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Ryuko 1, recensione: Storie di vendetta e di yakuza

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Dopo aver importato titoli del panorama fumettistico cinese, Bao Publishing introduce nel suo grande bouquet di opere un seinen nato sul web nel 2011. Parliamo di Ryuko, del poliedrico artista Eldo Yoshimizu, già conosciuto per le sue sculture.
La trama segue le vicende della bellissima capo clan della Yakuza di Yohohama, Ryuko. La sua influenza parte dal Giappone fino ad arrivare in medio-oriente, più precisamente a Forossyah, sul Mar Nero. Qui è in corso un colpo di stato militare che degenera in una tragica guerra civile. Il re, appena spodestato, affida a Ryuko la sua figlioletta appena nata di nome Barrel. Diciotto anni dopo si vedrà essere una delle protette della boss. Il quartier generale del clan, d’improvviso, viene preso d'assalto dalle milizie del generale Rashid, capo dell'esercito golpista. Avendo la peggio nello scontro, in punto di morte, rivela all’affascinante boss/assassina alcune terribili verità, tra cui quella su sua madre: creduta morta fino ad allora, la donna è in realtà ancora in vita e tenuta in ostaggio in Giappone. Qui Ryuko decide di tornare nel paese del Sol Levante per cercarla e sistemare le cose.

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La protagonista è lo snodo principale di una narrazione non lineare su più piani temporali. Questa misteriosa assassina, infatti, è il filo rosso tra diversi personaggi che appartengono a gang e nazioni in guerra. Scopriremo, man mano nella narrazione, quanto per Ryuko questa guerra fra clan sia soprattutto una questione personale e si intrecci con uno scenario internazionale, coinvolgendo personaggi come il suo braccio destro Nikolai. Lo scenario spazia dal Giappone ad Hong Kong fino al Medio Oriente e all’ex-Unione Sovietica.

Yoshimizu intesse una core story basata sull’onore e sulle obbligazioni morali tramite un sofisticato intreccio di governi, boss e assassini che cercano di arrivare al potere. Le varie storyline sono ben strutturate e tutte molto accurate. Questa peculiarità permette di fornire più punti di vista sulla guerra in atto facendo divenire la narrazione un racconto corale, con al centro Ryuko. La caratterizzazione dei personaggi è complessa e intricata, nessuno è totalmente buono o cattivo e c’è una sottile ombra di ambiguità che aleggia sulle loro storie: tutti prendono decisioni che possono essere considerate cattive ma, dati i contesti, sono forse quelle necessarie. Questa necessità del comportarsi, e magari il dubbio e senso di colpa del ricordo, assilla ogni personaggio donando loro una caratterizzazione sfumata e uno spessore psicologico molto realistico e variegato. Ognuno ha il suo dramma e fardello e ognuno convive con le proprie decisioni e azioni. Queste azioni vengono tessute bene dall’autore facendo incontrare, scontrare e interagire, mondi dietro personaggi che appaiono già in questo primo volume ben descritti e complessi.

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Il tratto dell’autore giapponese strizza l’occhio ad opere Gekiga anni ‘60 e ‘70. Soprattutto richiama la tradizione della vecchia scuola del manga noir e hardboiled di Takao Saito e Tsutomu Takahashi.
La struttura delle tavole a griglie libere rende la narrazione dinamica e piena di pathos. Yoshimizu alterna tavole morbide con figure femminili affusolate e tavole dallo stile nervoso che drammatizzano la scena. Le scene d’azione in particolare sono costruite alternando i punti di vista delle inquadrature così da rendere più frenetica la dinamica. Aggiungiamo il tratto nervoso che gioca sui contrasti di bianco e nero, facendo emergere dettagli e particolari che aggiungono potenza visiva, avviene così che il lettore divora completamente le pagine sentendosi immerso nella scena. Di particolare rilievo la scena finale dell’inseguimento che forse è il momento più adrenalinico dell’intero albo (anche se non è l’unico). Si nota l’autore abbia una cifra stilistica audace e cinematografica, con predilezione per i tagli obliqui. Da menzionare però come a volte questa dinamicità arrivi all’eccesso. Ci sono esagerazioni con effetti e distorsioni, vignette troppo confuse e con continui cambiamenti di prospettiva, al punto che alcune sequenze risultano estremamente difficili da decifrare.

