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Sconto del 25% sul catalogo Editoriale Cosmo, Nona Arte e Kleiner Flug

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Apprendiamo direttamente dalla pagina Facebook della casa editrice Editoriale Cosmo che a partire dal 28 agosto e fino al 24 settembre tutto il catalogo dell'editore, oltre a quello di Kleiner Flug e Nona Arte, saranno scontati del 25%.

La notizia si aggiunge alle già annunciate scontistiche sui cataloghi Bao Publishing e Edizioni BD che avverranno nello stesso periodo.
L'iniziativa sarà valida solo sui siti degli editori e nelle librerie e fumetterie convenzionate. Qui il link per i titoli disponibili su Amazon.

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Kleiner Flug ripubblica Il paese dei tre santi, serie Mammaiuto di Stefano Nardella e Vincenzo Bizzarri

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Apprendiamo direttamente dal Catalogo Mega 242 che la casa editrice italiana Kleiner Flug ripubblicherà Il paese dei tre Santi, opera realizzata da Stefano Nardella e Vincenzo Bizzarri, autori del collettivo indipendente Mammaiuto.

L'opera è già stata pubblicata dal collettivo in occasione della scorsa edizione di Lucca Comics & Games e verrà riproposta in un volume 17x24 cm, 192 pagine, a colori, 22€. Di seguito trovate l'annuncio.

paesetresanti

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L'umanità di Giovanni dalle Bande Nere, recensione del volume Kleiner Flug

Il 12° volume della collana Prodigi fra le nuvole della casa editrice Kleinerg Flug si occupa di un personaggio di grande rilevanza per il Rinascimento italiano, l'ultimo condottiero di compagnia di ventura Ludovico di Giovanni de' Medici, detto Giovanni delle (o dalle) Bande Nere, quel Gran Diavolo al servizio del Papa Medici, un militare temuto e rispettato, in primis dai suoi uomini, che rappresentò l’avanguardia bellica che mise definitivamente la parola fine all’era della cavalleria pesante. La scelta dello scrittore Marco Rastrelli non è quella di strutturare un resoconto dei suoi successi campali, delle sue vittorie e delle sue gesta belliche; l’autore preferisce difatti raccontarci una storia, quella della crescita e maturazione del giovane Ludovico, detto il “Popolano” perché facente parte del ramo cadetto dei Medici, dai primi istanti di vita fino alla tintura delle bande per il lutto dovuto alla scomparsa di Papa Leone X, il pontefice di casa de’ Medici che fu come una sorta di protettore e benefattore per Ludovico, avendogli offerto la possibilità di servire nelle armate dello Stato Pontificio evitandogli spiacevoli conseguenze per il suo comportamento indomabile.

giovanni bande nere 1

La narrazione va quindi ad indagare per lo più l’indole del personaggio, la sua personalità pugnacea che lo ha reso un fiero condottiero che sin dalla giovinezza dimostrò un ardore battagliero temibile, oltre che un carattere difficilmente controllabile, mostrandoci come queste caratteristiche non siano meri attributi del Gran Diavolo, ma siano parte del suo essere sin dai primi vagiti; tratti ereditati dalla madre, Caterina Sforza, una donna forte e indomita con grande passione per l’arme. Non vediamo quindi battaglie, gesta eroiche ed epiche: vediamo solo le sequenze principali della vita di Ludovico, solo l’essenziale per poterne comprendere la figura, scremando l’aspetto puramente storiografico per approfondirne quello umano. Non ci appare una figura presa da un libro di storia, ma ci appare un uomo, che nonostante i suoi difetti, le sue preoccupazioni, le sue scelte, le sue contraddizioni, la sua imperfezione, emerge come uno dei militari di maggior valore del Rinascimento, abituato alla violenza, alla morte e alla guerra sin da giovane, talmente immerso in quelle atmosfere da esserne permeato, da comprenderne i meccanismi, arrivando a rivoluzionare secoli di tattiche militari e warfare includendo la cavalleria leggera per sfruttarne la mobilità e la versatilità contro il lento decadere della cavalleria pesante.

