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Miracoli, la recensione: l'era cyberpunk del fumetto italiano

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Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, grazie soprattutto al traino fornito dal ritorno dei supereroi americani, si moltiplicano le iniziative editoriali a fumetti e nuove testate fanno continuamente capolino nelle edicole italiane. Capofila di questa rinascita è la perugina Star Comics, a cui si deve il merito di aver riportato i personaggi Marvel in Italia nel 1987 con il primo numero de L’Uomo Ragno, dopo il fallimento dell’Editoriale Corno all’inizio del decennio e il successivo, effimero tentativo della Labor Comics. Alla testata dedicata all’Arrampicamuri, baciata da un ottimo successo di vendite, fecero presto seguito collane dedicate a Fantastici Quattro, Capitan America & I Vendicatori e agli X-Men. La Star venne presto imitata da altri editori dell’epoca come Play Press e Comic Art, che acquisirono i diritti di altri personaggi dell’editore statunitense, ma i lettori ricordano ancora con affetto la cura e la qualità dei suoi redazionali, confezionati da un consolidato gruppo di lavoro che poteva vantare come punta di diamante Marco M. Lupoi, futuro direttore responsabile di Marvel Italia prima e Panini Comics dopo. Nel 1990, dopo aver cementato la propria posizione di leader nel settore del fumetto a stelle e strisce, la casa editrice di Bosco, Perugia, cominciò a pensare alla possibilità di pubblicare una collana che ospitasse materiale inedito, realizzato da alcuni nomi di spicco della scena fumettistica italiana dell’epoca. La nuova testata avrebbe ospitato storie di carattere fantascientifico, e più specificatamente legate al filone cyberpunk, nato ufficialmente nel 1983 grazie al racconto omonimo di Bruce Bethke, anche se il massimo esponente di questa corrente viene considerato William Gibson, autore del romanzo Neuromante, pubblicato l’anno successivo. Sottogenere della fantascienza, il cyberpunk ne condivide la fascinazione per il futuro, ma la declina come una distopia che vuole far riflettere il lettore sulle problematiche del presente: il racconto fantascientifico diventa così un’allegoria delle storture della società del nostro tempo. Corollari tipici di queste tematiche sono altri aspetti come la rivolta sociale e il fascino esercitato dalle nuove tecnologie: i computer usati da giovani hacker sono spesso al centro delle opere cyberpunk.

All’inizio degli anni ’90 questa corrente letteraria è ancora poco nota in Italia, in un momento in cui in molti uffici pubblici non sono ancora apparsi i pc e gli impiegati lavorano ancora con la carta e con la penna. La pubblicazione di una testata a fumetti d’impronta cyberpunk appare azzardata; ciò nonostante, la Star Comics dà luce verde alla pubblicazione della rivista, spillata e in bianco e nero, il cui primo numero esce nelle edicole nel gennaio 1991 con il titolo Cyborg – Lo Shock del Futuro. La collana è diretta dall’esperto di fantascienza Daniele Brolli, intorno al quale ruota un comitato di redazione formato da giovani ma già affermati artisti. Nomi come Davide Fabbri, Francesca Ghermandi, Onofrio Catacchio, Otto Gabos, Roberto Baldazzini, Marco Nizzoli, Davide Toffolo, Massimo Semerano e Giuseppe Palumbo. L’esperienza di Cyborg si chiude dopo soli 7 numeri per basse vendite, anche se conoscerà una seconda vita già l’anno successivo grazie alle edizioni Telemaco. Nonostante la sua durata effimera, la prima rivista a fumetti cyberpunk italiana lasciò il segno nella memoria degli appassionati e fa quindi piacere l’iniziativa delle Edizioni Inkiostro, che ha recentemente ristampato una delle storie più celebrate tra quelle ospitate dal periodico della Star, Miracoli di Massimo Semerano e Giuseppe Palumbo. All’epoca della prima pubblicazione i due autori avevano già accumulato significative esperienze: Semerano aveva collaborato con riviste come Tempi Supplementari, Fuego e Dolce Vita, per la quale aveva creato il personaggio di Doctor Cifra; Palumbo aveva lavorato per le stesse riviste ideando Ramarro, il primo supereroe masochista, per Tempi Supplementari. Entrambi, poi, avevano collaborato con Frigidaire, la mitica rivista fondata da Vincenzo Sparagna, Stefano Tamburini e Filippo Scòzzari, condividendone lo spazio con autori del calibro di Andrea Pazienza, Tanino Liberatore e Massimo Mattioli. Miracoli risente sicuramente dell’atmosfera di grande creatività e anticonformismo che si respirava nell’ambiente del fumetto italiano negli anni in cui è stata ideata.

