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Panini Comics: i dettagli di Eroi Marvel in Bianco e Nero

  • Pubblicato in News

Durante la conferenza Panini Comics tenutasi a Lucca Comics & Games 2017, la Panini ha presentato, fra le varie novità, la collana Eroi Marvel in Bianco e Nero. Sul numero numero di Anteprima, ora, ne scopriamo i dettagli.

Come già noto, il formato dei volumi sarà di 18,3x27,7 e la prima uscita sarà dedicata a Capitan America di Jack Kirby. Il tomo sarà cartonato, avrà 196 pagine e un costo di 28€. Le storie contenute saranno Tales of Suspense 92/99 e Captain America 100/104.

Di seguito, potete vedere le due pagine di Anteprima che presentano il volume. L'uscita è prevista per gennaio.

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King-Size Kirby, recensione: Onore al Re!

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Il 28 agosto 1917 nasceva a New York Jack Kirby, uno dei massimi esponenti della Nona Arte, disegnatore prolifico e autore di innumerevoli personaggi e co-creatore dell’universo Marvel Comics come lo conosciamo oggi. Nonostante i suoi lavori anche per la "Distinta Concorrenza", dove Kirby lavorerà in due periodi della sua vita lasciando l’incarico per la Atlas/Marvel (per poi ritornarci), è alla "Casa delle Idee" che The King, così com’era soprannominato l’artista, ha lasciato maggiormente il suo segno. Il volumone King-Size Kirby, pubblicato in Italia da Panini Comics in occasione del centenario della sua nascita (che abbiamo approfondito qui e qui), è proprio una celebrazione di questa lunga e fruttuosa collaborazione iniziata nel 1940 e terminata nel 1978.
Sottolineiamo sin da subito come questo libro sia, prevalentemente, un oggetto da collezione dedicato i fan di Kirby o, al limite, un regalo da farsi donare alla prima ricorrenza. Tendenzialmente, le oltre 800 pagine sono un vero e proprio "best of" e presentano alcune perle che sicuramente i fan del Re conosceranno a memoria. Oltre a queste sono presenti alcuni inediti, per quanto riguarda il mercato italiano, risalenti alla produzione pre-"Marvel" e da questo punto di vista la selezione è ottima e ricopre in maniera intelligente tutta la produzione di Kirby senza tralasciare nulla.

Come dicevamo, King-Size Kirby è principalmente un feticcio da collezione, un oggetto che deve far bella mostra di sé in salotto, dunque è giusto far partire la nostra analisi partendo proprio da quest’aspetto. Nonostante le dimensioni siano ridotte rispetto alla sua controparte americana, l’edizione Panini Comics coi suoi 24X32,5 centimetri è imponente e viene proposta in una custodia apribile rinforzata e solida. All’interno uno slipcase robusto contiene il volume vero e proprio, un cartonato dalla copertina rigida di alta fattura. La carta lucida non presenta una grammatura elevata, anche per non incrementare ulteriormente il volume, ma risulta ottima così come la stampa. Le tavole di Kirby, dunque, vengono mostrate nel loro pieno splendore grazie alla fattura del prodotto e alle dimensioni più grandi rispetto a quelle tradizionali del comic book. L’oggetto si presenta così in maniera assolutamente dignitosa e prestigiosa, risultando una gioia per gli occhi. Da notare come le varie storie al suo interno presentano un bordo ad ogni tavola che ne indica l’albo di provenienza e che risulta colorato in maniera differente a seconda della serie (ad es. Thor=Giallo, Fantastic Four=Azzurro...), come potete vedere nella gallery fotografica in fondo all'articolo.

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Passiamo ora all’analisi del contenuto. Il volume parte con due prefazioni: quella americana di Axel Alonso, EIC della Marvel Comics, preceduta da quella di Marco Marcello Lupoi, direttore editoriale Panini Comics. Da qui parte l’antologia di storie ognuna preceduta dalla propria cover. È qui che notiamo quella che è la grossa pecca del libro: l’assenza di un apparato critico che accompagni le storie o che, quanto meno, approfondisca l’opera di Kirby. È una scelta adottata dall’edizione americana, che ad ogni modo sarebbe stato di certo un valore aggiunto.