giovanni bande nere 2

Dal punto di vista artistico invece, le soluzioni adottate da Lorenzo Nuti si sposano alla perfezione con le tematiche e le scene rappresentate. Le figure emergono forti e ben definite grazie allo stile realistico e fortemente drammatico che l’artista sfrutta: drappeggi, tessuti, paesaggi, affollate scene di guerra e fondali, studiati per un maggior realismo e rigore storico, vengono egualmente caratterizzati per sviluppare ancora di più le atmosfere di quella che sembra un’opera shakespeariana, per toni sia visivi che narrativi. Uno stile ricco di tratti, di segni che delineano le figure scolpendole con grande maestria, senza rinunciare alla dinamicità e alla plasticità delle figure. Ottima la gestione dello spazio all’interno della singola vignetta, con inquadrature inusuali che rendono cinematografico lo sviluppo sequenziale complessivo, donandogli epicità. Emerge la frenesia e la violenza insita nel personaggio principale mediante il lavoro svolto sulle espressioni facciali, lasciando trasparire anche una intensa umanità e malinconia dalla figura di Giovanni.

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Non possiamo che consigliarvi questo Giovanni dalle Bande Nere, un altro ottimo colpo messo a segno dalla Kleiner Flug, sempre attenta alla qualità dei suoi prodotti sia a livello di contenuto che più semplicemente dal punto di vista editoriale.

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Stradivari tra mistero, magia e tradizione: intervista a Michele Ginevra e Sakka

Quando abbiamo intervistato Alessio D'Uva per scoprire cosa riservasse il futuro della casa editrice Kleiner Flug, oltre ai lavori in anteprima a Lucca, ci sono stati rivelati anche alcuni titoli che non sono ancora usciti, ma che a breve vedranno la luce. Tra questi, uno in particolare ci ha colpiti, Stradivari. Genius Loci, realizzato da Michele Ginevra, del Centro Fumetto "Andrea Pazienza", ai testi, e Roberta Sacchi, in arte Sakka, ai disegni. Dopo aver incontrato gli autori a Lucca, abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere proprio per parlare di questo interessante volume. Trovate qui di seguito l'intervista realizzata da entrambi gli autori.

Benvenuti su Comicus!
Partiamo dall'inizio: come nasce questo nuovo progetto per Kleiner Flug e come nasce invece la vostra collaborazione?

Michele: Scrivere fumetti è una mia antica aspirazione giovanile, un classico sogno nel cassetto. Tre anni fa ho avuto un'idea che poteva essere sviluppata e ho pensato di coinvolgere alcuni dei ragazzi più talentuosi, tra i tanti cresciuti con il Cfapaz. L'idea è quella di raccontare alcuni importanti personaggi della storia musicale cremonese, importanti anche a livello internazionale, in una cornice avventurosa e fantastica. Si tratta di Antonio Stradivari, Claudio Monteverdi e Amilcare Ponchielli. Ciascuna di queste figure poteva essere interpretata in modo personale e per Stradivari ho pensato che Roberta Sacchi potesse essere l'autrice ideale. È anche una persona che apprezzo molto. Ho trovato in lei piena sintonia, sia per la proposta in sé, sia per la possibilità di raccontare una piccola città di provincia come Cremona, che in passato era stata il secondo Comune per importanza in Lombardia, dopo Milano.
Sakka: Da tanti anni collaboro con il Centro Fumetto e praticamente si può dire che ci sono cresciuta. Michele è il coordinatore e quindi ci conosciamo da tanto tempo. L'idea di fare un progetto insieme è nata spontaneamente dalla voglia di raccontare un momento molto importante della storia della nostra città con il fumetto. Inoltre è stata la seconda occasione per me di poter avere un progetto approvato da una casa editrice.

La storia narrata ripercorre in maniera romanzata la vita di Stradivari. Avete scelto voi questo personaggio o vi è stato proposto dalla casa editrice? Nel caso, come mai proprio questo personaggio storico?

Michele: È proprio una nostra idea, che abbiamo proposto a Kleiner Flug perché avevamo visto che l'editore toscano aveva intrapreso una collana dedicata a personaggi storici della cultura e dell'arte, dando molto spazio agli autori emergenti. C'è sembrato il contesto ideale per questo progetto.

A ben vedere dalla trama, questo graphic novel non sarà puramente biografico, e saranno presenti diversi aspetti immaginari. In particolare il taglio misterioso, avventuroso e mistico. Come mai questa scelta?