La storia si svolge in un Brasile futuristico, in una Rio de Janeiro divenuta ormai megalopoli, nel cui tessuto suburbano vivono sbandati e emarginati. Personaggio di spicco della città è Walter Leiber, un predicatore emigrato dalla Germania che in pochi anni è riuscito a radunare un folto numero di seguaci e ad esercitare una forte influenza sociale e politica. All’apice del consenso nei suoi confronti, l’uomo costruisce la Colonia Verdade, una lussuosa tenuta che è allo stesso tempo la sua abitazione e un rifugio per diseredati. Quello che l’opinione pubblica ignora è che gli ospiti della dimora, per la maggior parte ragazzi, vengono usati da Leiber come cavie per gli esperimenti del Dr. Canova, scienziato al soldo del predicatore che è riuscito a sintetizzare una sostanza in grado di donare a chi la assume straordinari poteri mentali, ribattezzandola “miracolo”. Il piano di Leiber è semplice: i “miracolati” saranno la sua arma per la presa di potere definitivo. Ma qualcosa va storto: i giovani dotati cominciano a morire ad uno ad uno, dopo aver subito una mutazione causata dalla non perfetta assimilazione della sostanza. Il gruppo di superstiti, capitanati dai teppisti Joey e Fejos, si dà alla fuga. Constatato l’aggravarsi della loro situazione, il gruppo di ribelli decide di tornare nella Colonia per rapire Estrella, la figlia adottiva di Leiber, così da costringere il predicatore a curarli. La chiave di svolta sembra essere proprio Estrella, anch’essa “miracolata” ma senza conseguenze mortali.
Leiber richiama alla Colonia Barrios, un giovane che aveva lasciato la tenuta perché innamorato di Estrella, con la quale aveva avuto una relazione clandestina, presto scoperta dal religioso. Il predicatore sa bene di toccare un nervo scoperto del ragazzo, che si lancia subito alla ricerca della fanciulla. Ritroverà Joey, sempre più fuori di testa e mortalmente pericoloso per via degli effetti secondari del “miracolo” e gli altri sbandati, vecchi amici con i quali collaborerà per smascherare il tiranno e rovesciarlo.

A 27 anni dalla sua prima pubblicazione, Miracoli è ancora una lettura estremamente godibile che ha accusato poco il passare del tempo, grazie ai testi irriverenti di Semerano e alla freschezza dei dialoghi e del linguaggio messo in bocca ai suoi “coatti” futuristici, buzzurri pericolosi ma dal cuore d’oro di cui potremmo trovare ancora oggi degli esempi in una qualsiasi delle nostre periferie. Animati da uno spirito genuinamente punk ancora prima che cyber, sono lo “shock contro il sistema” di cui cantava un celebre tamarro della musica di quegli anni, l’ossigenato Billy Idol. Il lettore entra nella vicenda in medias res, come uno spettatore che entra in sala a film iniziato, eppure riesce a non smarrirsi grazie alla capacità dello scrittore di caratterizzare un mondo e i personaggi che lo popolano in poche vignette, con un’immediatezza tipica dei comics americani a cui i due autori erano affezionati e a cui il collettivo di Cyborg si rifaceva esplicitamente. Notevole e assolutamente godibile la facilità con cui Semerano ibrida i generi cinematografici di riferimento: se Blade Runner è l’ispirazione scontata per tutta la fiction di genere fantascientifico del decennio che precede Miracoli, non mancano omaggi alla tradizione del noir e addirittura a Casablanca, con Barrios nella parte di Bogart che si ubriaca nel bar pensando ad Estrella, poco prima dell’irruzione del folle Joey e del conseguente massacro operato con i suoi poteri mentali capaci di manipolare le carni delle vittime, trasformando il locale nel set di un film di David Cronenberg.