Le prime delle 47 avventure proposte sono Red Raven Comics #1, che mostra il mitologico Mercurio in difesa della Terra, e Marvel Mystery #13, storico numero in cui viene introdotto il personaggio di Visione che verrà poi ripreso da Roy Thomas e John Buscema nel 1968 sulle pagine di The Avengers. A seguire troviamo Captain America Comics #1 e #7 in cui possiamo leggere quelle che sono le origini del primo grande personaggio creato da Jack Kirby, qui insieme al suo socio dell’epoca Joe Simon. Capitan America del 1941 rappresentò il primo grande successo per l’autore che forte di questo firmò un contratto per la DC insieme a Simon dando seguito a una fruttuosa collaborazione. Durante questi anni Kirby affinò il suo stile, osservando infatti le tavole di queste 4 storie proposte notiamo come il tratto del Re sia diverso da quello con cui è noto, acerbo seppur già notevole. Troviamo un tratteggio maggiore, un numero di vignette più alto, non ci troviamo ancora di fronte al disegnatore esplosivo degli anni ’60.

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Quando Kirby tornerà in Marvel dopo quasi 20 anni, inizierà la sua collaborazione con Stan Lee. Il Re è un artista ormai formato, il suo tratto si è evoluto enormemente ed è pronto per quello che sarà sicuramente il periodo della sua completa maturità. Kirby, chiariamo, è sempre stato un artista attivo e richiesto e fin dai suoi esordi ha creato personaggi e serie di buon successo, ma il suo ritorno in Marvel rappresenta la chiave di svolta della sua carriera. Abbandonati i fumetti di supereroi, che ormai sembravano vivere una fase di declino irrefrenabile dopo il boom degli anni ’40, il Re ha prestato la sua matita a ogni genere di fumetto da quello rosa a quello western, ai tanto cari “mostri” fino a quello di guerra. Ne sono ottimi esempi quelli riportati nel volume in questione che propone storie tratte dagli albi Tales To Astonish #1-5-13, Rawhide Kid #17, Amazing Adventures #1, Strange Tales #89, Teen-Age Romance #84, Two-Gun Kid #60, Love Romances #103, Tales Of Suspense #59 e Strange Tales #94. Qui possiamo vedere l’artista newyorkese declinare la sua arte a ogni tipo di genere. Un esempio possiamo darvelo con la storia intitolata Dr. Doom, che vi presentammo in anteprima in occasione dell'uscita dell'omnibus per Panini Comics.

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Contemporaneamente a queste storie, Kirby e Lee iniziavano a gettare le basi per quello che sarebbe diventato l’universo Marvel propriamente detto. All’epoca la casa delle Idee poteva (per accordi distributivi) pubblicare solo un numero limitato di testate e queste viravano su vari genere. L’uscita di Fantastic Four 1 fu una rivoluzione. Per concezione, dramma e tipologia di personaggi, gli F4 non somigliavano a nulla rispetto a quanto visto in precedenza. La serie fu subito accolta positivamente nonostante fosse ancora lontana dal dimostrare il suo pieno potenziale che Lee e Kirby sfoggeranno nell'arco dei 102 numeri realizzati insieme, dando vita a una delle serie a fumetti più belle di tutti i tempi. Nel volume King-Size Kirby sono presenti, oltre alla prima avventura del quartetto, i numeri 48-51 e 57-60 che, al contrario del loro esordio, mostrano un Kirby nel pieno della sua carriera artistica coadiuvato da un Lee pieno di idee. Le due saghe, con l’arrivo di Galactus e Doomsday, sono quanto di meglio prodotto dai due autori e una sorta di bignami di quella che è l’essenza della Marvel stessa.

