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Melagrana: 4 nuovi autori per l'antologia erotica di Attaccapanni Press

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La Attaccapanni Press, novella casa editrice ideata e capitanata da Ariel Vittori e Laura Guglielmo, che ha dato alle stampe Grimorio, che abbiamo sostenuto anche noi di Comicus fin dalle prime battute durante il crowdfunding, si prepara alla produzione di una nuova antologia, questa volta sull'erotismo, intitolata Melagrana vi abbiamo già parlato diverse volte.

I primi nomi degli autori coinvolti per questo nuovo progetto sono stati rivelati durante la live di YouTube di cui vi abbiamo fatto il resoconto nell'articolo citato, e sono Fabio Mancini, Greta Xella, Giovanni Pota, già presenti in Grimorio, a cui si è aggiunta Claudia "Nuke" Razzoli.
Ora apprendiamo dalla pagina Facebook ufficiale del progetto i nomi di altri 4 autori che si aggiungono al collettivo già radunato, tutti alla loro prima collaborazione con Attaccapanni: AlbHey Longo (La quarta variazione, BAO Publishing), Vittoria "VicMac" Macioci, non nuova ad antologie, avendo già partecipato al volume horror Gravure e al lavoro su The Desolation Club con Lorenzo Palloni, qui la nostra intervista, e le due esordienti nel mondo del fumetto Cecilia "Lonnom Bao" Petrucci e Serena Ferrero. Di seguito il post ufficiale.

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Noir, horror, Tempo e fantascienza nel ricchissimo 2017 di Lorenzo Palloni: intervista

Con la vincita del Premio Boscarato per la migliore sceneggiatura con The Corner (Rizzoli Lizard), la pubblicazione di Esatto per Mammaiuto e giusto qualche settimana fa la riedizione per Shockdom di Un lungo cammino, il giovane artista e scrittore Lorenzo Palloni ha fatto parlare parecchio di sé nel corso del 2016. E come non coronare questo bel percorso con uno ancora più ricco e intenso che caratterizzerà tutto il 2017, con diversi lavori che toccano un vastissimo range di tematiche, a fianco di autori più o meno emergenti e artisti di eccezionale bravura? Per tenere d'occhio la prolifica produzione di Palloni, e svelare qualche novità riguardo a tutti questi lavori, abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con l'autore e realizzare un pratico vademecum dettagliato che vi permetterà di informarvi al meglio su opere che, scommettiamo, lasceranno il segno quest'anno e in quelli a seguire.

Come già accennato, si prospetta un 2017 ricco per quanto riguarda la tua produzione. Ma prima di procedere a descriverla nel dettaglio, facciamo un breve passo indietro facendo una sorta di resoconto di quello che è stato il tuo 2016, a partire dal Premio Boscarato per la miglior sceneggiatura con The Corner. Vite nell’angolo realizzato con Andrea Settimo. Come è nato questo lavoro? Ti aspettavi tutto questo successo?

The Corner è nato principalmente dall'esigenza di riflettere su un certo modo di pensare la società e sulla percentuale di violenza che facciamo scontare agli immigrati. È una storia che ho scritto nel 2009, che si è sviluppata in una sceneggiatura nel 2013 e che Andrea ha saputo interpretare in modo incredibile per Editions Sarbacane. Il libro è uscito in Francia l’anno dopo; in Italia, per Rizzoli Lizard, tre anni dopo, a marzo di quest'anno. Non avrei potuto disegnarla io, mi serviva un segno differente, più underground, se vogliamo, per contrastare un tipo di narrazione mainstream che si rifaceva all’hard-boiled anni '20, e scriverlo è stata una delle esperienze più belle e stimolanti della mia vita.
Non so se sia un successo come dici, credo che in Francia non sia andato alla grandissima, nonostante le recensioni super positive: il mercato è enorme e i lettori sono estremamente abitudinari, il segno di Andrea è qualcosa che li destabilizza. Peccato per loro. In Italia è ancora presto per dirlo, anche se le recensioni sono finora molto positive. Per me è un successo perché funziona: è un bel libro, divertente, disegnato da Dio e riesce a mandare il messaggio che ci interessava. In questo senso, sì, è un successo.
E il premio mi ha fatto un bel po' di piacere, l'ho vissuto come un incoraggiamento a non smettere finché non sarò un freddo cadavere.

Tra le opere pubblicate quest’anno da Mammaiuto troviamo anche Esatto, che abbiamo consigliato nelle novità da non perdere in Self Area a Lucca. Parlaci della sua genesi e di come è stato accolto il volume.

Volevo raccontare la vita di qualcuno che non percepisse una distinzione netta fra la sua vita familiare e quella lavorativa, e giocare su come le responsabilità e i doveri di entrambi questi aspetti non possano che collidere. Esatto parla di questo, e di come cambiare per una violentissima esattrice sia contemporaneamente possibile e impossibile.
Dentro il libro ho messo così tante esperienze personali e luoghi che frequento quotidianamente che l'unico modo di staccarmi dalla narrazione era raccontare altro, e la struttura a “serie TV” mi ha permesso di narrare la storia di Ginger mentre parlavo, al tempo stesso, di altro. È venuto fuori tutto naturalmente e ho macinato 180 tavole in sette mesi, molte delle quali mentre ero in residenza alla Maison des Auteurs di Angoulême.
Il volume è stato accolto più che bene, la prevendita è stata pazzesca, tanto che mancano già poche decine di copie alla fine della tiratura (sbrigatevi, correte sullo shop di Mammaiuto.it); un sacco di lettori sono soddisfatti, ma mi hanno fatto particolarmente piacere le mail e le pacche sulle spalle dei colleghi, alcuni li definirei addirittura entusiasti. È commovente.
Il fatto che Editions Sarbacane sia rimasta colpita dal libro e che ne esca la versione francese, colorata dal fantastico Luca Lenci, ad aprile, mi conferma che è un libro di cui essere orgoglioso.

