione. Entrambi vengono poi amati per quello che sono in grado di fare, non per quello che sono, il che di certo non è proprio piacevole.

E per concludere, un messaggio per tutti i detrattori di Superman. Non è poi così diverso da Don, quindi per nulla noioso. E che sentirsi estranei nel mondo in cui si vive, ignari di cosa sia l'amore e non consapevoli di una propria definizione, non è per nulla una cosa da nulla.

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