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Dopo i Fantastici Quattro di sicuro il personaggio su cui Kirby concentrerà maggiormente le proprie forze negli anni ’60 è Thor e non a caso il volume dedica un’ampia sezione di storie del Dio del Tuono presentando due cicli fondamentali tratti da Thor #134-136 e 154-157. Il tratto di Kirby si esalta nella rappresentazione mitologica del regno di Asgard sfornando tavole in cui il pathos e il dramma si mescolano alla possanza di figure divine e mostri immortali. A queste storie, si aggiungono quelle tratte dagli albi Incredible Hulk #3, Strange Tales #114, Amazing Spider-Man #8, Avengers #4, X-Men #9, Amazing Adventures vol. 2 #1-2 e Sgt. Fury #6-13 in cui possiamo vedere Kirby all’opera sui vari personaggi del pantheon Marvel dagli X-Men ai Vendicatori fino agli Inumani. Troviamo, inoltre, due brevi storie comiche tratte da Not Brand Echh #1 e Fantastic Four Annual #5.

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La rivoluzione Marvel è ormai compiuta. La casa editrice ormai in piena espansione è divenuta il primo editore di fumetti in USA e questo grazie al lavoro e alla creatività di Stan Lee e Jack Kirby. Tuttavia, nonostante il successo, vari disaccordi portano il Re a lasciare la nave e ad accasarsi alla DC Comics dove creerà nuove serie e personaggi dal 1971 al 1975, anno in cui tornerà alla Marvel. Qui Kirby sparerà le sue ultime cartucce tornando innanzitutto sul suo personaggio per eccellenza, ovvero quel Capitan America che aveva creato nel 1941 e che aveva riportato in auge (e scritto) negli anni ’60. Ora su Cap lavora a nuove storie fra cui Marvel Treasury Special: Captain America’s: Bicentennial Battle, che vi abbiamo recensito tempo fa qui, e Captain America #200, entrambe contenute nel volume.

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Ma nel suo ultimo periodo, Kirby si dedicherà anche a creare personaggi nuovi come gli Eterni, di cui troviamo l’albo Eternals #7, ultimo lampo del Re, e la minore Devil Dinosaur, la cui recensione la potete leggere qui, di cui è presente il primo numero. Chiudono il volume la divertente storia tratta da What If? #11 “E se i fantastici 4 fossero i redattori della Marvel?” con tanto di auto-raffigurazione dello stesso Kirby e una gallery di cover. Finita questa esperienza, Kirby lascerà per l’ultima volta la Marvel e collaborerà principalmente con la Pacific Comics restando proprietario delle proprie creazioni, fornendo così un precedente storico per il mondo del fumetto americano che sarà di esempio a molti autori in seguito. Tuttavia, il meglio era ormai alle spalle. Kirby se ne andrà il 6 febbraio 1994 lasciando un’eredità senza eguali per il nostro amato media.

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Come avete potuto leggere, dunque, il King-Size Kirby è un volume che celebra degnamente il lavoro di uno dei più grandi artisti del ‘900 proponendo il meglio della sua produzione Marvel. Il tomo è principalmente un oggetto da collezione e in tal senso è assolutamente degno di nota. Chi colleziona Kirby da anni avrà molto del materiale qui presente, sebbene vi siano contenuti anche diversi inediti, ma è naturale che un acquisto del genere vada considerato principalmente per l'intento celebrativo che rappresenta e per un fattore puramente estetico. Per chi invece non ha mai letto le storie di Kirby e vuole avvicinarsi a questo grande autore, questo è il modo migliore per farlo in un’unica soluzione. Il prezzo, naturalmente, non è alla portata di tutti ma potrebbe rappresentare un ottimo regalo.

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Portfolio: 25 splash-page di Jack Kirby

  • Pubblicato in Focus

Il 28 agosto 1917 nasceva a New York Jack Kirby, ovvero The King. Dopo aver iniziato la sua carriera artistica nell'animazione, Kirby si avvicina ai fumetti e, in coppia con Joe Simon, creerà nel 1941 il personaggio di Capitan America, un successo editoriale capace di vendere milioni di copie. Trasferitosi alla DC, il Re prosegue a creare fumetti di supereroi e d'avventura, passando anche per quelli umoristici e romantici per tutti gli anni '50.