Rimanendo sempre al 2016, è da poco uscita la riedizione per Shockdom di Un lungo cammino insieme a Samuel Daveti e Francesco Rossi. Come è nata la collaborazione con Shockdom? Da dove è derivata la scelta di pubblicarlo con questa casa editrice e non riproporre un’edizione con Mammaiuto? Sono state apportate delle modifiche al fumetto rispetto alla controparte digitale o rispetto alla prima edizione?

È stato Lucio Staiano (a capo di Shockdom) a contattarci e a realizzare una delle “fasi” che avevamo pensato con Mammaiuto quando l’abbiamo fondata: trovare un editore che ci usasse da serbatoio per pubblicazioni distribuite su larga scala. Come regola di base con Mammaiuto non stampiamo più di duecento copie di ogni libro (ma è capitato di dover ristampare l’antologico Un Ragazzo Etc. e Tokio di Sara Menetti) e la cosa si presta perfettamente: una volta finite le nostre duecento copie, noi e Gianluca Caputo, il nostro referente con Shockdom, decidiamo cosa far uscire prossimamente nella collana Fumetti Crudi.
Nice and easy, man.
Un Lungo Cammino è stato modificato pochissimo, solo qualche faccia di Alec, il bambino (che nell’edizione precedente io e Frank avevamo disegnato davvero di merda), e Sam ha rimesso mano a qualche testo. Ho ritoccato i colori, per rendere il marroncino utilizzato su web un qualcosa di più caldo e rugginoso: ora funziona tutto molto meglio, è tutto più minaccioso e soffocante. E certo, ho fatto una cover ad hoc per il volume nuovo.
Ma poi quest'edizione ha le alette, porca puttana, le alette! Comprerei il libro solo per quelle incredibili alette.

Parlando di Shockdom, cominciamo ad avvicinarci al 2017. È stata annunciata recentemente la pubblicazione di un integrale di Mooned, uno dei tuoi lavori più famosi pubblicato nel 2012 sempre da Mammaiuto e terminato in webcomic con il #100 nel 2014. Come sarà composta questa ristampa? Si opterà ancora per una particolarissima edizione come quella originale? Quanti volumi verranno realizzati?

Non sarà un formato particolarissimo, non aspettatevi roba rotonda, o stampata su crosta lunare…ma sarà comunque differente rispetto ai primi tre volumi. Ormai è un must: cambiare formato e infastidire i lettori, niente mi fa godere di più. Tutt'ora chi ha comprato la prima edizione di Mooned (un A3 piegato a metà in verticale, per intenderci) bestemmia il mio nome ad ogni trasloco. E per i lettori della prima ora tenere affiancato il primo volume agli altri due (un A5 e un A4 piegato a metà in orizzontale) è da sempre motivo di cruccio e tormento. Tutte cose adorabili.
Ma posso dire che sarà un volume unico, un integrale vero e proprio, di più di 600 pagine, con bonus, ricchi premi e cotillons. Sono emozionatissimo al pensiero di avere fra le mani, tutto in un sol libro, quello psicodramma spaziale che racconta, in definitiva, più di tre anni della mia vita.

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Lo Spazio. Questo è sicuramente uno dei protagonisti principali di Mooned. Per rimanere in tema, nel 2017 due saranno le opere strettamente collegate con lo spazio cosmico: parliamo di The Desolation Club, sugli splendidi disegni di Vittoria Macioci e Nanocosmos per ERCcomics. Cominciamo a parlare del primo. Di cosa si tratta? Come è nata la collaborazione? Quando verrà pubblicato? Dacci tutti i dettagli che puoi a riguardo.

Intanto parliamo di un progetto in fieri, siamo al lavoro sulle pagine di prova, ancora non sappiamo se verrà pubblicato e da chi. Puntiamo alla Francia, ma vediamo cosa succede una volta finito il dossier di presentazione.
The Desolation Club parla di cinque adolescenti che, in un futuro non troppo prossimo, viaggiano in una Terra priva di gravità alla ricerca del proprio posto. Nella mia mente è come un film Pixar a fumetti: volume unico, target di young adults, viaggio e crescita. Dai a cinque persone non ancora pienamente formate libertà assoluta (anche dalla gravità) e sospendi la loro morale: cosa possono fare? Come si relazionano con il mondo ostile che stanno esplorando?
Ho scoperto Vittoria per caso, su Facebook [qui il link alla pagina Facebook ufficiale]: segno potentissimo, poliedrico, da slogare la mascella. Era perfetta per la storia che avevo scritto anni prima. Ora Vittoria è una vera e propria “partner in crime”, io scrivo la sceneggiatura, ma lei butta dentro tante di quelle idee visivamente fighe che modificano la storia e la percezione che ho di essa, arricchendola. Una pacchia.

La seconda opera invece è un progetto a fumetti per ERCcomics, un’iniziativa estremamente affascinante di divulgazione scientifica a livello europeo che sfrutta la Nona Arte come mezzo comunicativo. Anche in questo caso, come sei arrivato a collaborare con loro? Cosa significa per te essere un tramite per la trasmissione di informazioni scientifiche spesso dettagliate e di alto livello? Come ti documenterai sulla polvere cosmica e sui misteri dello spazio più profondo? Illuminaci su questo lavoro.

