Menu

 

 

G.I. Joe #6: nuovo caso di censura alla "Manara"

  • Pubblicato in News

Tra le varie anticipazioni di albi per il mercato USA, era stata segnalata questa cover di GI Joe #6, realizzata dall'artista Dheeraj Verma, che vede raffigurata la Baronessa in una posa procace, che mette in evidenzia il suo fondoschiena.

GIJOE-s406-cvrSUB-bfe51

Eppure, al momento della pubblicazione, con abile gioco di photoshop, qualcosa è stato modificato, e quello che trovate sotto è il risultato...

STK662244

Il pensiero subito corre al precedente caso della variant cover realizzata dal maestro italiano Milo Manara per Spider-Woman #1.

spider-woman-take-2

Anche per il lavoro di Verma, come per Manara, il lato B è stato coperto con un ardito gioco in fase di impaginazione, a voler celare l'oggetto di eventuali discussioni o polemiche sull'utilizzo materialistico del corpo femminile.
Noi di Comicus abbiamo già presentato la nostra opinione in merito a questa questione. È davvero possibile che in una società come la nostra, in cui, continui e ben più volgari, sono le immagini che giocano con i doppi sensi a sfondo sessuale e mercificano le donne, relegandole a semplice oggetto del desiderio, il riflettore sia puntato solo sul mondo delle nuvole parlanti?

(Via Bleedingcool)

Leggi tutto...

Censurate le vignette di un autore palestinese che raffiguravano Maometto

  • Pubblicato in News

All'indomani dei tragici eventi che hanno colpito la redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo lo scorso 7 gennaio, durante i quali 12 persone hanno perso la vita a seguito di un attentato, tante sono state le manifestazioni a sostegno della libertà di espressione e di pensiero. Tra queste va segnalata la marcia dei leader mondiali che hanno camminano uniti e abbracciati contro la violenza.

Era bello poter vedere Benjamin Nethanyahu, presidente israeliano e Mahmud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese, camminare gomito a gomito nonostante l'annoso conflitto che vede contrapposti i i rispettivi paesi. Eppure, proprio quell'Abbas che era lì per manifestare il proprio disappunto rispetto a questi eventi drammatici, ha nominato una commissione che avrà il compito di giudicare alcune vignette di Mohammed Sabaaneh, vignettista palestinese 36enne, che presta la sua arte per il giornale ufficilae dell'Autorità, al-Hayat al-Jadida.

La colpa di cui si è macchiato il disegnatore è quella di aver rappresentato il Profeta Maometto che spande semi d'amore, prendendoli da una sacca a forma di cuore, sul mondo. "La mia idea è che se si vuole difendere l'Islam dalle vignette, lo devi fare disegnando vignette, non uccidendo i vignettisti. Se si vuole difendere l'Islam dagli articoli di giornale, scrivi articoli di giornale. Se si vuole difenderlo dalle idee, usa le idee". Queste le parole di Sabaaneh rilasciate durante un'intervista a The Indipendent.

Sabaaneh, il cui intento, quindi, era quello di mostrare al mondo intero la vera natura dell'Islam, non solo tagliatori di teste, ma anche portatori di valori positivi, è stato già arrestato per precedenti attività pro Palestina, costategli anche 5 mesi di carcere in Israele. Inoltre, sempre l'Autorità palestinese, aveva già bloccato alcune sue vignette a tema politico, come quelle che raffiguravano il presidente egiziano al-Sisi, sull'Olp e su lo stesso Abbass.

Insomma, finita l'onda emotiva per le dodici morti e per il gesto condannato da tutti, ogni cosa è tornata al suo posto. Critica e satira sono armi pericolose e devono essere disinnescate, quindi meglio zittire ogni possibile voce fuori dal coro.

image-MYTPVT4GKCWYV1RT

Leggi tutto...