Quando ritornò alla Marvel nel 1961, Kirby pose le basi con Stan Lee per un nuovo universo narrativo dando vita a serie come Fantastici 4, Hulk,  X-Men, Thor, Vendicatori e molte altre ancora creando una serie infinita di personaggi più che mai popolari oggi grazie al cinema.
Kirby tornò dopo circa 10 anni alla DC, dove diede vita a Kamandi e al Quarto mondo e, successivamente, ritornò alla Marvel dove riprese in mano Capitan America e creeò gli Eterni. Le sue ultime opere furono per la Pacific Comics. In questo articolo, vi abbiamo illustrato quali sono le sue maggiori opere e creazioni.

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Il fumettista deve il suo successo non solo alla sua enorme creatività ma anche al suo stile, capace di segnare un'epoca del fumetto americano e non solo. La bellezza classica dei volti dei suoi personaggi, le iconiche donne, la maestosità dei suoi eroi capaci di essere al tempo stesso fragili e umani, le soluzioni grafiche inedite e un'abilità narrativa fuori dal comune rendono Kirby il Re del fumetto.
Immortali, in particolare, sono le sue magnifiche splash-page su una o due tavole. Personaggi in pose plastiche ed epiche, mondi ultradimensionali e fantastici, energia cosmica, in piena epoca pop-art, sono delle vere e proprie opere d'arte. Ve ne abbiamo raccolte alcune fra le più celebri nella gallery in basso. Buona visione.

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Le 8 maggiori creazioni e opere di Jack Kirby

  • Pubblicato in Focus

In occasione del centennale della nascita di Jack Kirby abbiamo pensato di stilare un elenco con alcune dei suoi più importanti lavori. Kirby, The King, è fra i prolifici fumettisti del mondo e le sue idee hanno dato vita non solo a personaggi memorabili ma anche a interi universi narrativi come quello Marvel Comics. Nel selezionare 8 creazioni e opere abbiamo riflettuto su vari aspetti, come il lavoro effettivo svolto dall'autore sulle rispettive serie. Kirby, ad esempio, ha dato vita ai Vendicatori, a Hulk, agli X-Men, tuttavia riteniamo che su questi personaggi o non abbia espresso appieno il suo potenziale o che ci abbia lavorato per un numero di albi talmente ridotto (visti i numerosi impegni) da non lasciarne un'impronta forte come in altri casi. Di seguito, dunque, trovate le 8 creazioni di Kirby per noi più importanti dall'ultima alla prima.

Di Gennaro Costanzo e Luca Tomassini

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Sempre attento alla realtà sociale che si muove intorno a lui e che trasfigura nelle sue opere (basti pensare ai Forever People, versione fantascientifica degli hippies della Summer of Love, a cui affida un ruolo rilevante nella battaglia contro il despota Darkseid, commovente atto di fiducia verso le nuove generazioni da parte di un uomo quasi sessantenne), Kirby non si lascia sfuggire neanche le suggestioni della cultura del tempo e del cinema in particolare. In un periodo in cui la scena cinematografica è dominata dalle distopie stile Il Pianeta delle Scimmie e 1975: Occhi Bianchi sul Pianeta Terra, l’artista sforna una saga che non raccoglie il successo sperato ma che, come Il Quarto Mondo, diverrà un cult dopo pochi anni: Kamandi. In un futuro prossimo, su una terra distrutta dalle radiazioni, Kamandi è tra i pochi sopravvissuti al disastro nucleare e vive con il nonno in un bunker sotterraneo, alla maniera dei pochi umani sopravvissuti. Alla morte del suo unico parente, decide di affrontare il mondo di superficie, dove le cose sono decisamente cambiate: gli animali, infatti, si sono evoluti, acquisendo forma umanoide e intelligenza. Come le serie del Quarto Mondo, anche quella di Kamandi venne presto connessa all’universo DC principale, di cui è un futuro possibile. Grant Morrison gli assegnò un ruolo speciale in Final Crisis. Per celebrare il centenario della nascita di Jack Kirby, la DC ha proposto quest’anno un revival del personaggio, The Kamandi Challenge, riportandolo sotto la luce dei riflettori.