Beh, è cominciata semplicemente: con un invio di portfolio. È andata bene. Sarà estremamente stimolante metabolizzare e incorporare la massa di informazioni che mi stanno mandando in una storia di fiction. Ho Massimo Colella come editor e referente, oltre a Natalia Ruiz Zelmanovich, che sarà il nostro collegamento con il progetto Nanocosmos. Dovrò studiare un bel po', e ad un certo punto con Massimo dovremo andare a Madrid a vedere con i nostri occhi lo Stardust, questa macchina di sette metri in grado di ricreare le condizioni di una stella morente. Figata.
Ho scritto una storia che piace molto a Massimo, e ho cominciato a fare i primi sketch. Ma dovremo parlare con gli scienziati a capo del progetto, e cercare di capire come integrare scienza e fantascienza senza che si mettano i bastoni fra le ruote a vicenda.

The #space doesn't let me go: I will collaborate with @erc_comics on #Nanocosmos #project! Investigations on #cosmicdust and #galactic #experiments (and that's the #true part), and I'll try to tell a good #story about it. I'm really #excited, it's a #new and #challenge, #thrilling as never before. ----------------------------------------- Lo spazio non mi lascia andare: inizia la collaborazione con quella figata di Erccomics sul progetto Nanocosmos! Investigazioni su polveri cosmici ed esperimenti stellari (e questa è la parte vera), e ci metteremo del nostro per raccontare una bella storia. Poi ve ne parlo meglio. Sono comunque molto emozionato, è una sfida nuova e stimolante come poche. #webcomics #comingsoon #workinprogress #fumetti #BD #gif #herewego #newproject #newstuff #screenplay #script #writing #stories #scifi #journey #erccomics

Una foto pubblicata da Lorenzo Palloni (@lorenzo.palloni) in data:

Ma non ci saranno soltanto queste tematiche a dominare il tuo 2017. Ti dedicherai anche all’horror con Scary Allan Crow per Edizioni Inkiostro sui testi di Dj Aladyn. Ci è stato detto che sebbene sia una storia dell’orrore, si distaccherà dal filone orrorifico che tanto va di moda negli ultimi tempi, quello splatter fine a sé stesso che suscita più disgusto che terrore. Hai già ricevuto la sceneggiatura? Ha già idea di come muoverti nel disegno, quale stile adottare? Quando potremo vederlo?

Uscita a Lucca Comics 2017, in settimana inizio le matite. Abbiamo saltato la sceneggiatura: ho scritto un soggetto dettagliatissimo (un cosiddetto scriptbook) che con Aladyn abbiamo modificato via via, poi mi sono buttato sullo storyboard che in un mesetto o poco più ho completato. Il libro c’è, va solo disegnato. Mi piace un casino, sto smaniando per buttarmi sulle tavole.
Nessuno splatter fine a sé stesso, non ne sarei in grado, ho visto e letto pochissimi horror in vita mia, non sono né un patito né un esperto. Ma Aladyn ha una passione per racconti dell’orrore e generi limitrofi, cosa che ha dato l’input alla storia (il soggetto base è suo) e che l'ha tenuta in carreggiata durante la scrittura. Sarà un thriller con i toni di uno slasher movie, tutto all'insegna dell'allegro adagio “non ti puoi fidare di nessuno, nemmeno di te stesso”.
Ma ci saranno budella che volano, almeno un po'. Cioè, parecchie, ora che ci penso.

Per quanto riguarda gli altri progetti, sono tutti ancora avvolti nel mistero. Cominciamo da LVM e La civiltà quando meno te lo aspetti. Quali tematiche affrontano? Che cosa ci puoi dire a riguardo?

La Civiltà Quando Meno Te l’Aspetti è una storia breve di otto tavole uscita su Mammaiuto pochi giorni fa. Nasce dalla curiosità di mettersi nei panni di una persona senza scrupoli, uno scafista che si ritrova nella situazione di dover essere salvato dal suo “carico”, da quella massa tragica di migranti che sta trasportando. Una specie d’indagine sociale declinata secondo il mio solito gusto noir.

LVM invece è l’acronimo de La Vida Muerta, è un progetto che sto scrivendo dal 2007, e fra false partenze, rinvii, cambi di programma, credo di essere arrivato al punto in cui ho capito come farlo: unica regola nessuna regola. Il mio terrore (terrore vero) è che sia una di quelle cose che ti riproponi per tutta la vita e che non farai mai. Scusa il francesismo ma: col cazzo. Lo farò, sarà un progetto lungo, faticoso e complicato, ma ne varrà la pena per me che lo farò e per chi lo leggerà.
Mi ci butterei subito, ma ho contratti già firmati e so che più tempo aspetto, più controllo e idee chiare avrò sulla storia: un fantasy che comincia come noir ma che poi è solo un modo di tenere a bada la mia ossessione per il Tempo.

Per quanto concerne invece il lavoro che stai sviluppando insieme a Francesca Ciregia? Di cosa si tratta?

Un paio d'anni fa proposi a Francesca il progetto Figli Del Piombo, le è piaciuto subito: è una trilogia nerissima e disperata, la storia del rapporto in declino fra due sorelle, entrambe con segreti profondi e destini segnati; ogni libro un'indagine, ogni indagine un passo verso l'abisso. Francesca ha fatto qualche tavola di prova, poi ci siamo un po' arenati. So che sta lavorando parecchio ma so anche che non si è dimenticata di FDP, ogni tanto mi manda qualche schizzo via messaggio. Ancora siamo alla progettazione, ma è uno di quei progetti da fare assolutamente.