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Ryuko quindi non risulta un semplice omaggio allo stile Gekiga dell’epoca, anzi, riesce a scrollarsi di dosso il termine per presentarsi come un racconto fresco e disinibito. Una storia che risulta intrigante e stilisticamente ricercata e voluta, non solo riservata agli appassionati del Gekiga ma ad un più ampio target.
L’edizione Bao è molto ben curata in un’elegante copertina in cartone rigido ed effetti colorati traslucidi. 250 pagine stampate su carta spessa da 120 grammi e in formato 21,5x15,5cm. Rilegatura a filo refe con risguardi da 125 grammi, il tutto al prezzo di 17,00€.

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Bao Publishing: arriva 5 Mondi di Mark Siegel e Alexis Siegel

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Sulle pagine di Preview #26, disponibile online a questo indirizzo, sono stati annunciati tutti i dettagli dell'edizione italiana di 5 Mondi, la pentalogia a fumetti scritta da Mark Siegel e Alexis Siegel che Bao Publishing pubblicherà a partire dal 2018. Il primo volume, illustrato da Boya Sun e Xanthe Bouma, arriverà a febbraio in fumetteria e libreria. Di seguito trovate tutti i dettagli dell'edizione, comprese le due pagine dedicate sulla rivista promozionale. Cliccate sull'immagine per ingrandirla.

5 Mondi, Vol. 1
di Mark Siegel, Alexis Siegel, Boya Sun e Xanthe Bouma
256 pagine, colori, 15x23 cm, cartonato, 22€

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Kids with Guns: a febbraio il primo volume Bao Publishing di Capitan Artiglio, tutti i dettagli

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Apprendiamo direttamente dalle pagine di Preview #26, il catalogo di novità Bao Publishing e Sergio Bonelli Editore, l'annuncio dell'uscita per febbraio 2018 di Kid with Guns, l'atteso volume Bao di Capitan Artiglio, primo libro di una trilogia di formazione western con dinosauri, cowboy, banditi e una ragazzina come protagonista. Qui potete invece trovare un nostro articolo relativo all'artista.

Di seguito tutte le informazioni diffuse in rete, comprese le due pagine della rivista dedicate a questo titolo (cliccate sull'immagine per ingrandirla).

Kids with Guns
di Capitan Artiglio
208 pagine, colori, 16x24 cm, cartonato, 20 €

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BaBao: Supergum!: superpoteri, cicche, cimici ed eroismo, intervista a Laura Guglielmo e Susanna Rumiz

Di Laura Guglielmo vi abbiamo già parlato diverse volte, soprattutto per quanto riguarda il suo ruolo di co-fondatrice dell'etichetta indipendente Attaccapanni Press e tutti i progetti correlati. Quando Bao Publishing ha reso nota la notizia della pubblicazione di un volume da lei scritto sugli incredibili disegni di Susanna Rumiz, non abbiamo potuto far altro che cercare di saperne di più su questa storia. Ne è venuta fuori una piacevole intervista in cui ripercorriamo un po' la formazione di quest'opera e le sue peculiarità, approfondendo un po' la conoscenza delle autrici. Di seguito trovate anche delle immagini del volume, mentre per una corposa anteprima potete recarvi a questo indirizzo.
Qui potete invece trovare la nostra intervista a Caterina Marietti sull'etichetta editoriale BaBao.
Il volume esce oggi nelle principali librerie e fumetterie d'Italia.

SUPERGUM Guglielmo Rumiz BAO 2017

Oggi, 30 novembre, esce in tutta Italia Supergum il vostro primo volume per BAO Publishing, pubblicato sotto l’etichetta BaBao, dedicata ad un pubblico più giovane. Parlateci un po’ di questo libro.

Laura: Supergum è un libro che parla di come anche le capacità all’apparenza più insignificanti possono giocare un ruolo importantissimo, ma per dirlo tira in ballo le cicche, le rapine in gioielleria, i superpoteri, un posto di nome Pieve San Broccolo, una gara di cimici, e un mucchio di altre cose belle. È avventuroso, divertente e nonostante il volume abbia una sua conclusione promette intrighi futuri assai misteriosi.

Susanna: Disegnare Supergum è stato uno spasso. È il mio primo fumetto con così tanti personaggi e soprattutto così tante pagine! Mentre progettavo lo storyboard mi sentivo dentro ad un cartone animato e questo mi ha subito conquistata.

Come nasce la vostra collaborazione?

Laura: La nostra collaborazione è nata… ormai 8 anni fa! Frequentavamo tutte e due la sezione di Illustrazione allo IED Milano, e la nostra indole intrinsecamente orsa ci ha avvicinate. In men che non si dica eravamo impegnate a fare risotti, progettare avventure e fare disegni stupidi sul retro dei biglietti del treno.

Susanna: Finito il triennio a Milano siamo sempre rimaste in contatto e aspettavo solo l’occasione giusta per poter illustrare una storia scritta da Laura!