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7) Mister Miracle
Mister Miracle nasce all’interno del grande affresco del Quarto Mondo, per poi prendere una strada propria. Scott Free, figlio di Izaya, Alto Padre di Nuova Genesi, viene scambiato con Orion, figlio di Darkseid di Apokolips, per suggellare la pace tra i due pianeti eternamente in lotta. Destinato all’ orfanatrofio di Granny Goodness, la terribile “nonnina” luogotenente del tiranno, viene cresciuto senza la consapevolezza delle sue vere origini. Ciò non gli impedisce di ribellarsi al regime totalitarista di Darkseid e di fuggire, evento che determina la ripresa delle ostilità con Nuova Genesi. Rifugiatosi sulla Terra, è accompagnato da sua moglie Big Barda, ex membro delle guerriere conosciute come le “Furie di Apokolips”, anch’essa ribellatosi alla dittatura di Apokolips. Sul nostro pianeta fa la conoscenza di Thaddeus Brown, conosciuto col nome di Mister Miracle, che gli insegna l’arte dell’escapismo. Alla morte del suo mentore, Scott ne assume il manto e ne diventa il successore. Coadiuvato da Barda e dal suo assistente, il nano Oberon, Scott prosegue la sua lotta contro Darkseid, non disdegnando però di collaborare spesso con i supereroi della Terra unendosi anche alla Justice League. Ispirato dalla figura del grande artista ed escapista Jim Steranko, Mister Miracle è, tra tutte le creazioni di Kirby, quella che meglio rappresenta la sua indomita aspirazione alla libertà. È uscito da poco negli States il primo numero della sua nuova serie, sceneggiata dal revisionista Tom King, premiatissimo autore di The Vision.

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6) Gli Eterni
Dopo aver creato l'universo Marvel e i suoi principali eroi, Jack Kirby va alla DC Comics dove, spinto da nuovi impulsi creativi, inventa il Quarto Mondo. Tornato alla Marvel nella seconda metà degli anni '70, il Re non dimentica quelle atmosfere a lui care e crea così la saga fantascientifica degli Eterni. La serie dura 19 numeri più un annual e vede Kirby nel pieno della sua maturità artistica. L'autore scrive una storia in cui l’umanità scopre di non essere l'unica razza senziente sulla Terra e, sopratutto, che è il frutto degli esperimenti dei Celestiali, creature aliene che hanno dato vita anche agli Eterni, una sorta di Dei eterni, e ai Devianti. I primi, secondo i Celestiali, avrebbero abitato la terra, i Devianti le viscere e gli Eterni le montagne. In un ciclo epico, fra i migliori mai scritti e disegnati dall'autore, Kirby dà vita al suo ultimo capolavoro, il suo canto del cigno, prima di entrare in una fase discendente in cui realizzerà opere sicuramente valide, in special modo per la Pacific Comics, ma ben lontane dai fasti di quelle precedenti.

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5) Thor
Ok, qualcuno obietterà che Thor non è un’invenzione di Kirby ma un dio della mitologica nordica già esistente. Giustissimo. Tuttavia, il personaggio che conosciamo è una rielaborazione in chiave moderna del dio del tuono, nonché la serie Marvel anni ’60 a cui ha collaborato per più tempo dopo i Fantastici 4 con un lungo e apprezzato ciclo. Kirby aveva già realizzato una versione di Thor negli anni ’50 per la DC, ma è solo con la versione Marvel che metterà su carta il suo grande amore per la mitologia nordica. Il sense of wonder di Kirby, la passione per dei e personaggi onnipotenti, si fonde con la sua matita che immagina mondi oltre le nuvole e fantastici. L’idea di base è quella di legare il personaggio a un terrestre, Donald Blake, facendolo innamorare dell’infermiera Jane Foster. Col tempo il Dio del Tuono sarà legato anche ad altri umani ma essenzialmente non abbandonerà mai le caratteristiche donategli da Stan Lee & Kirby. La rielaborazione del mito si incastra perfettamente con il Marvel Universe e Thor diventa un Vendicatore e uno dei personaggi cardini della Casa delle Idee.