Infine, come ultima opera parliamo un po' di Emma Wrong, il fumetto che stai scrivendo per i disegni di Laura Guglielmo, una delle curatrici di Grimorio e fondatrici di Attaccapanni Press, di cui abbiamo visto recentemente qualche meravigliosa tavola sui social, che riportiamo qui sotto. Parlacene un po'.

Di Emma Wrong ho provato a fare qualche pagina di prova io stesso, l’anno scorso, ma non era il segno adatto. Non funzionava. Serviva un tocco femminile. Mi sono detto “vediamo se una delle disegnatrici più promettenti e in gamba del momento è interessata?” Sono semplicemente estasiato da quello che Laura ha tratto dalla sceneggiatura: una palette clamorosa su una storia sui generis, ovvero la ricerca di una spia da parte dell’amore della sua vita, che non si arrende nemmeno di fronte ad un violento gioco di spie in un motel del deserto del Nevada.
Nessun editore neanche per Emma, al momento, ma percepisco vibrazioni positive. Laura si sta divertendo, e lo vedo da quello che mette sulle tavole. E se lei si diverte, figurati come gode lo sceneggiatore.

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Per concludere, una domanda relativa al tuo stile e alla tua produzione in generale: come cambia, se cambia, il tuo approccio al fumetto tra quando ti occupi solo della sceneggiatura a quando invece lavori solo alle tavole? Con quali criteri scegli gli artisti con cui realizzare un team creativo?

La risposta è…complessa. Diciamo che parto dal messaggio che la storia porta con sé, poi ragiono sulla sua identità. Ogni storia è un organismo che ha le sue peculiarità, deve avere il suo segno, il suo linguaggio. Scrivere una sceneggiatura mi fa sentire assolutamente onnipotente in uno spazio infinito; storyboardare mi fa sentire alla guida di un mezzo potentissimo ma su una strada dritta; disegnare mi fa sentire un professionista, anche se mi manca la pazienza per essere un bravo artigiano; colorare mi annoia a morte, mi sembra di perdere tempo. Ogni passo ha impatti emotivi differenti sul lavoro e sulla resa di esso.
Sai, oltre a quelli di cui sopra, ci sono altri progetti a cui sto lavorando da sceneggiatore: Una Brutta Piega insieme a Loris De Marco; Zanne insieme a Luca Negri; Le Trenta Teste di Templeton Else con Francesco Rossi e Claudia Palescandolo; Instantly Elsewhere con Martoz. Con ognuno di loro lavoro in modo differente, perché ho una persona diversa con cui mi interfaccio, e la scelgo in base ad un mix di intuito e di studio del suo lavoro. In genere ho sempre molte idee e soggetti. Se lungo la mia strada mi imbatto in qualcuno, mi faccio avanti. So che se la storia è buona (e qui entra il fattore sciamanico) prima o poi inciamperò sul disegnatore adatto.
È un lavoro incredibile, uno stimolo continuo, raccontare è una droga. Il ragazzino di quindici anni che disegnava l’Uomo Ragno sui banchi del Liceo Classico Francesco Petrarca di Arezzo non se lo sarebbe mai aspettato.

E qui ci tocca fare pubblica ammenda. Non eravamo al corrente di questi progetti che citi, quindi, ora che hai gettato l'amo, devi anche parlacene un po', soprattutto di quelli che sono più vicini ad una concreta realizzazione in questo 2017.

Il più vicino ad essere realizzato è Instantly Elsewhere con Martoz: abbiamo firmato con Spaceman Project, piattaforma di crowdfunding internazionale, e nel 2017-18 ci muoveremo con loro. È una storia sul Raccontare e tutto ciò che comporta, immagina Calvino che scrive di supereroi: qualcosa del genere. Gli altri progetti sono tutti a livello progettazione, abbiamo iniziato da poco, a parte Le Trenta Teste, su cui speravo di avere un riscontro positivo in poco tempo (sinceramente: la storia è una bomba, le pagine anche di più), ma ancora niente. Ma continuo a cercare. Un altro progetto fighissimo a cui sto lavorando dal 2013 con Giorgia Marras è Nacna, su cui la balorda genovese dovrebbe ritornare dopo aver finito quella bomba che è il suo libro su Sissi [Sisi per Steinkis Editions, qui qualche tavola].
Non so quanto di tutto questo vedrà la luce, sono tutti progetti con potenziale oggettivo: basta solo aver fortuna di beccare l’editore giusto al momento giusto. Che non è poco.

Ringraziamo quindi Lorenzo Palloni per la disponibilità e la rapidità di risposta alle nostre domande, e vi invitiamo a non lasciarvi sfuggire tutti i lavori sopra citati che vedranno la luce in questo 2017.

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Grimorio e il futuro dell'Attaccapanni Press: shop online e il nuovo progetto Melagrana

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Durante la seconda live su YouTube di Attaccapanni Press, nuova casa editrice indipendente nata da un'idea di Ariel Vittori e Laura Guglielmo, a seguito del successo del progetto crowdfunding Grimorio, di cui vi abbiamo parlato a lungo, sono state annunciate diverse novità riguardo al futuro della casa editrice e dei volumi che verranno realizzati prossimamente.

Come primo annuncio, è stata ufficializzata la creazione di uno shop online su cui sarà possibile acquistare i prodotti dell'etichetta editoriale, ossia Grimorio nella versione regular e variant, quest'ultima fino ad esaurimento scorte, e il primo capitolo di Crescent, progetto in proprio di Laura Guglielmo. Qui trovate il sito in questione.

