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Cosa ne pensa dei fumetti il nuovo ministro dell'istruzione Marco Bussetti?

Dopo circa 3 mesi dalle elezioni, l'Italia ha un nuovo governo politico formato dall'alleanza fra Lega e Movimento 5 Stelle. Non è certo nostro compito fare un commento politico, ma è interessante analizzare le parole del nuovo ministro dell'istruzione Marco Bussetti che ci riguardano da molto vicino. Bussetti, finora, non ha ricoperto cariche politiche e, seppur indicato dalla Lega, non è un iscritto al partito. La sua ultima carica ricoperta è quella di capo dell’ufficio scolastico provinciale del ministero di Milano.

In un articolo de Il Post, vengono riportate alcune dichiarazioni passate del neo-ministro, fra cui un'intervista a Repubblica in cui parla della mole dei compiti assegnati dagli insegnanti agli alunni. Ecco le sue parole:

"Io sono perché si facciano un po’ di compiti, con intelligenza. Invece di stare tutta l’estate seduti sulla sdraio a leggere i fumetti o a giocare col cellulare, meglio essere stimolati da buone letture o attività che tengano acceso, vigile, attento, impegnato il cervello".

Diversi sono gli autori di fumetti che hanno commentato sui social la suddetta frase. Purtroppo il concetto stereotipato che sminuisce il valore del fumetto in quanto arte è ancora vivo e preoccupa che queste parole vengano dette (anche se di qualche anno fa) da un ministro dell'istruzione. L'idea che un fumetto non possa essere una "buona lettura", che non "tenga acceso il cervello" e venga, insomma, additato come un qualcosa di negativo è francamente desolante.
La nostra speranza è che possa cambiare presto idea e che, magari, i fumetti possano essere considerati anche un ottimo strumento didattico e culturale da inserire con maggior volontà nella scuola italiana.

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