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4) New Gods
Agli inizi del 1970 Kirby lascia la Marvel, dopo che tutte le sue speranze circa un contratto che gli riconosca la paternità delle sue creazioni più il controllo creativo sono state frustrate. Stan Lee non appoggia le sue giuste rivendicazioni presso l’azienda, che propone all’artista un rinnovo di contratto irricevibile, a condizioni ancora peggiori di quello appena terminato. È la mattina del 6 marzo 1970 quando Lee riceve la fatale telefonata di Kirby, che gli comunica la sua decisione irrevocabile di lasciare la compagnia. In quella giornata le radio americane trasmettono per la prima volta il singolo “Let It Be”, singolo dei Beatles che si sono già sciolti in gran segreto. Il binomio Lee/Kirby, come la coppia McCartney/Lennon, è ormai storia. Della situazione approfitta Carmine Infantino, storico disegnatore di Flash e Batman, vecchio amico del King e redattore capo della DC Comics, che offre all’illustratore un contratto di tre anni. Kirby porterà alla DC alcune idee innovative che stava preparando per nuove serie Marvel mai realizzate. La più celebre, nonché il lavoro più ambizioso dell’artista, è la celebre Saga del Quarto Mondo, che si dipana su quattro serie: Superman’s Pal Jimmy Olsen, l’unica pre-esistente, e altre tre da lui create: New Gods, Mister Miracle e Forever People. La scommessa è quella di presentare un grandioso ed epico affresco narrativo intrecciato su quattro testate, che nelle intenzioni dell’autore sarebbero dovute essere raccolte in seguito in volumi, esperimento mai tentato prima su un comic-book. La storia rivela tutto la fascinazione di Kirby per i racconti su civiltà extraterrestri, ancestrali e segrete, che vengono improvvisamente in contatto con l’uomo moderno. Sono gli anni in cui hanno grande successo i libri di Peter Kolosimo, giornalista e scrittore fondatore della cosiddetta “fanta-archeologia”, che influenzeranno anche la successiva opera del Re, Gli Eterni, realizzata dopo il ritorno in Marvel.
Il Quarto Mondo racconta la metaforica e millenaria battaglia tra il bene, rappresentato dai Nuovi Dei di Nuova Genesi, governata da Alto Padre, e il male, incarnato da Darkseid, oscuro signore di Apokolips e dai sui servi. Nuova Genesi ed Apokolips sono due facce della stessa medaglia e dopo essere stati in guerra per millenni, hanno goduto di un periodo di tregua grazie ad un patto tra i due leaders, suggellato dallo scambio del figlio primogenito: così Orion, figlio di Darkseid, è cresciuto a Nuova Genesi diventandone il più grande guerriero, mentre Scott Free, figlio di Alto Padre, è stato allevato da Darkseid non condividendone però i propositi bellicosi e diventando il maestro dell’escapismo noto come Mister Miracle. La chiave per sconfiggere il tiranno è quella di impedire che abbia accesso alla cosiddetta “equazione dell’anti-vita”, formula che permette l’asservimento di tutte le razze senzienti, metafora dell’orrore del nazismo a cui il giovane Jack Kirby aveva assistito con i propri occhi combattendo con l’esercito americano sul fronte europeo.