Il nuovo progetto, come già anticipato, si intitolerà Melagrana, e si tratta di una antologia di storie a tema erotico che verrà presentata a Lucca Comics & Games 2017, proprio come fatto con Grimorio e a cui si sta già cominciando a lavorare. Si tratta di una visione libera dell'erotismo, che si allontana dai classici canoni della categoria, contraddistinto da una "fluidità" di tratto e temi che fungerà da fil rouge per l'opera. Tra gli artisti partecipanti ci saranno, oltre alle due fondatrici della casa editrice, Ariel Vittori e Laura Guglielmo, anche altri autori che hanno già lavorato su Grimorio, come Fabio Mancini, Greta Xella, Giovanni Pota oltre a nuovi ingressi come Claudia "Nuke" Razzoli (qui la nostra puntata di IllustrART). Il progetto non è ancora ultimato e c'è spazio ancora per altri artisti: verrà indetta quindi una open call per i posti rimanenti e gli autori interessati potranno proporsi direttamente alle due curatrici inviando un portfolio all'indirizzo che verrà comunicato prossimamente sulla pagina ufficiale dell'iniziativa.

Annunciato anche un secondo progetto, sempre per il 2017, anche se non si sa ancora nulla a riguardo.

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Grimorio

Di Grimorio vi abbiamo parlato a lungo e questo ci permette, un po' comodamente, di limitare l’introduzione, di rimandarvi ad altri articoli finora realizzati se ancora non conosceste il progetto antologico realizzato col crowdfunding sulla magia e la stregoneria, nato dalle due autrici Ariel Vittori e Laura Guglielmo, con il contributo di moltissimi altri artisti italiani e internazionali.
Quello che ci interessa invece mettere in luce in questa recensione è la bellezza di questo prodotto, che collochiamo con grande facilità tra le migliori opere presentate in occasione di Lucca Comics & Games 2016.
Tuttavia, per parlare di questo lavoro con un minimo di criterio, data l’abbondanza di materiale contenuto e la struttura complessiva dello stesso, abbiamo preferito procedere dal globale al particolare, fornendo prima un’overview del volume per poi analizzare un po’ più nel dettaglio le singole storie e illustrazioni presenti.

Infatti la debordante ricchezza e la splendida varietà artistica racchiuse a stento in questo libricino di 125 pagine provocano un effetto puramente olistico: l’armonia corale emergente ha una genesi non spiegabile suddividendo il prodotto nelle singole componenti. In Grimorio troviamo storie brevi e illustrazioni che, prese singolarmente, hanno indubbiamente un loro peso, ma la sinergia di cui godono quando si considera nel complesso la produzione è qualcosa di magico, per restare in tema. L’amalgama creatosi unendo i contributi di diversi artisti che tecnicamente e stilisticamente non possiedono necessariamente affinità, sviluppa comunque una visione d’insieme spettacolare, affascinante anche solo ad un rapido sguardo, catturando saldamente l’attenzione del lettore a partire già dal graphic design tecnico-geometrico-alchemico realizzato dalla Guglielmo.

E proprio in quanto detto risiede una delle principali vittorie delle due curatrici del progetto: la selezione accurata e meticolosa di autori e artisti del panorama fumettistico attuale tra emergenti, debuttanti e il contributo più sporadico di veterani del settore, che si è dimostrata accordata nonostante la sua eterogeneità. Non vi è una nota stonata (forse una sì, dai) in questa euritmica sinfonia.
Un volume, quindi, che ci mostra piccoli episodi, scorci di storie più grandi, di vite solo incrociate, da cui possiamo soltanto rubare un assaggio; un mix altalenante di emozioni perfettamente bilanciato, ma è in questi repentini passaggi da un universo narrativo ad un altro che emerge la forza di questo progetto.

Ma addentriamoci più approfonditamente in questo libello, analizzando innanzitutto le storie a fumetti in esso contenute.

IntroduzioneThe Pond-Witch di Laura Guglielmo e Ariel Vittori
In queste due storie, che rispettivamente aprono e chiudono l’antologia, troviamo per l’appunto l’invito in questo magico mondo, l’accompagnamento del lettore al principio di sospensione della realtà nella prima, mentre una nostalgica – ma non triste – chiusura nella seconda, che si limita a socchiudere la porta dietro ad un magnifico viaggio nei meandri della tradizione esoterica e della più fervida immaginazione; un viaggio visivo e mentale che vi avrà lasciato a bocca aperta. Entrambi questi lavori ricoprono quindi un ruolo fondamentale nell’intera collezione, e lo ricoprono egregiamente: la prima storia assume dei toni da epic trailer, con 4 tavole da 3  illustrazioni ciascuna realizzate dalla Guglielmo, incentrate su dettagli, su scorci suggestivi, su parziali vedute di quanto concerne l’immaginifico stregonesco (pozioni alchemiche, boschi, riti magici…) rappresentate con sapiente alternanza di palette cromatiche calde e fredde, sempre fortemente comunicative, con gradienti tonali peculiari e virati alla spettacolarità visiva. Le righe di testo scritte dalla Guglielmo, su di un’idea della co-autrice, fanno da dichiarazione d’intenti, da incipit narrativo per tutto ciò che seguirà, rivelando sin dal principio il fil rouge che sottenderà tutte le produzioni ospitate.
In The Pond-Witch troviamo invece un vero e proprio fumetto, la storia di un’affascinante strega vincolata ad uno stagno e di un uomo che la renderà immensamente felice regalandole la possibilità di vedere il mondo. La sceneggiatrice profonde innocenza e delicatezza con grande eleganza, senza scadere nel banale o nel mieloso, accompagnando i pennelli usati da Ariel con un tratto spazzolato ai bordi, fortemente materico seppur digitale, che tuttavia dona un alone etereo e mistico all’intero prodotto, basato su colori caldi ed emotivamente influenti.
 