Michele: Stradivari. Genius Loci si basa su due scelte fondamentali: da una parte si vuole provare a dare una dimensione sentimentale al personaggio di Stradivari, che nell'iconografia classica, ricostruita ex post, appare come una sorta di genio intellettuale dell'artigianato musicale, talvolta raffigurato anche con tratti di nobiltà. Invece a me piaceva l'idea di rappresentare Stradivari come avrebbe potuto essere da ragazzo, in un contesto di duro lavoro quotidiano, nella bottega in cui era inizialmente cresciuto. La prima parte della biografia di Stradivari presenta parecchie lacune. Non è certa la data di nascita. Ci sono dubbi sull'identità dei suoi genitori e le circostanze del suo primo matrimonio sono piuttosto singolari. Che sentimenti poteva provare un ragazzo dell'epoca in una situazione così particolare?
La seconda scelta riguarda proprio gli aspetti che elenchi nella domanda. Mi piaceva l'idea di dare un taglio mistico, quasi complottista, con fazioni avverse, intrighi, misteri... e mi piaceva anche l'idea di coinvolgere Roberta in un progetto che non fosse mera biografia didascalica e che ne esaltasse le caratteristiche. Ci sono scene che ho pensato e scritto proprio per lei.

A proposito della ripetizione dell'eterno ritorno del Genius Loci ogni secolo a Cremona, sappiamo che ci sono altri musicisti che potrebbero far parte di questa catena ricorsiva...

Michele: Questa possibilità narrativa è plausibile proprio grazie ad alcune coincidenze di date. Claudio Monteverdi nasce nel 1567 e muore nel 1643. Stradivari nasce appena dopo, tra il 1644 e il 1648, per morire dopo una lunga vita nel 1737. Quindi c'è un secolo di apparente vuoto e arriva Amilcare Ponchielli, che nasce nel 1834 e vive sino al 1886. In pratica, a Cremona, più o meno negli stessi anni, ogni secolo, nasce una figura importante per la musica. E la tendenza si conferma anche per il novecento... Da qui l'idea del “genius loci”, cioè uno spirito legato ad un luogo, che si incarna ciclicamente.

Quale tipo di documentazione avete adottato per questo lavoro? Sia a livello narrativo che grafico.

Michele: Questa parte del lavoro è stata lunga e complicata. Manca soprattutto il materiale iconografico e Cremona è stata stravolta urbanisticamente nei secoli successivi. Sono state demolite chiese, quasi tutte le mura e persino un castello... Per fortuna, è in corso un fenomeno di fascinazione del passato che ha stimolato studiosi e appassionati a compiere ricerche anche su questo periodo. Per cui ho potuto attingere sia a fonti note che ad altre rinvenute o ricostruite assai di recente. Ho fornito a Roberta foto, cartine, disegni e anche alcuni modelli di riferimento per i personaggi. Poi però ho lasciato libertà di interpretazione. Era importante che Roberta cogliesse il carattere dei personaggi, in modo da farli recitare in modo credibile. Il risultato è un lavoro grafico eccellente, con alcuni passaggi che trovo molto emozionanti dal punto di vista della resa estetica.
Sakka: La ricca documentazione che mi è stata fornita è stata fondamentale, anche se ho potuto lavorare anche molto di fantasia. Dal punto di vista grafico ho cercato di essere più dettagliata possibile pur mantenendo il mio stile personale tendenzialmente espressionista. La scelta dei colori è stata fatta cercando di creare delle tonalità adeguate ai momenti della storia. Nelle scene più tranquille e quotidiane ho scelto tonalità più canoniche, mentre in scene oniriche o di tensione ho scelto una palette più libera e d'atmosfera, quindi colori cupi e ansiogeni. Pur cercando di mantenere una certa pulizia rispetto ai lavori precedenti, ho comunque cercato di restare fedele al mio segno, e al mio modo di far recitare i personaggi.

Passando al lato grafico dell'opera, abbiamo potuto notare un'alternanza di tavole con un layout tradizionale ad altre con una costruzione più libera, più destrutturata, che mette in risalto il tratto morbido e fluente che ottieni con il pennello da china. Come ti sei approcciata alla realizzazione delle tavole?