Dal punto di vista artistico, Miracoli fu la consacrazione del talento grafico straripante di Giuseppe Palumbo. Benché legato a un'organizzazione della tavola tipicamente italiana, strutturata a tre vignette orizzontali, nello stile del creatore di Ramarro risuonano le influenze dei già citati ed amati fumetti americani, con la loro spettacolarità muscolare e cinetica. Una rottura delle convenzioni grafiche in voga fino a quel momento che si esprime con le immagini potenti e di grande impatto realizzate dall'artista di Matera, che esplodono davanti alle pupille del lettore quasi spaccando le vignette che vorrebbero contenerle. È la stessa potenza visiva che in quel momento anima le tavole di Todd McFarlane, Jim Lee e Rob Liefeld, i “ragazzi terribili” che stanno mettendo a ferro e a fuoco l’industria fumettistica d’oltreoceano; ma Palumbo può aggiungere a queste influenze l’abilità, del tutto sua, nell’uso del chiaroscuro e nel costruire tavole ricche di dettagli. L’influenza più grande, e che non passa inosservata, è sicuramente quella del grande Roberto Raviola, in arte Magnus, richiamato nell’abile uso del contrasto tra bianco e nero e nelle espressioni facciali deformi e innaturali dei personaggi.

Edizioni Inkiostro riporta negli scaffali delle librerie Miracoli con un volume di grande formato che ha il pregio di esaltare le tavole di Palumbo, ma anche il difetto non indifferente di non proporre alcuna scheda di presentazione dell’opera o degli autori, né di offrire un apparato critico capace di affrontare l’eredità dell’esperienza di Cyborg, rivista che nonostante la sua vita effimera ha lasciato un solco profondo nella storia del fumetto italiano. Un’omissione che dispiace, visto il prezzo non propriamente contenuto del volume nonostante la ridotta foliazione.

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Comicon Edizioni pubblica in edizione di pregio Ramarro di Giuseppe Palumbo

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La collana Fondamentali di Comicon Edizioni si arricchirà a breve di un nuovo volume di pregio, dedicato a Ramarro, il supereroe masochista creato da Giuseppe Palumbo nel 1986 sulle pagine di Tempi Supplementari.
L'opera verrà riproposta in un volume dal titolo Guerre Fredde di 240 pagine, in carta patinata opaca 300 grammi, con plastificazione opaca con verniciatura UV serigrafica a ottobre.

Di seguito trovate la pagina tratta dal Catalogo Mega, che potete ingrandire cliccandovi sopra.

Ramarro - Primo supereroe masochista - Guerre Fredde
di Giuseppe Palumbo
240 pagine, colori, 19x26 cm, carta patinata opaca 300 grammi, plastificazione opaca con verniciatura UV serigrafica, 24€
Uscita: ottobre 2017

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Anteprima esclusiva de Il Grande Diabolik 1/2017: La maschera e il volto

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Vi proponiamo, nella gallery in basso, un'anteprima esclusiva de Il Grande Diabolik 1/2017 dal titolo "La maschera e il volto" di Mario Gomboli, Tito Faraci, Giuseppe Palumbo e Giuseppe Di Bernardo, in uscita il prossimo 1° maggio. Di seguito la sinossi e i dati del volume.

Una mostra d’arte, una scultura particolare, e una marea di ricordi che travolge Diabolik. Ricordi dolci di giochi infantili, ricordi tristi di amicizie perdute, ricordi amari di imbrogli e tradimenti. Ma su tutti il ricordo di un volto che si era rivelato essere una maschera.