Unsistered di Greta Xella e Loris De Marco
La squisitezza prima di tutto grafica, ma non di meno narrativa, della produzione di Greta Xella è una costante, e difatti in questa delicata storia, tra le più lunghe dell’intero volume, la si vede emergere chiaramente, come d’altronde avrete potuto constatare dalla cover variant da lei realizzata sui colori di Walter Baiamonte, che trovate qui. Due giovanissime amiche, Vera e Cornelia, profondamente legate, che devono affrontare una sfida imposta loro dal proprio mentore, sviluppando l’amore che provano l’una per l’altra, approfondendo la loro conoscenza e l’accettazione reciproca. Una storia semplice, rappresentata con una grazia accentuata dalle eccellenti scelte cromatiche di Loris De Marco, che sinergicamente accompagnano l’incredibile tenerezza delle figure della giovane artista.

Fascinatio di Noemi De Maio
Una storia breve, senza dialoghi, se si eccettua la presenza di un’onomatopea e un sussulto… ma che splendore. Disegni maturi, layout accattivante e originale, character desing affascinante per dei colossali giganti senza orbite e colori notturni. Un mix fuori dall’ordinario, un’opera di un’artista emergente, Noemi De Maio, che condensa in poche tavole tanto potenziale artistico da stupire. Fascinazione è appunto il termine adatto.

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Rame e Malachite di Mirko Failoni e Laura Guglielmo
Altra storia scritta da Laura Guglielmo, che si mostra in grado di spaziare tra diversi stili narrativi, sempre mantenendo una padronanza dei tempi e dei temi, rimanendo essenziale e concisa, senza perdersi in fronzoli e virtuosismi pleonastici. Un artigiano e il suo incontenibile desiderio di diventare una Maestro nell'intagliare le pietre, che lo spingerà a servire la Signora del Colle del Rame, non rendendosi conto di quale sia il vero amore della sua vita. I disegni di Mirko Failoni sono tra i più realistici dell’intero volume, tavole composte da illustrazioni più che da vignette tradizionali, impostate a mo’ di artwork in stile epic fantasy, con una cura formidabile per il dettaglio, per la posa, per l’atmosfera e le inquadrature. I colori caldi che spaziano dal fuoco delle fucine al verde del rame e della malachite, mishiandosi al blu della notte, non possono che completare egregiamente il lavoro. Qui sotto trovate una tavola della storia.

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In Her Eyes di Laura Vivacqua
Una delle storie meno autoconclusive è In Her Eyes di Laura Vivacqua. Nelle poche pagine, viene tratteggiato l’inizio di un’avventura che potrebbe essere sviluppata su tutte le pagine del volume. Un trapianto oculare, la luce dopo la cecità, gli occhi di una strega. Pochi elementi, dialoghi freschi, veloci, giovanili. La fine che non è altro che un potente inizio, ma il resto sarà lasciato alla mente del lettore, a meno che l’autrice non voglia continuarlo in futuro. Le tavole acquarellate, i colori tenui, delicati e sfumati, i tratti fluenti e i giochi sulle ombre accompagnano armoniosamente questo breve racconto.
 
Bharya di Martina Batelli
Martina Batelli ha uno stile immediatamente riconoscibile, caratterizzato da baldi uomini nerboruti, fortemente influenzata dalla produzione nipponica, che tuttavia sfoggia una padronanza tecnica non indifferente nelle proporzioni e nella resa anatomica, sebbene ci sia un’esaltazione muscolare a tratti eccessiva. Il character design è accattivante, l’espressività è figlia della tradizione artistica contemporanea del Sol Levante, sebbene vi siano numerosi aspetti più occidentali (nella “sposa” soprattutto) che si amalgamano senza frizioni interne con il resto. La composizione è interessante in quanto non tradizionale, interpenetrata nelle sue componenti strutturali, con un mix molto promettente, che esalta la trama di per sé scorrevole. Lo stile della Batelli si è evoluto molto negli ultimi tempi, migliorando a ritmi impressionanti. Tenetela d’occhio.

Walpurgisnacht di Jade “ELK64” Mosch
Jade Mosch è un'illustratrice sensazionale, prima tra le “guest star” ospitate nel volume ad apparire in ordine di pubblicazione. I suoi acquerelli rapiscono lo spettatore con un senso di evanescenza e impalpabilità. La sinuosità delle figure, rappresentate con tratti quasi privi di soluzione di continuità, la potenza visiva incantevole di alcune tavole della sua Notte delle Streghe e l’attenzione all’uso del colore e alle scelte tonali, alle variazioni sul tema rimanendo nel medesimo intorno cromatico, danno vita ad alcune tra le pagine più belle dell’intero volume, ne trovate un'esempio qui sotto. Un’ottima scelta d’ospite che impreziosisce ulteriormente il prodotto.