Vietato un quotidiano in Tanzania per una vignetta

  • Pubblicato in News

Il mese scorso The EastAfrican, un quotidiano regionale stampato a Nairobi, è stato vietato in Tanzania, dopo 20 anni di pubblicazione. La spiegazione ufficiale data dal governo è che la testata violava le leggi di registrazione dei giornali del paese, ma la ragione più probabile per questo arresto è stata la critica fatta dal giornale del presidente Jakaya Kikwete attraverso una vignetta del famoso cartoonist Godfrey Mwampembwa ("GADO"):

gado

La Tanzania ha, secondo Freedom House, almeno 17 leggi che limitano la libertà di espressione dei giornalisti. La "Newspaper Registration Act" del 1976 (ovvero la legge utilizzata per chiudere il The EastAfrican) è la più nota e ampiamente applicata fra questei, ed è stata utilizzata per chiudere anche altre testate.

Secondo il responsabile del The EastAfrican Christopher Kidanka, un portavoce del governo ha detto che il fumetto dimostrava cattivo gusto e mancanza di rispetto per la persona e l'ufficio del presidente. O forse la vignetta mostra la mancanza di rispetto del presidente e della sua amministrazione verso il popolo della Tanzania?

(Via Washington Post)

Leggi tutto...

Persepolis: ancora polemiche sull’opera di Satrapi

  • Pubblicato in News

Continuiamo a segnalare a tutti i lettori di Comicus le continue censure che opere legate al mondo dei fumetti ricevono di continuo. Il caso che ha coinvolto Fun Home di Alison Bechdel, o Bone di Jeff Smith, sono solo alcuni dei tanti. Di recente vi abbiamo anche parlato di come nell’Oregon, alla Three Rivers School, la lettura di Persepolis, graphic novel di Marjane Satrapi, sia stata consentita solo a studenti di 7° grado.
 
Questa volta la scena si sposta a Chatham, nell’Illinois, e più precisamente al Glenwood High School, dove il Ball-Chatham School Board ha recentemente votato per decidere ancora le sorti del graphic novel della Satrapi.
   
La votazione era stata richiesta da Mike Housewirth, padre di uno studente, il quale metteva in discussione il giudizio del docente sull’assegnazione di un libro sui musulmani dopo l'11 settembre, oltre a contestare alcune scene di tortura presenti nello stesso. Si chiedeva, dunque, l'immediata cancellazione dell’opera dalla lista dei libri consigliati.

"Se mio figlio avesse disegnato un immagine del genere a scuola, sarebbe stato espulso", ha detto Housewirth, aggiungendo che mentre lui reputava suo figlio abbastanza maturo per leggere il libro, il tono generale era "terribile".

"Leggere materiale controverso non fa male agli studenti ne li corrompe" ha prontamente risposto Jim Lee, Preside della Glenwood High School. “Gli studenti non si limitano a leggere un libro e ad accettarlo così com’è” ha aggiunto, “bensì lo usano come spunto per discussioni e poi trarne le proprie conclusioni”. "Questo è il mondo in cui i nostri studenti vivono, e loro hanno bisogno di comprendere la realtà", ha concluso Lee.

In conclusione, riportiamo un comunicato che lunedì scorso è stato diffuso dal Comic Book Legal Defense Fund insieme ad una organizzazione a favore della diffusione dei libri nelle scuole, la Kids Right to Read Project. Il comunicato, inviato anche ai membri del consiglio, sottolinea come la rimozione del libro possa violare i diritti garantiti dal Primo Emendamento:
 
“Ogni comunità è la patria di una diversità di opinioni su questioni morali e religiose. Per ogni genitore che si oppone a un libro assegnato, ci saranno altri che lo consigliano. In pratica, il tentativo di modificare i programmi scolastici in risposta alle singole obiezioni significa privilegiare  le convinzioni morali o religiose di alcune famiglie rispetto ad altre. È proprio per evitare questa forma di discriminazione da parte dei funzionari governativi che il nostro sistema costituzionale è stato creato così”.

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nell'informativa estesa.
Per saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta l'informativa estesa.