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L’etichetta BaBAO raccoglie libri dedicati a un pubblico più giovane, ma molto diversi tra loro sia come tematiche che come narrazione. Come si inserisce il vostro volume all’interno di questa collana?

Laura: Mi piace pensare che Supergum sia un volume un po’ “trasversale”, come certe serie animate di Cartoon Network, cioè pensato per poter piacere ai piccoli, che sono il suo pubblico principale, ma adatto ad essere fruito anche da lettori più grandi. Se devo pensare a un libro con un approccio simile all’interno di questa collana è sicuramente la serie di Hilda di Luke Pearson (BAO) di cui sono una fan sfegatata!

Si vociferava che Supergum fosse una trilogia... Cosa potete dirci a riguardo? Ci sono progetti a lungo termine per questa serie?

Laura: I progetti a lungo termine ci sono eccome, e pare proprio che i libri saranno ben cinque...

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Parlateci un po’ della genesi di quest’opera. Come è nata l’idea per questa storia?

Laura: Supergum è una storia che è rimasta nel cassetto per un po’. Susanna mi aveva chiesto una storia breve per un albo illustrato per un altro editore, che alla fine ci ha rifiutato la proposta. A noi la storia piaceva, quindi l’abbiamo tenuta lì. Quando BAO ha pubblicato una call for entries per la collana BaBAO abbiamo pensato di tirarla fuori, spolverarla, riscriverla da capo, darle un abito più carino, tentare la sorte e farla diventare un fumetto. Da storia di 24 tavole a primo volume di una serie ne ha fatta di strada!

Susanna: Esatto, mi avevano chiesto se avevo qualche idea per una storia a tema supereroi. Immediatamente ho mobilitato Laura che dopo nemmeno 24 ore aveva già scritto la primissima bozza di Supergum.

Cosa vi ha portate a scrivere una storia per bambini? Qual è il vostro legame con la narrativa per l’infanzia?

Laura: L’unica cosa che mi porta a scrivere storie per bambini è Susanna che me le chiede. Senza di lei non le scriverei mai. Se lasciata a me stessa, finisco sempre per cacciarci in mezzo almeno 5 accoltellamenti, 90 pagine di intrigo politico, 18 draghi, gli alieni, 6 battaglie campali e per lo meno due o tre morti per magia nera.

Susanna: Lavoro per l’editoria per bambini da diversi anni e vorrei illustrare molti più libri d’avventura, esplorazione e mistero. Il problema è che non sono capace di scrivere, quindi approfitto di Laura che ha sempre una marea di storie fantastiche nel cassetto!

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Quali accortezze avete preso, sia dal punto di vista narrativo che artistico, per la realizzazione di una storia volutamente dedicata ad un pubblico più giovane?

Laura: La cosa su cui mi sono dovuta fare più violenza è stata non perdermi in dettagli inutili, rinforzare la natura lineare della trama e usare un linguaggio quanto più possibile semplice ma accattivante. Non volevo scrivere in maniera artificialmente semplificata, i bambini non sono stupidi e ho idea che se ne accorgano molto facilmente se li tratti come tali, quindi avevo molta paura di cadere in questa trappola: ho fatto del mio meglio per mantenere un ritmo e una lingua che fossero al tempo stesso comodi da seguire ma vivaci.

Una domanda per Susanna Rumiz. Parlando dello stile con cui il fumetto è stato realizzato, si può notare come l’illustrazione e in generale il disegno per l’infanzia si confaccia appieno con la tua produzione tipica. Come sei approdata a questa cifra stilistica? Quale è stato il tuo percorso creativo?

Susanna: All’inizio non avevo le idee molto chiare. Mi piaceva disegnare ma non sapevo come sfruttare questa passione e ancor meno come trasformarla in un lavoro! Da quando ho iniziato a illustrare libri per bambini invece mi sento del tutto nel mio elemento e non riesco ad immaginarmi a fare nient’altro che disegnare storie avventurose e personaggi divertenti. La parte che preferisco in assoluto del mio lavoro è legata al colore: trovare la palette di colori perfetta, cosa che può richiedere dei giorni, ma che dà sempre grossissime soddisfazioni.

A chi consigliate questo volume e quale secondo voi è il target di pubblico perfetto per questo libro?

Laura: Alla gente a cui piace l’azione, che pensa che l’eroismo abbia posto ovunque e sotto qualsiasi forma, e che soprattutto non si tira indietro di fronte all’insormontabile sfida di scovare una cimice più massiccia, implacabile e guerrafondaia di Maciste Attila III.

Ringraziamo le autrici e l'editore per la disponibilità e vi invitiamo caldamente a leggere questa storia.

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