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Stromholm di Brandon Graham
Brandon Graham è il secondo ospite a realizzare una storia a fumetti per Grimorio, e direi che come autore non necessita di alcuna presentazione. Tuttavia le sue due tavole risultano nettamente sottotono, e passano quasi in secondo piano dopo la splash page contenente la splendida illustrazione realizzata da Fabio Mancini, che vi abbiamo mostrato in anteprima qui, e prima della storia della Bruni. Un prodotto che ancora risulta narrato mediante didascalie come in Prophet, in cui si intravede soltanto di sfuggita il disegno del nudo maturato dagli anni nel fumetto erotico, in cui non emerge tutta questa "alternatività" autoriale a cui ci ha abituato, ma che soprattutto sembra non essere conclusa, non trovare un termine. Tutta la storia rimanda ad una figura che non viene mostrata mai completamente, una donna avvolta nel mistero, quindi globalmente l’effetto conferito va anche al passo con una soluzione narrativa come il finale aperto, ma forse qui tale scelta è un po' troppo tirata. Forse questa è l’unica nota stonata, male amalgamata con il resto, ma che rapidamente lascia posto ad altro.

Dancing Plague di Eleonora Bruni
La Piaga del ballo, fenomeno di isteria di massa realmente accaduto e replicatosi più volte nel corso della storia, non necessita giustamente di dialoghi, come rappresentato da Eleonora Bruni nella sua eponima storia. Passiamo dalla Strasburgo del 1518, primo avvenimento testimoniato storicamente del fenomeno, ad una trasposizione magicamente pop, una sfrenata “piaga” di ballo collettivo scaturita da una allegra streghetta che tingerà il mondo di colori accesi e sfavillanti, trasformando i giovani ballerini in adorabili mostriciattoli, anche se non tutti saranno contenti di questo cambiamento. Il look eighties, cartoonesco, con figure morbide e colori piatti, solo leggermente ombreggiati, segna la produzione più scanzonata del volume, che mette subito il buonumore. Una bella prova, che tramite la narrazione a immagini fa a meno di tutto il superfluo che una descrizione sia didascalica che a balloon avrebbe potuto aggiungere, rimanendo comunque tra i lavori più intrinsecamente fumettistici tra quelli presenti.

Crows di Monica Sangermano
Monica Sangermano esordisce (a livello di pubblicazione commerciale) sulle pagine di Grimorio con una storia sui corvi e la loro mistica duplice natura, portatori di tenebra e di luce, dimostrando sin dalla sua prima pubblicazione di essere un’artista che definire promettente è un eufemismo. Una prova sicuramente matura dal punto di vista artistico, tavole dal layout compositivo semplice ma ben congegnato, ma sono le illustrazioni ad essere un cuore pulsante di rara potenza visiva. I giochi di luce ed ombre, resi con variazioni sulla medesima paletta cromatica scura e limitata, le figure fluide, innaturali e irreali, le composizioni flessuose e liquide anche in questo caso rendono ottimamente senza l’apporto di dialoghi. Unica considerazione: il font adottato per la breve introduzione non regge gli accenti e a quanto pare il livello correttivo contenente gli stessi deve essere slittato leggermene in alto, andando a finire sulla riga precedente, ma potremmo sbagliarci a riguardo. Insieme a Noemi De Maio, rappresenta una rivelazione artistica di cui ci piacerebbe vedere presto altro materiale.

Come Pietra di Veronica “Veci” Carratello
Di Veronica Carratello siamo stati tra i primi a recensire Freezer, il suo volume edito per Bao Publishing, riconoscendo subito il potenziale artistico della giovane autrice, che ha anche realizzato le illustrazioni dei quadri appesi al Gran Bao Hotel a Lucca. In Grimorio si cimenta con una delusione d’amore di una strega teenager, che non ci penserà due volte a farla pagare al traditore. Ritroviamo quindi il tratto semplice ma fortemente espressivo, diventato la cifra stilistica dell’artista, che anche in questo lavoro si accorda egregiamente con le tonalità leggere e divertenti del narrato.

Bussarono alla porta di Sumi e Laura Guglielmo
Se non conoscete Sumiti Collina, è definitivamente l’ora di rimediare. La sua produzione spazia dalla pixel art ai videogame, passando per splendidi libri illustrati con lavori che sembrano quasi estratti da favole medievali o dai manoscritti bizantini, mantenendone la non dettagliata considerazione della prospettiva e del rigore anatomico, purgandoli tuttavia dell’eccessiva rigidezza e della freddezza comunicativa, che invece trovano spicco nelle opere della giovane artista. Un look fiabesco della migliore tradizione illustrativa, con figure femminili snelle, affusolate, ma mai spigolose, flessuose ed eteree, quasi sacrali a tratti, rappresentate in pose che sembrano passi di danza, composizioni continue quasi floreali, auree nella loro armonicità. La crudeltà della storia della Guglielmo, che porta alla condanna di un'innocente pulzella, in questo caso fornisce un netto contrasto con i disegni, lasciando spiazzato il lettore.

Comet di Freddie Tanto
Altro autore alla sua prima pubblicazione è Freddie Tanto, che porta le streghe nello spazio, dopo un breve incipit che pone le sue radici nell’infausto Processo di Salem, fornendoci una personale teoria della genesi delle comete. Un breve racconto che si dirama narrativamente in maniera molto lineare, ma graficamente sceglie soluzioni del tutto non banali, mescolando il lettering con il disegno, come nella sovrimpressione di numeri e coordinate ai disegni, aggiungendo in parte anche motivi geometrici e vettoriali che ben si accoppiano con il graphic desing della curatrice del progetto. Character ed environmental desing sono molto promettenti, sia nella definizione dei volti, minimali e non realistici ma profondamente espressivi, che nello sviluppo dell’architettura della prigione delle streghe. Una storia dalle tinte cupe, con nuance scure di grigio, alternate al bianco e al nero, con pennelli digitali che a tratti emulano delle pennellate, a tratti il pastello a cera su carta ruvida, con l’effetto sfumato dovuto alla texture di vuoti e pieni tipica di quello stile di colorazione, che rende imprecisi e indefiniti i contorni, contribuendo perfettamente al mood generale trasmesso dall’opera, giocando con il contrasto ottico in modo esaltante, soprattutto nella conclusione.