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La saga del Quarto Mondo, opera a cui Kirby teneva molto, non incontrò i favori del pubblico per la sua complessità inusuale, e tutte le serie che la componevano vennero chiuse prematuramente, senza che l’autore riuscisse a proporre il finale che aveva immaginato. Non molti anni più tardi, sarebbe stata considerata uno degli apici dell’opera kirbyana e ampiamente riscoperta. Kirby non si scoraggiò e continuò a proporre storie coraggiose ed innovative: l’horror sovrannaturale di The Demon, le short-stories di Spirit World e la fantascienza distopica di Kamandi. Nessuna di queste opere sarebbe diventata una favorita del pubblico, ma negli anni successivi sarebbero state considerate dei classici assoluti dalla critica. È in questa fase della sua carriera che l’artista crea OMAC, uno dei concept più interessanti dei seventies kirbyani. La serie si svolgeva in un futuro distopico, cliché irrinunciabile della fiction del periodo, in cui un uomo comune, Buddy Blank, si trasformava nel poderoso OMAC (acronimo di One Man Army Corps, l’Esercito di un Solo Uomo) dopo essersi sottoposto ad un esperimento. Controllato a distanza dal satellite senziente Brother Eye, OMAC è al servizio dei misteriosi rappresentanti senza volto dell’Agenzia di Pace Globale, per conto della quale deve proteggere un mondo che è sempre sull’orlo della distruzione, oltre che messo in pericolo dai loschi piani del malvagio Mr. Big.
Ambientata in un mondo disumanizzato dove l’umanità sembra essere ormai irrimediabilmente preda delle logiche del profitto, OMAC proponeva ai lettori dell’epoca una lucida riflessione sul costo sociale del progresso tecnologico, guardato da Kirby con fondato sospetto. L’autore anticipò tematiche che sarebbero state poi sfruttate con successo in altri ambiti, ma che non vennero comprese appieno dal pubblico, fattore che determinò la prematura chiusura della serie con l’ottavo numero. Il lettore di oggi, sfogliando le pagine di OMAC, non può che constatare con meraviglia la lucida visione del triste futuro a cui l’umanità potrebbe condannarsi da parte di un’artista nato negli anni ’10 del secolo scorso.
Omac sarebbe tornato nel 1991, in una miniserie di grande successo scritta e disegnata dalla superstar dell’epoca John Byrne, che chiuse tutti i punti lasciati in sospeso da Kirby. All’alba del nuovo secolo la creazione avveniristica del Re sarà poi al centro di The Omac Project, fodamentale miniserie di avvicinamento all’evento DC dell’estate 2005, Infinite Crisis.

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2) Capitan America
Sul podio, al secondo posto, non poteva mancare quello che è, tenendo conto di tutto il suo periodo d’attività, forse il maggior successo di Kirby nonché il personaggio più celebre: Capitan America. Tuttavia, nonostante l’enorme popolarità, specie nel periodo Golden Age, il personaggio creato con Joe Simon, appare abbastanza banale nelle premesse e solo quando ripescato successivamente negli anni ’60 insieme a Stan Lee inizia ad assumere una sua tridimensionalità. Rimasto ibernato, Cap si risveglia in un mondo che non è quello in cui è cresciuto e si sentirà un uomo fuori dal tempo. L’unione coi Vendicatori gli darà una nuova missione e un nuovo ruolo nel mondo. Saranno gli autori successivi a conferire ulteriore personalità a Cap (addirittura voce critica nei confronti del governo americano) ma è indubbio che Steve Rogers è un personaggio a cui il Re sarà sempre legato: gli darà successo negli anni ’40, lo riprenderà nei ’60 e tornerà su di esso nel suo ritorno in Marvel nei ’70 con saghe quali Bombe di follia e Le Battaglie del bicentenario. Insomma, un amore mai finito per quello che, a conti fatti, è il personaggio su cui Kirby ha lavorato per più anni.

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1) I Fantastici Quattro
I Fantastici Quattro di Stan Lee e Jack Kirby, il cui esordio editoriale risale al 1961, oltre a segnare la nascita della Marvel Comics, rappresentano una rivoluzione nel fumetto mondiale e americano nello specifico. Il mix d’avventura, soap opera, dramma, umorismo, sense of wonder è assolutamente inedito per l’epoca, così come la concezione dell’eroe. Reed, Sue, Johnny e Ben sono esseri umani pieni di dubbi e in balia dei propri sentimenti delle proprie emozioni.
Ma non solo, il lungo ciclo sui Fantastici Quattro oltre ad essere uno dei picchi della Marvel, è un capolavoro del fumetto e la summa del lavoro di Kirby. È qui che l’autore affinerà il proprio stile e proporrà tutta la propria poetica. Una galleria di personaggi indimenticabili oltre ai protagonisti: il Dottor Destino, Galactus, Silver Surfer, gli Inumani, gli Skull etc. È su queste pagine che viene definitivo l’universo narrativo della Casa delle Idee, terrestre e cosmologico. Una perla durata 102 albi, un must have irripetibile.

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