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Macerie Prime, recensione: gli spettri di una generazione secondo Zerocalcare

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Nel corso degli anni, in particolare dalla pubblicazione de La profezia dell’Armadillo per Bao Publishing, Zerocalcare (al secolo Michele Rech) si è ritagliato sempre più il ruolo di autore generazionale, grazie in particolare alle avventure pubblicate sul suo blog riguardanti tematiche quotidiane, spesso argomenti leggeri e irrisori, e “nerd” amplificate dal ricorso a figure appartenenti alla cultura popolare cinematografica e televisiva degli ultimi 30 anni. Queste storie sono state poi raccolte in volumi sempre dalla casa editrice milanese. La bibliografia di Zerocalcare, però, comprende anche opere di ampio respiro che trattano tematiche più complesse ed esistenziali, vedi Un polpo alla gola e Dimentica il mio nome, o tematiche sociali/politiche da graphic journalism come Kobane Calling.

Indipendentemente dal tipo di target e dagli argomenti trattati, Calcare non abbandona mai né il suo stile ironico e graffiante, nonché spiccatamente pop, né il suo “personaggio”, che ne contraddistingue ormai inequivocabilmente la cifra stilistica. Michele Rech, infatti, si proietta nella storia nei panni del suo alter ego diventando a tutti gli effetti un protagonista fedele alla sua controparte reale, per quanto indubbiamente smussata e rielaborata. E questo stesso processo viene applicato anche a tutto ciò che lo circonda - al suo mondo, alla famiglia, agli amici... - filtrando e opportunamente modificando la sua realtà, per esigenze narrative, ma mantenendola quanto più veritiera possibile. Calcare non è certo il primo fumettista che utilizza se stesso per narrare le proprie storie, ma la continuità e le modalità con cui il lo fa lo rendono un unicum.

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Nelle letture fatte finora, dunque, abbiamo fatto la conoscenza di tutta una serie di comprimari, amici dell’autore, scoprendone vizi e virtù spesso in maniera caricaturale o, comunque, stereotipata per assolvere al loro ruolo di contraltare del protagonista. In Macerie Prime invece l’autore mette in scena un racconto corale sulla crescita e sull’età adulta. Spaziando fra passato e presente, alternato a un futuro distopico composto allegoricamente da macerie, leggiamo le ansie e i problemi di un gruppo di amici che, ancora una volta, sono rappresentazione della società e delle problematiche dell’attuale generazione di trentenni.
Se consideriamo i soli personaggi, potremmo dire che Macerie Prime è la storia della svolta per Calcare, in cui l’autore porta a far evolvere i vari protagonisti. Ma l’ancoraggio alla vita reale ci impone riflessioni di altro tipo. In questa opera assistiamo a una presa di coscienza, forse tardiva, sulla crescita, sulla maturazione e sul nostro ruolo nella società odierna. È finito il tempo per tergiversare, le scelte che compiamo ora sono determinanti per definire cosa saremo in futuro. Tocca, dunque, abbandonare ogni nostalgia alle spalle, ridimensionare e dare il giusto peso agli eventi del passato e andare avanti.

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Per Zerocalcare, che qui ribadisce alcune delle sue classiche tematiche, dagli “accolli” al senso di inadeguatezza in alcune situazioni, fondamentale è il confronto con le vite dei suoi amici che avviene sia in occasione del matrimonio di Cinghiale, storico compagno d’avventure, sia per lo sviluppo di un progetto collettivo a cui l’autore vorrebbe, in realtà, sottrarsi. Così, troviamo chi si sposa e ha paura di diventare padre, chi è vittima di un perenne immobilismo che sembra non avere sbocchi, chi si crea un fortino sicuro in cui difendersi da ogni minimo cambiamento, chi da anni lavora (invano) per raggiungere i propri obiettivi, e chi invece affronta la vita con menefreghismo ottenendo, magari, gratificazioni ingiustificate.
In tutto questo, l’autore vive con un certo disagio la propria agiatezza, il fatto di riuscire a vivere delle proprie passioni, come se il successo professionale fosse una colpa in una generazione di precari e sotto-stipendiati. La presa di coscienza è di vivere con maggior consapevolezza e serenità il proprio ruolo, e di ponderare le proprie scelte in base alla propria volontà e alla propria disponibilità senza dover considerare egoistico tutto ciò.

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Macere Prime non è un’opera perfetta in quanto si nota una certa confusione nel focalizzare il tutto. Ci auguriamo di trovare una maggiore chiarezza nella seconda parte di questa narrazione, in uscita a maggio, quando scopriremo i risultati del progetto sui cui lavorano i protagonisti. Tuttavia, l’opera è feroce e sincera, nonché perfetta fotografia di una generazione in cerca di una propria identità.

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