Soggetto: Mario Gomboli e Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Giuseppe Palumbo
Disegni di prologo e epilogo: Giuseppe Di Bernardo
Copertina: Giuseppe Palumbo
Colori di copertina: Luca Bulgheroni
196 pagine, formato 16,5 x 21,0 cm., 4,90 euro

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Anteprima di Escobar - El Patrón, in uscita oggi per Mondadori Oscar Ink - Astorina

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Della nuova collana Mondadori dedicata al fumetto Oscar Ink ve ne abbiamo già parlato. Approfondiamo oggi una delle uscite più attese, ovvero Escobar - El Patrón di Guido Piccoli e Giuseppe Palumbo in uscita oggi e realizzata in collaborazione con Astorina.

Di seguito, potete leggere la presentazione ufficiale e guardare un'anteprima del volume:

"L’incredibile storia del celebre bandito colombiano Pablo Escobar diventa il soggetto di Escobar - El Patrón, un’avvincente graphic novel disegnata da Giuseppe Palumbo e sceneggiata da Guido Piccoli. Edita da Astorina, la storica casa editrice di Diabolik che per la prima volta pubblica un soggetto che non ha per protagonista l’amatissimo Re del Terrore, Escobar - El Patrón, disponibile in libreria e fumetteria dal 20 aprile, è uno dei primi due titoli distribuiti da Oscar INK, il nuovo marchio Mondadori interamente dedicato al fumetto. Questa prima pubblicazione segna l’inizio di una collaborazione tra Astorina e Mondadori che proseguirà in futuro con la pubblicazione, a giugno, del volume “Il Re del Terrore, Il remake” che ripropone, in versione moderna ed estesa, la storia del primo, mitico, numero di Diabolik, uscito nel novembre del 1962.

A più di ventitré anni dalla sua morte, Pablo Escobar è ancora il bandito più famoso del mondo, più di Al Capone e Dillinger. Colui che veniva chiamato “El Patrón” ha capeggiato un esercito di sicari responsabili di migliaia d’omicidi, molti dei quali “eccellenti”, e di attentati terrificanti come a un aereo di linea o alla sede della polizia segreta a Bogotà. Ma “don Pablo” era anche il capo del cartello che, prima di tutte le mafie, fece della cocaina uno straordinario commercio internazionale diventando il nemico numero uno del governo Usa e delle sue polizie, dalla Cia all’Fbi e la Dea. Per molti disperati colombiani era però un mecenate e un geniale affarista perché da figlio di umili lavoratori entrò nell’Olimpo dei dieci uomini più ricchi del mondo, secondo le riviste Forbes e Fortune. A questa figura contraddittoria (era anche un padre e uno sposo tanto affettuoso da immolarsi per salvare i suoi cari), dopo molti libri, film e serial tv – come “Narcos”, il maggiore successo di Netflix – è dedicata la graphic novel Escobar - El Patrón, che racconta, in modo fedele, il tragico epilogo della sua vita romanzesca.

ESCOBAR - EL PATRÓN

Sceneggiatura di Guido Piccoli
Disegni di Giuseppe Palumbo
Colori di Arianna Farricella
Lettering di Enrico Pierpaoli

Collana: Oscar Ink
Pagine: 136
Formato: 19,5x26 cm
Prezzo: 19,00 euro
ISBN: 978-88-04-68165-6
In uscita il 20 aprile 2017

Copertina cartonata e plastificazione opaca con serigrafia su titolo e marchio Oscar Ink

Giuseppe Palumbo - Giuseppe Palumbo, autore di fumetti e illustratore, ha disegnato migliaia di tavole per alcuni tra i maggiori editori italiani e stranieri. Ramarro, il supereroe masochista, è stato il suo primo personaggio, apparso sulle pagine di Frigidaire. Disegna da molti anni le avventure del Re del Terrore, Diabolik.

Guido Piccoli - Guido Piccoli, giornalista professionista e autore di un centinaio di sceneggiati per radio Rai e la radio svizzera, ha vissuto a Bogotà gli anni più caldi della “guerra ai narcos”, scrivendo vari libri tra i quali “Colombia, il paese dell’eccesso” (Feltrinelli 2003)."

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