Sakka: Sapevo che questa storia doveva raccontare un personaggio storico che per i cremonesi rappresenta una figura molto importante per l'identità della città, per cui all'inizio è stato complicato decidere il mood con cui affrontare la narrazione. Io stessa conoscevo la figura di Antonio Stradivari, ma non potevo immaginare il tipo di biografia che porta con sé. Come sempre prima di mettermi al lavoro sulle tavole cerco di metabolizzare il tutto, documentazione, soggetto e personaggi. In generale la storia prevedeva due linee narrative: la trama vera e propria, e una parte onirica dedicata ai ricordi, ai sogni e alle visioni di Stradivari. Sicuramente Michele, che conosce il mio stile molto bene, ha creato questa seconda parte narrativa proprio per far sì che la storia mi calzasse al meglio. Quindi questo fumetto alterna una griglia più tradizionale "alla francese" a una griglia completamente libera, con vignette deformate e non per forza con consequenziali.

Come ti sei trovata ad adattare la sceneggiatura di Michele? Quanta libertà artistica ti è stata conferita? Ci sono stati dei punti nella storia dove ti sei trovata  a suggerire qualche modifica nello script per rendere al meglio qualche passaggio?

Sakka: La sceneggiatura di Mic era dettagliata e abbastanza precisa. Anche la documentazione non dava spesso molto spazio all'immaginazione. Mi ha sempre dato qualche scelta, per esempio sul concept dei personaggi. A volte abbiamo discusso insieme qualche passaggio nella storia, soprattutto all'inizio quando ancora i tasselli non erano fissati pienamente. Dopo la prima lettura insieme infatti mi ricordo che mi chiese di dirgli ogni cosa che pensavo e ho fatto davvero un milione di domande! Alcune inutili altre invece hanno smosso alcuni passaggi. Quindi è stata una collaborazione viva, siamo abituati a discutere sempre (nel senso buono del termine) su tante cose e quindi questo progetto non ha fatto eccezione! Lui è stato importante nell'aiutarmi a correggere il tiro quando qualche vignetta poteva essere migliorata. Alla fine anche se non è sempre facilissimo, soprattutto per noi che abbiamo poca esperienza, bisogna sempre ricordare che l'obiettivo è creare una storia nel modo migliore possibile. Quindi quando uno dei due aveva qualche cosa da dire ci siamo sempre sentiti liberi e in dovere di farlo. Alcuni passaggi che abbiamo cambiato insieme sono legati alla figura di Federico Magio, che in alcuni casi si sono arricchiti proprio dopo le prime bozze. A volte ciò che in sceneggiatura sembra funzionare poi sulla carta acquista un senso diverso, a volte può far notare qualche debolezza, altre volte in realtà è sorprendentemente migliore.

Quando potremo vedere quest'opera pubblicata?
Michele: Finiremo tutto entro la metà di dicembre. Poi dipenderà dall'editore. Comunque non vedo l'ora di vederla stampata!

Oltre a Stradivari, avete altri progetti sui quali state lavorando o che comincerete a breve, anche separatamente?

Sakka: Varie idee bollono in pentola. Vorrei tanto realizzare una storia che ho inventato nel corso dell'ultimo anno, e che potrebbe prevedere 4 episodi. E' una storia molto nel mio stile, ma un po' più lunga e complessa del solito. Sicuramente le ultime esperienze potrebbero concedermi di riuscire nell'intento. Inoltre, ho stretto una collaborazione con uno sceneggiatore e stiamo costruendo un progetto di cui sono molto orgogliosa. Ne parlerò sicuramente sulla mia pagina fb che aggiorno spesso.
Michele: In realtà non sono un autore professionista. Il mio lavoro è e rimane quello di coordinare e dirigere il Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, che ha in programma pubblicazioni, grandi mostre e tante attività. Ma, come dicevo all'inizio, sto realizzando un sogno che avevo nel cassetto. Per cui intendo proseguire e concludere la trilogia “Genius loci”, che potrebbe a certe condizioni diventare anche una quadrilogia. Il prossimo personaggio sarà Claudio Monteverdi, che sarà interpretato dalla bravissima Francesca Follini, altra autrice cremonese di qualità. Questo secondo volume dovrebbe uscire per Lucca 2017.

Ringraziamo i due autori per la disponibilità e vi invitiamo a non perdervi questo volume.

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