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Neve di Silvia Vanni
A Silvia Vanni abbiamo appena dedicato una puntata della nostra rubrica IllustrART, quindi non possiamo far altro che ripetere esattamente quello che abbiamo detto nell’articolo. Si cimenta in questa antologia con una storia amara, con protagonista una giovane candida strega di nome Neve, unico caldo bagliore infuocato in una fredda landa innevata, che suo malgrado si trova vittima della paura e dell’incomprensione popolana. Le figure delicatissime, soft, le forme morbide associate ai colori tenui che giocano sul contrasto caldo-freddo proprio come la dicotomia intrinseca nella protagonista riempiono la storia di magia.

I Viandanti di Giopota
Nel caso de I Viandanti, non siamo di fronte ad una storia a fumetti, è vero, ma neanche ad un singola illustrazione, essendo un quadrittico, e questo ci porta ad includere comunque il prodotto in questa analisi. Si tratta di quattro “schede” relative ad altrettanti distinti personaggi, due maschili e due femminili, che rappresentano una sorta di descrizione sintetica a mo' di presentazione condensata della figura in esame. Troviamo quindi la figura del mago o della strega, attorniata dall’oggettistica e dalle caratteristiche peculiari che Giopota ha associato ad essa. Il layout compositivo è ben studiato, fornendo il giusto spazio ad ogni elemento e anche lo studio dietro ogni singola produzione non è da poco, se si osserva il grado di dettaglio con cui sono stati concepiti oggetti e personaggi. Il tratto è molto piacevole, sciolto e delicato, fluido, che ricorda le produzioni fantastiche dello Studio Ghibli, sebbene fortemente influenzate da uno stile profondamente europeo, da illustrazione per fiabe. 

Villus di Tessa Black
Questa storia, completamente priva di dialoghi, è realizzata dall’artista canadese Tessa Black gestendo in maniera allucinante il bianco e il nero nelle tavole. L’artista gioca con il buio e la luce, invertendo il ruolo dei due colori a suo piacimento, abbagliando con il bianco candore della carta lucida e inghiottendo il lettore con il nero più denso. Una prova davvero eccezionale nella padronanza della bicromia e dell’effetto ottico risultante, espandendo la potenza visiva del prodotto con inquadrature non ortodosse, da dietro, dall’alto, non centrate sulle figure, con una trama non lineare e misteriosa, suggestiva nella sua follia profondamente alternativa.

Passando alle illustrazioni, trattarle tutte risulterebbe improponibile, in quanto servirebbero interi paragrafi anche solo per cominciare. Nel volume si spazia da contributi realizzati da istituzioni in materia come Isabella Mazzanti, con la sua magnifica Dinner Party (che trovate qui sotto), alle sensuali streghe di Romina Moranelli, al già citato Sabbath di Mancini che troneggia al centro del volume, alla tenerezza della streghetta di Morena Forza, al magico rito di iniziazione di Federica Frenna, al nascondino in pastello nero su carta ruvida immerso diagonalmente in un mare di bianco di Atrid Lucchesi, al divertente e dettagliato catalogo commerciale per streghe della bravissima Susanna Rumiz, al piccolo gioiello illustrativo che è Les Bruixes di Julia Sardà, altra guest star d’eccellenza, al delicato contributo stile art nouveau di Alice Girlanda.

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Questo sostanzialmente è Grimorio. Una produzione artistica nata da menti giovani, da artisti, con una notorietà più o meno sviluppata, che lascia basiti per eccezionalità. Non tutto è propriamente perfetto, anche se le pecche si concentrano sul versante editoriale.
Si riscontrano problematiche nell’indicizzazione dei diversi lavori, che segue una scansione della foliazione che non è riportata quasi mai sulle singole pagine, con anche alcuni errori di attribuzione delle durate delle storie (quella di Graham non dura 12 pagine così come quella della Bruni non dura 1). Risulta difficile l’attribuzione della paternità di un’opera: sono presenti i nomi del team creativo ma non le mansioni svolte da ciascuno. Altra piccola critica relativa all’impaginazione potrebbe essere mossa all’eccessivo accorpamento del materiale, alla mancata separazione dei diversi prodotti, che se alla fine contribuisce ad amalgamare meglio il tutto, riducendo la foliazione totale e di conseguenza il costo complessivo della stampa, risulta un po' soffocante per tutte le chicche presenti nel libro.
Ma se si considera il lavoro mastodontico del gestire più di 25 autori, e l’inesperienza editoriale delle due curatrici che si sono messe in gioco con grande intraprendenza e bravura, risultano solo delle inezie, che vengono facilmente perdonate, ma che possono essere eliminate nelle successive produzioni della Attaccapanni Press, tipo il progetto sulla Melagrana...
Grimorio è quindi un'autoproduzione che non ha nulla da invidiare all’editoria nazionale o internazionale (anzi), che ridefinisce il canone qualitativo di un progetto crowdfunding, alzando l’asticella a livelli ancora inesplorati, imponendone una nuova definizione, soprattutto per il pubblico italiano. Se veramente volete cimentarvi con il crowdfunding, questa è la vetta da conquistare. Deal with it.

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