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Russia: rimosso Maus dalle librerie

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La notizia ha quasi dell'incredibile, ma purtroppo è vera e ci lascia senza parole. Dagli scaffali delle librerie di Mosca, ma anche da molti negozi on-line, è stato rimosso il graphic novel Maus di Art Spiegelman, vincitore tra l'altro di un premio Pulitzer, a seguito di una legge di quattro mesi fa con la quale si vietava ogni possibile propaganda di ideologie filo naziste.

Il volume in questione, pubblicato in Russia nel 2013 e che ha venduto più di 10.000 copie, riporta una svastica in copertina e a causa della presenza di questo simbolo ne è stata vietata l'esposizione all'interno delle librerie. La legge vuole epurare lo nazione da ogni simbolo legato al regime di Hitler, visto anche la ricorrenza del 70esimo anniversario della vittoria contro le truppe tedesche il prossimo 9 maggio.

Non è la disposizione in sé a far discutere, quanto l'accostamento dell'opera di Spiegelman alla propaganda nazista. Chiunque abbia letto Maus, o né ha anche solo sentito parlare, sa che il graphic novel è un racconto fortemente anti-fascista che evidenzia e condanna gli orrori dei campi di concentramento e del nazismo più in generale.

Il clamore che subito è rimbalzato in rete ha spinto un portavoce del Presidente russo Vladimir V. Putin a suggerire un approccio più controllato nei confronti della direttiva di legge. "Non ci esprimiamo in merito a questa situazione, ma è chiaro che tutto ha bisogno di esser trattato con modo".

(Via CBR)

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G.I. Joe #6: nuovo caso di censura alla "Manara"

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Tra le varie anticipazioni di albi per il mercato USA, era stata segnalata questa cover di GI Joe #6, realizzata dall'artista Dheeraj Verma, che vede raffigurata la Baronessa in una posa procace, che mette in evidenzia il suo fondoschiena.

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Eppure, al momento della pubblicazione, con abile gioco di photoshop, qualcosa è stato modificato, e quello che trovate sotto è il risultato...

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Il pensiero subito corre al precedente caso della variant cover realizzata dal maestro italiano Milo Manara per Spider-Woman #1.

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Anche per il lavoro di Verma, come per Manara, il lato B è stato coperto con un ardito gioco in fase di impaginazione, a voler celare l'oggetto di eventuali discussioni o polemiche sull'utilizzo materialistico del corpo femminile.
Noi di Comicus abbiamo già presentato la nostra opinione in merito a questa questione. È davvero possibile che in una società come la nostra, in cui, continui e ben più volgari, sono le immagini che giocano con i doppi sensi a sfondo sessuale e mercificano le donne, relegandole a semplice oggetto del desiderio, il riflettore sia puntato solo sul mondo delle nuvole parlanti?

(Via Bleedingcool)

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Censurate le vignette di un autore palestinese che raffiguravano Maometto

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All'indomani dei tragici eventi che hanno colpito la redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo lo scorso 7 gennaio, durante i quali 12 persone hanno perso la vita a seguito di un attentato, tante sono state le manifestazioni a sostegno della libertà di espressione e di pensiero. Tra queste va segnalata la marcia dei leader mondiali che hanno camminano uniti e abbracciati contro la violenza.

Era bello poter vedere Benjamin Nethanyahu, presidente israeliano e Mahmud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese, camminare gomito a gomito nonostante l'annoso conflitto che vede contrapposti i i rispettivi paesi. Eppure, proprio quell'Abbas che era lì per manifestare il proprio disappunto rispetto a questi eventi drammatici, ha nominato una commissione che avrà il compito di giudicare alcune vignette di Mohammed Sabaaneh, vignettista palestinese 36enne, che presta la sua arte per il giornale ufficilae dell'Autorità, al-Hayat al-Jadida.

La colpa di cui si è macchiato il disegnatore è quella di aver rappresentato il Profeta Maometto che spande semi d'amore, prendendoli da una sacca a forma di cuore, sul mondo. "La mia idea è che se si vuole difendere l'Islam dalle vignette, lo devi fare disegnando vignette, non uccidendo i vignettisti. Se si vuole difendere l'Islam dagli articoli di giornale, scrivi articoli di giornale. Se si vuole difenderlo dalle idee, usa le idee". Queste le parole di Sabaaneh rilasciate durante un'intervista a The Indipendent.

Sabaaneh, il cui intento, quindi, era quello di mostrare al mondo intero la vera natura dell'Islam, non solo tagliatori di teste, ma anche portatori di valori positivi, è stato già arrestato per precedenti attività pro Palestina, costategli anche 5 mesi di carcere in Israele. Inoltre, sempre l'Autorità palestinese, aveva già bloccato alcune sue vignette a tema politico, come quelle che raffiguravano il presidente egiziano al-Sisi, sull'Olp e su lo stesso Abbass.

Insomma, finita l'onda emotiva per le dodici morti e per il gesto condannato da tutti, ogni cosa è tornata al suo posto. Critica e satira sono armi pericolose e devono essere disinnescate, quindi meglio zittire ogni possibile voce fuori dal coro.

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Vietato un quotidiano in Tanzania per una vignetta

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Il mese scorso The EastAfrican, un quotidiano regionale stampato a Nairobi, è stato vietato in Tanzania, dopo 20 anni di pubblicazione. La spiegazione ufficiale data dal governo è che la testata violava le leggi di registrazione dei giornali del paese, ma la ragione più probabile per questo arresto è stata la critica fatta dal giornale del presidente Jakaya Kikwete attraverso una vignetta del famoso cartoonist Godfrey Mwampembwa ("GADO"):

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La Tanzania ha, secondo Freedom House, almeno 17 leggi che limitano la libertà di espressione dei giornalisti. La "Newspaper Registration Act" del 1976 (ovvero la legge utilizzata per chiudere il The EastAfrican) è la più nota e ampiamente applicata fra questei, ed è stata utilizzata per chiudere anche altre testate.

Secondo il responsabile del The EastAfrican Christopher Kidanka, un portavoce del governo ha detto che il fumetto dimostrava cattivo gusto e mancanza di rispetto per la persona e l'ufficio del presidente. O forse la vignetta mostra la mancanza di rispetto del presidente e della sua amministrazione verso il popolo della Tanzania?

(Via Washington Post)

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